Ricerca sociale come scienza
Chi fa ricerca sociale è uno scienziato e chi è uno scienziato segue il controllo empirico. La ricerca sociale è complessa perché gli oggetti che studia (uomini) sono tra loro diversi, non esistono due persone uguali (a differenza per esempio degli atomi che studia la chimica), e anche la stessa persona cambia ogni giorno attraverso un processo continuo.
Definizione di scienza
Partiamo dalla definizione di scienza. La scienza, secondo Galileo Galilei, si fonda sull'osservazione sperimentale. Prima della scienza c'erano la filosofia e la religione; la filosofia, per un certo momento della sua storia, coincide con la scienza, finché Galileo Galilei disse che la scienza e la filosofia sono diverse e hanno metodi di approccio diversi. La scienza si basa sul controllo empirico, cioè sull'osservazione scientifica e sull'esperimento scientifico, cioè la variazione di una causa e/o di un effetto, controllo della direzione di causalità, controllo delle possibili fonti di disturbo.
(Consiglio libro da leggere: Il nome della rosa, Umberto Eco; L'uomo che cade sulla terra, Walter Levis).
La ricerca sociale studia il comportamento sociale degli esseri umani. Per questo è difficile avere un laboratorio sperimentale adatto alla ricerca sociale, cioè qualsiasi tipo di esperimento sociale non sarà mai adatto allo studio. Per questo la ricerca sociale usa un approccio che è quasi sperimentale (per esempio attraverso la statistica), utilizzando altri strumenti per studiare la relazione tra causa ed effetto e le possibili fonti di disturbo.
Principio di induzione e deduzione
Di solito la scienza tradizionale muove dal principio di induzione (osservo la realtà, costruisco a partire da osservazione di elementi particolari una teoria universale). La scienza moderna oggi utilizza anche il processo inverso, cioè il processo deduttivo (da casi generali deduco ipotesi più specifiche). Secondo Carl Popper, il principio di falsificazione è il principio di demarcazione tra ciò che è scienza e ciò che non lo è, cioè per elaborare un costrutto scientifico serio non devo dimostrare che è vero ma provare a dimostrare che è falso. Non un processo di verificazione ma un processo di falsificazione (ricerca di un solo caso che vada contro la teoria).
Secondo Popper, la scienza è tendenzialmente deduttiva, il metodo più efficace e veloce è il metodo di falsificazione e ogni processo deve essere controllato e sostanzialmente la scienza non dice mai la verità, perché la scienza per costruzione può arrivare solo a verità incomplete che potrebbero risultare differenti in futuro. Quindi la scienza non parla di verità assolute, ma solo di verità di tipo provvisorio. L'obiettivo sarebbe quello di mettere in competizione/a confronto diverse teorie e vedere quale regge meglio al controllo empirico. La scienza non funziona per verità dogmatiche (dogma = verità indiscutibile), a differenza della fede.
Requisiti terminologici e ispezionabilità
Un testo scientifico può essere considerato come serio e attendibile se sono stati utilizzati dei requisiti terminologici (importanza delle parole), cioè se utilizza parole specifiche (primo requisito). I sociologi utilizzano un linguaggio poco performe; per quanto sia un linguaggio tecnico, non è come il linguaggio scientifico.
Il secondo requisito è l'ispezionabilità del contenuto di ricerca, cioè la possibilità di controllo dei dati in maniera più specifica possibile. Questo fa acquisire autorevolezza e credibilità. Vale anche per le scienze sociali e per la sociologia. Ogni scienza, sociologia compresa (e soprattutto), deve combattere con il senso comune.
Thomas Kuhn e il concetto di paradigma
Un altro importante scienziato è Thomas Kuhn, che dice di prendere la scienza non come se fosse una religione ma di prenderla per quello che è, cioè come un'attività socialmente determinata fatta dagli uomini. La scienza legittima una visione della realtà che è quella dominante in quella comunità. Kuhn arriva a dire che la cumulabilità del sapere a volte va in crisi. La sua argomentazione parte dal concetto di paradigma: complesso di teorie e credenze scientifiche che costituisce un modo di vedere la realtà, è un corpus di teorie e metodi tra loro coerenti e consistenti.
Esistono tanti paradigmi e nessuno di essi si impone come dogma, ci sono semplicemente periodi storici in cui un paradigma si pone come dominante rispetto ad altri, finché arriva una nuova spiegazione che viola il paradigma dominante. La scienza normale va in crisi e fa sì che si affermi un nuovo paradigma -> incommensurabilità delle nuove spiegazioni.
Scienze sociali come scienze multiparadigmatiche
Le scienze sociali sono per definizione scienze multiparadigmatiche, a causa della complessità dell'oggetto di studio. Quindi accettano spiegazioni diverse dello stesso fenomeno che interagiscono e coesistono. In sociologia alcuni paradigmi si fondano su una prospettiva oggettivista (realtà sociale è qualcosa di esterno e indipendente rispetto agli individui - Durkheim), altri su una prospettiva soggettivista (realtà sociale è un prodotto delle azioni e interazioni degli attori sociali) e altri su una prospettiva che va oltre la dicotomia soggettivismo/oggettivismo (realtà sociale costrutto umano prodotto entro date condizioni).
Ricerca scientifica come processo creativo
La ricerca scientifica è un processo creativo, formalizzato da regole condivise all'interno di una comunità di saperi, che produce risultati controllabili empiricamente. È un insieme di azioni e di fasi che si definiscono attorno a un obiettivo, cioè quello di saperne di più.
Ricerca di base e ricerca applicata
Distinzione tra ricerca di base e ricerca applicata: la ricerca di base viene da una domanda che è una curiosità del ricercatore (la prima cosa che un ricercatore deve fare sempre è leggere e studiare le idee degli altri, solo attraverso un processo di continuo aggiornamento e studio vengono delle idee interessanti per la ricerca, influenzato da intuizioni, osservazioni ecc.), mentre la ricerca applicata tenta di rispondere a una domanda specifica su qualcosa di applicato, cioè pratico, e si basa sulla ricerca di base (es. come posso costruire un materiale resistente ed elastico?).
Per entrambe le ricerche si usano le stesse regole, che si trovano formalizzate dentro le prassi di ricerca approvate dalla comunità scientifica. L'obiettivo della comunità scientifica è un controllo sull'impianto della ricerca e non sui risultati. Sono quindi regole di metodo; l'importante è che la ricerca dia risultati che siano controllabili empiricamente, quindi con l'esperienza. La ricerca scientifica ha dei limiti (anche etici).
Selezione della realtà nella ricerca
Il ricercatore compie sempre una selezione della realtà, in base alla domanda di ricerca, non guarda mai la realtà in maniera totalmente oggettiva, ma sempre attraverso la selezione di ciò che è considerato rilevante. La selezione avviene attraverso la somma della relazione di valore contestuale e la relazione di valore costitutiva -> utilizzando questi due criteri si arriva a selezionare ciò che è rilevante per la ricerca.
Approcci analitico e interpretativo
Vi sono due tradizioni differenti: approccio analitico (associato a Durkheim, si basa sulla spiegazione) e approccio interpretativo (ermeneutico, associato a Weber, si basa sulla comprensione).
- Approccio analitico: Viene dal positivismo (ragione al servizio della conoscenza, la scienza deve imporre i modelli). Secondo i positivisti l'obiettivo di tutte le scienze sociali è quello di andare alla ricerca di leggi universali. Questo tipo di approccio è associato a Durkheim e all'idea di fatti sociali - il metodo serve a ricercare le cause di fatti sociali in altri fatti sociali, i fatti sociali sono trattati come cose e la causalità deve essere ricercata attraverso l'accertamento di leggi di covariazione. Il ricercatore guarda la realtà con specifici strumenti giusti e ne registra il funzionamento. Il metodo non studia comportamenti individuali, ma studia come comportamenti di gruppo si relazionano con altri comportamenti di gruppo (n.b. controllo sociale).
- Approccio ermeneutico o sociologia comprendente: Riconosce la differenza tra scienze sociali e scienze della natura. Riconosce la differenza tra l'oggetto di studio (e il metodo) della scienza naturale e quello delle scienze di spirito. Dilthey (maestro di Weber) sostiene che si possano comprendere empiricamente le condizioni in cui ogni oggetto sceglie. Weber invece sostiene che lo studioso sceglie un argomento in base al significato che esso ha per lui (UNILATERALITA' e relazione di valore - nessun ricercatore è oggettivo), esamina l'argomento nella sua interezza isolando casi specifici e attraverso esperimenti di simulazione mentale (comprensione della relazionalità) e formula giudizi di possibilità oggettiva sulle sue cause. I positivisti pensano di poter guardare alla realtà in maniera totalmente oggettiva, mentre Weber sostiene che ciò non sarà mai possibile e che noi guardiamo alla realtà come parte integrante di quella realtà, non è quindi possibile guardare alla realtà dall'esterno, il ricercatore non può essere oggettivo. + avalutatività: non c'è giudizio, il ricercatore non giudica. Secondo Weber per studiare i motivi che stanno dietro alla scelta di un singolo bisogna entrare nella sua prospettiva, bisogna indagare sulla vita di quell'individuo e ricercare ciò che lo ha portato a compiere quella scelta, secondo Weber non si cercano cause generali valide universalmente ma bisogna indagare le cause del singolo individuo. Si passa attraverso la costruzione di tipi ideali (modelli astratti ed estremizzati che fungono da mezzo di comparazione per guardare alla realtà) - analisi per tipi ideali.
A questa prospettiva aderiscono, oltre a Weber, anche Schutz e Garfinkel. Secondo Schutz le persone danno senso all'esperienza sulla base di tipizzazioni, più o meno condivise da tutti allo stesso modo - senso comune - il ricercatore deve studiare l'atteggiamento naturale che sta dietro.
-
Appunti completi Sociologia e ricerca sociale (solo parte di Ceravolo)
-
Appunti completi di Sociologia e ricerca sociale - Sociologia
-
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa
-
Appunti Ricerca sociale