Estratto del documento

Laboratorio di ricerca sociale qualitativa

Introduzione

Programma:

I modulo: i fondamenti della ricerca qualitativa e l’approccio etnografico

Materiale:

  • Descrivere il mondo. Teoria e pratica del metodo etnografico in sociologia capitoli da 1 a 7, slide e letture, film

II modulo: fare ricerca con le interviste non-standard

Materiale:

  • L’intervista biografica. Una proposta metodologica Bichi, slide e letture

III modulo: le interviste collettive (focus group)

Materiale:

  • Il focus group: teoria e tecnica

Lo strumento qualitativo dà molte più informazioni e profondità. Non siamo più abituati ad osservare con attenzione, ad ascoltare una persona mentre parla. Le novità le osserviamo con attenzione all’inizio.

Film: “Racconti di cucina

Vedere come i positivisti realizzavano le indagini sociali per poi discutere dei limiti di questo modo di fare ricerca quantitativa. Isaac all’inizio si è pentito di partecipare alla ricerca perché non voleva essere osservato ma non si poteva cambiare la persona. L’accesso al campo è avvenuto con l’apertura della porta, senza parole. A Isaac hanno detto che avrebbe ricevuto un cavallo da tiro, invece gli danno un cavallo di legno. Mai fare false promesse. La relazione parte già male. L’osservato quindi fa diversi sgarbi. L’osservato diventa osservatore: fa il buco di sopra. Nella ricerca sociale è normale, ci guardiamo a vicenda. Gli obiettivi dell’indagine vengono ribaltati e dimenticati: Isaac non cucina neanche in cucina. Secondo il paradigma positivista l’osservatore non deve parlare, ma fa un errore prendendo il sale. Schiarisce la gola e gli indica il sale e questo infastidisce Isaac. Poi l’osservatore gli dà il tabacco e l’osservato contraccambia con il caffè: il paradigma è morto. Presunzione della scienza: medico che parla dell’inizio della stagione della ricerca svedese, stagione dei campeggiatori; il medico fuma, anche la medicina può essere approssimativa. Non capisce il significato del telefono che suona finché Isaac non gli dà una spiegazione. L’amico dopo che gli hanno tagliato i capelli li prende e se li mette in tasca perché li usa per fare bambole di pezza. Il film mostra la fatica di accedere al campo di ricerca, di instaurare la relazione e poi la bellezza del confronto. Alla fine l’osservatore se ne va e Isaac è triste perché erano diventati amici. L’osservatore torna indietro ma trova Isaac morto. Decide di vivere lì, coltivare i suoi terreni e prendersi cura del suo cavallo.

Le fasi della ricerca

L'anello di retroazione

  • Scelta e definizione del problema di ricerca
  • Formulazione obiettivo
  • Definizione della strategia operativa
  • Raccolta dati: andare sul campo, cercare di convincere gli altri a raccontarsi
  • Analisi dei dati
  • Interpretazione dei risultati: entrano in gioco le teorie da cui siamo partiti
  • Presentazione dei risultati: restituzione del prodotto al committente, alla comunità scientifica, ai cittadini

Scelta e definizione del problema/oggetto di ricerca

Scelta del tema da sviluppare

  • Idea progettuale
  • Stesura del progetto
  • Idea progettuale committente trasformare l’idea progettuale in un progetto che si adatti

Analisi della letteratura:

  • Systematic review
  • Scoping review
  • Narrative review: sono fonti importanti di ricerca

Formulazione dell’obiettivo

Tema – oggetto di ricerca (giovani e stage). Dal tema nascono l’obiettivo della ricerca, domanda/e di ricerca e ipotesi della ricerca (le ipotesi possono anche non esserci). Tornano utili i costrutti e le teorie che arrivano dalla fase precedente (analisi letteratura) e tenere presenti le finalità della ricerca. In base alla finalità le ricerche possono essere di tipo esplorativo (esplorare un fenomeno), correlazionale (associazione tra fenomeni) e causale (cosa provoca un fenomeno). Noi staremo su una dimensione conoscitiva.

Nell’approccio non standard

Il percorso di ricerca costituisce un processo continuo di comprensione e di interpretazione dei fenomeni. Gli interrogativi di ricerca si strutturano progressivamente nel corso del lavoro. Meno rigida l’esigenza di definire concetti e ipotesi prima del lavoro di campo. È necessaria una focalizzazione progressiva nella formulazione dei problemi fino ad arrivare a ipotesi specifiche. Vi è la necessità di preparare il campo e quindi stabilire quello che si definisce il setting della ricerca sul garantirsi l’accesso alla comunità che si intende osservare.

Definizione della strategia operativa

Il metodo e il disegno della ricerca: Il disegno di ricerca si definisce come il piano che descrive le modalità adottate per rispondere alla domanda di studio ed è sotteso dall’approccio scelto dal ricercatore, indica la strategia di selezione del campione e i metodi e gli strumenti previsti per la raccolta ed analisi dei dati. Il ricercatore deve avere un piano ma nel caso sul campo deve ridefinire il disegno della ricerca.

Ricerca quantitativa: approcci utilizzati per descrivere le variabili, testare le ipotesi e analizzare la relazione tra le variabili. Ricerca qualitativa: enfatizzano la soggettività, la descrizione delle variabili e i significati dell’esperienza ermeneutica-interpretativa. Ricerca mixed-methods. Il campionamento si divide tra probabilistico e non probabilistico. Gli strumenti della ricerca: interviste, diario etnografico, focus group + stesura della traccia di intervista, test della traccia, correzione della traccia. Fasi di rilevazione. Diagramma di Gantt.

Raccolta dei dati

Afferrare il punto di vista dei soggetti osservati nell’interezza delle loro relazioni quotidiane, per comprendere la loro visione del mondo (Malinowski).

Analisi dei dati

Data-driven: approccio grounded, basato sui concetti così come riportati dalle persone. Theory-driven: concetti sensibilizzanti, teoria di orientamento.

Interpretazione dei dati e discussione

Si parte dall’evidenza e si arriva alla formulazione di una teoria. Qual è il valore aggiunto della mia ricerca, riconoscere limiti. Abituarci ad avere uno sguardo critico sui lavori che conduciamo. Quali prospettive per il futuro?

Comunicare i risultati

La ricerca può considerarsi conclusa solo quando viene comunicata.

Ricerca standard e non standard

Le tecniche hanno caratteristiche evidenti perché discendono da un paradigma chiaro. Nelle scienze sociali si fa riferimento a due tipi di ricerca: quantitativa e qualitativa. Gli strumenti qualitativi e quantitativi non sono antagonisti ma complementari. Ciascuno ha la sua funzione: con la qualità si approfondisce, con la quantità si generalizza. Sono due approcci di ricerca differenti che sottendono due diversi paradigmi filosofici. Per paradigma intendiamo con Kuhn la visione teorica che definisce la rilevanza dei fatti sociali, fornisce le ipotesi interpretative ed orienta le tecniche della ricerca empirica. La sociologia è una scienza multiparadigmatica, ed è una ricchezza perché ci permette di osservare i fenomeni sociali attraverso prospettive e metodi differenti. Storicamente i paradigmi rinvenibili all’interno della sociologia sono due: da un lato quello del positivismo e dall’altro quello dell’interpretativismo.

Positivismo

Il positivismo, la cui versione ottocentesca originaria è stata riveduta, nasce con le riflessioni dei sociologi fondatori di questa disciplina, che sono Comte e Durkheim. Il positivismo ha conosciuto al suo interno sviluppi significativi nel corso del Novecento ed importanti revisioni, concretizzatesi nei paradigmi di tipo neopositivistico e postpositivistivo (fine anni ’60-oggi). Le successive revisioni del neopositivismo e postpositivismo ...

Interpretativismo

L’interpretativismo nasce come paradigma grazie agli studi di Weber e subirà negli anni Sessanta delle revisioni o meglio delle derive negli approfondimenti della Sociologia fenomenologica, nell’etnometodologia e nell’interazionismo simbolico. Negli anni novanta una deriva significativa di questo paradigma può essere considerato il postmodernismo. Tuttavia, rispetto al paradigma positivistico, quello interpretativista non subisce sostanziali stravolgimenti rispetto all’impianto di base formulato da Weber.

I due paradigmi a confronto

Per comprendere le differenze di questi due paradigmi che hanno e continuano ad ispirare da un lato la ricerca quantitativa e dall’altro la ricerca qualitativa, è interessante vedere come il positivismo e l’interpretativismo rispondono a 3 questioni di fondo:

  • Una questione ontologica: la realtà sociale esiste?
  • Una questione epistemologica: la realtà sociale è conoscibile?
  • Una questione metodologica: la realtà sociale come può essere conosciuta?

Questione ontologica

Positivismo: la realtà sociale è reale e conoscibile, come se si trattasse di una cosa (realismo ingenuo). Per il post-positivismo la realtà sociale è reale ma conoscibile solo in maniera imperfetta e probabilistica (realismo critico).

Interpretativismo: il mondo conoscibile è quello dei significati attribuiti dagli individui. Si può parlare di realtà multiple (relativismo) perché queste realtà costruite variano nella forma e nel contenuto fra individui, gruppi, culture (costruttivismo). La conoscenza è una costruzione che nasce da chi osserva e chi si fa osservare: nasce dalla lettura di un fenomeno.

Questione epistemologica

Positivismo: dualismo /oggettività: la realtà sociale è conoscibile oggettivamente proprio perché è esterna agli individui. Per garantire l’oggettività della scienza occorreva mantenere la separazione tra soggetto e oggetto della conoscenza. La scienza si presentava sperimentale, in cerca di leggi e di risultati veri: gli esperimenti di laboratorio di Skinner e Pavlov con gli animali furono ripresi dagli esperimenti di Bandura con le persone (mamma picchia la bambola mentre il bambino guarda, poi il bambino è violento con la bambola). Obiettivo della scienza: spiegazione, pervenire a delle generalizzazioni (leggi naturali immutabili). Post-positivismo: mantiene il dualismo soggetto/oggetto, risultati non veri ma probabilisticamente veri, l’obiettivo resta spiegare, ma le leggi sono rivedibili. Nuovi esperimenti sociali: dal laboratorio ai luoghi.

Interpretativismo: non dualismo/non oggettività. Non separazione tra ricercatore e oggetto dello studio, ma interdipendenza. Scienza interpretativa in cerca di un significato. Obiettivo della scienza: comprensione. Generalizzazioni: enunciati di possibilità; tipi ideali.

Esperimenti sociali: non più in laboratorio ma nei luoghi reali

  • Vicini di casa: alcuni anni fa secondo una ricerca qualitativa su Milano 7 persone su 10 non parla con i suoi vicini di casa. Esperimento sociale Nescafé
  • Panchina: panchina che si accorcia
  • Una musulmana a scuola
  • Salveresti la vita a un immigrato?

L'analisi della letteratura

Risorse elettroniche

In My library si trovano informazioni relative ad alcune risorse elettroniche:

  • Banche dati
  • E-journals: periodici in formato elettronico
  • E-books: monografie in formato elettronico

È possibile fare ricerche scientifiche attraverso i seguenti motori di ricerca:

  • Jstore
  • Scopus
  • Sociological Abstract

Operatori booleani

Tre operatori logici:

  • OR: giovani or stage
  • AND: giovani and stage
  • NOT: stage not stagiovani

Altri operatori:

  • * alla fine di una parola: gatto*; gatt*
  • “ ” per trovare una frase esatta
  • () per separare sottoinsiemi di ricerca: (giovani AND stage) NOT azienda

Oltre ai journal e articoli scientifici

  • Rapporti di ricerca non disponibili in banche dati elettroniche
  • Istituti di ricerca (Istat)
  • Osservatori privilegiati sul tema
  • Repubblica degli stagisti

Come procedere nell’analisi del materiale

Scoping review vs Systematical review

  • Domande di ricerca spesso volte ampie. Le domande di ricerca sono focalizzate, precise con parametri stretti
  • I criteri di inclusione/esclusione possono essere sviluppati ex post. I criteri di inclusione/esclusione sono definiti fin dall’inizio
  • La qualità metodologica non è una priorità iniziale. La qualità metodologica è una condizione necessaria
  • Può includere l’estrazione di dati di dettaglio o meno. Estrazione di dati/informazioni di dettaglio
  • Solitamente sintetizza i dati qualitativi e non quantitativi. Sintetizza spesso dati quantitativi
  • Utilizzato per identificare parametri e “buchi” nel corpus della letteratura e solitamente genera conclusioni riguardo la domanda di ricerca con cui è partita
  • Normalmente valuta la qualità degli studi e solitamente genera conclusioni riguardo la domanda di ricerca con cui è partita

Come organizzare tutto il materiale

Organizzare le informazioni che mi servono/serviranno:

  • Fonte (autore/anno di pubblicazione)
  • Obiettivo della ricerca
  • Metodologia
  • Destinatari
  • Ampiezza del campione
  • Variabili/concetti sensibilizzanti

Risultato dell’analisi della letteratura

Integrazioni delle informazioni emerse dall’analisi della letteratura. Comprendere quali sono i gap della letteratura quale può essere il nostro apporto da ricercatori? Quale ricerca sarebbe interessante sviluppare? Presenza di altri lavori a cui ispirarsi attenzione al plagio. Riferire sempre il contributo/dati da cui si prende spunto Iniziare a impostare:

  • Oggetto della ricerca
  • Domande di ricerca
  • Eventuali ipotesi

L'approccio etnografico

È un approccio che nasce nell’antropologia e la sociologia l’ha fatta propria come tecnica. La sociologia ha fatto un lavoro di sistematizzazione di questa tecnica. Immagine dell’antropologo Marc Augé, che cominciò i suoi studi con i popoli primitivi. La posizione di osservatore e osservato ricorda il positivismo: ancora c’era una distanza tra i due, mantenimento delle proprie usanze (osservatore seduto sulla sedia, osservato per terra). Il termine osservazione rimanda a due azioni specifiche: guardare e ascoltare. Il metodo etnografico si compone di due strategie di ricerca: osservazione non partecipante e osservazione partecipante.

Osservazione non partecipante

Il ricercatore osserva a distanza i soggetti, senza interagire con loro. Chi adotta questa condotta non sembra interessato ad indagare il loro mondo simbolico ed è preoccupato di non interferire per non influenzarne, con la sua presenza, i comportamenti.

Osservazione partecipante

Il ricercatore, che può dichiarare o meno il suo ruolo, interagisce con il suo soggetto/oggetto di studio.

L’osservazione partecipante

Il ricercatore instaura un rapporto diretto con gli attori sociali, soggiornando per un periodo prolungato (da due mesi a diversi anni) nel loro ambiente naturale con lo scopo di osservarne e descriverne i comportamenti, imparandone il codice (o almeno parti di esso) al fine di comprendere il significato delle loro azioni.

Rapporto tra osservato e osservatore: intrusività vs non intrusività

Il ricercatore può rendere esplicito o meno il suo ruolo di osservatore, ossia le persone possono avere o meno la consapevolezza (in senso sociale) di essere studiate. L’osservazione non partecipante e partecipante possono essere sia intrusive che non intrusive. In generale, l’osservazione è intrusiva quando le persone sono consapevoli di essere osservate. In generale, l’osservazione non è intrusiva quando le persone non sanno di essere osservate da un ricercatore. Ciò dovrebbe garantire una maggiore spontaneità nelle persone e una maggiore garanzia che le osservazioni ottenute rispecchino la realtà: chi sa di essere osservato può modificare i suoi comportamenti più o meno intenzionalmente. Di qui, tuttavia, la nascita di una serie di interrogativi etici e legati anche alla privacy. O si avvisano le persone di essere osservate oppure si tiene l’anonimato.

La storia del metodo etnografico in sociologia

Il metodo etnografico in sociologia

A partire dagli anni Venti il metodo etnografico entra in sociologia, adottato dagli studiosi che afferivano prevalentemente all’omonimo dipartimento dell’Università di Chicago e successivamente anche in psicologia. L’adozione del metodo etnografico in sociologia, un settore disciplinare diverso da quello antropologico, ha prodotto una serie di revisioni al metodo stesso.

Se consideriamo il diffondersi del metodo etnografico all’interno della sociologia, possiamo individuare quattro tradizioni etnografiche:

  • La Scuola di Chicago
  • L’interazionismo simbolico
  • Lo strutturalismo durkheimiano di Goffman
  • L’etnometodologia

Scuola di Chicago

In sociologia il metodo etnografico venne introdotto alla fine degli anni dieci per opera di alcuni docenti e ricercatori che lavoravano presso il dipartimento di Sociologia dell’Università di Chicago: Thomas e Park. Essi erano attenti ai mutamenti che avvenivano nella loro città, la metropoli di Chicago, con particolare attenzione ai problemi di integrazione degli immigrati e di disagio urbano. Thomas e Park vollero studiare in diretta i fenomeni urbani, osservandoli nei luoghi dove nascevano e si svolgevano costruendo delle carte topografiche, utilizzando... (il testo originale si interrompe qui).

Anteprima
Vedrai una selezione di 12 pagine su 55
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 1 Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 2
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 6
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 11
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 16
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 21
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 26
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 31
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 36
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 41
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 46
Anteprima di 12 pagg. su 55.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa Pag. 51
1 su 55
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Angelicabruni32 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di ricerca sociale qualitativa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Introini Fabio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community