Estratto del documento

BUSINESS E MANAGEMENT

LEZIONE – 1/2

Management: gestione

- Insieme delle attività volte per l’operatività in ambito aziendale,

seguendo i criteri di efficienza e competitività (per competitività ci

riferiamo alla preferenza che il consumatore opera verso una specifica

realtà/impresa, diverso dal concetto di concorrenza)

FUNZIONI AZIENDALI.

- Gruppo di soggetti proposti a svolgere tali attività PERSONE

Business: molteplici accezioni di significato susseguite da un’evoluzione:

- Affare: decisioni orientate sulla base del profitto e dell’efficienza

● Attività economica

Impresa: riferito quindi alla gestione dell’impresa

Definizione statistica: unità organizzativa per la produzione di beni o servizi e che

● gode di un certo grado di autonomia decisionale

Giuridica (art 2555 c.c.): complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per

● l’esercizio dell’impresa (messo più in luce a spetto patrimoniale)

Art 2082 c.c. che mette in luce la figura dell’imprenditore: colui che

o esercita un’attività economica organizzata al fine della produzione e

dello scambio di beni o servizi.

L’impresa si caratterizza per:

 1. Il ruolo dell’imprenditore

2. Un’idea, un progetto e una visione del futuro

3. Un’innovazione più o meno radicale

4. L’introduzione di una condizione di cambiamento

5. La costruzione di una rete di relazioni

Per avere un maggior grado di analisi e specificità distinguiamo le aziende in

● base alla tipologia/ obiettivo:

Aziende di erogazione: Aziende no profit, obiettivo soddisfazione di bisogni

o umani

Di produzione: immersione nel mercato, orientate al profitto (imprese)

o Miste: che soddisfano bisogni di una comunità di riferimento con risorse in parte

o generate internamente in parte proveniente dal prelievo fiscale

Concetto di impresa: varie definizioni con connotazioni diverse:

Organizzazione stabile di persone e mezzi in cui vengono svolti processi di

produzione di beni o servizi da scambiare con entità esterne al fine della

produzione di ricchezza.

Presenta delle criticità tale definizione:

Organizzazione: insieme strutturato di persone processi e procedure che

sono volti a collaborare per raggiungere obiettivi comuni e far funzionare la

struttura aziendale. (Processo=insieme di fasi) (procedure: insieme di

attività coordinate che servono a garantire la collaborazione tra persone

all’interno dei processi gestionali).

Stabile: istituto economico destinato a perdurare (Gino Zappa) meglio però

dire longevità: azienda longeva se riesce a rimanere competitiva per anni 1

adattandosi ai cambiamenti di mercato, sapersi innovare e mantenendo una

gestione solida.

Longevità organizzativa: legata perlopiù al concetto di innovazione ed

adattamento Diverso da concetto di vitalità che si esplica come la capacità

o

delle imprese di sopravvivere nel tempo.

Per tutelare la longevità aziendale e favorirne a crescita e lo sviluppo, sono

state istituite nel corso degli anni varie unioni ed associazioni che hanno tale

scopo comune:

in Italia esiste UIC ITALIA “unione imprese centenarie italiane”: è

un'associazione italiana, nata nel 2000, senza fini di lucro, che raccoglie imprese

con almeno 100 anni che siano eticamente corrette, le quali svolgono la loro

attività secondo principi etici. È centenaria q quell’impresa che opera sul mercato

in forma continuativa e accertata da più di cento anni con una imprenditorialità

ispirata a comportamenti etici, una forte attenzione alla comunità di riferimento e

uno spirito di innovazione capace di originare nuovi saperi. In Italia le imprese che

si sono associate a UIC ITALIA sono 39.

A cosa servono tutte queste associazioni? Tra le varie motivazioni

o

troviamo:

1. Perseguire scopi prevalentemente culturali rivolti alla valorizzazione

dell’Heritage (patrimonio culturale che ognuna di qu este imprese ha

generato nel proprio tempo)

2. Creare condivisione di esperienze imprenditoriali

3. Generare fiducia tra i membri

4. Promuovere la crescita dei propri membri nel mondo

5. Valorizzare l’impresa familiare quale reale e possibile alternativa alle

multinazionali

6. Dimostrare che tradizione e innovazione sono alleate strategiche per il

progresso di un’impresa

Di persone e mezzi: evoluzione del termine e varie accezioni di significato

nel corso del tempo in base al rapporto e alla concezione nel sistema impresa.

Nella nuova concezione moderna di impresa resa molto nota l’accezione di persona

come elemento dell’impresa. Si considera la persona come

vera e propria risorsa per l’impresa, concetto di VALORIZZAZIONE.

Per mezzi intendiamo le procedure adottate (tecnologia, tecnica ecc..) per

favorire il successo aziendale. Mezzi e persone sono fondamentali per il

successo aziendale, maggiore accezione però su persone.

⬥ In cui vengono svolti processi di produzione di beni e servizi:

caratterizzazione imprese in:

Imprese di produzione diretta trasformazione materiale, processo produttivo

o materiale—> si punta sul CONSUMATORE;

Produzione indiretta: trasformazione non materiale ma economica, mercato

o della distribuzione nel tempo e nello spazio—> si punta sul CLIENTE.

LEZIONE - 3

Concetto di bene

Beni fungibili (commodity): beni replicabili ed indifferenziati tra loro, materie

prime.

Beni di consumo immediato: utilizzo univoco. 2

Beni di consumo durevole: più utilizzi.

Convenience goods: beni di largo consumo, acquisti di impulso, frequentemente.

Shopping goods: acquisto santuario ragionato e ponderato.

Specialty goods: beni speciali ed esclusivi, differenziazione di mercato, premium

price.

Beni banali: beni che non comportano un grande dispendio di tempo e di

risorse, acquisto ripetuto e periodico.

Beni problematici: per acquisto di tali bei ho bisogno di varie informazioni,

maggiori valutazioni e maggior dispendio di risorse. Nonostante sia più

complesso l’acquisto di tali beni, le imprese stanno sempre più facilitando le

modalità di ingresso nell’acquisto di tali fornendo informazioni chiare e

facilmente fruibili, parliamo quindi di una “economia della conoscenza”.

Beni strumentali: beni utilizzati per ricavare altri beni, utilizzo ripetuto e perpetuo.

Concetto di servizio

Parte del prodotto intangibile che offre tutta una serie di benefit portando

vantaggi a colui che ne usufruisce, i servizi stanno avendo sempre più

rilevanza e oramai sono preponderanti attorno al bene fisico stesso. Un

prodotto si differenza rispetto ad un altro anche sulla base dei servizi

aggiuntivi che esso offre.

Un’impresa deve sapere promuovere nel miglior modo il bene e maggiormente

i servizi ad esso annessi e si può armare di diversi strumenti comunicativi,

volti a chiarire le idee dei clienti e consumatori con lo scopo di avere un

vantaggio competitivo: sta quindi ad essa scegliere la migliore strategia

comunicativa da adottare.

Il grado di soddisfazione del cliente nei confronti di un determinato servizio è

di natura puramente soggettiva, quindi pare impossibile effettuare

misurazione di carattere quantitativo e oggettiva ma possiamo stigmatizzare il

tutto mediante un indicatore, stiamo parlando del “customer perceived

value”: (benefici percepiti dal cliente) / (sacrifici sopportati dal cliente, tra cui prezzo

ed impedimenti temporali e fisici).

Il settore dei servizi (terziario) sta avendo sempre maggior rilevanza nel

mercato, vendendo infatti una fase di “terziarizzazione”: da anni 60 in poi…

Questo aumento esponenziale del terziario negli ultimi anni ha portato

alla nascita di due nuovi settori annessi e specifici a tale:

Quaternario: imprese di servizio che basano il proprio core business sul

know-how e sui servizi intellettuali come la ricerca e sviluppo (R&D), la

formazione, la consulenza e ICT (information and communication

technologies). Si fa riferimento soprattutto ad attività intellettuali spesso

associate all'innovazione tecnologica.

Quinario: Settore in cui ne fanno parte i più alti livelli decisionali in una

società o in un'economia come alti dirigenti o funzionari in settori quali

governo, scienza, università, organizzazioni non profit, sanità, cultura e

media. Ne fanno parte anche la polizia e vigili del fuoco ed attività

domestiche svolte in casa da un familiare o da un dipendente, come

assistenza all'infanzia o pulizie. 3

LEZIONE – 4/5

i bisogni

I servizi sono delle prestazioni volte a soddisfare determinati bisogni:

Differenza tra bisogno e desiderio:

BISOGNI: nascono quando l’individuo avverte un senso di privazione e

● disagio, risiedono più in profondità nella psiche umana e tendono ad

essere più inconsapevoli e globali, sono risorgenti ma finiti.

DESIDERIO: sono la manifestazione del bisogno attraverso

● l’apprendimento dell’individuo in termini di cultura, personalità e stile di

vita, essi sono infiniti. I desideri e le aspettative sono più consapevoli,

accessibili e specifici in natura.

MODELLO DEI BISOGNI DI KANO: divisione dei bisogni in tre categorie:

Impliciti: necessità che il cliente dà per scontato, è ovvio che se mi viene

o erogato un determinato servizio/bene mi venga soddisfatto quel

bisogno.

Attesi: ci si aspetta che quel bene e servizio soddisfi quel determinato

o bisogno.

Latenti: necessità che il cliente non percepisce come bisogno, ma nel

o momento in cui viene soddisfatto il cliente è soddisfatto, è inaspettato e

‘wow effect’.

inatteso. L’azienda applica quindi la strategia del Questi

bisogni con il tempo diventeranno da parte della clientela attesi, questo di

per sé è un problema per l’azienda, deve trovare nuovi beni che soddisfino il

‘wow effect’.

Lo scambio è trasferimento reciproco di valore tra due soggetti

Valore di scambio: è il prezzo che si crea nel mercato attraverso le relazioni tra

domanda ed offerta e che il cliente è disposto a pagare per l’acquisto di un

determinato bene.

Si considerano le esigenze sia di chi vende che di chi compra.

Valore d’uso: è il prezzo che il cliente sarà disposto a pagare per l’acquisto del

bene/servizio in funzione delle utilità generate in riferimento ai suoi bisogni e

desideri.

Si considerano le esigenze di chi utilizza il bene/servizio.

A cosa serve un’impresa

Funzioni economiche: produrre beni e servizi capaci di soddisfare un bisogno umano

generando uno scambio. Principio di specializzazione

Al fine della produzione di ricchezza: finalità imprenditoriali

I fini, in realtà, non sono propriamente dell’impresa, ma dell’imprenditore.

L’impresa è una emanazione e strumento di una capacità imprenditoriale finalizzata

verso certi risultati. ≠

FINE (purpose) OBIETTIVI

Ricavi: quantità economica che l’impresa ottiene dalla vendita dei propri output.

 Includono tutti i flussi economici positivi che avvengono in azienda.

Vendite: numero di unità di beni o servizi venduti in un certo periodo.

 4

Reddito: divario tra ricavi ottenuti e costi delle risorse impiegate.

 Redditività: reddito rapportato al capitale investito. Capacità dell’impresa di

 generare reddito rispetto ai mezzi impiegati, è un valore relativo, espresso come

rapporto percentuale e permette di confrontare imprese di dimensioni diverse.

Profitto: parte positiva del reddito che rimane dopo aver coperto tutti i costi;

 quota del reddito che spetta all’imprenditore(surplus), per una serie di motivi:

Apporto di capitale

1. Creatività e capacità produttiva

2. Organizzazione dei fattori produttivi

3. Rischio d’impresa

4.

Distinguiamo 4 tipi di rischio d’impresa diversi:

Rischio di mercato: Possibilità di rientrare dagli investimenti effettuati e di

ottenere il desiderato livello di remunerazione del capitale attraverso la

collocazione dei prodotti.

Rischio operativo: Possibilità di danni che si manifestano per errori umani,

guasti di sistema o eventi esterni che impattano le operazioni quotidiane di

un'azienda. La gestione del rischio operativo richiede un'attenta

pianificazione, monitoraggio continuo e l'adozione di misure preventive per

mitigarne gli effetti negativi.

Rischio finanziario: si riferisce alla possibilità che un investimento perda

valore o che una persona o

un'organizzazione non riesca a far fronte ai propri obblighi finanziari. Questo

può derivare da varie fonti, tra cui fluttuazioni nei tassi d'interesse, variazioni

nei tassi di cambio, insolvenza di debitori o instabilità economica generale. La

gestione del rischio finanziario è cruciale per garantire la stabilità economica e

proteggere il capitale investito.

Rischio puro: Il termine "rischio puro" si riferisce a un tipo di rischio che

presenta solo la possibilità di una perdita o

danno, senza opportunità di guadagno. Questo tipo di rischio è generalmente

associato a eventi avversi come incidenti, disastri naturali, malattie o furti. Nel

contesto delle assicurazioni, il rischio puro è ciò che le compagnie assicurative

cercano di coprire, fornendo protezione finanziaria contro le conseguenze di

tali eventi imprevisti e sfortunati.

La figura del risk manager è essenziale in un'organizzazione per identificare,

analizzare e mitigare i rischi che potrebbero influire negativamente sul

raggiungimento degli obiettivi aziendali. Il concetto di risk management

riguarda la pianificazione e l'adozione di strategie per gestire in modo

proattivo le incertezze, proteggendo così l'organizzazione da potenziali

minacce e sfruttando le opportunità. Il risk manager svolge un ruolo cruciale

nel garantire la continuità operativa e nella salvaguardia delle risorse

aziendali.

Teorie sulle finalità imprenditoriali (e passi evolutivi):

 Teoria della massimizzazione del profitto:

La massimizzazione del profitto è un concetto economico che si riferisce

alla strategia o alla decisione manageriale volta a massimizzare la

differenza tra i ricavi totali di un'azienda e i suoi costi totali.

L’imprenditore si comporta in modo razionale (homo economicus),

obiettivo principale per l’impresa. 5

Milton Friedman (SHAREHOLDER/STOCKHOLDER THEORY):

sostiene che l'obiettivo primario di un'azienda è massimizzare i profitti per

i suoi azionisti. Secondo questa teoria, la responsabilità sociale

principale di un'impresa è utilizzare le sue risorse per incrementare i

profitti, fintanto che opera entro i confini della legge e delle norme

etiche. Friedman critica l'idea che le aziende abbiano obiettivi sociali o

ambientali, sostenendo che tali questioni dovrebbero essere affrontate

dai governi e dagli individui, non dalle imprese. Egli vede l'impegno delle

aziende in attività sociali come una deviazione dalla loro missione

principale e una potenziale distrazione che potrebbe ridurre l'efficienza

economica.

Tale teoria presentava dei limiti che portavano ad una accezione ristretta

del concetto aziendale escludendo parti fondamentali come il benessere

del personale e l’ambiente esterno.

In questa teoria di massimizzazione del profitto sono presenti

informazioni chiare e complete e una precisa funzione obiettivo

(razionalità assoluta), cosa che con il passare del tempo si è persa

(razionalità limitata).

Stakeholder Theory: Diversa dalla Stockholder Theory. Afferma che

 un’impresa non deve operare solo per massimizzare il profitto degli azionisti

(shareholder), ma deve creare valore per tutti gli stakeholder coinvolti

nell’attività aziendale

vantaggi:

1. Migliora la reputazione aziendale

2. Aumenta la sostenibilità a lungo termine

3. Maggiore fidelizzazione dei clienti e dipendenti

Questa teoria è considerata fondamentale per la sopravvivenza e il successo

aziendale ed è alla base della Corporate Social Responsibility (CSR):

È un approccio volontario adottato dalle imprese

o È un comportamento aziendale, si riferisce alla necessità per le imprese

o di comportarsi in modo socialmente responsabile, cioè massimizzare gli

impatti economici e sociali sulla società, riducendo al minimo l’impatto

ambientale. Va oltre il guadagno di denaro.

Teoria di Baumol (1959): Diversamente dalla teoria tradizionale che

 sostiene che le imprese mirano solo alla massimizzazione del profitto,

Baumol propone che molte aziende, soprattutto nei mercati con poca

concorrenza, puntano principalmente alla massimizzazione delle vendite

o del fatturato soggetta al raggiungimento di un profitto minimo

accettabile. Questo perché i manager, spesso motivati da obiettivi di

crescita e di mercato, sono più interessati al volume delle vendite che

alla massimizzazione dei profitti, in quanto le loro retribuzioni e il loro

status possono essere più direttamente legati alle vendite che ai profitti.

La teoria sottolinea l'importanza del margine di sicurezza sui profitti e

l'attenzione al volume di vendite come misura di successo aziendale.

Teoria della razionalità limitata di Herbert Simon: La teoria della

 razionalità limitata di Herbert Simon sostiene che, nel prendere

decisioni, gli individui operano in un contesto di "razionalità limitata".

Ciò significa che le loro capacità cognitive e le informazioni disponibili

sono limitate, il che impedisce loro di prendere decisioni ottimali. Invece

di cercare la soluzione migliore possibile, le persone tendono a cercare 6

Anteprima
Vedrai una selezione di 18 pagine su 82
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 1 Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 2
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 6
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 11
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 16
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 21
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 26
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 31
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 36
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 41
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 46
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 51
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 56
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 61
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 66
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 71
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 76
Anteprima di 18 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi Business management, 2025/26  Pag. 81
1 su 82
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francesco7654 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Business management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Bonfanti Angelo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community