ANATOMIA DELLA PIANTA
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Lo studio dell’anatomia vegetale è basato sui tre organi principali della pianta:
1. RADICE
2. FUSTO
3. FOGLIA
Tutte le altre parti della pianta si possono considerare modificazioni di questi tre
organi base
Analizzare una pianta sempre prima dal macroscopico poi dal microscopico.
FUSTO (epigeo)
Il fusto è diviso in zone in cui si inseriscono le FOGLIE,
NODI (dove si inseriscono le foglie) e INTERNODI
(zone prive di foglie)
La zona compresa tra il fusto e l’inserzione del picciolo si
chiama ascella della foglia, in ogni ascella è posizionata
una gemma detta gemma ascellare o gemma laterale.
Gli internodi più alti non portano foglie, ma fiori.
All’ascella della foglia più bassa è presente un ramo
laterale.
All’apice del fusto si trova una piccola gemma apicale.
prime foglie che si sviluppano possono avere foglia
Le
completamente diversa dalle foglie della pianta e servono
per attivare il processo fotosintetico: COTILEDONI
Le foglie possono essere inserite a (caratteri diagnostici):
- inserzione alterna (1 foglia per nodo)
- inserzione opposta (2 foglie per nodo)
- inserzione verticillata (da 3 foglie in su dallo stesso nodo)
La foglia è composta da:
- picciolo
- lamina
RADICE (ipogeo)
Si può distinguere:
- Radice principale da cui si stacca un gran numero di radici laterali; l’insieme
di queste radici prende il nome di apparato radicale
- Peli radicali: superficie assorbente di acqua e Sali minerali
- Apice radicale è quello che permette l’allungamento della radice (la parte
terminale) e comprende un meristema primario
GEMMA (epigeo)
Il cuore della gemma è costituito da tessuto meristematico ed è di dimensioni
microscopiche.
L’apice è protetto dalle ultime foglie che esso stesso ha prodotto, disposte in modo da
ricoprirsi parzialmente, per il fatto che gli internodi non sono ancora distesi.
OGNI GEMMA HA LA POTENZIALITA’ DI GENERARE UN FUSTO CON FOGLIE
Nel caso della gemma apicale il fusto viene semplicemente allungato con produzione
di nuove foglie; ogni gemma laterale può produrre un nuovo ramo.
FENOMENO DELLA DOMINANZA APICALE: Per molte gemme laterali la capacità di
formare nuovi rami rimane solo potenziale, per effetto inibitore della gemma
apicale, che, attraverso la produzione di ORMONI indebolisce la germinazione delle
gemme sottostanti, man mano ci allontaniamo dall’apice (ES abete).
Attraverso la POTATURA si può evitare questa dominanza, ma comunque il processo
riparte. sezione longitudinale di una gemma
ANATOMIA DEL FUSTO
Pianta monocarpica perenne il loro ciclo vitale si concludono in un
anno. Monocarpica si riferisce al frutto, significa che la sua fase riproduttiva è
unica, perché quando arriva a fioritura si prepara a
morire.
Partendo dall’apice incontriamo:
1. Zona meristematica (sez longitudinale), che nel
fusto è racchiusa nella gemma apicale
2. Zona di distensione e differenziazione (sez
longitudinale), spostandoci verso il basso, le cellule
vacuolizzano, compaiono gli organuli e avviene la
crescita in lunghezza
3. Zona di struttura primaria (sez trasversale), dove
tutte le cellule sono divenute adulte (+ esterne) ad
eccezione di alcune che mantengono potenzialità
meristematiche (+ interne, parenchimatiche), e
daranno origine a una struttura di nome CAMBIO
(cellule meristematiche).
4. Zona di struttura secondaria (sez trasversale),
dove l’organo è legnoso e cresce solo in spessore (no
piante annuali a struttura erbacea)
ZONA MERISTEMATICA
- Nella maggior parte dei fusti l’APICE MERISTEMATICO ha una forma conica o a
cupola (decimi di millimetro).
- I primi abbozzi delle foglie appaiono come piccole gobbe (bozze fogliari) che
sporgono lateralmente.
- Accanto ad ogni bozza fogliare, nella zona corrispondente all’ascella della futura
foglia, si forma l’abbozzo di una gemma laterale detti primordi dei rami
- L’apice meristematico si può considerare il centro direttivo del fusto si
decide la geometria di tutto l’insieme: fusto principale, rami laterali e foglie.
POSIZIONE E ORIENTAMENTO DEI PIANI DI DIVISIONE DELLE CELLULE DELL’APICE
DETERMINERANNO LA DIFFERENZIAZIONE NEI VARI TESSUTICOSA VUOL DIRE:
La posizione nell’apice determina il destino delle cellulese tutte le cellule
dell’apice si differenziassero, perderemmo l’apice meristematico.
c’è un meristema alla divisione cellulare corrisponde la formazione di 2
Quando
cellule figlie, di cui 1 si differenzia, e l’altra manterrà la fonte di cellule
meristematiche necessarie a conservare il tessuto!
La cellula si divide a PIANI DI DIVISIONE DIFFERENTI la cellula
attraversano
longitudinalmente e trasversalmente:
Quando la cellula si divide trasversalmente, la cellula figlia “SUPERIORE”
(APICALE), NON SI DIFFERENZIA, mentre quella SOTTOSTANTE SI DIFFERENZIA *
Quando la cellula si divide longitudinalmente invece, è possibile che restino
entrambe meristematiche (nessuna delle due si differenzia) **
Per Gimnosperme e Angiosperme dicotiledoni è accettata la teoria della tunica e
del corpus:
**Tunica: strato o strati più esterni dell’apice, caratterizzata da divisioni
perpendicolari alla superficie (verticale), con formazione di 2 meristematiche.
*Corpus: massa centrale delle cellule dell’apice, che presenta divisioni in tutte le
direzioni, con formazione di due cellule con destino
diverso (una meristematica e una no)
Se deve avvenire una crescita in lunghezza
(dall’apice, sino alla zona di struttura primaria). Piani
di divisione prevalentemente trasversali
(risultato = due cellule sovrapposte) e direzione
della distensione longitudinale.
ZONA DI DISTENSIONE E DIFFERENZIAMENTO
sezione longitudinale di un apice
Guardando al microscopio un preparato di apice meristematico si nota che le
cellule, notevolmente colorate a livello della cupoletta terminale, diventano
sempre più chiare e trasparenti, quanto più ci si allontana da essa. Il tutto è
dovuto alla progressiva vacuolizzazione delle cellule nella zona di distensione.
Normalmente una cellula perde la capacità di dividersi quando comincia a distendersi.
anche in questa zona ci sono cellule che si dividono intensamente:
Invece,
costituiscono il PROCAMBIO (cilindro interno, struttura), che è il precursore dei
tessuti conduttori.
Esso forma inizialmente un anello cilindrico continuo, all’interno del fusto,
successivamente esso si frammenta in cordoni distinti che prendono il nome di
CORDONI PROCAMBIALI
A differenziamento completo il cordone procambiale dà origine a FASCI
COLLATERALI APERTI:
Nei FASCI COLLATERALI APERTI:
Esternamente c’è tessuto tegumentale epidermide
IN BLU tessuti conduttori, trasportano Sali minerale
(LEGNO)
IN VIOLA tessuto conduttore di trasporto di linfa (LIBRO
FLOEMA)
IN GIALLO tessuto meristematico (CAMBIO)
La parte + interno, tutto ciò che riempie i vuoti tessuto
parenchimatico