Introduzione all’anatomia
L’anatomia rappresenta l’insieme delle strutture interne ed esterne del nostro corpo e dei rapporti
che intercorrono tra queste strutture. È importante sapere che in anatomia ad ogni struttura
corrisponde una specifica funzione. Esistono diverse branche dell’anatomia:
• Anatomia microscopica: essa si occupa dello studio delle strutture interne. L’anatomia
microscopica si occupa di studiare le strutture anatomiche che sono talmente piccole che
possono essere osservate solo con il microscopio, ed include l’istologia, che si occupa dello
studio dell’organizzazione dei tessuti e la citologia che si occupa dello studio delle cellule.
• Anatomia macroscopica: essa si occupa dello studio delle strutture anatomiche che
possono essere viste senza l’aiuto del microscopio, semplicemente tramite l’osservazione
diretta. Vi sono vari modi di studiare l’anatomia macroscopica:
L’anatomia di superficie, che si occupa di studiare la forma generale, le caratteristiche di
✓ superficie delle aree anatomiche.
L’anatomia regionale (anche chiamata “anatomia topografica “) considera l’organizzazione
✓ del corpo umano in parti principali o segmenti e si occupa dello studio dei rapporti
esistenti tra i vari organi, della zona che essi occupano e di come possono essere
eventualmente proiettati sulla superficie corporea.
L'anatomia sistematica studia le strutture dei principali apparati e sistemi come lo
✓ 1
scheletrico o il muscolare.
Il nostro corpo è un organismo pluricellulare, quindi, è costituito tanti tipi di cellule che si
organizzano dal punto di vista sia strutturale che dal punto di vista funzionale e formano i tessuti.
I tessuti sono 4: tessuto epiteliale, tessuto connettivo, tessuto muscolare e il sistema
nervoso. Questi quattro tessuti si organizzano a formare gli organi di diversi apparati, i quali
organi vanno a costituire i sistemi. Un sistema è un insieme di organi che indipendentemente
dalla loro derivazione embriologica cooperano allo svolgimento di una determinata funzione.
PIANI DI RIFERIMENTO ANATOMICI
Ventrale/ anteriore Dorsale/ posteriore
/
Dorsale
Palmare/
volare Dorso del piede Pianta del piede
Quando descriveremo un organo, lo descriveremo prendendo in considerazione la posizione
anatomica. Nella posizione anatomica, l’individuo è in piedi con le gambe vicine ma non unite, i
piedi poggiati sul pavimento, con le braccia lungo i fianchi e il palmo delle mani rivolto verso
l’esterno. Una persona distesa in posizione anatomica si dice supino quando è a faccia in su e
prono quando è a faccia in giu. Ciò che per noi è destra, in posizione anatomica è a sinistra e
viceversa.
PIANI E SEZIONI
1 L’organismo umano è costituito da 11 tra sistemi e apparati.
Una sezione attraverso un oggetto tridimensionale può essere descritta riferendosi a tre piani di
sezione.
Il nostro corpo è diviso da tre assi:
1. l’asse longitudinale, chiamato piano sagittale, il cui piano di riferimento è il sagittale
mediano, che divide il corpo in due metà, destra e sinistra;
2. l’asse coronale, chiamato piano frontale o coronale, che divide il corpo in due metà,
ventrale (anteriore) e dorsale (posteriore);
3. l’asse trasversale, chiamato piano trasversale o orizzontale, che divide il corpo in due
metà, craniale (superiore) e caudale (inferiore);
Questi tre assi sono immaginari e dunque ci sono assi paralleli a questo asse. L’organismo ha una
simmetria bilaterale: il piano sagittale mediano divide la porzione destra dalla porzione sinistra,
che sono identiche ma speculari. Ad esempio, mettendo le mani una sull'altra coincidono, se
invece metti la mano destra sulla mano sinistra non coincidono, perché non c'è una simmetria
dorso ventrale ma soltanto bilaterale.
TERMINI DI POSIZIONE
Sarà mediale tutto ciò che è vicino al piano sagittale mediano.
Sarà laterale tutto ciò che è lontano dal piano sagittale mediano.
ES. ponendo che il nostro corpo sia diviso dal piano sagittale mediano, sarà mediale tutto ciò che
è vicino al piano sagittale mediano; dunque, l’occhio è più mediano rispetto all’orecchio che è più
laterale rispetto al piano sagittale mediano.
Sarà prossimale tutto ciò che è vicino all’origine.
CRANIALE, SUPERIORE
CEFALICO
CAUDALE INFERIORE
VENTRALE ANTERIORE
DORSALE POSTERIORE
MEDIALE VICINO AL
PIANO
SAGGITTALE Sarà distale tutto ciò che è lontano
LATERALE LONTANO DAL
PIANO dall’origine.
SAGGITALE
PROSSIMALE VICINO
ALL’ORIGINE
DISTALE LONTANO
DALL’ORIGINE
CAVITA’ DEL CORPO
Il corpo umano non è un oggetto solido e molti organi vitali si trovano sospesi in camere interne,
dette cavità corporee. Queste cavità hanno due funzioni essenziali: proteggono gli organi delicati,
come l’encefalo e il midollo spinale, da traumi e urti e permettono significativi cambiamenti della
dimensione e della forma dei visceri. Abbiamo:
1. la cavità cranica, localizzata nella testa;
2. la cavità toracica, localizzata nella parte superiore del tronco;
3. la cavità addominopelvica, localizzata nella parte inferiore del tronco;
Le cavità ventrali del nostro corpo sono: la cavità toracica e addominale.
La cavità toracica è delimitata lateralmente e anteriormente dalle coste e dallo sterno,
➢ posteriormente dalla colonna vertebrale. Circondata dal torace e dal diaframma si
suddivide in:
• Cavità pleurica destra, la quale circonda il polmone destro:
• Mediastino, lo spazio mediano della cavità toracica, che è compreso tra i due polmoni, il
quale contiene la trachea, l’esofago, e i grossi vasi. Inoltre, contiene anche la cavità
pericardica che avvolge il cuore.
• Cavità pleurica sinistra, che circonda il polmone sinistro.
La cavità addominopelvica è delimitata dai muscoli larghi dell’addome. Essa include:
➢
• La cavità addominale, che contiene gli organi e le ghiandole digestive. Nella cavità
addominale gli organi verranno classificati in base al rapporto che hanno con il peritoneo.
Tutti gli organi che sono contenuti all’interno del peritoneo vengono definiti organi
intraperitoneali. Tutto ciò che si trova dietro il peritoneo, è definito organo
retroperitoneale.
• La cavità pelvica che contiene la vescica, gli organi genitali e l'ultima porzione
dell'intestino crasso. Essa è posizionata al di sotto del peritoneo, e dunque si parla di
organi sottoperitoneali.
La cavità toracica è separata dalla cavità addominale mediante un muscolo a forma di cupola
definito diaframma.
QUADRANTI ADDOMINALI
Possiamo dividere la nostra cavità addominopelvica in quattro parti. La suddivisione in
quadranti nasce dal tracciamento, sull'addome, di due linee immaginarie perpendicolari tra loro,
una verticale e una orizzontale, che si intersecano a livello dell'ombelico. La suddivisione in
quadranti separa l'addome in quattro aree identiche di forma quadrata, due superiori e due
inferiori, chiamate: Quadrante superiore destro (alla sinistra di
chi osserva l'addome),
Quadrante superiore sinistro (alla destra
dell'osservatore),
Quadrante inferiore destro (alla sinistra
dell'osservatore)
Quadrante inferiore sinistro (alla destra
dell'osservatore).
A sua volta questi quattro quadranti non sono sufficienti, dunque si parla di nove quadranti
addominopelvici.
ORGANI CAVI E ORGANI PIENI
Dal punto di vista strutturale, gli organi si distinguono in organi cavi e organi pieni. Si definisce
un organo cavo, un organo costituito da una parete che circonda una cavità centrale, pareti che
racchiudono un lume, idoneo ad accogliere un contenuto. Questi possono essere o comunicanti
direttamente con l’esterno, come la cavità orale, o comunicanti con altri organi cavi. La parete
degli organi cavi è costituita dall’interno verso l’esterno da quattro tonache sovrapposte:
1. la tonaca mucosa è la porzione tissutale a diretto contatto con il lume degli organi cavi che
sono in comunicazione con l'ambiente esterno, come il canale digerente ed il tratto
respiratorio;
In certe porzioni vi sono delle cellule muscolari lisce, che vanno a costituire la Muscolaris
mucosae, una sottile fascia di muscolatura liscia che rappresenta il limite anatomico della
mucosa.
2. la tonaca sottomucosa è formata prevalentemente da tessuto connettivo lasso che
permette una separazione fra la mucosa e il resto della parete dell'organo, donando alla
mucosa stessa una mobilità indipendente. Lo strato può contenere ghiandole ed è sede di
vasi e nervi di grande importanza per l'irrorazione e l'innervazione della mucosa. Essa
manca negli organi cavi di tipo vascolare;
3. la tonaca muscolare è formata da fasci di cellule muscolari orientati in diverse direzioni
che permettono due tipi di movimenti all'organo:
movimenti di tipo peristolico: permettono all'organo di adattarsi al contenuto variando il
✓ proprio volume in base a ciò che è presente nel lume;
movimenti di tipo peristaltico: permettono la progressione del contenuto lungo il lume grazie
✓ ad un'onda di contrazione propagata nella stessa direzione;
4. la tonaca avventizia è formata da tessuto connettivo denso e forma l'avvolgimento esterno
dell'organo su cui i mezzi di fissità prendono direttamente attacco. Essendo all'esterno
stabilisce i rapporti tra organo e ambiente periviscerale e perivascolare. In alcuni organi,
come il cuore e i visceri situati in addome e pelvi, è presente sulla superficie la tonaca
sierosa, costituita da tessuto connettivo fibroso, uno strato avvolgente che sostituisce
l'avventizia che prende il nome di epicardio per il cuore e di peritoneo viscerale negli organi
viscerali. Come l'avventizia, permette di circoscrivere l'organo e di fissarlo.
Gli organi cavi di tipo vascolare presentano una parete con tre tonache:
1. Tonaca intima, o tonaca interna, è lo strato più interno di un vaso ematico. È a diretto
contatto con il sangue, con numerose piccole valvole che impediscono il flusso retrogrado di
sangue. Essa è costituita da cellule endoteliali, cellule più vicine al lume dell’organo;
2. Tonaca media, è lo strato intermedio ed è costituita da diversi strati di fibre elastiche
muscolari e che contiene più collagene rispetto alle arterie. Le fibrocellule muscolari della
tonaca media sono disposte circolarmente a lume del vaso. In seguito ad uno stimolo,
queste fibrocellule possono contrarsi e ridurre il diametro del vaso, un meccanismo detto
vasocostrizione. Il rilasciamento delle fibrocellule invece aumenta il diametro del lume,
meccanismo detto vasodilatazione. Essa è avvolta dalla membrana elastica interna ed
esterna;
3. Tonaca avventizia, è lo strato più esterno, il quale forma una guaina di tessuto connettivo
intorno al vaso. È molto rigida e costituita da tessuto connettivo.
Organi cavi di tipo vascolare sono le arterie, le vene e il cuore. Le arterie man mano che
diminuiscono di calibro diventano arteriole fino a capillarizzarsi e diventano capillari. I capillari
possono essere di diverso tipo in base allo stato dell’endotelio:
Capillari continui, sono così chiamati perché le loro cellule formano una parete priva di
spazi ed interruzioni importanti. Anche se le cellule endoteliali sono unite tramite giunzioni
strette, esistono comunque dei piccoli spazi che conferiscono al capillare una certa
permeabilità ad acqua e soluti, ma scarsa alle proteine. I capillari continui si trovano
soprattutto nel sistema nervoso centrale e periferico, nel tessuto muscolare, nei polmoni e
nella pelle; sono i più comuni.
Capillari fenestrati, rappresentano nella loro parete dei pori di 80-100 nm, che in realtà
non sono completamente pervi ma sottesi da un sottile diaframma (una laminetta
plasmatica verosimilmente adibita al controllo dell'interscambio tra capillare ed interstizio).
Si fanno abbondanti nelle ghiandole endocrine, nel pancreas, nel glomerulo renale (dove i
pori sono privi di diaframma) e nell'intestino, dove le finestre aumentano la capacità di
scambio delle cellule endoteliali.
Capillari discontinui, sono i più permeabili dei tre, perché la loro parete endoteliale, molto
ampia, ha poche giunzioni e grandi spazi intercellulari. L'endotelio e la membrana basale
sono discontinui e ciò facilita gli scambi fra sangue e tessuto. Si trovano nel fegato, nella
milza, nel midollo osseo, negli organi linfoidi ed in alcune ghiandole endocrine, dov'è
richiesta una permeabilità elevata a proteine e grosse molecole.
Le vene, a livello della porzione intima, posseggono delle estroflessioni che formano dei lembi che
vanno a costituire delle valvole che servono a compartimentalizzare il sangue.
Gli organi pieni presentano una struttura più complessa. Gli organi pieni sono avvolti da una
capsula, la quale capsula è formata da connettivo denso, essa invierà dei tralci all’interno
dell’organo e va a dividere l’organo in diversi setti, è come se questi tralci che si approfondano
vanno a formare un reticolo di sostegno alle unità funzionali dell’organo. L’insieme di questi setti e
del reticolo costituisce lo stroma, anch’esso costituito da connettivo di tipo fibroso. Nelle sue più
fini propaggini, l’impalcatura stromale è formata da esili fascetti di fibre collagene che
costituiscono il cosiddetto stroma reticolare. Lo stroma permette di individuare, in alcuni organi
pieni, lobi e lobuli che rappresentano territori relativamente indipendenti tra loro per quanto
riguarda l’irrorazione sanguigna e linfatica, l’innervazione e il drenaggio dei materiali secreti.
Questo è possibile grazie al fatto che lo stroma, oltre a sostenere e suddividere l’organo,
rappresenta un dispositivo di guida per vasi e nervi; quindi, lo stroma diviene importante anche
per il trofismo dell’organo. Capsula e stroma, infine, possono contenere anche fibre elastiche e
cellule muscolari lisce in prevalenza (come accade nella prostata). Il parenchima è la parte di un
organo pieno delimitato dallo stroma fibrovascolare. Di solito il parenchima è costituito da epitelio
che si dispone sottoforma di nidi, cordoni, tubuli, follicoli, alveoli, acini o essere costituito da
tessuto linfoide, tessuto muscolare striato o tessuto nervoso. È il parenchima che svolge tutte le
funzioni dell’organo.
TESSUTO EPITELIALE
Il tessuto epiteliale è uno dei quattro tipi fondamentali di tessuto che compongono il corpo degli
animali. È costituito da cellule di forma regolare e quasi geometrica, che aderiscono le une alle
altre. Le cellule che costituiscono il tessuto epiteliale svolgono funzioni di rivestimento, di
secrezione, di trasporto e di assorbimento. Il tessuto epiteliale, o epitelio si trova nella tonaca più
interna di un organo cavo. Gli epiteli svolgono importanti funzioni quali:
1. Costituiscono una barriera fisica: gli epiteli proteggono le superfici esterne di interne da
agenti abrasivi, dalla disidratazione e dalla distruzione mediante agenti chimici o biologici.
2. Regolano la permeabilità: ogni sostanza che entra o esce dal nostro corpo deve attraversare
un epitelio. Alcuni epiteli sono relativamente impermeabili, mentre altri sono facilmente
attraversabili da sostanze grandi come proteine.
3. Forniscono la sensibilità: molti epiteli sono estesamente innervati da nervi sensoriali. Cellule
epiteliali specializzate hanno la potenzialità di cogliere varie azioni ambientali e convogliare
queste informazioni al sistema nervoso.
4. Producono secreti specializzati: le cellule epiteliali che producono segreti sono chiamate
cellule ghiandolari.
Abbiamo due tipi di tessuto epiteliale:
Epitelio di rivestimento, è caratterizzato da cellule che si organizzano insieme a formare
❖ lamine o tubuli o cordoni che comunicano o direttamente con l’esterno o indirettamente
mediante condotti. L’adesione tra cellule dell’epitelio di rivestimento è garantita da proteine
di giunzione. L’epitelio di rivestimento non è vascolarizzato, dunque privo di vasi sanguigni
e destinato a morire. L'epitelio di rivestimento ha la funzione di rivestire la superficie
esterna e le cavità interne. Le cellule degli epiteli di rivestimento hanno due poli, un polo
apicale, dunque che si affaccia al lume dell’organo, e un polo basale, che è strettamente a
contatto con le altre pareti. La porzione basale poggerà sulla lamina basale, tessuto
connettivo che ancora l’epitelio con il sottostante tessuto connettivo che è la tonaca
sottomucosa. Questo tessuto connettivo è di tipo lasso areolare, riccamente vascolarizzato;
dunque, avverranno fenomeni di diffusione dal sottostante tessuto connettivo all’epitelio.
Questa lamina basale oltre ad ancorare l’epitelio con il sottostante tessuto connettivo,
presenta delle cellule indifferenziate, ovvero cellule staminali, poiché, gli epiteli di
rivestimento non sono perenni, vi è una rigenerazione continua dei nostri epiteli, dunque se
quelle cellule muoiono, devono essere rimpiazzate e vengono rimpiazzate grazie alla
presenza di cellule staminali indifferenziate posizionate nella lamina basale.
Epitelio ghiandolare, deriva da una lamina epiteliale, e forma il parenchima delle
❖ ghiandole, strutture atte alla produzione e secrezione di sostanze utili all'organismo. Le
ghiandole possono essere unicellulari o pluricellulari e si distinguono principalmente in
base alla destinazione della secrezione. Sono esocrine se il secreto fuoriesce sulla
su
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