ANATOMIA PATOLOGICA
Nel percorso diagnostico e terapeutico il ruolo del patologo è molto ampio
OBBIETTIVO DEL CORSO: Far conoscere i meccanismi patogenetici e le alterazioni morfologiche che
si accompagnano alle malattie più comuni, con particolare riferimento alle alterazioni più significative
per la definizione diagnostica e prognostica; fornire le basi per comprendere i principi classificativi delle
malattie infiammatorie, degenerative e neoplastiche.
LA MEDICINA FINO ALL’INIZIO ‘700 RITENEVA CHE:
• Tutte le malattie sono dovute ad una alterata crasi degli umori: discrasia.
• Discrasia: uno dei quattro umori corporei è sovrabbondante o scarso, oppure separato dalla buona
miscela «eucrasia».
NASCITA DELLA MEDICIA MODERNA:
→ la medicina moderna è nata nell’Anfiteatro di Fabrizio d’Acquapendente per mano di GIOVAN
BATTISTA MORGAGNI→ scrive un libro in cui, analizzando 700 quadri clinici, dimostra che la
maggior parte delle manifestazioni patologiche si associa ad una patologia dell’organismo (riscontrate
attraverso autopsia)
= NASCE IL METODO ANATOMO-CLINICO
NASCITA DELL’ANATOMIA PATOLOGICA:
L’anatomia patologica moderna inizia alla fine dell’800 grazie a RUDOLF VIRCHOW attraverso la sua
teoria cellulare:
• tutti gli organismi viventi sono costituiti da una o più cellule
• la cellula è la più piccola unità di materia vivente in cui è organizzato un organismo
• la maggior parte delle malattie ha una “spiegazione cellulare”
SURGICAL PATHOLOGY
Tra fine ‘800 e inizio ‘900 chirurghi e patologi fondarono una Branca che si distaccava dall’Anatomia
tradizionale(basata su autopsie su pazienti morti), per effettuare diagnosi istologiche su pazienti vivi
1) Serve per stabilire una DIAGNOSI:
• ISTOPATOLOGIA: la diagnosi istologica si basa sul riconoscimento delle alterazioni
morfologiche (citologiche o architetturali) che la malattia causa in un tessuto
→ citologiche: delle singole cellule
→ architetturali: organizzazione strutturale delle cellule
La si può effettuare su dei campioni operatori o su biopsie
• CITOPATOLOGIA: prende in considerazione singole cellule o gruppi di cellule MA senza
considerare il dato architetturale(cioè come sono messe le cellule)
→ fornisce informazioni molto importanti ma non approfondite come un esame istologico
TUTTAVIA è un esame molto meno invasivo e molto più facile da eseguire (basta prelevare un
campione di urina o di liquido vaginale)
TERMINOLOGIA:
• ATROFIA: le cellule diventano più piccole
• IPERTROFIA: le cellule diventano più grandi→ gli organi diventano più grandi
• IPERPLASIA: aumento del numero delle cellule→ gli organi diventano più grandi
• METAPLASIA: trasformazione di un tipo di cellula in un altro
• (esempio: l’epitelio bronchiale è un epitelio cilindrico ciliato MA nei soggetti fumatori diventa
epitelio squamoso)
• DISPLASIA(neuplasia non invasiva): disordine architetturale e citologico; non vi è invasione ne
rischio di metafasi
• NEUPLASIA maligna: ha due caratteristiche principali→ è invasiva e porta rischio di metastasi
2) Serve per stabilire una PROGNOSI
→ Una volta che abbiamo una diagnosi, ci sono fattori che ci permettono di stabilire una
prognosi, basata su dati probabilistici.
LA CLASSIFICAZIONE DELLE NEUPLASIE:
➢ NEUPLASIA - nuova crescita(neoformazione che però non dovrebbe esserci), non definisce il
comportamento biologico
➢ TUMORE - una tumefazione, non definisce il comportamento biologico
➢ CANCRO - una neoplasia maligna, definisce il comportamento biologico
Vengono classificate secondo tre criteri:
• COMPORTAMENTO: benigne o maligne
• ISTOLOGICO: in base al tessuto da cui originano (esempio: calcinomi: neuplasie epiteliali)
• SEDE: in base all’organo da cui originano
1. COMPORTAMENTO
BENIGNI: localizzato, ma non invadono e non creano metastasi
• Presentano una capsula→ sono circoscritti
• Hanno una crescita lenta
• Non sono invasivi
• Sono ben differenziati:
• Il loro suffisso è -OMA (lipoma)
MALIGNI: invadono, entrano nei vasi e possono dare metastasi
• Non hanno una capsula
• Hanno una crescita veloce
• Sono invasivi e infiltrativi
• Sono poco differenziati
• Il loro suffisso è -CARCINOMA -SARCOMA
→ tuttavia alcune masse hanno un comportamento anomalo incerto che non è pienamente classificabile
DIFFERENZIAZIONE:
E’ il grado di somiglianza tra le cellule parenchimali neoplastiche e le corrispondenti cellule normali sia
morfologicamente sia funzionalmente
TUMORE BENIGNO→ ben differenziato
TUMORE MALIGNO→ vari gradi di differenziazione= GRADING (stabilisce il grado di gravità del
tumore)
• ANAPLASIA: mancanza di differenziazione
VELOCITA’ DI ACCRESCIMENTO
Per alcune neoplasie è un parametro indispensabile per distinguere tra maligne e benigne
Generalmente le neoplasie benigne crescono lentamente mentre le neoplasie maligne crescono
rapidamente.
→ Attenzione ciò non è sempre vero
La Crescita è correlata con indice mitotico e indice di proliferazione - è possibile evidenziare le cellule
proliferanti mediante l’utilizzo di tecniche di immunoistochimica - anticorpi contro molecole coinvolte
nella proliferazione (es. Ki-67).
INVASIONE LOCALE
TUMORI BENIGNI - crescita espansiva, coesa, contenuta nei limiti anatomici (spesso capsula fibrosa)
con compressione dei tessuti circostanti
→ Attenzione talora manca il piano di clivaggio e sembrano infiltrare (es. emangiomi capillari)
TUMORI MALIGNI- crescita infiltrativa, non coesa, con invasione e distruzione dei tessuti circostanti
→ Attenzione talora sembrano capsulati (es.carcinomi follicolari della tiroide hanno una spessa capsula
con minime effrazioni)
MODALITA’ DI CRESCITA
ESPANSIVA: il margine di crescita è ben definibile con uno stacco tra normale e neoplastico; la massa
neoplastica infiltra su un fronte unico distruggendo e sostituendo oppure comprimendo il tessuto
normale.
INFILTRATIVA: il margine di crescita è NON è ben definibile e le cellule neoplastiche si insinuano tra le
cellule normali in piccoli gruppi
→ maggiore capacità invasiva
METASTASI
= unico parametro che inequivocabilmente permette di stabilire il comportamento biologico
→ Le neoplasie benigne non danno metastasi
La diffusione metatstatica può avvenire:
1. IMPIANTO DIRETTO NELLE CAVITA’ O SUPERFICI
Più frequentemente nella cavità peritoneale per es. carcinoma gastrico - carcinosi peritoneale -
impianti sulla superficie ovarica
2. DISSEMINAZIONE PER VIA LINFATICA → portata spesso dai carcinomi
3. DISSEMINAZIONE PER VIA EMATICA → portata spasso dai carcinomi e sarcomi
2. ORIGINE ISTOLOGICA
Le neuplasie possono essere:
• Epiteliali
• Mesenchimali
• Ematologiche (leucemie e linfomi)
• Melanomi
• Sist. Nervoso Centrale
CLASSIFICAZIONE NEUPLASIE MALIGNE
→ Criterio istologico: centinaia di neoplasie maligne che originano da ogni tipo di cellula
dell’organismo.
• CARCINOMI : derivano da epiteli di derivazione ectodermica o endodermica
→ sono i più frequenti
→ si sono tanti tipi di epiteli e quindi anche tanti tipi diversi di carcinomi
• SARCOMI : derivano dalle cellule di derivazione mesodermica
• NEUPLASIE EMOTOLOGICHE : derivano da cellule di derivazione mesodermica “mobili”.
→ I CARCINOSARCOMI: sono delle situazioni via di mezzo
3. SEDE
La classificazione delle neoplasie in base all’istotipo viene completata con la definizione dell’organo in
cui la neoplasia si è sviluppata primitivamente.
Anche se la neoplasia metastatizza in un’altra sede, mantiene il suo nome originale.
→ uno stesso tumore, localizzato in sedi diverse, ha un indice di sopravvivenza totalmente diverso
INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF DISEASE FOR ONCOLOGY:
E’ lo standard internazionale per la nomenclatura e la classificazione istologica delle neoplasie. Consente
di confrontare dati provenienti da qualsiasi parte del mondo a fini statistici ed epidemiologici (Registri
Tumori).
L’istotipo è identificato da 5 cifre:
- le prime 4 indicano il tipo istologico,
- la quinta cifra indica il comportamento biologico
4. CARATTERISTICHE MOLECOLARI, GENETICHE E
IMMUNOFENOTIPICHE
Criterio imprescindibile nella classificazione delle neoplasie del sistema emopoietico: la diagnosi di
leucemia o di linfoma non può prescindere dalla caratterizzazione del suo profilo immunofenotipico e
della traslocazione specifica mediante biologia molecolare.
Tali parametri hanno funzione
• Classificativa diagnostica
• Prognostica
• Sono alla base della scelta terapeutica
• Sono strumento per seguire la risposta alla terapia
Diversi tipi di tumori:
1. TUMORE SINCRONO:
Presenza di due o più tumori, indipendenti tra loro, nello stesso organo o in organi differenti, nello stesso
momento.
Non sono metastasi uno dell’altro.
Se nello stesso organo, le neoplasie devono essere del tutto indipendenti.
Molte neoplasie possono essere bilaterali (es mammella, ovaio)
2. TUMORE METACRONO
Presenza di due o più tumori, indipendenti tra loro, nello stesso organo o in organi differenti, in tempi
successivi.
Non sono metastasi.
Se nello stesso organo bisogna escludere la recidiva.
Molte neoplasie possono insorgere sullo stesso background (es. adk colon su poliposi, carcinomi
uroteliali, etc)
3. TUMORE DI COLLISIONE
Presenza di due neoplasie istologicamente diverse che nello stesso organo possono crescere in modo
sincrono e collidere tra loro
4. TUMORE MISTO
Presenza di una neoplasia in cui proliferano due componenti istologicamente diverse (di solito epiteliale
e stromale) che crescono mescolandosi tra loro.
LA GRADING DELLE NEUPLASIE MALIGNE
E’ un sistema di valutazione per “graduare” (grading) la differenziazione della neoplasia a fini
prognostici.→ (meno assomiglia al tessuto di origine e più è differenziato)
Si basa sulla valutazione complessiva dell’entità delle anomalie morfologiche delle cellule e
dell’architettura tissutale rilevate all’esame microscopico.
Ogni neoplasia maligna è graduata utilizzando uno specifico sistema di grading.
Il grading della neoplasia, con altri fattori, può influenzare la scelta terapeutica.
PARAMETRI CITOLOGICI
1) Dimensioni della cellula (inversione rapporto N/C)
2) Irregolarità del profilo nucleare e della disposizione della cromatina
3) Aumento della taglia ed eosinofilia dei nucleoli
4) Aumento delle mitosi con figure mitotiche atipiche
PARAMETRI ARCHITETTURALI:
Entità di disordine architetturale del tessuto neoplastico paragonato al tessuto normale di
origine
LA GRADUAZIONE DELLE NEUPLASIE MALIGNE
La Graduazione delle neoplasie maligne Il grado di differenziazione viene espresso come G con un
numero crescente da 1 a 4
1. G1: neoplasia ben differenziata
2. G2: neoplasia moderatamente differenziata
3. G3: neoplasia scarsamente differenziata
4. G4: neoplasia indifferenziata (anaplastica) …tuttavia i singoli parametri hanno un peso diverso
in termini di significato clinico-patologico nei diversi istotipi di neoplasia maligna
Il grading è un fattore prognostico indipendente nella maggior parte delle neoplasie
LA STADIAZIONE
Lo STADIO di una neoplasia descrive l’estensione della malattia nella sede in cui origina e la sua
diffusione nell’organismo
STADIAZIONE CLINICA: viene effettuata prima di un intervento, a seguito di una visita→ le
osservazioni non sono precisissime ma comunque importanti
STADIAZIONE PATOLOGICA: effettuata su campione operatorio
Si basa sulla conoscenza della storia naturale della malattia:
• diffusione locale
• invasione di organi contigui
• metastasi a distanza per via linfatica, ematica, endocavitaria
E’ fondamentale per:
• Stimare la prognosi
• Formulare un piano terapeutico individuale chirurgia curativa, chirugia palliativa, trattamenti
addizionali di radio-ormono-chemioterapia
• Linguaggio comune per confrontare i risultati di studi clinici
• Identificare i pazienti idonei a nuovi studi clinico-sperimentali
Il criterio su cui si basa la stadiazione si chiama TNM
→ La classificazione in diversi stadi si basa su una correlazione di diversi parametri
E’ importante la stadiazione per:
1.Stabilire una Diagnosi
2.Stabilire la Prognosi
3.Stabilire una Terapia
Ci sono fattori che ci permettono di predire la storia naturale della neoplasia in esame?
→ Sulle cellule neoplastiche ci sono dei marcatori che ci permettono di definire una carta di identità della
neuplasia
• 70% dei carcinomi mammari sono ER e PgR +
• Gene HER-2: molto espresso in alcuni tumori della mammella
MARKERS PROGNOSTICI: forniscono indicazioni circa la sopravvivenza (es. Ki67→ ci dice quante
cellule proliferanti ci sono)
MARKERS PREDITTIVI: forniscono informazioni circa la possibilità di risposta ad una specifica
terapia (es. HER2)
Ezi: causa delle malettie patogenesi: come si sviluppano le malattie
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Fondamenti di Anatomia Patologica
L'Anatomia Patologica è la branca della medicina che studia le alterazioni indotte dalle malattie a vari
livelli di complessità: macroscopico (organi), microscopico (tessuti), ultrastrutturale (organelli tramite
microscopia elettronica) e molecolare (DNA/RNA e proteine).
Tale studio viene condotto tramite una dissezione progressiva: Organi→ Tessuti→ Cellule→ Organelli
subcellulari→ Componenti macromolecolari
Il discorso di patologia è legato al concetto di funzione→ senza una funzione non possiamo avere una
disfunzione
Cenni storici: Giovanni Battista Morgagni (Padova, XVIII sec.) è il padre dell'anatomia
patologica moderna. Fu il primo a correlare i sintomi del paziente alle lesioni organiche
osservate post-mortem, superando la vecchia teoria greca dei "quattro umori".
Gli scopi principali:
• Diagnosi: Identificazione della malattia. Si basa sull'integrazione di sintomi (riferiti dal paziente
nell'anamnesi) e segni (rilevati dal medico durante l'esame obiettivo o tramite esami strumentali).
L'anatomia patologica rappresenta spesso l'ultimo step, quello definitivo ("Gold Standard").
• Prognosi: Previsione del decorso probabile della malattia e della risposta del paziente.
• Terapia: Fornire i parametri (come i recettori ormonali nei tumori) necessari per scegliere la cura
più efficace.
Nota filosofica: In medicina si dice che "esiste il malato ma non la malattia". La malattia è
un'astrazione categoriale creata dai medici per raggruppare quadri clinici simili e poterli
trattare.
Ambiti dell’anatomia patologica
Le malattie possono essere suddivise in base alla loro diffusione o alla loro eziologia (causa):
• Patologia Sistemica: Colpisce l'intero organismo o interi sistemi (es. aterosclerosi, ipertensione).
• Patologia d'Organo: Localizzata in un singolo organo, anche se può avere riflessi sistemici (es.
un'insufficienza renale che altera l'intero metabolismo).
• Malattie Cronico-Degenerative: Spesso multifattoriali (età, genetica, stile di vita). Si può fare
prevenzione e mitigare il danno, ma spesso il danno tissutale è permanente.
• Malattie Infettive: Causate da un agente patogeno identificabile (virus, batteri, miceti, parassiti).
Identificando ed eliminando l'agente, è possibile la guarigione completa.
Attività dell’anatomo-patologo
1.Il Riscontro Diagnostico (Autopsia)
È l'esame del cadavere per finalità cliniche e scientifiche. Si distingue nettamente dall'autopsia
giudiziaria.
Tipo di Autopsia Eseguita da Scopo
Riscontro Chiarire cause di morte naturali, confermare
Anatomo-patologo
Diagnostico diagnosi cliniche, ricerca scientifica.
Autopsia Medico- Accertare dolo, colpa o responsabilità penali (su
Medico Legale
Legale ordine del magistrato).
• Autopsia Fetale: Obbligatoria per legge in caso di morte intrauterina oltre il primo
trimestre. È fondamentale per la consulenza genetica e la pianificazione di gravidanze
future.
2. Istopatologia diagnostica: Studia i tessuti (le cellule nella loro architettura strutturale).
3. Citopatologia diagnostica: Studia le singole cellule isolate (es. Pap-test, agoaspirato).
4.Diagnostica molecolare: È l'insieme delle tecniche di analisi utilizzate per identificare una
patologia o la predisposizione a essa attraverso lo studio di acidi nucleici (DNA e RNA) e delle proteine
specifiche all'interno di un tessuto o di un fluido corporeo.
Tipi di biopsie
La biopsia è il prelievo di una porzione di tessuto da un organismo vivente.
1. Agobiopsia (Core Biopsy): Prelievo di un cilindro di tessuto ("carota") tramite aghi di grosso
calibro (es. 21 Gauge).
• Sottotipo: Stereotassica, guidata da computer e immagini 3D per colpire lesioni non
palpabili (es. nel cervello o nel seno).
2. Biopsia Endoscopica: Effettuata durante gastroscopie, colonscopie o broncoscopie tramite
piccole pinze.
Prelievo di tessuto (generalmente tonaca mucosa) tramite pinza bioptica montata sulla testa di un
endoscopio a fibre ottiche. Le fibre ottiche sono flessibili e consentono di seguire il percorso dei
visceri cavi visualizzandone l’aspetto su un monitor. In tal modo l’endoscopista può visualizzare
modificazioni del viscere indicative di malattia (infiammatoria o neoplastica) e
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Fisioterapia - Elementi base di anatomia patologica per professioni sanitarie
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