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SISTEMA SCHELETRICO

SCHELETRO APPENDICOLARE

Dato da arti superiori, cingolo scapolare, bacino e arti inferiori

SCHELETRO ASSILE

Dato da cranio, gabbia toracica, colonna vertebrale

→ formano le pareti delle cavità in cui alloggiano le parti

molli che vengono protette

La cavità cranica è in continuità con la cavità spinale

e insieme formano la cavità dorsale che sono situate nella parte posteriore

Anteriormente il diaframma divide la cavità

toracica, superiore, dalla parte inferiore

costituita dalla cavità addomino-pelvica, che

insieme costituiscono la cavità ventrale o

celoma.

La cavità toracica è data da cavità pleurica una

destra e una sinistra a cui si interpone il

mediastino che contiene la cavità pericardica

mediale, in cui si trova il cuore. Queste sono

divise da membrana pleurica - pleura di destra,

di sinistra e membrana pericardica – pericardio

→ sono membrane sierose e traslucide.

La cavità addomino-pelvica è data da cavità

addominale e cavità pelvica, divise dal

peritoneo dato dal piano immaginario che passa

per art sacro-iliaca, per lo stretto superiore del

bacino e per i tubercoli pubici.

Il bacino presenta la grande pelvi facente parte

della cavità addominale e la piccola pelvi facente parte della cavità pelvica che viene chiusa inferiormente dal diaframma

pelvico – pavimento pelvico una struttura muscolare ricoperta esternamente dal perineo

→ la cavità addomino-pelvica presenta due suddivisioni: 4 QUADRANTI

Data da linea verticale dal processo xifoideo alla

sinfisi pubica e una linea orizzontale tangente

all’arco costale

→ due quadranti alti (dx e sx) e due bassi (dx e sx)

9 REGIONI

Data da due linee verticali linee emiclaverari –

medioclavicolari e due linee orizzontali: linea

sottocostale che passa sotto arco costale e una

inferiore linea bisiliaca – transtubercolare. È

presente un’altra linea superiore alle altre due: linea

basisternale – xifoidea che passa tra processo

xifoideo e corpo dello sterno → 2 ipocondriache (dx

e sx), 2 lombari (dx e sx), 2 iliache (dx e sx), centrali

ci sono: epigastrica, ombelicale e ipogastrica

Tessuto insieme di cellule e di prodotti cellulari che, cooperando tra loro, determinano lo svolgersi di una o più specifiche

funzioni

TESSUTO EPITELIALE

Epiteli di rivestimento costituiti da cellule a stretto contatto tra loro che formano strati continui di rivestimento della superficie

esterna, delle vie di passaggio e delle cavità interne del corpo. Poggiano su un tessuto connettivo con interposizione della

membrana basale che consente ancoraggio e scambi

Epiteli ghiandolari definiscono strutture specializzate per la secrezione

EPITELI DI RIVESTIMENTO

FORME CELLULARI

Pavimentosa – squamosa appiattita, lo spessore è ridotto rispetto a lunghezza e larghezza

Cubica – isoprismatica le dimensioni si equivalgono

Cilindrica – colonnare – batiprimsatica prevale l’altezza

CLASSIFICAZIONE EPITELI

Varia in base al numero di strati di cellule Composto – stratificato –

pluristratificato

Due o più strati

Squamoso cheratinizzato

Semplice – monostratificato Lo strato superficiale è caratterizzato

Un solo strato da cellule morte che hanno perso il

Tutte le cellule poggiano sulla lamina nucleo e si sono riempite di cheratina

basale e raggiungono la superficie libera cheratinociti

→ cellule sono i

Endotelio Epidermide

Squamoso non cheratinizzato

Lo strato superficiale presenta cellule

schiacciate ma presentano il nucleo

Cellule

Pseudostratificato

Strato unico di cellule cilindriche che poggiano sulla lamina basale ma presentano forme diverse e i nuclei

sono ad altezze diverse

Tratti delle vie aeree, canali dell’epididimo, vie spermatiche

Di transizione – polimorfo

Si modificano a seconda dello stato di distensione della parete dell’organo in cui tale epitelio

si trova

Tonaca mucosa degli organi delle vie urinarie

Organo contratto → epitelio è alto e presenta cellule cupoliformi di grosse dimensioni e a

forma di cupola nello strato superficiale

Organo disteso → epitelio diventa meno spesso e il numero di strati diminuisce, con le

cellule cupoliformi che assumono una forma distesa favorendo l’aumento della superficie

necessario durante la distensione della parete dell’organo

EPITELI GHIANDOLARI

GHIANDOLE ESOCRINE

Rilasciano il loro secreto a livello della superficie epiteliale mediante dotti escretori

GHIANDOLE ENDOCRINE

Il loro secreto, ormoni, entra nel circolo sanguigno o linfatico e viene distribuito in tutto il corpo

MEMBRANE

Ricoprono le superfici corporee con la funzione di proteggere gli organi e facilitare le funzioni fisiologiche

Ognuna è costituita da un epitelio sostenuto da un connettivo

MUCOSA

Rivestono le vie di comunicazione e le cavità interne che comunicano con l’esterno

→ canale alimentare, vie respiratorie, vie genitali e vie urinarie

È costituita da epitelio che può essere monostratificato o pluristratificato che poggia

sulla lamina propria un tessuto areolare lasso

Le cellule caliciformi (cellule ghiandolari esocrine) si interpongono alle cellule

epiteliali e proteggono il muco una sostanza viscosa che protegge e umidifica la

superficie

SIEROSE

Rivestono le cavità corporee e gli organi al loro interno che non sono

comunicanti con l’esterno → pleura, peritoneo e pericardio

Presentano un epitelio pavimentoso monostratificato che si chiama mesotelio

(si appoggia sul tessuto areolare) il quale produce trasudato che tenendo umido

il mesotelio riduce gli attriti

Mesotelio avvolge la superficie interna delle cavità e costituisce lo spazio aereo che

esternamente presenta il tessuto areolare. I due strati mucosi della cavità sono “uno

fronte all’altro” grazie ai ripiegamenti della membrana definendo foglietto parietale e

viscerale

CAVITA’ ADDOMINO-PELVICA

Il foglietto parietale si incolla sulla parete della cavità addominale e anteriormente

scende fino alla faccia superiore della vescica proseguendo fino agli organi genitali e

posteriormente si appoggia sulla porzione finale dell’intestino (sono i 3 organi

sottoperitoneali). Risalendo dalla parte posteriore incontra il sigma (porzione intestinale

antecedente al retto) diventando parete viscerale e tornando ad essere parietale dopo

aver avvolto l’organo. Il punto dove si incontrano i foglietti si chiamano mesi dove si ha

doppio strato. Continuando a salire e ad avvolgere gli organi arriva al duodeno dove il

foglietto parietale invece di passare posteriormente gli passa anteriormente e esso si

appoggia alla colonna e ai suoi muscoli → sono organi retroperitoneali: duodeno, reni,

ureteri, vasi spermatici, duodeno, pancreas, aorta discendente, vana cava inferiore e

terzo medio del retto. Proseguendo verso l’alto i due foglietti parietali avvolgono il

fegato e poi lo stomaco con il meso chiamato piccolo omento. I foglietti proseguono

costituendo il grande omento che divide il foglietto parietale anteriore e gli organi della

cavità addominale SINOVIALE

Riveste la parte interna della capsula articolare delle diartrosi e ha la funzione di

produzione del liquido sinoviale, per garantire lubrificazione

CUTANEA

Ricopre le superfici esterne del corpo → l’epitelio cheratinizzato si appoggia in

modo ondulato con papille dermiche sul tessuto areolare formando lo strato

papillare. Il tessuto areolare si fonde col tessuto connettivo denso irregolare

APPARATO TEGUMENTARIO

È costituito da pelle – cute e annessi cutanei con funzioni di

protezione, mantenimento dell’omeostasi e sensibilità

PELLE

È composta da epidermide, strato epiteliale superficiale

cheratinizzato, e derma, strato connettivale, divisi dalla lamina

basale. Il derma a sua volta è diviso in strato papillare e reticolare

sotto al quale si trova l’ipoderma uno strato sottocutaneo

Tra derma e ipoderma si trova una rete vascolare plesso cutaneo:

dalle arterie partono i capillari che salgono verso l’esterno fino allo

strato papillare per poi ripiegarsi e confluire nella vena → sono

molto abbondanti rendendo la cute molto vascolarizzata

EPIDERMIDE

Cheratinociti cellule della membrana cutanea che vengono prodotte nello strato basale per poi salire verso

l’esterno e subire un processo di cheratinizzazione che le porta progressivamente a perdere il nucleo e a

riempirsi di cheratina. Questo strato, essendo il più esterno entra in contatto con le forze di attrito esterne

che portano al distacco delle cellule. Successivamente verranno rimpiazzate

Sono presenti diversi strati che partendo dalla membrana basale sono: strato basale-germinativo

responsabile del rinnovamento continuo dell’epidermide, spinoso, granuloso, lucido e corneo

DERMA

Lamina di tessuto connettivo denso, resistente e compatta, che presenta una superficie esterna irregolare per la presenza di

papille e creste dermiche

Nello strato reticolare ci sono capillari arteriosi e venosi che costituiscono il pello cutaneo

ANNESSI CUTANEI

Strutture che permettono la sensibilità generale grazie a vari recettori

Terminazioni libere strutture nervose semplici che arrivano fino all’epidermide e sono responsabili della percezione del dolore

Dischi tattili arrivano all’epidermide e sono recettori del tatto fine e della pressione grazie alle cellule di Merkel

Corpuscoli tattili si fermano nella papilla dermica e sono recettori della pressione lieve, del tatto fine e della vibrazione a basse

frequenze

Corpuscoli lamellati-di Pacini nel derma e sono recettori della pressione forte e delle vibrazioni ad alta frequenza

Struttura nervosa data da fibre nervose che partono a livello del plesso cutaneo e arrivano a diverse altezze

→ con stimoli appropriati si attivano potenziali d’azione che dal recettore portano stimoli al SNC

Nocicettori recettori del dolore

Termocettori recettori della temperatura

Meccanocettori sensibili a stimoli meccanici vibrazioni, pressioni…

CRANIO

Formato da 2 parti principali neurocranio-scatola cranica

parte robusta che contiene porzione intracranica sistema

nervoso centrale e splancnocranio più fragile-leggero accoglie

visceri da cui partono apparato digerente e respiratorio

NEUROCRANIO

Osso frontale

Impari mediano, chiude anteriormente scatola cranica e

presenta una porzione che rientra a formare la parte anteriore

del pavimento cranico

Ossa parietali

Pari e formano volta superoposteriore cranio

Osso occipitale

Impari mediano che chiude parte posteroinferiore

cranio. Presenta il da cui passa il

forame magno

midollo osseo, che anteriormente si unisce allo

sfenoide grazie a una lamina ossea in pendenza, il

clivo

Ossa temporali

Pari e laterale, presenta processo zigomatico al

di sotto quale ci sono processo stiloideo e mastoideo. Presenta il un foro che porta a un canale intracranico, la

meato acustico

in cui si trova l’orecchio interno: coclea contiene i recettori per lo stimolo sonoro e apparato vestibolare, costituito

rocca petrosa

da 3 canali semicircolari, che serve come organo di senso per l’equilibrio

3 suture: tra osso frontale e ossa parietali tra 2 ossa parietali tra ossa parietali e ossa occipitale,

coronale sagittale lambdoidea

tra temporale e parietale

squamosa

SPLANCNOCRANIO

Osso zigomatico

Proseguo in avanti del processo zigomatico

Osso mascellare

Diviso a metà da cavità nasale e forma parte anteriore

Mandibola

Impari e mediano. Unico osso che si articola articolazione temporo-

mandibolare

Ossa palatine

È la parte superiore della cavità orale e la parte inferiore della cavità

nasale davanti all’etmoide e superiori all’etmoide

Ossa nasali ossa lacrimali

etmoide, parete mediale della cavità oculare

impari e mediano divide in due cavità nasale: è il setto nasale

Vomere

Ci sono delle strutture ossa che costituiscono sia la base del neurocranio sia lo splancnocranio:

Osso sfenoide

Impari mediano si trova incuneato nel cranio: tra temporale, zigomatico e frontale. La porzione

centrale si chiama da cui lateralmente partono due ali, processi laminari, che

sella turcica

concorrono a formare la parte laterale della volta cranica

2 processi diretti inferiormente processi pterigoidei

davanti sfenoide e incuneato nell’incisura etmoidale dell’osso frontale con una

Osso etmoide

lamina orizzontale, la Presenta una lamina verticale e due masse laterali che

placca cribrosa.

presentano dei pieghettamenti, conche nasali – turbinati in cui passa l’aria grazie ai meati dei

fori che portano alle celle etmoidali

APP RESPIRATORIO

Apparato che consente di introdurre aria dall’esterno per convogliarla attraverso il

sistema di conduzione all’interno dei polmoni

Obiettivo è introdurre aria ricca di ossigeno

FUNZIONI

- Fornire una estesa superficie per gli scambi gassosi → polmoni

- Trasportare l’aria dall’esterno alla superficie di scambio filtrazione,

riscaldamento e umidificazione tramite porzione di conduzione dalle

cavità nasali ai bronchioli terminali, e viceversa raffreddamento e

disidratazione tramite porzione respiratoria data da bronchioli respiratori e

alveoli → vie aeree superiori

- Protezione delle superfici respiratorie e localizzazione delle superfici

respiratorie in ambiente chiuso riparato

- Produzione di suoni da utilizzare per il linguaggio → laringe, corde vocali

- Fornire sensazioni olfattive → cavità nasale

- Conversione dall’angiotensina I all’angiotensina II

MUCOSA RESPIRATORIA

E pavimentoso pluristratificato cavità orale e orofaringe

E pseudostratificato ciliato con cellule caliciformi cavità nasali, rinofaringe, laringe, trachea, bronchi, bronchioli → e respiratorio

Epitelio cubico semplice con poche cellule ciliate bronchioli terminali e respiratori

Epitelio pavimentoso semplice alveoli polmonari

V.A. SUPERIORI

Naso, seni paranasali, cavità nasali e faringe

CAVITA’ NASALI

Vengono mantenute umide e pulite dal muco prodotto dai seni

paranasali e l’accesso alla cavità è dato dalla presenza delle narici

esterne del naso.

Sul tetto è presente la mucosa olfattiva per la presenza di cellule

nervose in grado di captare stimoli odorosi, con ciglia olfattive,

causati da particelle disperse nell’aria

L’insieme delle strutture nervose che passano attraverso l’etmoide

costituisce il primo nervo craniale o nervo olfattivo

Sono presenti le tonsille strutture linfatiche posizionate nella mucosa

per la risposta immunitaria. Sono palatina, faringea adenoide, linguali

e tubariche → formano l’anello del Waldeyer

FARINGE

È un organo cavo, un tubo muscolare unito alle cavità nasali dalle

coane e che arriva fino all’ingresso di trachea ed esofago

La rinofaringe parte dalle cavità nasali, si porta posteriormente per

poi scendere fino a livello del foro della cavità nasale dove prende il

nome di orofaringe, che è la porzione in comunicazione con la

cavità orale. La porzione più inferiore si chiama laringofaringe da

cui l’aria passa alla laringe che si trova anteriormente e prosegue con

la trachea

V.A. INFERIORI

Laringe (limite tra vie aeree superiori e inferiori), trachea, bronchi, bronchioli e

alveoli polmonari

LARINGE

Struttura sorretta da componenti cartilaginee che formano un tubo cilindrico:

c tiroidea forma la parte antero-laterale della laringe data da due porzioni

che si unisono medialmente nell’eminenza tiroidea ma posteriormente resta

aperta, c epiglottide si ancora alla faccia posteriore della c tiroidea che

chiude la glottide, l’entrata della laringe, la c cricoidea inferiore alla c tiroidea

TRACHEA

Situata nel mediastino, è un condotto resistente e flessibile formato da uno

scheletro di 20-25 anelli cartilaginei a forma di C chiusi posteriormente,

dalla parte dell’esofago, dal muscolo tracheale di muscolatura liscia

Partendo dall’interno presenta, tonaca muscosa data da epitelio

respiratorio e lamina propria, tonaca sottomucosa strato di tessuto

connettivo e tonaca avventizia è la più spessa ed esterna

BRONCHI PRIMARI

Sono formati di anelli cartilaginei che originano dalla biforcazione della

trachea, che avviene nel mediastino.

I bronchi, insieme a vasi, sistemi linfatici, nervi, entrano ai polmoni

attraverso l’ilo, un incavo situato nella faccia mediale dei polmoni.

Dentro ai polmoni si diramano e si ramificano

POLMONI

Organi cavi a forma di cono smusso che sono contenuti nelle rispettive

cavità pleuriche

I polmoni sono divisi in lobi: quello destro è diviso in 3 lobi superiore, medio, inferiore da scissura orizzontale e obliqua mentre

quello sinistro è diviso in 2 lobi superiore, inferiore grazie alla scissura obliqua (deve lasciare spazio al cuore).

BRONCHI INTRAPOLMONARI

Sono dati dalla ramificazione dei bronchi secondari all’interno del polmone.

All’aumentare della ramificazione dei bronchi, il diametro-calibro dei tubi e la

componente di cartilagine diminuiscono ma la muscolatura liscia della lamina propria

della parete bronchiale aumenta

La prima ramificazione porta ai bronchi secondari – lobari, 3 nel dx e 2 nel sx,

caratterizzati da placchette cartilaginee e ognuno associato a un lobo polmonare. La

successiva ramificazione porta a bronchi terziari – segmentari da cui si hanno i

bronchioli

BRONCHIOLI

Sono la ramificazione di un bronco terziario dove le placche cartilaginee scompaiono e

aumenta il tessuto muscolare liscio ed elastico

I bronchioli terminali costituiscono il primo tratto e, ramificandosi, immettono l’aria

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cate-V di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia degli organi e del sistema nervoso e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Cappellini Alessandra.
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