Concetti Chiave
- A partire dal terzo mese di vita, il sangue dei bambini inizia a somigliare a quello degli adulti, con criteri specifici per definire un'emorragia massiva.
- La gestione dei pazienti geriatrici è complessa a causa della politerapia e delle comorbilità, con un'alta suscettibilità a sviluppare insufficienza renale acuta in stato di shock.
- Le pazienti gravide, soprattutto oltre le 20 settimane, possono sperimentare edema e compressione dell'utero, che complicano la ventilazione e aumentano il rischio di ipossiemia.
- Le strategie di soccorso extra-ospedaliero devono essere adattate a situazioni specifiche, richiedendo una buona conoscenza delle variabili organizzative e delle esigenze del team di emergenza.
- In caso di trauma, le donne in gravidanza possono affrontare rischi significativi legati alla coagulazione e al benessere del feto, come il distacco placentare.
Indice
Sviluppo del sangue nei bambini
A partire più o meno dal terzo mese di vita, il sangue comincia ad avvicinarsi a quello degli adulti. Si parla di emorragia massiva nel bambino di 1 anno e se:
• Perdita > 700 ml/24h;
• Perdita ≥ 350 ml in meno di 3h;
• Sanguinamento > 70 ml/min.
Gestione dei pazienti geriatrici
Uno dei problemi nella gestione dei pazienti geriatrici è dato dal fatto che questi spesso assumono una politerapia. Tra i farmaci che maggiormente bisogna tenere in considerazione vi sono gli antiaggreganti, gli anticoagulanti e i ß-bloccanti (questi ultimi riducono la risposta tachicardica compensatoria: il paziente con shock emorragico è normofrequente ma si ipotende subito).
Il paziente in età geriatrica può avere una difficoltà di gestione del via respiratoria per vari motivi, ad esempio per fenomeni osteoartrosici può avere una limitata capacità di estendere il rachide cervicale.
Ci possono essere delle difficoltà di ventilazione quando il paziente è edentulo in quanto spesso rimossa la protesi dentale questi pazienti hanno una mandibola molto atrofica e sono spesso magri rendendo difficoltosa l’adesione della maschera per la ventilazione avendo dall’altra parte il vantaggio di essere facilmente intubabili.
Il paziente anziano può presentare numerose comorbilità come aritmie, cardiopatia ischemica portandolo ad avere una tolleranza all’ipotensione molto scarsa, con rischio di sviluppo più rapido di infarto miocardico; ciò rende più difficoltosa la gestione della stabilizzazione emodinamica. Bisogna tener presente che data la ridotta funzionalità renale del paziente geriatrico, in stato di shock vi è un maggior rischio che poi questo evolva in un'insufficienza renale acuta con necessità di terapia sostitutiva. Possono inoltre presentarsi dei problemi di comunicazione con i pazienti che possono avere una demenza più meno grave delirium ecc. Infine, essendo frequentemente sarcopenici, la tendenza all’ipotermia è maggiore.
Quali sono le sfide nella gestione delle pazienti gravide?
Nella paziente gravidica, soprattutto verso il termine gravidanza (>20 settimane), a causa della ritenzione di liquidi ci può essere un edema a livello dei tessuti intraorali e a livello della laringe rendendo più difficile la ventilazione e l’intubazione della paziente. La gravida a termine, a causa della compressione a livello delle basi polmonari da parte dell’utero, ha inoltre un respiro più superficiale e una capacità funzionale residua ridotta, inoltre ha anche a un aumento del consumo di ossigeno rendendola più suscettibile allo sviluppo di ipossiemia.
Strategie di soccorso extra-ospedaliero
Nelle prime fasi di soccorso extra-ospedaliero il paziente traumatizzato può essere gestito con strategie differenti. É necessario conoscere molto bene queste strategie per poi applicarle alle varie situazioni, in quanto ogni situazione di fatto è a sé stante. La forza di un team di emergenza extraospedaliero sta proprio nella capacità di conoscere tutte le varie variabili organizzative, di trasporto e le esigenze degli altri membri dell’equipe stessa (es. pilota di elicottero che deve rientrare con il mezzo entro un tempo preciso) per poter applicare la strategia di soccorso in modo efficace.
In gravidanza possono esservi alterazioni della coagulazione o fenomeni legati al trauma come il distacco placentare che determina ipoperfusione del feto e coagulopatie materne. La gravida a termine va inoltre sempre considerata a stomaco pieno indipendentemente dall’orario dell’ultimo pasto a causa del rallentamento dello svuotamento gastrico.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali indicatori di emorragia massiva nei bambini?
- Quali sono le difficoltà nella gestione dei pazienti geriatrici?
- Come influisce la gravidanza sulla ventilazione e sull'intubazione?
- Qual è l'importanza della conoscenza delle strategie di soccorso extra-ospedaliero?
- Quali sono le considerazioni da tenere a mente per le pazienti gravide in caso di emergenza?
Si parla di emorragia massiva nel bambino di 1 anno quando si verifica una perdita di sangue superiore a 700 ml in 24 ore, 350 ml in meno di 3 ore, o un sanguinamento superiore a 70 ml/min.
I pazienti geriatrici spesso affrontano sfide come la politerapia, difficoltà respiratorie, comorbilità e comunicazione, rendendo complessa la loro gestione, specialmente in situazioni di shock emorragico.
Nella paziente gravida, specialmente oltre le 20 settimane, l'edema e la compressione dell'utero possono rendere difficile la ventilazione e l'intubazione, aumentando il rischio di ipossiemia.
La conoscenza delle strategie di soccorso extra-ospedaliero è fondamentale per gestire efficacemente le situazioni traumatiche, considerando le variabili organizzative e le esigenze del team di emergenza.
È importante considerare che le pazienti gravide a termine possono avere alterazioni della coagulazione e devono essere trattate come se avessero lo stomaco pieno, a causa del rallentamento dello svuotamento gastrico.