Concetti Chiave

  • Nel 1960, la battaglia per l’emancipazione degli Afroamericani si intensificò con l'attivismo del movimento per i diritti civili, guidato da figure come Martin Luther King.
  • John F. Kennedy, inizialmente poco incisivo, fu influenzato dalla pressione pubblica e dalle proteste, portandolo a proporre una legge sui diritti civili.
  • Lyndon B. Johnson, sfruttando l'emozione post-assassinio di Kennedy, approvò il Civil Rights Act che abolì la discriminazione razziale e garantì il diritto di voto agli Afroamericani nel 1966.
  • Johnson implementò misure sociali significative, come il servizio ospedaliero gratuito e programmi di aiuto economico, per combattere la povertà delle fasce più deboli della popolazione.
  • La guerra del Vietnam ridusse i fondi per i programmi sociali di Johnson, portando a critiche da parte dei neoconservatori, nonostante i progressi significativi per gli Afroamericani e il Welfare State.

L'emancipazione degli Afroamericani

Quando John Fitzgerald Kennedy, nel 1960, arriva alla presidenza, fra i problemi più difficili da affrontare è da collocare senza dubbio la battaglia per l’emancipazione degli Afroamericani. Nel 1954, una sentenza della Corte Suprema aveva già dichiarato illegale la segregazione nelle scuole. Agli inizi degli anni Sessanta, il movimento dei diritti civili era diventato molto attivo e la sua azione assai incisiva, grazie ai seguenti fattori: 1) presenza di un gruppo di personalità di colore fra cui Martin Luther King, in grado di imporsi all’attenzione di tutto il paese 2) crescente importanza del voto dei neri 3) nuova sensibilità negli ambienti giovanili nei confronti dei grandi temi civili e politici 4) indignazione generalizzata per i gravi fatti d’intolleranza. Per l’ultimo aspetto vanno ricordati gli atti di violenza diretti contro i Freedom Riders (Viaggiatori per la libertà), cioè contro chi violava le norme segregazioniste nei luoghi pubblici e nei mezzi di trasporto negli stati meridionali.

L'azione di Robert Kennedy

All’inizio l’azione del nuovo Presidente fu poco incisiva e la sua lentezza fu compensata dall’energica azione del fratello Robert Kennedy, ministro della Giustizia. Sotto la spinta incalzante della protesta, culminata nella marcia su Washington del 1963, alla fine John Kennedy si preoccupò di una proposta di legge sui diritti civili che, però, sarà approvata soltanto dopo la sua morte, su iniziativa del nuovo presidente Lyndon B. Johnson. Proveniente da uno degli Stati sudisti, Johnson sfruttò enormemente sia l’ondata emozionale che aveva fatto seguito all’assassinio di Kennedy, sia la sua grande abilità di capo del Senato. Alle elezioni del 1964, egli sconfisse pesantemente il candidato della destra repubblicana e conservatrice Barry Goldwater.

Il Civil Rights Act e le riforme di Johnson

Fu così che l’anno successivo il Civil Rights Act aboliva la discriminazione razziale nei luoghi pubblici, nelle scuole e negli uffici, mentre nel 1966 fu garantito l’effettivo diritto di voto agli Afro-americani. Johnson era convinto che queste leggi costituissero un rilancio di un periodo di riforme della società americana, in grado di garantire la giustizia a tutte le sue componenti più deboli.

La guerra alla povertà

Tra le misure adottate dobbiamo ricordare il servizio ospedaliero gratuito per gli anziani e i poveri, gli ingenti fondi messi a disposizione per l’attività educativa, l’abolizione del sistema immigratorio dal carattere discriminante in vigore dagli anni Venti. In pratica si trattava di una guerra alla povertà che raggiunse anche l’obiettivo di far prendere coscienza del problema a importanti fasce urbane della popolazione e soprattutto mettere in risalto le condizioni di abbandono e di estremo disagio in cui erano lasciate alcune categorie sociali urbane e delle campagne. Il programma di Johnson precvedeva da un lato aiuti economici destinati alle categorie economicamente deboli, come gli anziani e le famiglie con figli a carico, mentre quelle con un basso reddito potevano usufruire di acquisti alimentari facilitati. A questo si aggiunse la ristrutturazione dei centri urbani degradati.

Le conseguenze della guerra del Vietnam

Purtroppo, la contemporanea guerra del Vietnam e le relative conseguenze disastrose, ridusse seriamente i fondi disponibili per la realizzazione del programma sociale. L’opposizione, soprattutto i neoconservatori degli anni Ottanta, dichiarò apertamente che l’opera di Johnson era stata fallimentare; eppure, essa aveva costituito una tappa fondamentale nella storia degli Afroamericani e del Welfare State.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono i principali fattori che contribuirono all'emancipazione degli Afroamericani negli anni '60?
  2. I fattori chiave furono la presenza di leader come Martin Luther King, l'importanza crescente del voto dei neri, la sensibilità giovanile verso i temi civili e l'indignazione per gli atti di intolleranza, come quelli contro i Freedom Riders.

  3. Qual è stato il ruolo di Robert Kennedy nell'emancipazione degli Afroamericani?
  4. Robert Kennedy, come ministro della Giustizia, ha svolto un'azione energica e incisiva, spingendo il presidente John Kennedy a considerare una proposta di legge sui diritti civili, che fu approvata solo dopo la sua morte.

  5. Cosa prevedeva il Civil Rights Act del 1964?
  6. Il Civil Rights Act aboliva la discriminazione razziale nei luoghi pubblici, nelle scuole e negli uffici, e nel 1966 garantì il diritto di voto agli Afroamericani, rappresentando un rilancio delle riforme sociali negli Stati Uniti.

  7. Quali misure furono adottate da Johnson nella sua "guerra alla povertà"?
  8. Johnson introdusse servizi ospedalieri gratuiti per anziani e poveri, fondi per l'educazione, e abolì il sistema immigratorio discriminante, mirando a migliorare le condizioni delle categorie sociali più deboli.

  9. Quali furono le conseguenze della guerra del Vietnam sul programma sociale di Johnson?
  10. La guerra del Vietnam ridusse significativamente i fondi disponibili per il programma sociale di Johnson, portando a critiche da parte dei neoconservatori, ma la sua opera rimase una tappa fondamentale nella storia degli Afroamericani e del Welfare State.

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