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Lezione 5 - 29/09/2020 - Stele con formula d’offerta

Questi testi si leggono dal verso in cui i segni sono rivolti. Si tratta sia di linee orizzontali che verticali (generalmente il verso di lettura è dall’alto al basso). Le iscrizioni di uno stesso tipo iniziano con una serie uguale. Sono testi di offerta funeraria donati al Ka, l’energia vitale dell’individuo che continua a vivere dopo la morte.

Elementi tipici della formula d’offerta

  • HTP DJ NSWT + Nome della/e divinità + DJ.F/DJ.SN + Nome della/e divinità + Un’offerta che il re dona a lui/loro...

Hetep di nesut + nome della/e divinità + di.ef/di.esen

  • HTP (hetep) è un trilittero, il simbolo del pane è un determinativo. Il suo significato è “offerta” come sostantivo o “essere contento” come verbo.
  • DJ (di) è un verbo molto utilizzato in quest’ambito. Significa “dare, offrire, collocare, fare in modo che”.
  • NSTW (nesut) è uno dei termini utilizzati per indicare il re, si tratta del soggetto della frase.
  • DJ.F/DJ.SN (di.ef/di.esen): è tradotto come “donato a lui/loro”. Pronome suffisso singolare/plurale della terza persona maschile.

Questa formula solitamente presenta sempre un triangolo (tipo di pane) o un braccio che regge un triangolo. Si tratta di una frase relativa composta da: complemento oggetto + verbo + soggetto. Il re è il tramite tra gli uomini e gli dei, compie i rituali sacri in onore delle divinità. I sacerdoti non sono gli officianti del culto ma sostituiscono il sovrano nei templi: egli è l’unico vero intermediario, gli altri hanno una delega nel compiere i riti. Per questo motivo la formula d’offerta inizia con la menzione del re. Subito dopo questa espressione è presente il nome della divinità che riceve l’offerta. Non è per il Ka del defunto ma per la divinità, la quale passerà l’offerta al beneficiario. Il nome spesso è seguito da epiteti che rivelano la sua natura.

La seconda parte è una frase verbale (o SDMF sedgemef): verbo + soggetto. Si può interpretare come “Un’offerta che il re dona a un dio e quest’ultimo dà a un defunto”.

Offerta vocale: prt-hrw t hnqt

  • PRT-HRW et heneqet offerta vocale (in) pane, birra

Letteralmente significa “uscita dalla voce”.

  • PRT (peret) significa sia casa che offerta.
  • HRW (heru) è simboleggiato da un remo. È un maschile e significa “voce”.
  • T (et) è reso dal simbolo del pane.
  • HNQT (heneqet) indica la parola “birra”.

Non viene mai offerta l’acqua perché ha una valenza purificatrice.

Altri elementi dell’offerta

  • K3W 3PDW + SSR MNHT -> kau apedu sheser menehet di animali (toro e uccello), lino e stoffe (o vestiti)
  • K3W (kau) sta per “bue”. È un segno virile, spesso associato al sovrano.
  • 3PDW (apedu) significa “volatile”.
  • SSR MNHT (sheser menehet) può essere tradotto come “lino e stoffe”. Il primo termine fa riferimento anche al tessuto utilizzato per avvolgere il corpo del defunto.

Ad esso quindi si dà “un’offerta vocale, di pane e birra, di animali, di lino e stoffe”, ciò che utilizza per l’aldilà. Il defunto deve essere pulito e in ordine, deve mangiare cibi puri. Nella formula di offerta possono essere aggiunti anche cibi e unguenti.

Elementi aggiuntivi: ht nb(t) nfr(t) w’b(t)

  • Het nebet neferet uabet ed ogni cosa buona e pura

Gli aggettivi attributivi seguono il soggetto di riferimento.

Di cui un dio si nutre: ‘nht ntr jm

  • Ankhet neter im di cui un dio si nutre (letteralmente: di cui un dio vive sopra)
  • ‘NHT (ankhet)
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/02 Egittologia e civiltà copta

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