Egittologia - Lezione 1 - 21/09/2020
I geroglifici
Abido e Umm el Qaab sono le tombe dei re della I dinastia. Precedentemente erano presenti le tombe risalenti a prima della monarchia assoluta.
La tomba Uj, scoperta nel 1988 da G. Dreyer, è fondamentale per lo studio della lingua. Presenta camere con pareti in mattoni crudi. Il titolare era un uomo: all'interno è stato rinvenuto uno scettro "pastorale" (attributo regale) in avorio chiamato "scorpione". Presenti decine di etichette in osso e avorio forate per essere attaccate ai vasi. Le etichette sono nomi di possedimenti, territori da cui provengono i prodotti conservati. La datazione è controversa: 3200 a.C. Prima della scoperta si pensava che la scrittura provenisse dalla Mesopotamia, ma in Egitto è nata autonomamente.
Lingua egiziana antica
- Antico egiziano: 3200-3000 a.C.
- Medio egiziano: 2100 a.C. Resta nel parlato per cinque secoli, usato nei testi letterari e religiosi (egizio classico).
- Tardo egiziano (o neo egiziano): 1600-1300 a.C. La grammatica è differente dal medio egizio.
- Demotico: 650 a.C. - V sec d.C.
- Copto: I sec d.C. (gli ultimi testi sono del XI sec d.C.)
Tipi di scrittura
- Geroglifico
- Ieratico: velocizzazione dei geroglifici
- Demotico: deriva dallo ieratico, estrema corsivizzazione
- Copto: alfabeto greco con nuovi segni per i suoni che l'egizio ha in più
Medu-netjer (parole divine) è il termine con cui gli egizi chiamavano la scrittura, considerata un dono del dio Toth. Fase in cui prima dei faraoni governavano gli dei.
La conoscenza dei geroglifici
- Orapollo, Hieroglyphica (V sec d.C.): primo tentativo di recupero
- Athanasius Kircher (1602-1680): gesuita tedesco, con ipotesi che non hanno valenza scientifica
- Stele di Rosetta (località del Delta): bilingue, presenta tre registri, scritta in greco ed egiziano. Contiene un decreto di Tolomeo V. Si utilizza sia il demotico che il geroglifico: questi ultimi sono i segni degli dei e non vengono usati più da nessuno, il demotico invece è la scrittura comune che rende accessibile a tutti il testo.
- Jean-François Champollion (1790-1832): nel 1822 decifra i geroglifici. Conosce il copto.
I cartigli contengono il nome del regnante, circondato da un anello allungato, e sono ben riconoscibili nei testi. Intuizione di Champollion, in particolare quello di Tolomeo. Scopre che dei segni si ripetono (lettere uguali). I geroglifici hanno valore fonetico, possono essere logogrammi o ideogrammi.
Quanti sono i geroglifici? Cosa rappresentano?
Gardiner realizza delle schede con tutti i segni del medio egizio, raggruppandoli per tipologie. Ogni segno ha un numero (le sigle sono ancora in uso). I geroglifici rappresentano l'universo contemporaneo degli egizi (uomini, donne, animali, vasi…). A volte i segni hanno più valori. La scrittura è orizzontale e non ci sono spazi. Il cambiamento di verso della scrittura è evidente soprattutto nei segni animati (figure umane e animali). Si leggono dal verso in cui guardano i segni. Gli egizi scrivono anche in verticale. Tendenzialmente le righe e colonne sono separate da linee per avere tutto in modo ordinato. C'è una tendenza a evitare gli spazi vuoti.
Esempio: p(e)t significa cielo. Non si scrive ma la quadrettatura crea una sorta di quadrato. Un segno può occupare tutto o solo una parte di esso. Non si lasciano vuoti ma l'intero spazio è riempito.
Nel sistema di scrittura sono usati:
- Ideogrammi: in cui significato coincide con l'oggetto raffigurato
- Fonogrammi: i segni hanno un valore fonetico; l'idea generale della parola
- Determinativi: esprimono concetti e si aggiungono alla fine della parola. Sono utili per comprendere dove essa finisce.
- Monoconsonantici: ogni segno rappresenta un suono. Gli egizi non scrivono le vocali. Ne sono 20.
Esempi di monoconsonantici:
- NTR (neter): Dio. Se non è presente il segno di vocale, si aggiunge la "E". Si utilizza anche il simbolo dell'asta con bandiera per indicare la parola Dio, traslitterato sempre come NTR. Si tratta di un trilittero.
- NB (neb): Signore. Si può scrivere anche con un bilittero.
- MR (mer): Amore, amare. Si utilizza anche una zappa/aratro.
- MSYT (mesyt): cena.
- 'NḪ (ankh): vita, vivere.
- NFR (nefer): bello, buono. Nei cartigli si trova anche il simbolo.
Logogrammi
Segni che corrispondono a una parola:
- R' (ra): sole
- JB (jeb): cuore
- PR (per): casa
- R (re): bocca
- MJW (miu): gatto
- QD (qed): costruire
Determinativi
Questi segni si scrivono ma non si leggono. Ci fanno capire di cosa si sta parlando e si aggiungono alla fine della parola. Sono utili per comprendere dove essa finisce.
- 𓂋𓊪𓂋𓊪𓄤𓂋𓄤𓋴 (abdu) = Abido, città
- 𓋴𓄤𓂋𓊪𓄤𓋴 (inpu) = Anubi
- 𓄤𓂋𓄤𓋴 (hab) = "mandare", movimento
- 𓋴𓄤𓂋𓂋𓄤𓋴 (heru) = giorno, sole, luce, tempo
- 𓋴𓄤𓂋𓄤𓋴 (iau) = adorare, anziano
Complementi fonetici
Sono segni monoconsonantici, che seguono un bilittero o trilittero. Non si leggono. Hanno la funzione di aiutare la lettura del segno precedente. Il segno può essere utilizzato come:
- "Casa" - logogramma per per (casa)
- Bilittero PR - "uscita" (una delle stagioni del calendario e...)
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