Estratto del documento

Economia dell’impresa e responsabilità sociale

Per gli economisti l’impresa è un particolare meccanismo “istituzionale” di allocazione, gestione e governo di risorse economiche (fattori produttivi) per uno specifico obiettivo (produzione di un bene).

Per esempio, un pastificio potrebbe coltivare il proprio grano, produrre l’energia necessaria per lavorarlo internamente, avere una propria ditta di vendita al dettaglio…

La nozione di allocazione/gestione/governo delle risorse è strettamente legata al concetto di costo-opportunità delle risorse economiche. Una risorsa ha o potrebbe avere usi alternativi (opportunità); la scelta tra un uso e l’altro comporta dei “costi”.

Per esempio, l’energia del pastificio potrebbe essere utilizzata/allocata ad altri compiti (altre produzioni di biscotti, venduta o consumata in altro modo), il “miglior” uso di una risorsa ha un costo opportunità nullo. Attenzione alla differenza tra costo opportunità e costo contabile.

Allo stesso modo il concetto di allocazione/gestione/governo delle risorse deve seguire un qualche criterio di “razionalizzazione”: minimizzare i costi, gli sprechi, gli errori di produzione e/o massimizzare le vendite, la qualità del prodotto, i profitti…

L’“economia dell’impresa” è dunque riassunta nei tre termini (allocazione/gestione/governo delle risorse), il concetto di “governance” (o corporate governance) comprende allocare/gestire/governare il capitale fisico, umano e immateriale dell’impresa in maniera “economica” o efficiente.

Allocazione delle risorse nei mercati

Come sono allocate/gestite/governate le risorse nei mercati? (Piccola digressione sull’economia dei mercati).

Tramite un meccanismo di prezzo/i, il prezzo ha un ruolo di governance delle risorse economiche.

Il primo teorema dell’economia del benessere sostiene che in un mercato in concorrenza perfetta si raggiunga la massima efficienza e di conseguenza la massimizzazione del benessere economico.

Qual è l’estensione dell’idea di benessere (ad esempio ambiente, lavoratori, stakeholders…)?

In teoria può essere esteso comprendendo ogni sfaccettatura dell’idea di benessere (vedi Coase e la sua definizione di mercati in assenza di costi di transazione).

Il mercato è un particolare meccanismo “istituzionale” di allocazione di risorse economiche che potrebbe svolgere lo stesso compito dell’impresa. Per esempio, prevedendo tanti imprenditori indipendenti quante sono le fasi produttive:

Per ogni fase ci sarebbe un mercato del prodotto semi-lavorato.

  • L’impresa potrebbe comprare da produttori esterni le materie prime, l’energia e i macchinari.
  • Esiste infatti il processo di outsourcing.

Esempi

  • Compagnia della baia dell’Hudson, HBC (1600s, Canada/USA).
  • L’effetto ratchet nelle imprese “staliniste” (1900s, URSS).
  • Enron (2001, USA).
  • Parmalat (2003, Italia).
  • Luxottica-Essilor (2017, Italia).
  • SwissAir (“grounding” 2001, Svizzera).
  • Varietà di corporate governance (e capitalismi).

Il caso Apple

  • La codeterminazione tedesca.

La compagnia della baia dell’Hudson, HBC

Fu costituita nella forma di società per azioni da un editto reale di Re Carlo II di Inghilterra (1670) per gestire il commercio (in monopolio) in tutte le terre del bacino della baia dell’Hudson, in particolare il commercio di manufatti europei alle popolazioni indigene (forte richiesta di prodotti europei da parte di nativi e coloni). 1

Il capitale era detenuto da un gruppo di ricchi aristocratici inglesi, dei quali pochissimi erano mai stati nella baia dell’Hudson, il quartier generale aveva sede a Londra. Gli impiegati erano assunti nel Nuovo Mondo i quali applicavano le istruzioni di Londra, non erano previsti incentivi o condivisione di rischio/profitti.

Anche a causa delle condizioni climatiche, alcune comunicazioni andavano e tornavano da Londra in 15 mesi. Vengono costruiti alcuni “hub”, le popolazioni indigene rivendevano nei territori più remoti e desolati e finivano per essere intermediari “monopsonisti” (situazione di mercato caratterizzata dall'accentramento della domanda da parte di un solo soggetto economico e dall'impossibilità per altri acquirenti di entrare sul mercato) e quindi in grado di appropriarsi di ricche rendite (doppi monopoli).

La concorrenza di North West Company (NWC) era inferiore dal punto di vista tecnologico poiché non poteva commerciare nella baia dell’Hudson e quindi costruirvi hub.

Dovevano quindi affrontare un percorso diverso e molto più lungo per raggiungere le popolazioni indigene che potevano acquistare i beni.

Erano però superiori come governance e struttura organizzativa con un quartier generale a Montreal e vari punti commerciali in aree remote. La NWC sfruttava la partnership con due tipologie di membri che si dividevano i profitti:

  • Seniors: residenti a Montreal che si occupavano del finanziamento e dell’acquisto delle merci.
  • Wintering: commercianti sparsi sul territorio.

Agli inizi del 1800 la NWC deteneva l’80% del mercato e otteneva enormi profitti. L’azienda dava gli opportuni incentivi (quote di profitti) sia ai soggetti che svolgevano il ruolo di approvvigionamento e finanziamento (senior) sia ai commercianti finali (wintering). Sia i senior che i wintering risiedevano nelle zone di commercio. La HBC non aveva previsto invece schemi di incentivazione e le decisioni erano prese a Londra, troppo lontano dai luoghi del commercio, e da un management spesso inconsapevole delle condizioni locali.

La morale di questa storia è che governance matters, inoltre da una necessità economica si crea un’impresa (domanda di prodotti europei), è importante infine il ruolo delle istituzioni e le condizioni politiche (privilegi istituzionali…).

L’effetto ratchet nelle imprese staliniste

Il sistema sviluppato da Stalin rimpiazzava la proprietà privata dei mezzi di produzione (terra, macchinari…) con la proprietà statale. Il prezzo dei beni veniva stabilito dall’autorità centrale, inibendo il ruolo informativo del prezzo. La pianificazione centralizzata a Mosca decideva il prezzo del bene, quanto di ciascun bene produrre e da quali strutture, quali e quanti input utilizzare e dove reperirli. Le informazioni e le comunicazioni erano incomplete e imprecise. Storiella apocrifa dello stabilimento che, avendo da produrre 10k kg di chiodi, produsse un unico chiodo da 10k kg.

In caso di contingenze imprevedibili, dovevano essere i pianificatori centrali a ridefinire i piani.

L’intento era quello di rimpiazzare gli incentivi economici (tipicamente il prezzo) con un richiamo politico e morale (di stampo socialista “ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni).

Ad ogni impresa veniva assegnato un obiettivo facendo una stima sulle performance passate.

Questo sistema presentava però dei problemi: effetto “ruota dentata” (ratchet), poiché gli obiettivi futuri dipendevano dalle performance passate c’era un incentivo distorto a fare il minimo sufficiente per non vedersi incrementare il carico futuro, vi era dunque una inesorabile tendenza a minimizzare gli sforzi, occultare eventuale produzione in eccesso, sottostimare i rapporti sulle capacità.

Questo esempio mostra a cosa può portare un problema di governance, collegato alla mancanza di informazioni “private” o di mercato e il ruolo (distorsivo) delle istituzioni e della politica.

Enron

Fino al 2001 Enron è stata una delle più importanti multinazionali americane e società energetiche mondiali, nel 2000 il valore delle sue azioni era di 90$, nel 2001 minore di 1$. Questo portò ad ingenti perdite per azionisti, investitori, creditori e anche dipendenti (che avevano remunerazioni con azioni Enron).

Nel periodo 1997-2001 l’azienda commise una serie di gravi errori di governance (si spostò dal settore del gas naturale verso i derivati e le attività immateriali) e poi truccò le proprie scritture 2 contabili per gonfiare il valore delle azioni (vendita di attività a società veicolo, insider trading da parte dei manager…) e vi fu una collusione con la politica (sostegno a campagne elettorali).

Ogni fallimento di un’impresa rappresenta una disfunzione a livello di governance, qualcuno che doveva controllare non ha controllato o potuto farlo, qualcuno che doveva decidere non ha potuto decidere o lo ha fatto chi non era adatto a decidere…

Parmalat

Il caso Parmalat è stato il più grande scandalo di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio (speculazione) perpetrato in Europa da un’impresa privata.

Parmalat fu fondata nel 1961 da Callisto Tanzi come caseificio, successivamente puntò con successo sul latte (specialmente a lunga conservazione) per poi fare alcune acquisizioni non correlate (Parma Calcio, aziende turistiche, emittenti televisive…), tutte finanziate a debito. Nel 1990 si quota in Borsa.

Nel 2003 non era più in grado di ripagare i debiti venuti a scadenza, il rating delle obbligazioni venne declassato a junk bonds. La Consob chiese dell’esistenza di un conto presso Bank of America (4,3 miliardi di dollari) ma quel conto non esisteva. La Parmalat fu dichiarata insolvente e Tanzi fu arrestato.

Si stimò che tra il 1990 e il 2003 Parmalat avesse accumulato 16,9 miliardi di dollari coperti da operazioni fraudolente, quali falsificazione di documenti, occultamento di risorse in strutture controllate dalla famiglia Tanzi, perdite nascoste, sopravvalutazione delle attività…

Questo ha comportato un’espropriazione ai danni degli altri azionisti e creditori. Questo caso rappresenta un classico problema europeo di corporate governance tra interessi degli azionisti di maggioranza e di minoranza (con un ruolo compiacente dei manager). L’azionista di maggioranza considera la società come un suo bene personale da sfruttare. L’azionista di maggioranza considera la società come un suo bene personale da sfruttare.

Ogni impresa ha vincoli “dall’alto”, ovvero legislativi, da rispettare (se non si vuole incorrere in reati). Tipicamente i vincoli sono definiti dal diritto societario:

  • Europa: tutela dell’azionista di minoranza dalla “discrezionalità” dell’azionista di maggioranza (e manager di sua espressione).
  • USA: tutela dell’azionista di minoranza dalla “discrezionalità” del manager.

Luxottica-Essilor

Nel 2017 Luxottica e Essilor si fondono, con una capitalizzazione di 50 miliardi di euro, ricavi netti di 15 miliardi, 140000 dipendenti impiegati e vendite in 150 nazioni. L’obiettivo principale dichiarato è quello di sfruttare le sinergie e la complementarietà per creare prodotti nuovi e innovativi come gli occhiali con realtà aumentata (Luxottica è leader mondiale nelle montature, Essilor nelle lenti).

Tra gli obiettivi secondari troviamo il garantire un futuro a Luxottica anche quando un domani il fondatore (Leonardo Del Vecchio, classe 1935) non ci sarà più, data la sua complicata situazione familiare (varie mogli e vari figli) esisteva il timore che mogli e figli potessero fare uno spezzatino (dato il diritto di successione italiano), in questo modo però mogli e figli avranno un peso limitato e alla gestione del colosso ci penserà il capo di Essilor.

Anche il caso Luxottica ci dice che ogni impresa ha vincoli “dall’alto”, ovvero legislativi e non solo legati al diritto societario (nel caso Luxottica il diritto di successione ha fortemente influenzato l’evoluzione della governance del gruppo). Altre normative che possono influenzare la governance di impresa sono il diritto del lavoro, dell’ambiente, la tassazione…

SwissAir

Fallimento di SwissAir (1931-2001), la banca volante e icona nazionale svizzera.

  • Grounding del 2 ottobre 2001.
  • Cattiva gestione CEO (rotte e aeromobili).
  • Ricchi compensi e buonuscite per i CEO.

Fece maturare lo sdegno dell’opinione pubblica nei confronti delle “eccessive” remunerazioni dei manager e si arrivò all’iniziativa Minder 2006 “contro retribuzioni abusive” e oggi in Svizzera ci sono controlli e sanzioni penali molto più rigide.

Non è dunque solo la legge (nazionale o internazionale) a influenzare l’impresa, ma anche le imprese e le sue criticità possono produrre effetti sulla politica/legislazione nazionale e 3 internazionale. Anche in Europa si è parlato e si parla anche spinti dall’opinione pubblica di introdurre dei vincoli alle remunerazioni dei manager.

Varietà di corporate governance (e capitalismi)

Il dibattito su come le società siano governate meglio è vecchio quanto l’idea stessa di società e azienda. Non esiste un sistema migliore di governance che è suggerito dai fatti, tutto dipende dalla società e dal contesto.

Equilibri “multipli”

Due specie di corporation (grandi imprese):

  • Europa continentale (+Giappone ma -Svizzera): con azionista di riferimento e forte Voice del lavoratore e/o sindacati.
  • Anglosassone: senza azionista di riferimento e con debole Voice del lavoratore e/o sindacati.

Equilibrio “armato” di corporate governance vs equilibrio “disarmato” di corporate governance nella suddivisione del surplus.

Il caso Apple

Steve Jobs è stato uno dei fondatori di Apple nel 1976 e nel 2011, alla sua morte, era l’amministratore delegato. Rispetto al caso italiano per esempio, dove l’amministratore gestisce l’impresa a vita (Del Vecchio con Luxottica), nei Paesi anglosassoni non è così scontato.

Nel 2011 Steve Jobs aveva solo lo 0,6% delle azioni ma soprattutto nel periodo 1985-1995 Jobs fu cacciato dagli azionisti (nel frattempo aveva fondato Pixar e Next…).

Il caso della codeterminazione

Mitbestimmung: la codeterminazione o cogestione tedesca. Normativa introdotta dopo il secondo dopoguerra nel settore dell’industria pesante, manifatturiera e siderurgica tedesca e valida per le imprese relativamente grandi:

  • Presenza paritaria o quasi dei rappresentanti dei lavoratori negli organi di direzione e sorveglianza dell’azienda e, in alcune varianti, di rappresentanze della comunità locale.

Forma di governance democratica: oltre agli interessi degli azionisti o investitori trovano tutela anche gli interessi dei lavoratori. Si cerca di mitigare/risolvere all’interno di organi societari i conflitti interni all’impresa (evidenza che tali benefici producono benefici in termini di governance).

L’impresa “neoclassica”

La descrizione analitica

Nei libri di testo di introduzione all’economia, ogni impresa è riconducibile ad una funzione di produzione alla cui base vi è:

  • Una tecnologia che è data esogenamente.
  • Un mercato dei fattori produttivi che è dato esogenamente.

L’imprenditore, come se fosse un ingegnere, deve selezionare la combinazione migliore di fattori produttivi dato un vincolo di costo. 4

La descrizione grafica

Isoquanti: dipendono dalla tecnologia (saggio marginale di sostituzione/trasformazione tecnica, tutte le combinazioni di fattori produttivi alle quali corrisponde lo stesso livello di produzione Y).

Isocosti: dipendono dai prezzi dei fattori produttivi, tutte le combinazioni di fattori produttivi alle quali corrisponde lo stesso costo totale (CT).

L’assunzione di concorrenza perfetta

L’imprenditore/impresa è “price-taker”:

  • Oltre una tecnologia data e un mercato dei fattori produttivi dato.
  • Il prezzo dei beni è dato esogenamente.

Sebbene nella realtà le imprese cerchino di acquisire un potere di mercato (es: ricercando vantaggi tecnologici) e di avere un margine di prezzo, con l’assunzione di concorrenza perfetta le imprese sono tante e tali da non poter influenzare il prezzo finale del bene o dei suoi fattori produttivi.

Poiché il prezzo del bene finale è dato/esogeno, l’imprenditore ha, ancora come un ingegnere, il solo compito di combinare i fattori produttivi per rispettare il prezzo finale del bene:

  • Costo: dato dai prezzi dei fattori di produzione.
  • Ricavo marginale: dato dal prezzo del bene.
  • Costo marginale = ricavo marginale = prezzo del bene finale.

Altrimenti l’impresa o fa perdite (costi troppo alti) o perde la gara competitiva (prezzo bene troppo alto).

Limiti

Sebbene la tecnologia abbia un ruolo chiave (per esempio, dalla tecnologia dipende il saggio marginale di trasformazione tecnica), non si spiega se/come avvengano i cambiamenti tecnologici (processo innovativo).

In estremo, l’imprenditore non è innovatore, eppure nella realtà ogni imprenditore deve “gestire” il processo innovativo, preferibilmente anticipando o conducendo il cambiamento tecnologico.

Manca una teoria con tecnologia endogena. L’attività di un imprenditore è rappresentata solo da un mero calcolo economico. L’imprenditore non ha particolari problemi di informazione sui fattori produttivi e organizzazione delle risorse economiche (governance).

  • Basta minimizzare la struttura di costi dato il prezzo finale del prodotto.
  • Come abbiamo visto negli esempi precedenti (es: Compagnia della Baia dell’Hudson) invece governance matters e può creare un vantaggio competitivo sui concorrenti. 5

Non c’è una teoria sul finanziamento dell’impresa.

  • Se e come la tipologia di finanziamento influenza la governance (si pensi al ruolo delle banche) e la tecnologia (con ritorni di breve o di lungo periodo).
  • Si pensi, tra le altre cose, al ruolo dell’azionista di riferimento sia come investitore/finanziatore sia come proprietario (es: caso Parmalat, esempio negativo ovvi
Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 36
Economia dell'impresa e responsabilità sociale - appunti integrati con studio slides corso Pag. 1 Economia dell'impresa e responsabilità sociale - appunti integrati con studio slides corso Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia dell'impresa e responsabilità sociale - appunti integrati con studio slides corso Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia dell'impresa e responsabilità sociale - appunti integrati con studio slides corso Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia dell'impresa e responsabilità sociale - appunti integrati con studio slides corso Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia dell'impresa e responsabilità sociale - appunti integrati con studio slides corso Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia dell'impresa e responsabilità sociale - appunti integrati con studio slides corso Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia dell'impresa e responsabilità sociale - appunti integrati con studio slides corso Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia dell'impresa e responsabilità sociale - appunti integrati con studio slides corso Pag. 36
1 su 36
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucapasetto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'impresa e responsabilità sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Vatiero Massimiliano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community