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Sistemi economici

I sistemi economici, siano essi complessi o semplici, si basano su tre domande fondamentali: cosa produrre in termini quantitativi e qualitativi (quanti devo produrne e che caratteristiche devono avere); come produrre, ovvero quale organizzazione tecnologica e organizzazione del lavoro operare per produrre quei servizi; per chi produrre, cioè come distribuire il prodotto. Prodotto = beni e servizi.

Economie di mercato e pianificate

Su queste domande si sono svolti dei conflitti e si sono sviluppate due impostazioni agli estremi per risolvere questi quesiti:

  • Economie di mercato: sistemi economici che si basano sulla rilevanza dei mercati che sono gli strumenti del sistema economico per rispondere alle domande. Si rifanno alla scuola liberista con A. Smith, che ha il suo centro nel funzionamento di mercati e di istituzioni private. Secondo lui lo stato non doveva intervenire nell'economia; gli economisti sarebbero stati guidati da una "mano invisibile".
  • Economie pianificate: basate sulle teorie economiche di Marx, all'opposto della teoria liberista. Il ruolo dello stato è centrale nell'economia; tutto passa attraverso imprese, aziende, industrie statali. Lo stato risponde alle domande economiche, lo stato è proprietario e datore di lavoro, si sacrificano le libertà individuali, lo stato pianificava.

Nessuno dei due sistemi economici è stato attuato in maniera rigorosa in nessun paese. Si sono create delle economie miste, sbilanciate da una o dall'altra parte. Le economie miste si rifanno a teorie opposte: economie classiche con M. Friedman e J. M. Keynes che sviluppa le sue teorie dopo la crisi del '29.

Il sistema economico

Il sistema economico combina una serie di input (ovvero una serie di fattori produttivi) per ottenere, applicando una determinata tecnologia, beni e servizi (output). Gli input sono beni o servizi utilizzati dalle imprese nei loro stessi processi produttivi: terra-risorse naturali, lavoro-manodopera, capitale-finanziario e beni durevoli. Gli output sono beni o servizi utili risultanti dai processi produttivi che possono essere consumati oppure reimpiegati nella produzione successiva (prodotti finiti o semilavorati).

La frontiera delle possibilità produttive

La frontiera delle possibilità produttive indica le quantità massime di produzione (output) ottenibili da un sistema economico date la conoscenza tecnologica e la quantità di input a disposizione. Rappresenta il mix di scelte a disposizione del sistema economico.

Esempio con due prodotti A (mais) e B (mais bio): su un piano cartesiano si crea una linea che si sposta da un punto in cui si produce solo A ad un punto in cui si produce solo B; questa è la frontiera di possibilità e lo spostamento da un punto all'altro sulla frontiera avviene attraverso il trasferimento di risorse input da un utilizzo all'altro. I punti lungo la frontiera delle possibilità indicano tutte le combinazioni dei due beni o servizi che si possono produrre utilizzando le risorse e la tecnologia disponibile. Punti dove le risorse sono utilizzate nel miglior modo possibile.

Trade-off ed efficienza

Trade-off è l'uso alternativo di risorse, ovvero il conflitto che si viene a creare per via di utilizzare le risorse per uno scopo piuttosto che un altro. In italiano si fa riferimento al costo-utilità, ovvero quando si hanno più alternative con risorse scarse e quindi bisogna scegliere una delle due alternative rinunciando all'altra.

Efficienza significa assenza di sprechi, ovvero il miglior utilizzo possibile delle risorse economiche al fine di soddisfare i bisogni degli individui; l'efficienza produttiva si ha quando un sistema economico non può aumentare la produzione di un bene senza ridurre quello di un altro bene. La produzione è efficiente quando si trova lungo la frontiera delle possibilità. Se si è all'interno della frontiera ci sono degli sprechi, ci sono delle risorse inutilizzate. Non possono esserci punti al di là della frontiera delle possibilità produttive. Per espandere la frontiera delle possibilità bisogna aumentare gli input a disposizione. L'espansione della frontiera a parità di input è l'effetto della crescita di un sistema economico.

Il ruolo del prezzo

Il prezzo è una misura economica della scarsità di un bene o un servizio; più un bene è scarso maggiore sarà il suo valore economico e quindi maggiore sarà il suo prezzo di mercato. Dipende dalla domanda e dall'offerta. I prezzi coordinano le decisioni dei produttori e dei consumatori, funzionano da equilibratori dei mercati; prezzi elevati tendono a scoraggiare il consumo e ad incentivare la produzione; prezzi bassi incoraggiano il consumo e deprimono la produzione.

Schema di flusso circolare

Lo schema di flusso circolare permette di capire come famiglie e imprese interagiscono tra di loro: c'è un flusso di beni e un flusso di soldi. Le famiglie domandano beni e servizi nel mercato dei prodotti e le imprese offrono beni e servizi e all'interno del mercato agiranno i prezzi regolando gli scambi rendendoli più fluidi. All'interno dei fattori vengono scambiati i fattori produttivi terra, lavoro, capitali con le imprese che domandano e le famiglie che offrono le risorse; questi fattori vengono scambiati all'interno di mercati con meccanismi di prezzi che regolano gli scambi (salario, rendita, interessi...).

Come produrre lo definiscono le imprese; per chi produrre viene definito all'interno del mercato dei fattori; cosa produrre lo definisce il mercato dei prodotti. Questo schema circolare non prende in considerazione la distribuzione della ricchezza. Questo schema viene utilizzato nella teoria ma nella pratica ha bisogno di accorgimenti per essere funzionale al benessere collettivo.

Tipologie di mercato

Un mercato non è tanto un luogo fisico ma si parla di un meccanismo/funzionamento che sta a significare un meccanismo che consente ad acquirente e a venditori di interagire al fine di determinare il prezzo e la quantità di un bene o di un servizio. Per qualsiasi tipologia di mercato esistono due attori: acquirenti e venditori.

Ogni mercato ha delle caratteristiche:

  • Volontarietà degli scambi;
  • Impersonalità delle relazioni;
  • Libertà di perseguimento del proprio interesse personale nei limiti di legge;
  • I beni scambiati sono privati e hanno due proprietà ovvero che sono esclusivi perché lo posso comprare solo io e non anche gli altri, e beni rivali nel consumo ovvero che limita la possibilità che altri possano consumare il prodotto che ho comprato io, i beni pubblici non vengono scambiati nei mercati e quindi non hanno queste caratteristiche;
  • Si considerano le preferenze degli individui e non i reali bisogni.

Si possono distinguere i beni economici, beni scarsi in relazione alla quantità totale che se ne desidera e che devono essere razionati solitamente chiedendone un prezzo positivo; un bene libero, ovvero beni disponibili in quantità pressoché illimitate e quindi non esiste la necessità di razionarli tra coloro che intendono usarli perciò il loro prezzo di mercato è nullo.

Il mercato si può presentare in diverse forme/modalità:

  • Monopolio;
  • Oligopolio;
  • Duopolio (due grandi produttori);
  • Oligopsonio (prevalgono pochi grandi compratori ed è la domanda a dominare il settore);
  • Monopsonio (speculare al monopolio, si ha quando una grande impresa acquista la produzione di tante piccole aziende fornitrici);
  • Concorrenza perfetta.

Concorrenza perfetta e fallimento del mercato

Un mercato di concorrenza perfetta è un mercato che deve soddisfare alcune condizioni che nella pratica sono quasi irraggiungibili: elevato numero di venditori e di compratori tutti di piccole dimensioni; tutti i soggetti sono price taker, quindi il prezzo è dato da domanda e offerta ma nessun produttore è in grado di decidere il prezzo; i beni prodotti sono standardizzati e sostituibili tra loro; tecnologia comune a tutti i produttori; trasparenza di informazione sui prezzi e qualità dei prodotti. Assenza di barriere in entrata e in uscita. È quindi una situazione ideale ipotetica per i consumatori che potranno scegliere il costo più basso o il prodotto migliore. Diventa una grossa sfida per i produttori che cercheranno di creare una differenza di percezione tra i prodotti sperando che il consumatore non scelga solo in base al prezzo.

Si ha il fallimento del mercato concorrenziale non quando le aziende falliscono ma quando il mercato da solo opera in maniera inefficiente o contraria all'interesse pubblico. Due grandi filoni di pensiero che cercano di dare una soluzione al fallimento:

  • Visione neoclassica secondo la quale i mercati superata la prima fase dannosa sono in grado di trovare forze e forme per ripristinare la funzionalità (è necessario l'intervento dell'autorità pubblica, norme sull'inquinamento, prelievo fiscale progressivo in base al reddito, leggi antitrust);
  • Intervento esterno.

Fallimento dei mercati

Ci sono tre grandi categorie di fallimento dei mercati:

  • Esternalità: costi o benefici generati da imprese o da individui in capo ad altri soggetti al di fuori delle relazioni di mercato, senza cioè che vi sia un corrispettivo o una compensazione per il danno o il vantaggio generato. L'esternalità negativa (inquinamento, alimenti non sicuri, fumo passivo, consumo di alcool, sfruttamento delle risorse...) nasce quando il mio comportamento reca danno ad altri. Per fare fronte a queste situazioni serve l'intervento normativo dell'autorità pubblica: avvisi su etichette, controlli emissioni, permessi di rilascio di sostanze...
  • Eccessiva sperequazione dei redditi: distribuzione della ricchezza non equa e non accettabile. Si creano degli sbilanci economici che portano povertà.
  • Non concorrenzialità: presenza di oligopoli non concorrenziali o monopoli, di asimmetria informativa. Il monopolio è una situazione in cui esiste un solo produttore o un servizio per il quale non esistono sostituti. Il monopolista può fissare il prezzo arbitrario al fine di massimizzare il suo profitto (price maker). Il monopolio determina una perdita secca del benessere del consumatore rispetto alla concorrenza perfetta, per questo motivo il monopolio è limitato dalle norme antitrust. Trust = concertazione di potere nelle mani di uno o pochi individui.

L'oligopolio è un mercato caratterizzato dalla presenza di pochi grandi venditori con prodotti differenziati sui quali i diversi produttori sono price maker. Possiamo avere un oligopolio con caratteristiche competitive se esiste una certa libertà ad entrare nel mercato. In caso contrario può venirsi a formare un cartello, ovvero un accordo tra più produttori indipendenti di un bene o un servizio per attuare delle misure che tendono a limitare la concorrenza sul proprio mercato. A causa degli effetti distorsivi della libera concorrenza, i cartelli sono generalmente vietati dalle leggi antitrust nazionali e internazionali.

Teoria della domanda e dell'offerta

La teoria della domanda e dell'offerta si applica soprattutto ai mercati concorrenziali. Le premesse sono che: il prezzo esprima la scarsità di un bene, fornisce incentivi o disincentivi alla produzione di un bene o servizio; in concorrenza perfetta il livello di prezzo dipende dalla domanda e dall'offerta del bene in questione.

La domanda esprime la quantità di un bene che si desidera acquistare ad un determinato prezzo tenendo costanti gli altri elementi. Esiste una relazione inversa tra il prezzo e la quantità della domanda: all'aumentare del prezzo diminuisce la domanda.

Questa relazione inversa viene spiegata con una curva di domanda. La curva di domanda ha pendenza negativa per due ragioni: effetto sostituzione, all'aumento del prezzo di un bene fa sì che questo venga sostituito con altri prodotti simili; effetto reddito, ovvero dato il reddito, se il prezzo di un bene aumenta la capacità di spesa del consumatore si riduce.

Fattori che influenzano domanda e offerta

La domanda di mercato è la risultante della somma delle domande di tutti gli individui, quindi la somma della domanda individuale. Altri elementi che influenzano la domanda oltre al prezzo: reddito medio dei consumatori; dimensioni del mercato (popolazione); il prezzo dei beni correlati, sostitutivi o complementari; gusti e preferenze soggettive; influenze particolari (festività, tradizioni…). Tutti questi fattori sono mantenuti nel tracciare la curva di domanda e se anche uno di questi elementi cambia anche la curva cambia e si ha uno spostamento della curva di domanda.

L'offerta esprime la quantità di un bene che si desidera offrire ad un determinato prezzo con costanti gli altri elementi. La curva di offerta è crescente e ha pendenza positiva perché: all’aumentare del prezzo i produttori saranno più incentivati a produrre di più e ci saranno nuovi imprenditori che entrano nel mercato.

L'offerta individuale è diversa dall'offerta di mercato che sarà la somma dell'offerta di tutte le imprese. Altri elementi che influenzano l'offerta di un bene oltre al prezzo sono: i costi di produzione; la tecnologia impiegata; il prezzo dei beni correlati; le politiche governative (tasse, incentivi, quote di distribuzione...); alcune influenze particolari; le aspettative degli imprenditori riguardo ai prezzi. Se cambiano questi elementi cambia la curva di offerta.

Equilibrio di mercato

Il mercato si trova in equilibrio quando la curva di offerta e la curva di domanda si incrociano. Al prezzo di equilibrio sia i produttori che i consumatori sono soddisfatti; la quantità che i consumatori desiderano acquistare è pari alla quantità che i produttori desiderano vendere. In equilibrio sia acquirenti che venditori non hanno stimoli a cambiare la propria situazione. Una situazione di squilibrio o disequilibrio è caratterizzata da un eccesso di domanda o di offerta. La teoria economica dice che in un mercato di concorrenza perfetta esistono forze che da una situazione di squilibrio conducono il mercato verso l'equilibrio.

Esternalità

L'esternalità si manifesta quando l'attività di produzione o di consumo di un soggetto influenza negativamente o positivamente il benessere di un altro soggetto senza che quest'ultimo riceva una compensazione o paghi un prezzo pari al costo o al beneficio sopportato o ricevuto. Le esternalità negative si hanno quando un soggetto responsabile di impatti negativi non corrisponde al danneggiato un prezzo pari al danno o costo subito. Solo una parte dei costi sono sopportati dall'individuo mentre la restante parte sono a carico della società in generale, ovvero i contribuenti e i datori di lavoro. Si possono imporre delle tasse per prevenire le esternalità negative.

Funzione di produzione

La funzione di produzione è la funzione che lega la quantità di input utilizzati da un'azienda e la quantità massima di output ottenibile dall'azienda. PT = f(x) dove PT è il prodotto totale scalare e x è il valore di input. Questa funzione è facilmente rappresentabile considerando un solo input ed il prodotto totale su un piano cartesiano.

Partendo da questa formulazione si può parlare di produttività: la produttività è la relazione esistente tra output e input di un'azienda ed è generalmente utilizzata come indicatore di efficienza. È il tasso a cui l'output varia in seguito all'aggiunta di unità aggiuntive di input.

Possiamo avere tre diverse situazioni: produttività costante che indica che all'aumentare di input corrisponde un aumento proporzionale di output; produttività crescente quando ad ogni aumento di input corrisponde un aumento più che proporzionale di output; produttività decrescente quando all'aumentare di input corrisponde un incremento meno che proporzionale di output.

La produttività marginale (PM) di un input Xi è il prodotto aggiuntivo in rapporto ad una variazione unitaria di tale input Xi: PMi = delta PT/delta Xi.

La produttività media (PU) o prodotto medio o unitario di un input Xi è il rapporto tra il livello di output e l'ammontare di input Xi impiegato per ottenere quell'output.

  • La produzione totale cresce a tassi crescenti; pertanto la produttività media e marginale crescono. In questa fase PM è maggiore di PU. PM raggiunge il punto massimo.
  • La produzione totale cresce a tassi decrescenti. PU è maggiore di PM. In questa fase si trova il punto di uso ottimale delle risorse che dipende dai costi e dai fattori del prezzo dell'output.
  • Il prodotto totale decresce e il PM è negativo. Produrre in questa fase non è razionale da un punto di vista economico.

Legge dei rendimenti

La legge dei rendimenti decrescenti dice che aggiungendo quantità addizionali di input e mantenendo costanti tutti gli altri si otterranno quantità aggiuntive di output sempre minori. Questo accade in quanto l'input che aumenta, supponiamo il lavoro, potrà contare su quantità date degli altri fattori di produzione, terra, capitale, macchinari… In questo modo gli incrementi di produttività registrabili in un primo momento non possono essere mantenuti a lungo.

In presenza di rendimenti decrescenti la curva del prodotto marginale è decrescente perché si mantengono tutti gli altri fattori produttivi. I rendimenti di scala riflettono la reazione del prodotto totale quando tutti i fattori produttivi aumentano proporzionalmente.

Ci sono effetti degli incrementi in scala degli input sulla quantità totale. L'incremento proporzionale di tutti gli input può determinare:

  • Crescita più che proporzionale dell'output → rendimenti di scala crescenti;
  • Crescita proporzionale dell'output → rendimenti di scala costanti;
  • Crescita meno che proporzionale dell'output → rendimenti di scala decrescenti.

Isoquanti

L'isoquanto è una curva che indica le diverse combinazioni degli input X1 X2 che consentono di ottenere un determinato livello di output. Si crea una curva con tutti i punti che rappresentano la stessa quantità prodotta. Questa produzione può essere raggiunta in maniera diversa dal produttore usando combinazioni di input diverse. In un piano cartesiano si possono rappresentare isoquanti.

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/01 Economia ed estimo rurale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paolafasser di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia del sistema agroalimentare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Menozzi Davide.
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