Profe: Menozzi Davide
Mail: davide.menozzi@unipr.it
Economia e mercati (cap 1 e 2)
Definizione di economia
Economia: “è lo studio del modo in cui la società utilizzano risorse scarse per produrre beni utili, e di come tali beni vengono distribuiti tra i vari soggetti.”
L’economia è una scienza sociale, che studia il comportamento dei soggetti, aziende, autorità pubbliche, all’interno della popolazione. L’economia esiste perché le risorse, elemento che ci serve per compiere una qualsiasi azione, all’interno del mondo sono scarse. Tra risorse scarse del consumatore si intende tempo e denaro, mentre per le società si intendono risorse lavorative, capitale investito che devono quindi essere usati entrambi in maniera efficiente, al fine di evitare sprechi.
Le due branche dell’economia
Microeconomia studia il comportamento di imprese, consumatori etc… che agiscono e interagiscono in gruppi di settore e mercati.
Macroeconomia studia il funzionamento e l’andamento di grandi organismi, stati, unioni sovrastatali, tramite indicatori quali PIL, debito pubblico, inflazione.
Esempio 1
2 aziende diverse che producono pomodoro.
Azienda Mutti è un’azienda privata, in questo caso il pomodoro non è prodotto da Mutti, ma il proprietario ha stipulato un contratto con Mutti.
Consorzio Casalasco del Pomodoro è un consorzio cooperativo, ovvero è una società cooperativa, i cui proprietari sono i produttori del pomodoro, in questo caso la materia prima viene prodotta direttamente dai soci.
Esempio 2
2 aziende diverse che producono latte.
Parmalat, azienda privata di proprietà Francesco.
Granarolo fa parte di un consorzio cooperativo.
Il PIL
Def: prodotto interno lordo, è il valore totale dei beni e servizi prodotto in un paese, da parte di operatori economici residenti e non residenti nel corso di un anno, e destinato al consumo dell’acquirente finale, agli investimenti privati o pubblici, alle esportazioni nette.
Vengono conteggiati solo i beni finiti, non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi di beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi.
2 tipi di PIL
PIL nominale (a prezzi correnti) si considerano i prezzi correnti nell’anno di misurazione, ovvero utilizzo i prezzi dell’anno a cui mi riferisco.
Esso viene usato quando in un determinato anno si confronta il PIL di diversi paesi.
PIL reale (prezzi costanti) il valore della produzione è calcolato al netto dell’inflazione, ovvero viene calcolato a prezzi costanti. In questo caso uso i prezzi di un anno di riferimento. Esso viene usato per mostrare l’evoluzione temporale, crescita o decrescita, del PIL.
Inoltre il PIL è associato anche al tasso di disoccupazione, ovvero se le aziende aumentano la produzione il PIL aumenta e quindi anche l’occupazione, viceversa se la domanda di prodotti diminuisce la sua produzione pure di conseguenza anche il PIL e la disoccupazione aumenta essendo che i dipendenti non servono più.
Il PIL può anche essere visto da un altro punto di vista, come il valore totale della spesa fatta dalla famiglia per i consumi, o dalle imprese per gli investimenti o dallo stato, spesa pubblica, destinata all’esportazione al netto delle importazioni. Vale cioè la cosiddetta identità keynesiana, ovvero una formula che ci dice che il PIL è pari alla somma dei consumi delle famiglie, la spesa pubblica, denaro speso dallo stato, investimenti, fatti dalle imprese private, la differenza tra importazione ed esportazione.
Y= C+G+I+(X-M)
È importante poiché tale identità fu applicata in un periodo in cui ci fu la crisi economica, al fine di sostenere la necessità di un intervento pubblico statale nell’economia, al fine di correggere i fallimenti prodotti dai mercati, cambiando l’unica variabile possibile ovvero la spesa pubblica che andò ad incrementare il PIL.
Definizioni
Spesa pubblica: data dalle somme di denaro spese dallo stato in acquisti di beni, servizi, istruzione, sanità, finalizzati al perseguimenti di obiettivi pubblici. A fronte di tali uscite lo stato incassa un cosiddetto gettito fiscale delle imposte di sua competenza, quali le imposte dirette, reddito dei singoli, e indirette, IVA.
Il saldo negativo tra entrate ed uscite rappresenta un deficit che per poter essere finanziato lo stato emette e vende dei titoli di stato, BOT, BTP, che vengono emessi con scadenze periodiche, permettendo allo stato di aumentare il debito pubblico.
Debito pubblico: se il debito diventa molto alto lo stato si troverà a pagare anche degli interessi.
Il debito pubblico in Italia rispetto al PIL ammonta del 140%-160%.
Gli economisti keynesiani attribuiscono allo Stato il compito di sostenere, quando necessario, la domanda di beni e servizi ricorrendo alla spesa pubblica anche in condizioni di deficit stimolando la crescita economica, che di per sé in linea teorica sarebbe anche in grado di aumentare/sostenere le entrate statali nel medio-lungo periodo per tassazione sui maggiori profitti di aziende e lavoratori.
Chi detiene il debito in un paese, che possono essere finanziatori, è in grado di condizionare le politiche economiche di quel paese.
Sul deficit, indebitamento netto, e quindi sul debito pubblico italiano, grava in misura prevalente la spesa per interessi maturati sul debito pregresso. Se non si considera la spesa annuale sugli interessi, avremmo un saldo con valore positivo in avanzamento.
Spread, in italiano differenziale, viene comunemente indicata la differenza tra il rendimento offerto dal Btp a 10 anni e dal suo omologo tedesco, il Bund.
Se il Btp ha un rendimento del 4,5% e il Bund tedesco dell'1%, lo Spread sarà pari a 350 punti base. Questa voce è infatti espressa in punti base e non in percentuale, 1 punto base corrisponde a una differenza dello 0,01% dei rendimenti; cioè, l'1% vale 100 punti base.
Gli investitori hanno iniziato a monitorare tale voce per avere una misura sintetica del rischio Paese sul mercato, benchmark con realtà più sicure, es. Germania, o con realtà simili o più pericolose, es. Spagna. Più semplicemente indica un differenziale tra tassi ed interessi. Riferendosi per lo più ai titoli di stato ed il tasso di riferimento è quello tedesco.
Sistemi economici
I sistemi economici devono rispondere a tre quesiti:
- Cosa produrre: in termini quantitativi e qualitativi.
- Come produrre: scelta tecnologica e divisione del lavoro.
- Per chi produrre: come distribuire il prodotto.
Le società sono organizzate in sistemi economici alternativi e l’economia studia i diversi meccanismi a disposizione della società per l’allocazione delle proprie risorse scarse. Si possono quindi considerare 3 tipi di sistemi economici alternativi:
Economie di mercato si rifanno ai dettagli dell’economista Adamo Smith che ha introdotto un’ideologia liberista che prevedeva un intervento limitato all’interno dello stato sull’economia, quindi il compito di prendere decisioni sulla produzione e sul consumo spettava ai soggetti e imprese private. Le imprese producono beni che garantiscono il massimo profitto, con le tecniche produttive meno costose. Gli individui decidono di consumare in base alle proprie preferenze.
Economie pianificate, ideata da Marx, al contrario di quelle di mercato in questo caso la gestione delle dinamiche del sistema economico, decisioni relative alla produzione e distribuzione, non appartiene al mercato, ma ad un’autorità pubblica che definisce i piani di breve-media durata che regolano l’impiego delle risorse al fine di ottenere obiettivi macroeconomici. Lo stato di fatto possiede gran parte dei mezzi di produzione, è il padrone di imprese e ne dirige l’operato diventando il datore di lavoro di gran parte dei lavoratori.
Questi due modelli non sono mai realmente esistiti ma si sono sempre avute diverse economie miste.
Da una parte queste economie miste traggono ispirazione dall’economie neoclassiche dettate da Friedman che sostenne la deregolamentazione nonché ovvero che mercati e prezzi siano i mezzi migliori per distribuire risorse nella società, riducendo al massimo l’intervento del governo. A queste teorie si ispirarono una serie di politiche di liberalizzazione reaganiane negli USA.
Devo sistemare da qua
Parlando di sistema economico si può parlare di macro sistema o micro sistema che organizza:
Input: fattori della produzione, che servono al sistema economico per produrre i beni e servizi che poi vengono venduti, output. Tali input sono suddivisi in tre classi:
- Terra sono le risorse naturali quali per esempio, petrolio, gas naturale, acqua.
- Lavoro quindi la manodopera.
- Capitale inteso come capitale finanziario, denaro per poter permettere l’attività produttiva, o capitale investito.
Output: beni e servizi destinati al consumo finale o riutilizzati delle produzioni successive.
Frontiera delle possibilità produttive
Frontiera delle possibilità produttive: indica le quantità massime di produzione ottenibili da un sistema economico data la conoscenza tecnologia e la quantità di input, fattori produttivi, a disposizione.
I punti lungo la frontiera delle possibilità produttive indicano le combinazioni di beni e servizi che si possono produrre utilizzando le risorse e la tecnologia disponibili.
Domanda esame: rappresenta un mix di scelte possibili da parte dell’impresa allocando le risorse o fattori produttivi in modo diverso!!!
Esempio: un’azienda che produce succhi può scegliere se produrre succo biologico o convenzionale, se decide di produrre succo biologico raggiunge un livello di 120 quintali, se produce invece succhi convenzionali raggiunge un livello 150 quintali, non è possibile produrre la stessa quantità di succhi poiché tutte i fattori produttivi sono impiegati nella produzione di uno o dell’altro.
Ciò sta ad indicare che il sistema economico, collocandosi lungo FFP, non è in grado di aumentare di aumentare la produzione di un bene senza ridurre quella di un altro. Efficienza produttiva.
Trade-off è l’uso alternativo delle risorse, ovvero il conflitto che si viene a creare per via di utilizzare le risorse per uno scopo piuttosto che per un altro. Talvolta il termine viene espresso come costo opportunità riferendosi per lo più ad alternative alle quali si è preferito rinunciare a vantaggio di un’altra scelta. La perdita di valore per l’alternativa a cui si è rinunciato a fronte di un aumento del corrispettivo valore per la scelta effettuata.
Efficienza
L’efficienza è un altro tema che deriva dal concetto di scarsità e sta ad indicare, def, l’assenza di sprechi, ovvero il miglior utilizzo possibile delle risorse economiche al fine di soddisfare i bisogni degli individui.
Si può parlare di:
Efficienza produttiva si ha quando un sistema economico, impresa o società, non può aumentare la produzione di un bene senza ridurre la produzione di un altro bene.
Un sistema economico efficiente si trova sulla frontiera delle possibilità produttive, in caso di risorse inutilizzate, ad esempio un elevato spreco alimentare, il sistema si trova in un punto all’interno della FPP ed è inefficiente.
Efficienza allocativa fa riferimento allo scambio di una data quantità di beni di consumo, distribuite inizialmente in un certo modo tra i soggetti economici. Ciò vuol dire che un’allocazione di risorse è efficiente quando non è possibile aumentare il benessere di un individuo senza diminuire quello di un altro.
Cos’è il mercato?
Def. “È un meccanismo che consente ad acquirenti e a venditori di interagire al fine di determinare il prezzo e la quantità di un bene o di un servizio”.
Le caratteristiche che un mercato deve avere sono:
- Volontarietà degli scambi; ovvero gli scambi sono volontari nessuno è obbligato a vendere o comprare qualcosa.
- Impersonalità delle relazioni non è necessario che la compravendita sia sotto un contratto ma può avvenire in maniera casuale, ovvero non è necessario ci sia un rapporto personale tra le parti che concludono una scambio di mercato.
- Libertà di perseguire nel proprio interesse personale, il singolo consumatore o la singola azienda possono lecitamente perseguire i propri interessi personali, nei limiti di legge, per esempio i consumatori acquistano i prodotti che soddisfano i proprio bisogni.
- I beni scambiati all’interno del mercato sono beni “privati” che sono esclusivi, ovvero il soggetto usa solo quel bene escludendo l’altro, e rivali nel consumo, non possono essere usati contemporaneamente da più soggetti.
- Si considerano le preferenze degli individui non i reali bisogni.
Tra i beni scambiati sul mercato abbiamo anche due diverse tipologie che derivano dal concetto di scarsità e sono:
Beni economici nonché beni scarsi rispetto a quanti richiesti, che vengono razionati mediante prezzi positivi.
Beni liberi sono beni disponibili in quantità illimitata il cui prezzo è nullo.
Il prezzo nel mercato
All’interno del mercato i prezzi rivestono un ruolo di prossimo piano, in quanto essi rappresentano lo strumento che coordina le decisioni dei produttori e dei consumatori all’interno di un mercato.
Prezzo, def: “il valore monetario di un bene e di un servizio”.
È anche la misura economica della scarsità di un bene, che dipende dalla domanda e dai costi che i produttori devono sostenere. Il prezzo ha effetti sia sulla domanda, espressa dai consumatori, sia sull’offerta costituita dai venditori:
- Prezzi elevati tendono a ridurre gli acquisti dei consumatori ed a incoraggiare la produzione.
- Prezzi bassi incoraggiano il consumo frenando la produzione.
Nel meccanismo di mercato i prezzi svolgono quindi un ruolo di equilibratori.
Equilibrio di mercato è il punto in cui la quantità offerta dai venditori è uguale alla quantità richiesta dai compratori.
Prezzo di equilibrio è quello che soddisfa sia i desideri degli acquirenti sia quelli dei venditori.
Troppa offerta sul mercato, calo di prezzo determina un aumento di domanda e una riduzione dell’offerta.
Prodotto abbondante sul mercato, rispetto alla richiesta dei consumatori, quindi fanno abbassare i prezzi. L’abbassamento del prezzo porta sia ad incentivi essendo che con il calare del prezzo la domanda aumenta che a disincentivi in particolare hai produttori che devono sostenere elevati costi di produzione.
Poca offerta, porta ad un aumento dei prezzi che determinano un riduzione della domanda e un aumento dell’offerta.
Se ho una scarsità di prodotto sul mercato, i prezzi tendono ad aumentare, in tal caso si hanno incentivi a favore dei produttori inducendoli a produrre di più, disincentivi perché l’aumento del prezzo fa diminuire la domanda. Quindi l’aumento di produzione e la rimozione della domanda riportano domanda ed offerta in equilibrio.
Giacenza: quantitativi di prodotto stoccati nei magazzini, dato molto importante per i mercati in quanto va ad influenzare il prezzo del prodotto sul mercato.
Quando le giacenze sono:
- Ai minimi quindi il prodotto in magazzino è limitato allora i prezzi saranno ai massimi.
- Al massimo ovvero si aumenta la produzione e quindi anche le giacenze, i prezzi diminuiscono.
Schema di flusso circolare di un’economia di mercato
Una visione macroeconomica del funzionamento di un sistema economico è rappresentato dallo schema di flusso circolare di un’economia di mercato.
È un’economia che mi dice:
- Cosa produrre? Viene definito all’interno del mercati dei prodotti.
- Come produrre? Definito dalle imprese.
- Per chi? È definito all’interno del mercato dei fattori, poiché sulla base della capacità delle famiglie di offrire lavoro si avrà un salario diverso.
Ci sono due tipologie di mercati:
Mercato dei prodotti vengono scambiati beni e servizi destinati al consumo, dove si avrà una domanda da parte delle famiglie e un offerta da parte delle imprese. Queste 2 entità grandezze, domanda offerta, interagiscono all’interno dei mercati e dei prodotti e il sistema dei prezzi è il meccanismo che consente al mercato di giungere all’equilibrio.
Mercato dei fattori dove per fattori si intendono gli input, in cui le imprese fanno la domanda e le famiglie forniscono i fattori produttivi esempio nel mercato del lavoro le imprese chiedono manodopera e le famiglie offrono lavoro. Maggiore sarà il prezzo del lavoro maggiore sarà l’offerta di lavoro, e viceversa. L’incontro della domanda di input delle imprese e dell’offerta di lavoro determina il salario, il prezzo che regola il mercato del lavoro, rendite e interessi. In questo modo i redditi generati dall’offerta di fattori produttivi influenzano il per chi produrre, poiché sulla base della capacità delle famiglie di offrire lavoro più o meno qualificato queste potranno ricever una rendita, salari etc, mentre la concorrenza tra le imprese nell’acquisto dei fattori e nella vendita dei beni al minor prezzo determina il come produrre.
Le diverse forme di mercato
Le diverse forme di mercato sono:
Mercato di concorrenza perfetta è un mercato che presenta diverse caratteristiche che devono sussistere contemporaneamente per soddisfare tale definizione che sono:
- La presenza all’interno del mercato di tanti piccoli venditori e tanti piccoli compratori.
- Soggetti sono detti price taker, non possono esistere accordi o alleanza tra loro; singolarmente le imprese e gli individui non possono modificare il prezzo del prodotto in quanto esso è determinato dal mercato.
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