Estratto del documento

La regolamentazione del sistema finanziario

I rischi dell'attività di intermediazione

  • Gli obiettivi e gli strumenti della regolamentazione
  • Gli organi di controllo
  • L'evoluzione della regolamentazione
  • La normativa
  • Basilea 1
  • Basilea 2
  • Basilea 3
  • I rischi dell'attività di intermediazione

I rischi dell'attività di intermediazione

Agli operatori economici, il sistema finanziario offre contratti di investimento e di finanziamento con caratteristiche di liquidità, scadenza e rischio ovviamente diverse, essendo diverse le preferenze e le funzioni di domanda degli operatori in deficit e degli operatori in surplus finanziario. I rischi finanziari sono così classificabili:

  • Rischio di credito: qualsiasi attività di finanziamento è esposta ad un rischio di credito, cioè alla possibilità che il debitore non assolva alle obbligazioni previste;
  • Rischio paese: rischio di credito che una banca assume quando presta fondi o acquista un'attività finanziaria emessa da una impresa che opera in un paese estero;
  • Rischio di liquidità: rischio collegato alle difficoltà dell'operatore di far fronte tempestivamente ed economicamente alle uscite di cassa. La banca è soggetta al rischio di un ritiro non previsto di depositi e alla necessità di reperire in modo tempestivo la corrispondente quantità di moneta (banking liquidity risk). Il rischio di liquidità può assumere due fattispecie: la prima è il cosiddetto funding liquidity risk, che si verifica quando la banca trova difficoltà nel raccogliere risorse liquide, per esempio sul mercato interbancario. La seconda è il market liquidity risk che si manifesta quando vi sono difficoltà nel reperire la necessaria liquidità sui mercati tramite la cessione di titoli;
  • Rischio di mercato: il rischio di mercato corrisponde al rischio di fluttuazioni nei valori delle attività finanziarie, dovute ai mutamenti nelle condizioni di mercato;
  • Rischio di interesse: il valore di mercato di un'attività finanziaria può variare per effetto di variazioni dei tassi di interesse. Essendo il valore di un'attività finanziaria definito come la somma dei flussi di cassa scontati a un tasso di interesse di mercato, variazioni nel valore di quest'ultimo determinano fluttuazioni nel valore dell'attività, tanto maggiori quanto più lontana è la sua scadenza;
  • Rischio di cambio: variazione di valore di un'attività finanziaria, denominata in una valuta estera, che subisce per effetto dell'oscillazione del tasso di cambio tra valuta nazionale e valuta estera;
  • Rischio operativo: riguarda il funzionamento dell'impresa in generale, malfunzionamento dei sistemi operativi;
  • Rischio di controparte: il rischio di controparte può emergere quando un operatore adempie alla sua prestazione prima di ricevere la controprestazione, correndo quindi il rischio che il contratto stipulato non venga chiuso.

Gli obiettivi e gli strumenti della regolamentazione

Obiettivi

Gli obiettivi della regolamentazione sono da ricollegarsi alle funzioni svolte dal sistema finanziario ed in particolare dagli intermediari bancari: monetaria, creditizia e di trasmissione degli impulsi della politica monetaria.

  • Tutela dei risparmiatori → i risparmiatori sono contraenti deboli di ogni transazione finanziaria e come tali meritevoli di tutela.
  • Stabilità dei singoli intermediari e del sistema finanziario nel suo complesso → si tratta di un obiettivo teso sia a rafforzare la tutela dei risparmiatori, sia ad evitare situazioni di crisi di singoli intermediari finanziari che, propagandosi a diversi intermediari con il cosiddetto effetto domino, possono compromettere l'esecuzione delle funzioni del sistema finanziario stesso.
  • Efficienza → riguarda il buon funzionamento dei circuiti di intermediazione. L'efficienza allocativa consiste nella capacità di destinare le risorse finanziarie scarse ai programmi di investimento più redditizi. L'efficienza tecnico-operativa riguarda la ricerca di minori costi operativi da parte degli intermediari e dei mercati finanziari, con l'obiettivo di ridurre il costo dell'intermediazione per i clienti. L'efficienza informativa riguarda soprattutto il mercato mobiliare e indica la capacità dei prezzi delle attività finanziarie di riflettere tutte le informazioni disponibili.
  • Correttezza e trasparenza dei comportamenti degli intermediari → questo obiettivo è strettamente collegato a quello della tutela dei risparmiatori, soprattutto nei confronti del rischio di conflitto di interesse.

Gli obiettivi della regolamentazione assumono rilevanza differente, in relazione ai circuiti dell'intermediazione, diretto e indiretto.

  • Nel canale indiretto, l'intervento regolamentare e di controllo risulta più incisivo ed è in primo luogo mirato a conseguire la stabilità degli intermediari bancari. Questo obiettivo della cosiddetta vigilanza bancaria si ricollega in particolare al ruolo di controparte diretta dei risparmiatori che le banche hanno nell'ambito della funzione creditizia; alla funzione monetaria da loro svolta con l'emissione di passività con natura monetaria, la moneta bancaria appunto, e la gestione del sistema dei pagamenti. Per quanto concerne la funzione monetaria, le passività con natura monetaria emesse dalle banche sono accettate dal pubblico in virtù del cosiddetto rapporto fiduciario che si instaura tra le banche ed i risparmiatori, basato appunto sulla fiducia del pubblico che le banche siano in grado di fare fronte alla conversione delle loro passività in moneta legale. Obiettivo della vigilanza bancaria è anche quello di evitare che situazioni di crisi di una sola banca si ripercuotano sull'intero sistema generando crisi a catena.
  • Per quanto riguarda gli scopi della regolamentazione in relazione al canale di intermediazione diretto, gli obiettivi principali sono quelli di assicurare agli investitori le informazioni necessarie per effettuare in modo efficiente le decisioni di investimento e di garantire correttezza e t
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pietro Paolo Piccoli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Geretto Enrico.
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