Concetti Chiave

  • Il fascismo è un movimento politico di estrema destra nato in Italia, caratterizzato da un leader dittatoriale e repressione dell'opposizione.
  • I Fasci Femminili, fondati nel 1919, erano la sezione femminile del Partito Fascista Italiano e miravano a istruire le donne secondo l'ideologia fascista.
  • Durante il fascismo, le donne erano incoraggiate a gestire la famiglia e a partorire molti figli, mentre l'accesso all'istruzione e al lavoro pubblico era limitato.
  • Le donne subivano restrizioni salariali e sociali, erano escluse dalla vita politica e sottomesse alle decisioni del marito, considerato il pater familias.
  • Organizzazioni come l'OMNI e le Massaie Rurali furono create per supportare le donne e promuovere il ruolo materno e domestico all'interno del PNF.

All’interno di questo appunto è possibile trovare una descrizione delle donne fasciste. Di seguito vengono riportare informazione che riguardano cos’è il fascismo, lo sviluppo dei fasci femminili e il ruolo delle donne durante il periodo del fascismo.
origini e sviluppo del fascismo

Cos’è il fascismo

Il fascismo è nato come un'idea e successivamente diventato movimento politico di estrema destra caratterizzato da un leader dittatoriale che opera una repressione forzata nei confronti dell’opposizione in termini di nazione e di razza. Questo era il nome stabilito alle organizzazioni politiche in Italia conosciute come fasci, ovvero dei gruppi somiglianti a corporazioni o sindacati. Il fascismo si è diffuso moltissimo in Europa all'inizio del XX secolo. I primi movimenti fascisti emersero in Italia durante la Prima Guerra Mondiale, prima di diffondersi in altri Paesi dell’Europa, in particolare la Germania, nazione che portò avanti un intenso e sanguinoso pipano politico nazista con la figura di Hitler. Il fascismo aveva aderenti anche al di fuori dell'Europa.
I fascisti vedevano la Prima Guerra Mondiale come una rivoluzione che ha portato enormi cambiamenti alla natura della guerra, della società, dello Stato e della tecnologia. L'avvento della guerra totale e la mobilitazione di massa della società hanno cancellato la distinzione tra civili e combattenti. È nata una cittadinanza militare in cui tutti i cittadini erano coinvolti in qualche modo nell'esercito. I fascisti spesso sostengono la costituzione di uno Stato totalitario a partito unico, e per un'economia dirigista, con l'obiettivo principale di raggiungere l'autarchia (ovvero l’autosufficienza economica nazionale) attraverso politiche protezionistiche ed interventiste economiche. L'autoritarismo e il nazionalismo estremi del fascismo si manifestano spesso come credenza nella purezza razziale, di solito mescolata con qualche variante di razzismo come verso gli ebrei. Queste idee hanno giustificato i regimi fascisti a compiere genocidi, stermini, sterilizzazioni forzate, omicidi di massa e deportazioni obbligate.
Per ulteriori approfondimenti sulle donne fasciste vedi anche qua

Sviluppo dei Fasci femminili

Fasci Femminili, chiamati anche “Gruppi Femminili ", erano la sezione femminile del Partito Fascista Italiano (PNF). La FF fu fondata nel 1919 e sciolta nel 1945. Incorporava tutte le altre organizzazioni fasciste femminili, formalmente tutte sezioni delle FF. Il suo scopo era istruire le donne nel loro ruolo secondo l'ideologia fascista. Il FF ha incontrato una certa ostilità da parte dei membri maschi del partito. Quando fu ufficialmente creato nel 1920, era quasi unico poiché altri partiti politici italiani non includevano le donne nei loro partigiani. Fu riorganizzata per diventare un'organizzazione di massa volontaria nel 1929. La maggior parte del loro lavoro era di beneficenza e lavoro sociale, che veniva utilizzato per istruire le donne sull'ideologia del partito e per dare al partito una buona pubblicità.
Durante gli anni '20, le donne attive all'interno del Partito Fascista erano per lo più donne istruite appartenenti alla classe media. Le ragazze sono state inserite dalla creazione di gruppi giovanili per ragazze, separati per classi di età, come le Piccole Italiane (per ragazze dagli 8 ai 12 anni) e le Giovani Italiane (13–18 anni). Nel 1925 fu creata la sezione Opera Nazionale Maternità ed Infanzia (OMNI) per sostenere madri e figli sposati, che era essenzialmente un'organizzazione di beneficenza gestita dalle FF-donne. Nel 1933 nasce la Massaie Rurali e la Sezione Operaie e Lavoranti a Domicilio nel 1937, entrambe destinate a includere rispettivamente le donne della classe operaia agricola e civica all'interno del PNF.
il movimento fascista

Fascismo e politica demografica legata alle donne

In quel periodo, per riuscire a dare una svolta alla ripresa economica e far ripartire la nazione, si decise di investire su una politica demografica e sul ruolo della donna. Si cominciava ad affermare l’idea che la donna avesse il compito di gestire la famiglia e i figli ma allo stesso tempo doveva anche occuparsi di portare avanti piccole attività commerciali collegate all’economia della famiglia. Inoltre, gli stipendi delle donne cominciano ad essere ridotti per dare più peso al lavoro domestico, ricevevano delle limitazioni riguardo l’accesso ai lavori pubblici e anche l’istruzione cominciava a diventare qualcosa di impossibile a causa delle tasse universitarie troppo alte rispetto a quelle degli uomini. Questo succedeva anche perché una donna che riceveva un’istruzione, che era riuscita ad acculturarsi veniva considerata una poco di buono e non in grado di avere dei figli, quindi non produttiva secondo la politica demografica di quelli anni. Per di più venivano escluse dalla vita politica e dalla vita sociale perché erano viste non adeguate a ricevere la cultura come gli uomini.
In questo periodo era proibito alle donne di abortire o di utilizzare contraccettivi. Il compito della donna durante il fascismo era quello di badare alla famiglia e dare alla luce tanti figli per bilanciare il calo demografico degli anni precedenti. Infatti, a proposito di ciò, le donne che riuscivano a partorire molti figli potevano ricevere una sorta di tessera speciale del partito fascista. La donna era sottomessa al volere del marito, considerato il pater familias e tutto il resto doveva sottostare alle sue decisioni.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di fascismo e come si è sviluppato in Europa?
  2. Il fascismo è un movimento politico di estrema destra caratterizzato da un leader dittatoriale e repressione dell'opposizione, emerso in Italia durante la Prima Guerra Mondiale e diffuso in Europa all'inizio del XX secolo.

  3. Qual era il ruolo delle donne all'interno del Partito Fascista Italiano?
  4. Le donne erano organizzate nei Fasci Femminili, creati per istruire le donne secondo l'ideologia fascista, e la maggior parte delle loro attività si concentrava su beneficenza e lavoro sociale, nonostante l'ostilità da parte dei membri maschi del partito.

  5. Come veniva percepito il ruolo della donna nella politica demografica fascista?
  6. La donna era vista come responsabile della gestione della famiglia e della procreazione, con politiche che limitavano il suo accesso all'istruzione e al lavoro, promuovendo l'idea che dovesse partorire molti figli per contrastare il calo demografico.

  7. Quali erano le limitazioni imposte alle donne durante il regime fascista?
  8. Le donne subivano riduzioni salariali, limitazioni nell'accesso ai lavori pubblici e all'istruzione, e non potevano abortire o utilizzare contraccettivi, essendo considerate sottomesse al volere del marito.

  9. Quali iniziative furono create per coinvolgere le giovani donne nel fascismo?
  10. Furono istituiti gruppi giovanili come le Piccole Italiane e le Giovani Italiane, destinati a educare le ragazze secondo i principi fascisti, promuovendo la loro partecipazione attiva all'interno del movimento.

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