Concetti Chiave
- Negli anni Trenta, le donne statunitensi, pur avendo il diritto di voto, vivono un ruolo complesso all'interno del New Deal, dove la cultura dominante le rappresenta come "regine della casa".
- L'immagine della "donna moderna" emerge come un'evoluzione rispetto al passato, influenzata dai cambiamenti sociali dei roaring Twenties, caratterizzata da maggiore autonomia e attrattiva sessuale.
- La pubblicità commerciale degli anni Trenta si appropria dell'immagine della donna moderna, promuovendo l'uso di moda e cosmetici come simboli di libertà e indipendenza.
- Un esempio significativo è un annuncio del 1930 che collega diritti politici, come il voto, a pratiche di consumo, suggerendo che le donne possono avere ciò che desiderano.
- Il contrasto tra la tradizionale figura materna e la crescente indipendenza delle donne riflette le tensioni culturali dell'epoca, rendendo la femminilità un tema centrale nella società degli anni Trenta.
Qual è il ruolo delle donne nel New Deal?
Nel corso degli anni Trenta negli Stati Uniti tra gli ascoltatori del presidente Fraklin Roosevelt e tra coloro che gli scrivono lettere ci sono senz'altro anche le donne, lo si ricorderà, infatti hanno il diritto di votare e quindi sono a pieno titolo delle interlocutrici del presidente. Comunque anche il ruolo delle donne nel New Deal è caratterizzato da forti contrasti. Il tipo dominante di femminilità che orienta la cultura diffusa è quella che vuole la donna "regina della casa", madre consapevole e moglie felice, attenta all'educazione dei figli e alla cura del marito.
L'immagine della donna moderna
Tuttavia su questa immagine si sovrappone l'eredità lasciata dal mutamento dei costumi che si erano introdotti nel corso dei giorni dei roaring Twenties (i ruggenti anni Venti). Il periodo immediatamente successivo alla Grande Guerra ha proposto figure di ragazze trasgressive e sessualmente disinibitae: ovvero l'immagine non si è del tutto perso ma si è trasformata nel modello della "donna moderna", di cui sopra tutta la pubblicità commerciale si è impossessata. Secondo questa immagine la donna moderna sa essere disinvolta e attraente, sa impiegare ed esibire il suo sex appeal (cioè attrattiva sessuale), sa usare vestiti, sottovesti e cosmetici come si deve (nel 1929 l'industria cosmetica statunitense spende in pubblicità quanto l'industria alimentare che però ha un fatturato diciassette volte più grande).
Pubblicità e femminilità
Significativamente la pubblicità che si rivolge alle donne suggerisce che inseguire i modelli del consumo moderno e inseguire anche un modello di femminilità connotato da autonomia e indipendenza, un annuncio pubblicitario di prodotti per la casa, pubblicato dal "Chicago Tribune" nel 1930, unisce così diritti politici e pratiche di consumo dicendo che la donna di oggi ha ciò che vuole (cioè il voto); sottili guaine di seta che rimpiazzano le voluminose sottogonne; oggetti di vetro in blu zaffiro o in ambra ardente, il diritto ad una carriera; un sapone che si intona con il colore del suo bagno.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo delle donne nel New Deal secondo il contesto degli anni Trenta?
- Come si è evoluta l'immagine della donna moderna dopo i ruggenti anni Venti?
- In che modo la pubblicità ha influenzato la percezione della femminilità negli anni Trenta?
Nel New Deal, le donne sono riconosciute come interlocutrici del presidente Roosevelt grazie al diritto di voto, ma il loro ruolo è contraddittorio, poiché la cultura dominante le rappresenta come "regine della casa", madri e mogli dedicate, nonostante emergano anche nuove figure femminili.
L'immagine della donna moderna si è trasformata, mantenendo elementi di trasgressione e disinibizione, e si è adattata a un modello di femminilità che enfatizza l'attrattiva sessuale e l'uso di cosmetici, come evidenziato dalla spesa pubblicitaria dell'industria cosmetica nel 1929.
La pubblicità ha promosso un modello di femminilità che unisce autonomia e consumo moderno, suggerendo che le donne possono avere diritti politici e pratiche di consumo, come dimostrato da un annuncio del 1930 che collega il voto e il desiderio di beni di consumo.