1) Descrivere le caratteristiche ed i principali ambiti di utilizzo dei carrelli commissionatori
I carrelli commissionatori fanno parte dei sistemi di movimentazione senza vincoli di mobilità in quanto non richiedono infrastrutture fisse e si usano quando sono richiesti molti collegamenti punto-punto e i flussi sono variabili e poco prevedibili.
Sono carrelli pensati per fare il picking, infatti non sono usati per lo stoccaggio.
Le tipologie principali sono due:
- Carrello commissionatore con piattaforma fissa: sono utilizzati per fare il picking a terra o da scaffali con merce stoccata ad altezza uomo e sono detti anche commissionatori orizzontali. L’operatore è a bordo del carrello in piedi, preleva il collo e lo pone sul carrello.
- Carrello commissionatore con piattaforma sollevabile: possono raggiungere 1, 2 o 3 metri di altezza e sono detti anche commissionatori verticali, sono utilizzati per effettuare il picking anche ai livelli più alti del sistema di stoccaggio. L’operatore è a bordo della piattaforma sollevabile, l’operatore preleva il collo e lo depone sul carrello, dopo di che riposiziona il pallet nella sua cella di stoccaggio. Si tratta di un carrello motorizzato adatto alla movimentazione interna.
2) Con riferimento al sistema di gestione CONAI si spieghi cosa si intende per prima cessione e si indichino quali sono le modalità con cui si calcola il contributo ambientale e se ne descrivano le modalità di calcolo e di gestione
Il sistema di gestione CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) dei rifiuti di imballaggio è un ente che si impegna ad assicurare il raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio dei rifiuti di imballaggio, a garantire il raccordo tra imprese e Pubblica Amministrazione e a coordinare i consorzi di filiera.
Per prima cessione si intende il trasferimento, anche temporaneo e a qualunque titolo nel territorio nazionale di:
- Dell’imballaggio finito effettuato dall’ultimo produttore al primo utilizzatore.
- Del materiale di imballaggio effettuato da un produttore di materia prima (o di semilavorati) ad un altro produttore che risulti o si dichiari tale.
Prima cessione: vendita dell’imballaggio all’utilizzatore, contributo ambientale pagato dall’utilizzatore al produttore, e poi il produttore lo paga al CONAI.
Il contributo ambientale CONAI è una forma di finanziamento attraverso il quale il CONAI ripartisce tra produttori ed utilizzatori i costi della raccolta differenziata, del riciclaggio e del recupero dei rifiuti di imballaggio.
I costi sono determinati in base alla quantità totale, al peso e alla tipologia di imballaggio immessa sul mercato nazionale.
Per il calcolo del contributo ambientale pago un valore c * tonnellata, dove c dipende dal tipo di materiale.
Per la quota di adesione bisogna pagare una quota fissa ed una quota variabile:
- Quota fissa = 5,16 €.
- Quota variabile = 0,015%*Costi sostenuti per acquisto imballaggi (solo se ho ricavi superiori a 516mila euro).
Pagina 1 di 21
3) Si descriva anche con una rappresentazione grafica il sistema di gestione CONAI dei rifiuti di imballaggio
Il sistema di gestione CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) dei rifiuti di imballaggio è costituito da un flusso di materiali (rifiuti/imballaggi) e da un flusso di denaro.
Per quanto riguarda il flusso di materiali, l’imballaggio vuoto passa dal produttore al consumatore che consuma ciò che vi è all’interno e scarta l’imballaggio.
Il comune recupera l’imballaggio vuoto e tramite la raccolta differenziata lo fa arrivare nei consorzi di filiera.
Se il produttore produce un rifiuto di imballaggio lo porta direttamente nei consorzi dei produttori.
Il flusso economico parte sempre dai produttori che come prima cosa pagano la quota associativa ai consorzi (enti di ricerca) e allo stesso tempo, nel momento della prima cessione (vendita dell’imballaggio all’utilizzatore), pagano il contributo ambientale al CONAI.
I consorzi pagano poi il comune per il servizio di raccolta rifiuti che effettua; in seguito il CONAI retribuisce i consorzi se hanno raggiunto l’obiettivo previsto (può esserci una delega totale x cui il consorzio non paga il comune ma paga direttamente la società che effettua la raccolta differenziata).
Il flusso di denaro che va dai consumatori ai comuni è la tassa sui rifiuti che viene utilizzata dal comune insieme al contributo ambientale ricevuto dai consorzi per gestire la raccolta differenziata. I comuni poi pagheranno gli enti.
4) Descrivere le modalità di allestimento del carico nel caso di trasporto aereo e indicare per quale tipologia di merce tale modalità è preferibile
Indicare e descrivere i principali elementi che caratterizzano il trasporto aereo delle merci [stessa risposta??]
Le unità di carico per il trasporto aereo possono essere di tipologie diverse, tra cui contenitori di forma specifica (per massimizzare il volume utile a bordo degli aeromobili) e pallet aerei.
In generale il trasporto aereo è preferibile per merci con elevato valore merceologico (es. oro) o di bisogno o con deperibilità elevata del bene stesso (es. pezzi di ricambio) (es. frutta, carne, pesce) o del valore del bene legato al tempo (es. beni tecnologici).
I pallet aerei sono costruiti dalla sovrapposizione di merce sul pallet chiuso con una rete in modo che assuma una forma particolare che permetta di occupare al meglio spazio nell’aeromobile.
Sono piattaforme di alluminio di diverse misure standard, sulla quale si pongono i colli per costituire una catasta che presenta un vincolo in altezza. Terminato l’allestimento della catasta, viene ricoperta con uno o due teli di plastica e ancorata solidamente al pianale con una rete metallica. Il tutto può essere poi caricato a bordo dell’aeromobile.
I container aerei possono essere standard se destinati alla parte centrale dell’aereo oppure sagomati per adattarsi alla forma del mezzo se posti ai lati o in basso.
Pagina 2 di 21
Sono contenitori in alluminio particolarmente sottile e riutilizzabile. Sono molto diffusi nel trasporto aereo perché semplificano e velocizzano il carico della merce dell’aeromobile, massimizzando il volume utile grazie alla forma specifica.
In generale il trasporto aereo ha un costo più elevato. Il trasporto aereo è per definizione intermodale in quanto richiede dei contenitori ad hoc.
5) Fornire la definizione di imballaggio primario e calcolo del rendimento volumetrico di un imballaggio primario cilindrico (Diam 10 cm, h 15 cm) contenente 750 g di prodotto con densità = 650 kg/m3
Definizione di rendimento volumetrico
Un imballaggio primario è un imballaggio concepito in modo da costituire nel punto vendita un’unità di vendita per il cliente finale o per il consumatore. Esempi: scatole, astucci, barattoli, lattine…
RV1 = Volume Prodotto / VIP
Volume Prodotto = 0,75 kg / 650 kg/m3 = 0,001154 m3 = 1154 cm3
VIP (volume imballaggio primario) = π * (ø/2)^2 * h = π * (10/2)^2 * 15 = 1178 cm3
RV1= 1154/1178 = 0,979 = 98%
Il rendimento volumetrico di un imballaggio in generale è il rapporto tra il volume del contenuto e il volume del contenitore, si può calcolare sia per gli imballaggi (primari, secondari, terziari) che per il mezzo di trasporto.
6) Dopo aver descritto le caratteristiche dei sistemi di stoccaggio a gravità indicando in particolare gli ambiti/situazioni in cui ne risulta preferibile l’impiego, determinare il CUS nel caso di un magazzino con canali a gravità con 4 livelli di stoccaggio lunghi 4,5 metri, larghi 1,1 metri e servito da corridoi larghi 2,5 metri
I canali a gravità, detti sistemi “live storage” sono caratterizzati da una bassa selettività, sono simili alle mensole ma raccolgono in maniera compatta la merce.
I canali sono inclinati per favorire lo scivolare della merce fino in 1a posizione pronta per essere prelevata. Il canale è pieno fino in fondo e si riempie man mano (logica FIFO).
I canali a gravità hanno un elevato costo per Udc.
La rulliera terminale è dotata di un sistema frontale al fine di rallentare il moto dell’Udc.
È particolarmente indicato quando ho poco spazio a disposizione per articoli ad elevata rotazione che abbiano tutti all’incirca lo stesso peso (questo perché avendo i canali tutti la stessa inclinazione si riesce a garantire un’adeguata velocità di discesa.
I canali a gravità sono finalizzati a raccogliere in modo compatto la merce, dotati di una rulliera per far scivolare la merce. Idonei per merce di basso peso e poco fragile e poco delicata, hanno bassa selettività perché si riesce a prelevare solo la prima merce. Ci sono due tipologie: live storage; contropendenza.
Live storage: si immette la merce che per gravità acquista velocità e va ad allocarsi nel punto più basso disponibile. Ha una buona saturazione superficiale e prevale la regola FIFO.
Contropendenza: L'immissione avviene dallo stesso corridoio di prelievo, quindi appoggio e spingo per arretrare la merce già immessa. In questo caso ci stanno poche U.d.C. perché rischio di
Pagina 3 di 21
danneggiare la merce comprimendola, qui vale la regola LIFO.
[ESERCIZIO] (non so se è giusto)
Lunghezza vano = 4,5 m + 2,5 m = 7 metri
Larghezza vano = 1,1 m
A = 7 * 1,1 = 7,7 m2
N°Udc/corridoio = 4,5/ 1 = 4 Udc -> TOT = 4 Udc * 4 livelli = 16 Udc
CUS= 16 Udc / 7,7 m2 = 2,078
7) Dopo aver precisato cosa si intende per selettività, determinare il valore con riferimento alle Udc di articolo cui è dedicata una corsia in un sistema di stoccaggio a catasta, sapendo che per tale articolo sono attualmente stoccate 18 Udc disposte su 3 livelli
La selettività esprime il rapporto tra il numero di movimentazioni utili ed il numero di movimenti necessari per prelevare un codice, ovvero mi dice quante Udc sono direttamente accessibili senza che per raggrupparle bisogna spostare altre Udc.
Le Udc accessibili si rapportano al numero totale di Udc che il magazzino può ospitare.
[DISEGNO]
Selettività = 1/18 perché l’Udc direttamente accessibile senza muovere le altre è quella in alto e considero una sola fila.
8) Dopo aver indicato quali sono le principali tipologie di sistemi di stoccaggio a gravità ed averne descritta una nel dettaglio, determinare il CUS nel caso di un magazzino con 15 canali lunghi 7 metri, su 6 livelli
Disegnare uno schizzo della situazione analizzata
I sistemi di stoccaggio a gravità sono principalmente sistemi con scaffalature a canali, live storage o contropendenza.
- Live storage: Per sfruttare la gravità una parte del sistema deve essere in pendenza che è definita anche dal peso delle Udc. Solitamente si hanno poi anche due corridoi di collegamento: uno per depositare la merce nella parte con pendenza maggiore, ed uno nella parte bassa dove si ritira la merce. La regola di prelievo è FIFO, e sono sistemi di stoccaggio adatti a merce ad elevata rotazione. Ho bassa selettività, costo elevato ma buona saturazione superficiale.
- Canali in contropendenza: sono canali in pendenza che vengono caricati secondo una regola LIFO, il carrello elevatore spinge man mano le Udc fino in fondo alla fila dalla zona più bassa. La lunghezza del canale è poco maggiore del numero di Udc che vi alloggiano e il numero di
Pagina 4 di 21
- Udc stoccabili è inferiore perché il carrello elevatore non può spingerne un numero troppo elevato.
- Canali in contropendenza “Push Back”: sono una variante dei precedenti in contropendenza, cambia la struttura su cui alloggiano le Udc che fa in modo che queste si incastrino.
[ESERCIZIO] (non so se è giusto)
CUS = PR / Superficie in pianta
Superficie in pianta del vano = lunghezza * larghezza = 7 * 1,5 = 10,5 m2
dove ho pallet con 800 in profondità -> larghezza = 1200 + 2*0,1 (gioco) + 0,1 = 1,5 m
N°Udc/corridoio = 7000 [mm] / 1000 [mm] = 7 Udc
dove 1000 = 800 + 2*0,1= 1 m
Tot Udc = 7*6 livelli = 42 Udc
CUS = 42 /10,5 = 4 UdC/m2
9) Descrivere brevemente le caratteristiche di un sistema di stoccaggio a mensole, indicando anche in quali situazioni può essere conveniente ricorrervi
Fare disegno
I sistemi di stoccaggio a mensole sono simili a quelli a catasta ma vengono usati per Udc non sovrapponibili e ad alta giacenza. Sono costituiti da più livelli di mensole su cui appoggiare le UdC.
Le mensole sono dei profilati che attraversano in lunghezza il sistema di stoccaggio e si trovano ad una larghezza minore di quella del pallet, quindi è possibile appoggiare la merce su di esse.
Anche i carrelli devono avere larghezze ridotte in modo da poter passare tra le mensole.
La regola di carico drive-in è di tipo LIFO, mentre quella drive-through è di tipo FIFO.
Ho CUS elevato perché corridoi di lavoro coincidono con spazio di stoccaggio.
Le scaffalature a mensole possono essere di diverse tipologie:
- Scaffalature drive-in: scaffalature in cui viene utilizzata la logica LIFO per prelevare le Udc, infatti l’ultima mensola è a ridosso del muro e i carrelli entrano in avanti ed escono in retro. Non ci sono corridoi tra una fila e l’altra e i pallet hanno la dimensione di 800 in prof
-
Domande aperte Logistica industriale
-
Riassunto esame con domande risolte e grandezze da ricordare - Logistica
-
Logistica 4.0 - Domande aperte
-
Domande esame Microbiologia industriale