Concetti Chiave

  • Il libro di Gabriele Lolli esplora la connessione tra creatività matematica e produzione letteraria, evidenziando aspetti comuni nei metodi e atteggiamenti.
  • Lolli utilizza il paradigma di Calvino per dimostrare che la matematica è un'attività creativa, non solo un insieme di formule astratte.
  • La dimostrazione del Pons Asinorum viene paragonata a una narrazione, sottolineando la dimensione narrativa della matematica.
  • Il libro affronta il concetto di "terza cultura", suggerendo che logica, intuizione e creatività devono essere unite per una migliore comprensione del mondo.
  • Lolli critica l'uso di immagini prefabbricate nella didattica, proponendo un approccio più consapevole all'uso delle figure nella formazione matematica.

Una delle mie più fortunate letture dell'anno è stato il libro di Gabriele Lolli "Discorso sulla matematica" (Bollati Boringhieri 2011). Lolli si propone di mostrare, a mio avviso con mirabile successo, che i metodi e gli atteggiamenti che sottendono all'attività matematica creativa sono analoghi a quelli della produzione letteraria e poetica.

Matematica e creatività

E lo fa passando in rassegna il paradigma di Calvino: Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità (Italo Calvino, "Lezioni americane", Garzanti 1988). Il libro assolve così, innanzitutto, un compito utile: quello di far vedere come la matematica non sia solo l'apparato meccanicistico noioso e burbero che tutti si ricordano dai tempi della scuola, ma anche e soprattutto un'attività creativa.

Grammatica della matematica

Mi sono trovato più volte, nelle mie lezioni universitarie e nei miei libri sull'abusato concetto di Complessità (che in questa epoca viene impiegato da alcuni per aggredire il metodo scientifico), a dover spiegare che la matematica non è un'Arancia Meccanica. gabriele.lolli-discorso_sulla_matematica.png Molti la vedono così perché tutto quel che ricordano della materia sono formule astruse e manipolazioni simboliche fine a sé stesse: ricordano una sequela di passi che dovevano essere pedantemente seguiti per giungere a un risultato predefinito. Ma quella non è altro che la grammatica della matematica: a scuola devono necessariamente far fare esercizi, sennò gli studenti non apprendono la grammatica! Lo stesso succede con le lingue. Lo scopo della letteratura è leggere e gustarsi le opere letterarie, ma se non conosciamo la grammatica non possiamo farlo, né tantomeno possiamo esprimerci in modo comprensibile: ed ecco il senso dei noiosi esercizi di italiano o di inglese o di latino. Lo scopo è l'apprendimento della lingua, non gli esercizi in sé. Così, il bello della matematica non sono i calcoli (che lasciamo comunque sbrigare ai computer) o le manipolazioni simboliche fine a sé stesse, ma
A) i passi logici che portano a una dimostrazione e
B) l'appropriarsi delle tecniche di modellazione della realtà, ossia l'imparare a descrivere un fenomeno reale mediante un modello matematico, per indagarlo e conoscerlo meglio.

Dimostrazioni e creatività

Sia (A) sia (B) implicano una cospicua attività creativa: e il libro di Lolli si occupa di questa.

Pons Asinorum e narrazione

C'è un passo stupendo nel quale la dimostrazione del Pons Asinorum viene assimilata alla composizione di un poema cavalleresco o alla narrazione di una fiaba. Il Pons Asinorum è il teorema che afferma l'uguaglianza degli angoli alla base di un triangolo isoscele, ed era chiamato così nel Medioevo perché era un esercizio di logica molto selettivo. La dimostrazione di Euclide inizia col disegnare un triangolo CAB. Poi nella narrazione compaiono due oggetti: i punti F e G presi sui prolungamenti dei lati CA e CB, alla stessa distanza da C. E «all'improvviso la storia si anima, perché i due oggetti, magici naturalmente, vogliono collegarsi con il maggior numero di oggetti possibile: il primo assioma di Euclide afferma che due punti possono [...] essere collegati da un segmento; nel fare questo si orginano nuove figure [triangoli, NDR] entro le quali è assorbita quella originaria. I triangoli vogliono essere confrontati, e dai triangoli si discende ai lati e agli angoli, e in particolare a quelli che interessano» (pag. 94). Il cono per rappresentare l'universo insiemistico V, invece, diventa una specie di Inferno dantesco. La dimostrazione, magnificamente sintetica, del Teorema di Pitagora del Chou Pei Suan Ching (200 a.C.), ci porta al cuore dell'idea senza dire parole, e può essere data modellando un cartoncino o un tovagliolo, senza una sola formula: «Dare giustificazioni sarebbe come spiegare il senso di una barzelletta a chi non l'ha capita, e perdere tempo».

Terza cultura e immagini

Il libro è un esercizio sopraffino di "terza cultura", ossia una dimostrazione che per la persona veramente colta non esistono barriere tra le attività intellettuali umane e che per capire qualcosa del mondo ci serve un apparato cognitivo che superi, unendole, la sola logica, al sola intuizione, la sola curiosità, la sola creatività. Ma il libro è anche una scoppiettante sequela di preziose gemme per il lettore curioso. Problemi matematici. Eroi dell'avventura intellettuale. Quiz stuzzicanti. E accenna da par suo all'attualissima discussione intorno al valore delle immagini nella didattica e nella formazione. E' possibile che alla lingua scritta dell'alfabeto si sostituisca una lingua iconica, scaturita dall'uso prolungato di interfacce uomo-macchina sempre più evolute? Secondo Lolli, gli studenti di matematica non apprezzano e non sfruttano come potrebbero l'utilità e la potenza delle figure (geometriche, algebriche), e ciò potrebbe indicare che l'odierno vivere di immagini ed esprimersi per immagini si riferisca in realtà alle sterili «immagini prefabbricate» di cui parlava Italo Calvino. Appare dunque necessaria un più consapevole e mirato utilizzo del linguaggio delle immagini nella didattica della matematica.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale del libro "Discorso sulla matematica" di Gabriele Lolli?
  2. Lolli mira a dimostrare che i metodi e gli atteggiamenti della matematica creativa sono simili a quelli della produzione letteraria e poetica, evidenziando la matematica come un'attività creativa piuttosto che un semplice apparato meccanicistico (testo).

  3. Come viene descritta la relazione tra matematica e creatività nel libro?
  4. La matematica è presentata come un'attività creativa che richiede un processo logico e l'uso di tecniche di modellazione della realtà, piuttosto che una mera sequela di formule e calcoli (testo).

  5. Cosa rappresenta il Pons Asinorum secondo Lolli?
  6. Il Pons Asinorum, che afferma l'uguaglianza degli angoli alla base di un triangolo isoscele, viene assimilato alla composizione di un poema o alla narrazione di una fiaba, evidenziando la dimensione narrativa della dimostrazione matematica (testo).

  7. Qual è il concetto di "terza cultura" trattato nel libro?
  8. La "terza cultura" si riferisce all'idea che non esistono barriere tra le attività intellettuali umane e che per comprendere il mondo è necessario unire logica, intuizione, curiosità e creatività (testo).

  9. Qual è la posizione di Lolli riguardo all'uso delle immagini nella didattica della matematica?
  10. Lolli sottolinea che gli studenti non sfruttano appieno l'utilità delle figure nella matematica e propone un uso più consapevole del linguaggio delle immagini per migliorare l'insegnamento della materia (testo).

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