Diritto ed economia delle organizzazioni internazionali - Modulo di economia - La bilancia dei pagamenti
Gli Investimenti Diretti Esteri (conto finanziario) 13
La crisi della bilancia dei pagamenti 27
Il Fondo Monetario Internazionale 44
La Banca Mondiale 74
Riassunto 79
Esame
Domande aperte che possono toccare vari aspetti:
- O alcune cose viste in classe tipo raccontami cos’è il single Resolution mechanism.
- Oppure ci dà un grafico o un articolo di giornale e ci chiede di commentarlo, es. un anno.
- L’Argentina sotto esame aveva chiesto aiuto al FMI e c’era un commento del banchiere centrale dell’Argentina e ha chiesto di ragionare su questo.
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23/09/2021
La bilancia dei pagamenti
La bilancia dei pagamenti è una fotografia di un paese nei confronti dell’estero. Quindi bisogna avere un paese riconosciuto dagli altri paesi come paese.
Il riconoscimento della bilancia è una cosa abbastanza recente, perché risale alla pace di Westphalia di metà ‘600. Con la fine della Guerra dei Trent’anni, si instaura quella serie di prassi nelle relazioni internazionali per cui c’è un mutuo riconoscimento dei governi dei paesi: non ci sono più ingerenze.
La Guerra dei Trent’anni finisce infatti con il principio “cuius regio eius religio”, “di chi è il regno, sarà anche la religione”, principio che implica un riconoscimento agli stati: chi governa decide ciò che avviene. Si deve riconoscere la legittimità di un governo.
A metà ‘600 l’esigenza primaria dei governi nei confronti degli altri stati è capire se possono farsi la guerra o se devono difendersi. Per fare la guerra servono armi, soldi, esercito e quindi serve a capire quante risorse ho.
William Petty, studioso inglese, venne chiamato perché aveva un forte interesse nel mettere insieme la matematica con le scienze sociali. Per vedere se lo stato aveva soldi sufficienti per una guerra, prese il principio della partita doppia e lo mise al servizio di uno stato, come se fosse un’impresa: lo stato ha dei soldi che prende e che dà verso l’estero.
In particolare, uno stato vende e compra verso altri stati. Quindi si cercano di fotografare i movimenti in una determinata unità di tempo, di denaro, di uno stato verso altri stati. Questo si fa per determinare il potere di un determinato stato.
Ancora oggi la bilancia ci permette di capire come sta uno stato. Se uno stato ha una bilancia dei pagamenti insostenibile, il suo potere è nullo. Viceversa, se un paese ha una bilancia dei pagamenti forte, avrà un forte potere geopolitico, economico.
Nel ‘600/’700/’800 le grandi potenze colonizzavano altre terre: servivano sì eserciti per colonizzare terre nuove, ma soprattutto il potere diventava anche commerciale.
Quando si commerciava dalle colonie si commerciava perché serviva oro. Si prendevano merci e si vendevano in giro per il mondo, c’era bisogno di porti in molti luoghi con lo scopo di fungere da avamposti commerciali (Olanda, o meglio impresa olandese, che colonizza l’Indonesia).
La bilancia dei pagamenti ci fa capire quanto commercia un paese.
Un paese è forte se esporta tantissimo (generalmente). Colbert, ministro dell’economia francese, esponente del mercantilismo, fu tra i primi a teorizzare l’importanza relativa delle esportazioni per un paese.
La bilancia dei pagamenti è fondamentale anche per capire se un paese è in grado o no di pagare. Fino a dopo la Prima guerra mondiale, quando uno stato non aveva soldi per ripagare il suo creditore, veniva invaso: ad esempio la Francia invase l’area industriale per eccellenza della Germania; non mi dai i soldi e io mi impossesso della tua produzione.
La bilancia dei pagamenti dà uno specchio di tante cose, ma la sua importanza è cambiata nel corso del tempo, perché tiene conto di componenti reali (import-export di beni), finanziarie e monetarie dell’economia.
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→ La bilancia dei pagamenti è uno schema contabile che registra tutte le transazioni economiche e finanziarie intervenute in un dato periodo tra un paese e il resto del mondo.
La bilancia dei pagamenti viene emessa dalla Banca Centrale. La Banca Centrale è l’istituto che ha la maggior credibilità nei confronti di un paese. Le banche centrali devono recuperare i dati di tutte le transazioni finanziarie e economiche avvenute fra tutte le imprese di un paese verso quelle di tutti gli altri paesi.
Non si tiene conto di quello che avviene in un paese: se ci fosse un paese chiuso verso il resto del mondo la bilancia dei pagamenti avrebbe tutti zeri, proprio perché si occupa di vedere cosa accade tra un paese e l’estero.
Come è fatta la bilancia dei pagamenti?
Nelle righe ci sono conto corrente e conto capitale, conto finanziario ed errori e omissioni.
Il conto finanziario si compone di attività, passività e saldo. Il conto corrente di crediti, debiti e saldo.
La parte in alto (conto corrente) ci racconta l’economica materiale, cioè quello che un paese produce, cosa fa con quello che produce, con i beni, con i redditi da lavoro ecc.
La parte in basso (conto finanziario) spiega dell’economia finanziaria, che non sempre ha una contropartita sulla produzione.
Nel corso del tempo l’importanza dell’economia finanziaria è variata: nei momenti in cui i mercati finanziari si sviluppano e ci sono tanti scambi sui mercati finanziari, allora l’importanza dell’economia finanziaria aumenta.
Un tempo era fondamentale la parte materiale dell’economia.
Figura: Bilancia Pagamenti Maggio 2017
Conto corrente
La bilancia dei pagamenti nella parte alta è fatta da un conto corrente. Nel conto corrente sono comprese tutte le transazioni tra residenti e non residenti che riguardano merci, servizi, redditi primari e redditi secondari. Il CC ci cade quanto degli scambi commerciali ha a che fare con merci servizi o redditi.
- Merci: comprendono gli scambi mercantili, le esportazioni nette di beni con operazioni di merchanting (l’acquisto da parte di un operatore italiano di merci da un operatore non residente e la successiva rivendita dei medesimi beni a un altro soggetto non residente, senza che le merci transitino fisicamente per la frontiera italiana), l’oro non monetario. Le esportazioni vanno nei crediti, le importazioni nei debiti.
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- Servizi: servizi di manutenzione, fabbricazione, riparazione, trasporti, viaggi, costruzioni, servizi assicurativi, pensionistici, finanziari, royalties, ecc.
Già queste prime due voci ci dicono dove un’economia di un paese è più efficiente. Tendenzialmente un paese piccolo è ricco se esporta servizi perché ha pochi beni da esportare.
Es. Lussemburgo è ricco perché esporta servizi. Paesi come Germania è ricco perché esporta merci.
- Redditi primari: redditi da lavoro con datore di lavoro e lavoratore residenti in paesi differenti. Redditi da capitale maturati all’estero da parte di italiani, e maturati in Italia da parte di cittadini esteri. Non ci sono i redditi di un italiano che lavora in Italia, ma i redditi che gli italiani che risiedono in Italia guadagnano all’estero.
- Redditi secondari: comprendono i trasferimenti correnti tra residenti e non residenti, cioè l’offerta di risorse reali o di attività finanziarie da parte di un’unità istituzionale residente a una non residente (e viceversa) senza una corrispondente contropartita economica.
Il conto corrente serve per capire come è strutturata l’economia di un paese.
Conto capitale
Scambio di denaro dovuto alla transazione di un bene capitale.
Immaginiamo l’acquisto di una casa all’estero, la vendita di un brevetto ecc. La dimensione di questi scambi è esigua, ma diventa importante nel momento in cui un paese povero vende dei territori.
- Acquisizioni e cessioni lorde di attività non finanziarie non prodotte (attività intangibili). Comprendono gli scambi di proprietà tra residenti e non residenti di:
- Risorse naturali.
- Licenze, contratti di leasing e altri contratti.
- Risorse di marketing (marchi di fabbrica, nomi commerciali) e avviamento commerciale.
- Trasferimenti in conto capitale. Comprende i trasferimenti di proprietà di beni capitali, i trasferimenti di fondi collegati all’acquisizione o alla cessione di beni capitali e la remissione di debiti.
Ad esempio, se la Sierra Leone vendesse della terra con sotto diamanti, essendo un paese povero, si noterà una grande crescita del conto capitale. In generale, sono abbastanza rari i casi in cui il conto capitale assume importanza rilevante.
Conto finanziario
Nel conto finanziario ci sono varie voci che identificano il trasferimento di denaro a secondo di livello di speculazione del tipo di investimento fatto. Si tratta sempre di soldi che entrano ma con motivazioni diverse:
- Investimenti diretti: gli investimenti diretti si hanno quando un residente in un’economia ha il controllo o un grado significativo di influenza sulla gestione di un’impresa residente in un’altra economia. Il possesso diretto o indiretto del 10% o più dei diritti di voto è prova di tale rapporto. Questo scambio difficilmente è speculativo. Gli investimenti diretti esteri.
- Investimenti di portafoglio: transazioni tra residenti e non residenti che riguardano titoli azionari e obbligazionari non comprese negli investimenti diretti. Ha un livello speculativo minore rispetto agli investimenti diretti esteri.
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- Derivati, stock e options: si tratta di strumenti finanziari collegati ad altri strumenti finanziari per mezzo dei quali è possibile negoziare direttamente specifici rischi.
- Le riserve sono le attività di vario tipo detenute dalle banche centrali. Le riserve sono attività finanziarie in valuta estera. Storicamente le riserve erano in oro; ora la quantità di moneta è indipendente dalla quantità di oro.
- Errori e omissioni: quando si fanno le differenze quello che manca viene inserito qui.
Relazioni tra le quantità
Dall’alto (merci) fino a derivati, stock e opinioni si può vedere come si sono sviluppati i paesi. Gran parte degli scambi si basano su investimenti indipendenti dall’acquisto di beni fra i paesi.
Più si va avanti più si va verso il conto finanziario.
Notate che il conto finanziario ci dice i flussi di denaro generati con l’estero.
Relazioni tra le quantità
Ogni scambio finanziario deve essere giustificato da uno scambio economico perché questi flussi sono avvenuti. In generale dobbiamo avere che:
- Il conto finanziario ci dice i flussi di denaro generati con l’estero. Il conto corrente dà conto del perché questi flussi sono avvenuti. In generale dobbiamo avere che 0 CCor CCap Cfin Errori !+ =
- Il conto finanziario ci dice l’ammontare di debito/credito verso l’estero. Uno squilibrio ci dice che l’economia spende o risparmia più di quello che produce.
Il conto finanziario ci dice l’ammontare di debito/credito verso l’estero. Uno squilibrio ci dice che l’economia spende o risparmia più di quello che produce.
Il conto finanziario può non essere in equilibrio per vari motivi ed essere più in rosso o più in verde del conto economico.
Se in un paese non vi fossero scambi puramente finanziari senza nessun corrispettivo nell’economia reale, il conto corrente, quello capitale e quello finanziario sarebbero pari a zero. Ovvero, ogni scambio finanziario deve essere giustificato da uno scambio economico.
Esemplificando, l’acquisto di una merce in un altro paese è legato ad un corrispettivo sul conto finanziario: nel caso di pagamento immediato il corrispettivo finanziario è l’uscita di moneta e dunque la riduzione delle attività finanziarie di cui si è in possesso, se il pagamento è dilazionato il corrispettivo finanziario è rappresentato dall’aumento dei debiti. Il conto finanziario ci dice l’ammontare di debito/credito verso l’estero. Uno squilibrio ci dice che l’economia spende o risparmia più di quello che produce.
Dunque, tutte le attività del conto corrente e nel conto capitale hanno un corrispettivo nel conto finanziario; però ci sono scambi che sono registrati esclusivamente nel conto finanziario ed è questo il caso dell’acquisto di azioni. Quindi il conto finanziario può non essere equilibrio ed è sottoposto a sbilanciamenti in misura maggiore di quanto non possa esserlo il conto corrente; infatti, se la bilancia dei pagamenti fosse data da relazioni dell’economia reale in qualche modo sarebbe sempre in pareggio.
Conto corrente e risparmio
Chiamiamo Gross National Disposable Income.
GNDY = C + G + I + (X − M) + (BPI + BSI)
- NDY = reddito disponibile di un paese.
- Gross National Disposable Income.
- C = consumi.
- G = spesa pubblica.
- I = investimenti.
- X = esportazioni.
- M = importazioni.
- BPI = bilancio da redditi primari.
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- BSI = bilancio da redditi secondari (maggiori rimesse aumentano il reddito disponibile).
Il GDP di un paese è dato dai consumi (C) + la spesa pubblica (G) + gli investimenti (I), a cui aggiungo la differenza fra le esportazioni (X) e le importazioni (M), a cui a sua volta aggiungo il reddito primario (BPI) e il reddito secondario (BSI).
→ (X − M) + (BPI + BSI) è la bilancia del conto corrente che ci dà il netto di export, di import e il netto fra il risparmio primario e secondario.
Bilancia del Conto Corrente
CAB = (X−M)+(BPI+BSI)
CAB = GNDY−C−G−I
GNDY = C+G+I+CAB
Definiamo il risparmio come:
S = GNDY − C − G = I + CAB
Il risparmio è la differenza fra quello che ho a disposizione e quello che uso, ossia il saldo della bilancia dei pagamenti.
Dunque:
S − I = CAB
C’è una relazione 1:1 tra quello che avviene fra un paese e gli altri paesi a livello economico e a livello finanziario.
Conto finanziario e tasso di cambio
Quando acquisto o vendo beni sul mercato estero, in realtà sto domandando o offrendo valuta estera.
Se compro un PC fatto negli USA, lo pago in Euro ma all’impresa saranno pagati Dollari: di fatto sto aumentando la domanda di Dollari. Quando all’estero extra Euro comprano made in Italy, domandano Euro.
Domande e offerte di beni quindi hanno un impatto sul mercato dei cambi. Se le banche centrali non cambiano le riserve dunque dovrò avere un certo equilibrio sul mercato valutario.
Quando compro un prodotto di un’azienda in dollari sto domandando dollari. Immaginando un mondo con solo Europa e USA, se l’Europa importa tantissimo, allora sta aumentando la domanda di dollari. Viceversa se esporta tantissimo allora gli USA aumentano la domanda di euro.
Il tasso di cambio è il prezzo relativo delle due valute (quanti euro mi servono per comprare 1 dollaro).
Quando io importo tantissimi beni da un determinato paese, aumento la domanda di dollari: il prezzo dei dollari allora aumenta. L’offerta di dollari è data FED.
Nel conto finanziario troviamo anche le riserve. In caso di squilibri nei pagamenti con l’estero la banca centrale potrebbe intervenire per modificare la domanda di valuta estera, o offerta di valuta locale per modificare il tasso di cambio.
Se per esempio si aumenta l’offerta di valuta locale, si genera uno squilibrio nel mercato della moneta, si induce una svalutazione della moneta locale e si aiutano le esportazioni. Lo stesso si potrebbe fare se un paese ha un indebitamento enorme (S − I < 0). Questo sbilanciamento può essere superato attraendo risorse dall’esportazione, che può essere aiutata dalla svalutazione.
Cosa fa la Banca Centrale per operare nel breve periodo sui tassi di cambio? La Banca Centrale può stampare la propria valuta per modificare i tassi di cambio.
Cosa può fare la Banca centrale per tenere i tassi di cambio fissi? Le riserve: può aumentare o diminuire di poco le riserve in valuta estera per mantenere il mercato dei cambi in equilibrio.
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Intorno a inizio 2015, la Banca Centrale Europea stava cercando di agire per evitare, a livello Europeo, una crisi della bilancia dei pagamenti, vista la difficoltà di molti paesi. Una delle mosse fu quella di agire sul mercato valutario, cambiando le riserve e facendo deprezzare l’Euro. Agire sulle riserve vuol dire OGGI comprare e vendere attività in diverse valute (no riserve auree).
In questo modo si sarebbero incentivate le esportazioni europee, migliorato dunque il Conto Corrente facendo migliorare la situazione della bilancia dei pagamenti.
Cosa succede all’export di un paese quando una valuta si svaluta? Cosa succede all’export europeo se l’euro si svaluta nei confronti del dollaro? Se con 1$ compro più euro allora con 1$ compro più euro e i beni europei per gli statunitensi scendono e gli export europei aumentano.
Cosa deve fare la Banca Centrale se vuole rendere l’euro economico e aumentare l’export di un paese? Lo deve rendere abbondante, quindi stampa euro.
Una volta che la Banca Centrale ha stampato l’euro, come l’immette nel mercato? Comprando asset in valuta estera e aumenta le riserve.
Perché le svalutazioni affascinano le masse?
Per svalutare l’Euro la BCE dovrebbe far costare di più di Dollari, cioè deve comprare Dollari pagandoli in Euro.
Ma la Banca Centrale può stampare tutti gli Euro che vuole, quindi può svalutare quanto vuole.
Per rivalutare una valuta invece occorre avere la valuta estera.
Ovviamente i danni di lungo di una politica basata su svalutazione competitiva sono enormi, in quanto non si incentiva la produttività, ch
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Diritto ed economia delle organizzazioni internazionali, modulo Panebianco
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