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Diritto ed economia delle organizzazioni internazionali: parte economica

Introduzione alla macroeconomia

Andiamo a vedere cosa succede all’economia nazionale, passiamo in un'ottica macroeconomica. I problemi di fronte al quale ci troveremo sono quelli in cui non c’è una risposta certa e definita, bisogna studiare i fenomeni e andare a tentativi, ed è quello che le organizzazioni internazionali fanno.

Tematiche che affronteremo

  • A seguito della crisi del Covid, la BCE ha finanziato un programma enorme di Quantitative Easing.
  • La FED dichiara che, ora come ora, è più importante dare un target alla disoccupazione piuttosto che all’inflazione.
  • Crisi sanitaria da marzo: C’è stato un momento iniziale in cui le istituzioni erano fredde, di punto in bianco è stato varano uno dei piani più grandi e disperati che non ha mai avuto eguali in tutta la storia. Quali sono gli impatti? Chi se n’è occupato? Cos’è il Fondo Salva-Stati, perché è stato creato?

Andremo nel dettaglio della crisi delle banche, delle valute, del debito pubblico. Parleremo delle svalutazioni, della sovranità monetaria. Delocalizzazioni delle imprese (es. ultima campagna delle elezioni Americane di Trump: “riporterò le industrie negli Stati Uniti”).

Storia e impatto economico

Partiremo dalla fine della Prima guerra mondiale 1918, Rivoluzione russa del 1917 (che ha determinato le prospettive economiche del mondo), definizione degli imperi, come si struttura l’Europa, il Medio Oriente. Nel 1919 viene fondato a Milano il fascismo, determina lo sviluppo dell’Italia e ispira quello che è avvenuto in Germania. Crisi economica del '29. Finita la guerra, vengono ridisegnate le organizzazioni internazionali con la paura di quello che era successo prima. Andremo a capire l’impatto economico della storia.

Parleremo di Europa, perché è in evoluzione. Per la prima volta la guerra non finisce perché una delle due parti viene annientata, nasce l’Europa per evitare ciò. Dalla crisi del 2011 ad oggi, cambia completamente. Se la crisi del Covid, fosse stata nel 2008, non avremmo avuto gli attrezzi per sopravvivere, non ci sarebbe stato il fondo salva-stati, ma il fondo monetario internazionale.

La bilancia dei pagamenti

16/09/20 Per analizzare e studiare l’economia di un paese. Questo paese ha una relazione con altri paesi, anche nei progetti più autarchici che un paese può avere, non può produrre tutto da solo. Deve poter esportare o importare qualcosa. Dobbiamo capire come si relaziona uno stato con gli altri. A livello globale la quantità di merci che si esportano in un anno, è molto più ampia del PIL globale in un anno. Il valore delle esportazioni è maggiore del PIL. Ci sono anche i capitali che si esportano-importano.

L’idea della bilancia (partita doppia per capire cosa entra e cosa esce in un paese) nasce con gli Stati Nazionali 300 anni fa, con la pace nazionale. Ogni stato ha la sovranità sul proprio territorio, e si possono fare accordi tra stati. Lo stato doveva fare una sorta di bilancio per capire la potenza di ogni stato, la possibilità di creare un esercito. Quindi William Petty (medico inglese) si inventa la partita doppia tra stati, si inizia con gli eserciti e si continua con i commerci. Si usava questo strumento per vedere quante merci entravano ed uscivano da un paese, “se esporto più di quello che importo, guadagno qualcosa” mercantilismo, se guardo le relazioni con gli altri solo riguardo ai commerci. Ma nella realtà si scambiano anche capitali, es. prendiamo gli USA, prevalentemente importano, non producono tutto quello di cui hanno bisogno, non si basano sull’esportazione come la Germania (principale esportatore mondiale) o l’Italia. La fascia più “forte d’Europa” passa dalla Danimarca fino a Bologna. Gli USA come fanno a non fallire? Perché devono pagare, dove trovano questi soldi? Arrivano capitali da fuori, perché è un paese finanziariamente solido. Gli USA hanno un capitale di fiducia, così alto, per cui ricevono finanziamenti da ogni parte.

Abbiamo appena descritto due pezzi importanti della bilancia dei pagamenti: importazioni-esportazioni e capitali finanziari. Se dalla parte commerciale sono in passivo, devo essere in attivo nella parte finanziaria, altrimenti il paese fallisce. La bilancia dei pagamenti è una fotografia in una determinata unità di tempo (un anno) di qual è la relazione economica, finanziaria e commerciale di un paese con l’estero. Definizione: è uno schema contabile che registra tutte le transazioni economiche e finanziarie intervenute in un dato periodo tra un paese e il resto del mondo.

Struttura della bilancia dei pagamenti

Nel blocco in alto (Economia reale):

  • Conto corrente (le transazioni economiche dovute al fatto di produrre e vendere merci che porta dei redditi nel paese es. importo un pc assemblato in Cina; importo di merci), se qualcuno vive in Francia ma è residente in Italia porta i redditi in Italia, sono risorse che posso usare per comprare merci, anche se non prodotti nello stesso paese.
  • Conto capitale (saldo tra paesi nel caso di compravendita di cose fisiche tipo terreni).

Nel blocco in basso (Economia finanziaria):

  • Conto finanziario, ci sono gli investimenti importanti (diretti, quando compro delle imprese all’estero o la fondo in un altro paese), investimenti di portafoglio etc.

Ci sono anche le riserve ufficiali e gli errori e omissioni. “Quanto l’Italia dichiara di esportare dalla Cina, non sarà mai quanto la Cina dichiara di importare dall’Italia”. Quando è nato questo sistema contabile i mercati non erano così sviluppati come ora, i mercati finanziari non erano così efficienti, il conto finanziario era meno importante. Pensiamo ad un’economia di tipo coloniale, se un paese ha bisogno di risorse, importa troppo, va a colonizzare e si prende le risorse dell’altro paese con la forza. Da quando le economie si sono sviluppate, ci sono altri modi per trovare altre risorse, non serve più scatenare un conflitto. Il conto finanziario aiuta per questi problemi, ad esempio gli USA non avrebbero gestito le alte importazioni, se non avessero usato il conto finanziario. Il conto finanziario ri-bilancia gli sbilanci del conto corrente.

Al contrario la Germania esporta tantissimo, e non spende i soldi che guadagna. Qualora uno stato non riuscisse a trovare i soldi che deve agli altri, va in crisi finanziaria. Significa che le attività e le passività non sono più bilanciate e le riserve ufficiali non bastano per coprire le perdite. Il ruolo delle banche centrali è fondamentale per salvare paesi in crisi.

Rimesse e risparmi

23/09/20 Uno stato ha tanto più denaro quanto più ha cittadini che lavorano fuori e mandano soldi a casa. Se un paese riceve queste “rimesse” è più ricco. Oppure persone che ufficialmente lavorano in un paese, ma abitano qua.

Cosa sono i risparmi?

Il reddito disponibile – quello che si spende (beni di consumo e spesa pubblica). Risparmio = Investimenti + Current Account Balance. Current account balance = Risparmi – Investimenti. Questa formula mette in relazione quello che l’economia fa con l’estero (quanto importa, quanti stipendi esteri etc.) con quanto un’economia risparmia/spende in investimenti.

La Germania ha un saldo di bilancio commerciale positivo CAB non può essere troppo alta rispetto al PIL, un paese non può risparmiare troppo rispetto agli investimenti che deve fare. Questo ha conseguenze negative sugli altri paesi, perché la Germania non spende soldi e quindi non fa girare l’economia.

Dibattito tra paesi europei

“La Germania ha un export troppo alto rispetto agli altri paesi, risparmia troppi soldi”. Mettendo da parte il conto corrente, e ragionando sul conto finanziario in relazione al tasso di cambio. Tasso di cambio = tasso che relaziona le valute dei diversi paesi. Se un paese importa tanto dall’estero, la domanda di dollari aumenta, quindi il prezzo della valuta sale quindi aumenta di valore. Il paese che esporta ha una moneta più forte, il tasso di cambio sale. In sintesi, se le valute sono libere di muoversi, esporto di più = ho una moneta più forte. Perché i tassi fluttuano.

Interventi della BCE

Se la BCE vuole modificare i tassi di cambio, come può agire? Non può controllare la domanda, ma solo l’offerta. Per deprezzare una valuta (euro) bisogna vendere riserve di euro o comprarle? Devo rendere l’euro abbondante, perché se c’è tanta offerta il prezzo scende. La BCE stampa la moneta e deprezza l’euro. Quando i tassi di cambio aumentano-scendono la BCE deve lavorare sulle riserve.

Effetti della moneta comune

Cosa succede con la moneta comune in termini di tassi di cambio? L’euro è come se fosse tante valute nazionali, è una valuta condivisa, il prezzo è uguale per tutti i paesi dell’Unione europea. La moneta di riferimento all’inizio era il Marco e da quel momento il tasso di cambio era fisso, anche se non c’è più il Marco e la Lira, è come se ci fossero. L’Italia avrà un saldo positivo-negativo nei confronti della Germania, dovrebbe avere una valuta apprezzata (secondo il CAB), ma in realtà i tassi di cambio tra paesi dell’UE devono essere fissi.

Il dibattito Europeo sulla potenza economica della Germania è questo. La Germania ha un CAB positivo e avrebbe bisogno di un euro molto apprezzato, al contrario della Spagna che lo vorrebbe deprezzato perché sono paesi importatori. Dentro il board della BCE si dovrebbero mettere insieme tutti questi interessi contrastanti.

Intorno a inizio 2015, la Banca Centrale Europea stava cercando di agire per evitare, a livello Europeo, una Crisi della bilancia dei pagamenti, vista la difficoltà di molti paesi. Una delle mosse fu quella di agire sul mercato valutario, cambiando le riserve e facendo deprezzare l’Euro. Agire sulle riserve vuol dire OGGI comprare e vendere attività in diverse valute. (Non pensate alle riserve auree). In questo modo si sarebbero incentivate le esportazioni europee, migliorato dunque il Conto Corrente facendo migliorare la situazione della bilancia dei pagamenti.

Strategie di svalutazione

Come si può svalutare l’euro? Per svalutare l’euro la BCE dovrebbe far costare di più i dollari, cioè deve comprare dollari pagandoli in euro. Ma la Banca Centrale può stampare tutti gli euro che vuole, quindi può svalutare quanto vuole. Per rivalutare una valuta invece occorre avere la valuta estera. Ovviamente i danni di lungo di una politica basata su svalutazione competitiva sono enormi, in quanto non si incentiva la produttività, che è il motore della crescita.

Le svalutazioni non hanno fine, perché si può sempre stampare moneta, al contrario le rivalutazioni sono più difficili da attuare perché le riserve prima o poi finiscono. Se un paese si affida solo alle svalutazioni non ha incentivi a migliorare la qualità dei propri prodotti, perché vende comunque dato che i prodotti diventano più convenienti. Ma un giorno quel paese si sveglierà e vedrà che è rimasto indietro rispetto agli avversari: stagnazione della produttività.

Disuguaglianze territoriali

Supponiamo di avere 3 euro diversi, uno forte per chi esporta tanto, uno medio e uno debole per chi esporta pochissimo. Risultato: l’Italia avrebbe tutti e tre gli euro, perché ci sono delle disuguaglianze territoriali molto forti.

La Cina e la svalutazione della valuta

Cina: La Cina ha a lungo mantenuto sottovalutata la sua valuta per esportare, specie in USA. L’ha fatto per industrializzare, per crescere e portare reddito. È lo stato che ha garantito la migliore uscita dalla povertà in termini di reddito, in tutto il mondo. Per farlo domandava dollari sotto forma di Obbligazioni USA (titoli di stato esteri). Gli USA erano ben contenti perché, da una parte consumavano beni economici, dall’altra la Cina continuava a fargli credito (perché la Cina comprava debito americano).

Circuito: I Cinesi devono esportare per produrre, svalutano, stampano moneta, comprano obbligazioni dell’USA. Gli USA hanno bisogno denaro per comprare prodotti cinesi. Ma la forte domanda cinese di Bond ne ha fatto aumentare il prezzo, facendone scendere il rendimento. Negli USA quindi non era più conveniente investire in Bond, e gli americani hanno sovrainvestito in immobili, contribuendo a creare la bolla immobiliare, la creazione di mutui rischiosi, il loro impacchettamento in titoli compositi etc. Questo è quello che è avvenuto nella crisi del 2008 dei mutui sub-prime.

Breve excursus sull'UE

Tesi contrapposte

  1. Il grosso surplus tedesco è a discapito di un grosso deficit del Sud Europa (ci vendono le loro merci e ci fanno indebitare);
  2. Il grosso surplus tedesco è prevalentemente verso l’estero (area extraeuropea).

Nel primo caso si imputa alla Germania la causa delle nostre situazioni della bilancia dei pagamenti. Nel secondo caso è una nostra incapacità di tenere dietro alla produttività tedesca. Nel primo caso si accusa l’euro di impedirci di svalutare per riconquistare produttività nei confronti della Germania. Nel secondo caso si ritiene che svalutare non cambi i problemi circa la nostra produttività del lavoro, e occorrono misure diverse. In entrambi i casi, nel breve periodo, sembra necessaria una moderazione salariale nei paesi del Sud per ristabilire gli equilibri nelle bilance dei pagamenti.

La situazione nel corso del tempo è migliorata perché esporta di più verso i paesi extra UE rispetto a quelli dell’UE. Quindi non esporta verso di noi, causandoci indebitamento. Ma non è un paese indebitato quindi ha un CAB molto alto e dovrebbe spendere di più. La Germania, in passato, ha scommesso sulla produttività delle imprese, tenendo bassi i salari all’inizio. La Germania è il paese con il maggior surplus commerciale al mondo. Chiaramente in una Unione, con politiche monetarie uguali, è comunque un problema avere queste differenze tra paesi nelle bilance commerciali.

Modi per riequilibrare le bilance commerciali

  • Occorre convincere i governi tedeschi a risparmiare meno.
  • Occorre convincere gli altri ad attuare le riforme strutturali per aumentare la propria competitività.

Quale è la migliore? Conto Corrente e Conto finanziario devono nel lungo periodo essere in equilibrio. Supponiamo infatti di essere un paese con un conto corrente sempre negativo (importo sempre molto più di quello che esporto). Per sostenerlo nel conto finanziario dovrò trovare debiti sempre crescenti (Mi devono prestare i soldi per finanziarmi). Vedremo che questo comporta crisi nella bilancia dei pagamenti. Un tempo il conto finanziario non era molto sviluppato, e le tensioni sulla bilancia dei pagamenti sfociavano più frequentemente in conflitti tra stati. Il conto finanziario agisce da moderatore.

Effetti delle fluttuazioni nei tassi di cambio

  • Nel breve periodo si assume che la produttività relativa tra due paesi sia fissa. Il cambio fluttua per via di domande di prodotti finanziari tra i vari paesi (investo in un paese più rischioso ma ad alto rendimento, oppure in un paese nel quale mi aspetto che la Banca Centrale attui una politica di apprezzamento etc.). Nel breve periodo la bilancia dei pagamenti è a rischio per via del conto finanziario.
  • Nel lungo periodo i cambi sono dati da esportazioni e importazioni. L’equilibrio della bilancia è dato dal conto corrente.

Excursus storico: storia degli Stati moderni

Anche la Rivoluzione francese (1789) ha a che fare con bilancia dei pagamenti, crisi ecc. Epoca coloniale, c’erano imprese coloniali non necessariamente di Stati. Lo Stato tramite delle imprese andava ad investire in paesi e comprava un pezzo di paese.

Compagnia delle Indie Orientali, azienda olandese chiede prestiti per comprare parte delle Indie Orientali. L’Indonesia è stata per anni proprietà della compagnia delle indie orientali. Mississippi Company, azienda francese, vuole andare a fondare a New Orleans e chiede finanziamenti. Nel 700 non c’erano controllo, ma erano questioni basate sulla fiducia. Quindi vende ciò che non ha: fa un IDE in Mississippi e chiede soldi alla aristocrazia parigina. A Parigi tutti comprano obbligazioni di questa azienda: bolla che esplode e i prezzi crollano, nessuno vuole più queste obbligazioni. Molti patrimoni della borghesia francese finirono lì. La banca francese vede che buona parte della borghesia sta perdendo il patrimonio, allora la banca compra le obbligazioni stampando moneta. Inflazione comincia ad andare e si scopre che dietro a questo piano c’era un bluff enorme. Metà del bilancio statale va a pagare i debiti del salvataggio della Mississippi Company. Nessuno vuole più fare prestiti alla Francia e quindi il denaro va in UK. Il re si trova davanti ad un bilancio disastrato e quindi si convocano gli stati generali e data la scontentezza della crisi finalmente arriva la Rivoluzione francese.

Investimenti diretti esteri

30/09/2020 Gli investimenti diretti esteri avvengono quando una persona giuridica cerca di acquisire il controllo di un’impresa in un altro paese. Quando qualcuno dall’estero investe in questo paese, ottenendo il controllo dell’impresa locale, è un investimento estero in entrata. L'investimento diretto è una categoria di investimento transfrontaliero associata a un residente in un'economia che ha il controllo o ha un grado significativo di influenza sulla gestione.

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Scienze giuridiche IUS/05 Diritto dell'economia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher riccigiulia1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto ed economia delle organizzazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Panebianco Fabrizio.
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