Capitolo 1: Lo stato: nozioni introduttive
Capacità di influenzare il comportamento di altri individui → Potere sociale
- Potere ideologico
- Potere economico
- Potere politico
Potere politico permette a chi lo detiene di imporre la propria volontà ricorrendo alla forza legittima → Il costituzionalismo ha sottoposto tale potere a limiti giuridici.
Particolare forma di organizzazione del potere politico che esercita il monopolio della forza → Stato, legittima in determinato territorio e si avvale di un apparato amministrativo.
Lo stato moderno nasce e si afferma in Europa tra il XV – XVII secolo → Ha due caratteristiche:
- Concentrazione del potere di comando legittimo nell’ambito di un determinato territorio in capo ad un’unica autorità.
- Presenza di un’organizzazione amministrativa in cui opera una burocrazia professionale.
La spinta alla concentrazione del potere politico nello stato è nata come reazione alla dispersione del potere tipica del sistema feudale.
Stato moderno = apparato centralizzato stabile che ha il monopolio della forza legittima in un determinato territorio.
La sovranità
La sovranità ha due aspetti:
- Interno: consiste nel supremo potere di comando in un determinato territorio così intenso da non riconoscere nessun altro potere al di sopra di sé.
- Esterno: consiste nell’indipendenza dello stato rispetto a qualsiasi altro stato.
Giuristi tedeschi configurano lo stato come persona giuridica tra la fine dell’800 e i primi decenni del 900 → serviva a dare una legittimazione di carattere oggettivo allo stato.
Sovranità della nazione è stata una delle innovazioni più importanti del costituzionalismo francese dopo la rivoluzione del 1789. La sovranità popolare di Rousseau → Il costituzionalismo del Novecento ha visto la generalizzata affermazione del principio della sovranità popolare, ma ha perso il carattere di assolutezza:
- Non viene esercitata direttamente ma inserita in un sistema rappresentativo.
- Diffusione di costituzioni rigide.
Organizzazioni internazionali concorrono a limitare la sovranità → sul quale è esercitata la sovranità dello stato: territorio:
- Terraferma, porzione di territorio delimitata da confini.
- Acque interne comprese entro i confini.
- Mare territoriale.
- Piattaforma continentale.
- Spazio atmosferico sovrastante.
- Navi e aeromobili battenti bandiera dello stato quando si trovano in spazi non soggetti alla sovranità di alcuno stato.
- Sedi delle rappresentanze diplomatiche all’estero.
Cittadinanza
È uno status cui la costituzione riconnette una serie di diritti e di doveri → Cittadinanza. La costituzione stabilisce che non può essere privato della cittadinanza per motivi politici.
- Il trattato di Maastricht ha introdotto l’istituto della cittadinanza dell’Unione.
- Il presupposto di essa è la cittadinanza di uno stato membro.
- Essa completa la cittadinanza nazionale e non la sostituisce.
Lo stato si differenzia da altre organizzazioni politiche per la presenza di un apparato organizzativo servito da una burocrazia professionale. L’organizzazione è stabile nel tempo ed ha carattere impersonale (esiste indipendentemente dalle persone che lo fanno funzionare) perché esiste e funziona sulla base di regole predefinite.
Stato = persona giuridica, figura soggettiva a cui l’ordinamento attribuisce la capacità di agire in modo giuridicamente rilevante e di costituire centri di imputazione di effetti giuridici.
Sul piano internazionale lo stato agisce come persona. Sul piano interno lo stato agisce tramite i suoi enti o i suoi organi.
Stato congiunto organizzato di amministrazioni diverse → apparati costituiti dalle comunità per il perseguimento dei propri fini i quali sono → Enti pubblici, riconosciuti come persone giuridiche o comunque come soggetti giuridici.
Sono istituiti con legge per il soddisfacimento degli interessi ritenuti comuni ad una determinata comunità, cioè sugli interessi pubblici. Lo stato e gli enti pubblici sono collocati in una posizione di supremazia rispetto ai soggetti privati.
Le leggi, i provvedimenti amministrativi e le sentenze producono effetti nei confronti dei loro destinatari anche se questi non vi hanno prestato alcun consenso.
Potere di determinare unilateralmente effetti giuridici → Podestà pubblica o potere di imperio nella sfera dei destinatari dell’atto, indipendentemente dal loro consenso.
Le podestà pubbliche però devono essere attribuite dalla legge e devono essere esercitate in modo conforme al modello legale.
L’unità strutturale elementare dell’organizzazione si chiama ufficio, servizio prestato da persone, ma questo servizio è considerato in astratto, prescindendo dalle persone fisiche che vi sono concretamente preposte.
Ciascun apparato per adempiere i suoi compiti deve poter instaurare rapporti giuridici con altri soggetti. A tal fine l’apparato deve servirsi di una particolare categoria di uffici che prendono nome di organi.
Organo è un ufficio particolarmente qualificato da una norma come idoneo ad esprimere la volontà della persona giuridica e ad imputarle l’atto e i relativi effetti.
- Organi rappresentativi
- Organi burocratici
- Organi attivi
- Organi consultivi
- Organi di controllo
Organi costituzionali
- Sono elementi necessari dello stato.
- Sono elementi indefettibili dello stato (non può esserci la loro soppressione o sostituzione).
- La loro struttura di base è interamente dettata dalla costituzione.
- Ciascuno di essi si trova in condizione di parità giuridica con gli altri organi costituzionali.
Capitolo 2: Forme di stato
Forma di stato è il rapporto che corre tra le autorità dotate di podestà di imperio e la società civile, nonché l’insieme dei principi e dei valori a cui lo stato ispira la sua azione. Serve a fornire una risposta alla domanda: quale è la finalità prevalente dello stato e di conseguenza che tipo di rapporto esiste tra l’apparato statale e la società?
Forma di governo sono i modi in cui il potere è distribuito tra gli organi principali di uno stato-apparato e l’insieme dei rapporti che intercorrono tra essi. Da la risposta alla domanda: chi governa all’interno dell’apparato statale? Quali sono i rapporti tra i palazzi di potere?
Stato è un ordinamento ai fini generali, cioè che può assumere come proprio qualsiasi fine.
Modelli
Le diverse specie elaborate dalla dottrina costituzionalistica sono degli idealtipi, ossia dei modelli ricavati attraverso la comparazione di più esperienze costituzionali e l’individuazione di alcuni elementi comuni a tali esperienze, ritenuti caratterizzanti delle stesse. Un modello è un concetto riassuntivo di tratti ricorrenti in una pluralità di sistemi costituzionali concreti.
- Stato assoluto
- È la prima forma di stato moderno.
- Nacque in Europa tra il 400 e il 500 e si affermò nei due secoli successivi.
- Esistenza di un apparato autoritario separato e distinto dalla società.
- Affermazione di un potere sovrano attribuito interamente al re o meglio alla corona.
- Il potere giudiziario era esercitato da corti e tribunali formati da giudici nominati dal re.
- La volontà del re era la prima fonte del diritto (ciò che egli voleva aveva efficacia di legge).
- Potere assoluto non incontrava limiti legali.
- Il potere regio era ritenuto di origine divina.
- Stato liberale
- Nasce tra la fine del 700 e la prima metà dell’800 a seguito delle crisi dello stato assoluto che fu dovuta soprattutto a ragioni finanziarie (Francia rivoluzione 1789, Inghilterra fu graduale scontro tra parlamento e re, America conflitto delle 13 colonie e 4 luglio 1776 dichiarazione di indipendenza).
- Caratteri strutturali:
- Base sociale ristretta ad una sola classe.
- Principio di libertà e di autonomia dei privati.
- Principio rappresentativo.
- Stato di diritto.
- Altro fattore che ha portato alla sua affermazione è stato l’avvento di un’economia di mercato (si basa sul libero incontro tra domanda ed offerta di un determinato bene) connessa ad un modo di produzione capitalistico, basato sulla distinzione tra soggetti proprietari dei mezzi di produzione ed i soggetti che vendono ai primi la loro forza lavoro. Queste presupponevano la certezza dei diritti di proprietà dei venditori e dei compratori, la piena libertà contrattuale, l’eguaglianza formale dei contraenti, l’abolizione dei privilegi, dei monopoli pubblici e di tutte le restrizioni alla libertà di circolazione delle merci, la prevedibilità degli effetti giuridici delle azioni.
- Vi sono due tendenze giuridiche tipiche dello stato liberale: le codificazioni costituzionali (creare in un unico documento costituzionale i principi sulla titolarità e sull’esercizio del potere politico) e le codificazioni civili e penali (racchiudere in un codice civile le regole sui rapporti tra privati, in modo che esse formassero un corpo sistematico e coerente di regole dotate dei requisiti di generalità, astrattezza e certezza, codice civile napoleonico 1804).
- Lo stato liberale era caratterizzato dai seguenti tratti essenziali:
- Finalità politico costituzionale garantistica: lo stato è considerato uno strumento per la tutela delle libertà e dei diritti individuali.
- Concezione dello stato minimo: lo stato assumeva solamente le funzioni necessarie all’adempimento della finalità garantistica.
- Principio di libertà individuale: lo stato riconosce e tutela la libertà individuale, la proprietà privata, la libertà contrattuale, libertà di pensiero e di stampa, la libertà religiosa e di domicilio.
- Separazione dei poteri.
- Principio di legalità: la tutela dei diritti è affidata inoltre alla legge e si basa su due premesse:
- La legge abbia caratteri della generalità e dell’astrattezza.
- La legge sia formata dai rappresentanti della Nazione ai cui membri essa si applica, lo stato liberale quindi si basa sul principio rappresentativo.
- Principio rappresentativo: le assemblee legislative rappresentavano l’intera nazione, pertanto i singoli parlamentari dovevano agire liberi dai mandati vincolanti da parte del rispettivo corpo elettorale divieto di mandato imperativo.
- Stato di democrazia pluralista
- Si fonda sul riconoscimento e sulla garanzia della pluralità di gruppi, degli interessi, delle idee, dei valori che possono confrontarsi nella società ed esprimere la loro voce nei parlamenti.
- Tre trasformazioni hanno determinato il modo di essere di esso:
- L’affermazione dei partiti di massa.
- La configurazione degli organi elettivi come luogo di confronto e di scontro.
- Riconoscimento insieme ai diritti di libertà dei diritti sociali.
- Partiti
- Stato liberale: erano ristretti gruppi di persone, legati da grande omogeneità economica e culturale ed agivano soprattutto dentro al parlamento.
- Stato di democrazia pluralista: con l’introduzione del suffragio universale sono nati e si sono affermati i partiti di massa.
- Caratterizzati da una solida struttura organizzativa che ha consentito loro di essere radicati nella società e di diventare strumenti di mobilitazione popolare e di integrazione delle masse nelle istituzioni politiche.
- Essi hanno un apparato organizzativo permanente che opera al di fuori del parlamento e tiene collegati eletti ed elettori.
- Sono formati da persone che professionalmente di dedicano alla politica e traggono i mezzi per la loro esistenza politica dando vita ad una burocrazia di partito.
- Un altro elemento che ha contribuito alla loro affermazione è costituito dalle caratteristiche del conflitto sociale nel 900 i gruppi sociali più deboli, come la classe operaia hanno trovato nell’aggregazione in strutture collettive il modo per tentare di bilanciare con la forza dei numeri, il potere basato sul controllo dei mezzi di produzione. I partiti e i sindacati sono diventanti organizzazioni di lotta per il miglioramento delle condizioni di vita delle classi economicamente più deboli.
- Stato totalitario
- Partito unico.
- Italia stato fascista dal 1922 al 1943 → Concentrava il potere politico in un unico organo che assommava la funzione legislativa, esecutiva (il capo del governo).
- Assumeva l’attributo di totalitarista in quanto si riteneva che la collettività nazionale si integrava in modo totale nello stato, che per tanto poteva occuparsi di tutti gli aspetti della vita sociale ed individuale.
- Esperienza fascista + dottrina di Hitler → Stato nazionalsocialista (Germania 1933-1945)
- L’unico movimento politico ammesso era quello nazionalsocialista.
- Il capo del movimento era al vertice dello stato, del governo e delle forze armate, concentrando in sé il potere costituente, di revisione costituzionale, quello legislativo, esecutivo e giudiziario.
- Stato socialista
- Tra i compiti del potere politico vi era quello di intervenire nella distribuzione dei benefici e dei sacrifici sociali compensando o correggendo gli esiti che sarebbero derivati dal semplice operare dei rapporti economici nel mercato.
- In questo modo lo stato supera l’individualismo liberale e sviluppa forme di solidarietà tra gli individui e tra i diversi gruppi sociali.
Differenze tra gli stati di democrazia pluralista
Una delle più significative differenze dei vari stati di democrazia pluralista è il ruolo e i caratteri dei partiti politici. Ad esempio, in partiti americani si sono trasformati in macchine elettorali al servizio di un candidato, privi di una precisa ideologia e significative differenze programmatiche.
- Un’altra differenza riguarda il grado di condivisione dei valori fondanti questo tipo di stato e quindi, l’omogeneità o l’eterogeneità della cultura politica.
- Una terza differenza riguarda la modalità dell’intervento dello stato nell’economia e nella società.
Lo stato di democrazia pluralista ha subito importanti trasformazioni a partire dagli anni 80 del XX secolo. Questi cambiamenti possono essere riassunti con le espressioni società post-classista, crisi fiscale, globalizzazione, integrazione europea.
Alle sue origini lo stato aveva come base materiale una società divisa in classi sociali ben individuati, e i partiti trasferivano nell’ambito politico questa divisione e ideologia. Ormai, invece è molto difficile individuare una stabile linea di divisione sociale. L’ideologia era molto importante per il partito, che in nome di essa poteva chiedere ai suoi aderenti di rinunciare a qualcosa in vista di un più importante risultato futuro promesso dalla stessa. Quando l’ideologia entra in crisi e i partiti perdono la loro capacità di dare ordini, i singoli gruppi sociali tendono a riversare le domande sui parlamenti, chiedendo provvedimenti favorevoli ai loro interessi, ma poiché quasi sempre una misura legislativa ha un costo, il peso di tali richieste grava sul bilancio dello Stato.
Alla fine del 1970 si parla di crisi fiscale dello stato per indicare la tendenza alla crescita della spesa pubblica per coprire la quale la pressione fiscale ha raggiunto livelli così elevati da determinare la ribellione dei ceti più colpiti.
Globalizzazione comporta la possibilità che i capitali e le organizzazioni di impresa possano spostarsi con estrema facilità da un’area territoriale all’altra.
Da queste situazioni derivano tre conseguenze:
- Lo stato per evitare che capitali e imprese si spostino non può spingere la pressione fiscale oltre certi limiti.
- Lo stato deve cercare di avere una finanza pubblica sana, evitando disavanzi di bilancio eccessivi.
- Le imprese chiedono sempre maggiore flessibilità, che significa minori vincoli legali soprattutto sul terreno della disciplina del rapporto di lavoro e sui costi della protezione sociale dei lavoratori.
Tutte queste spinte hanno una comune origine ossia l’esigenza di non fare dare competitività al sistema economico nazionale, ed hanno un esito comune cioè la riduzione delle risorse impiegate per finanziare lo stato sociale. Il rapporto tra entrate e spese deve essere in pareggio o quanto meno il disavanzo non deve superare una certa percentuale del PIL. Lo stato potrebbe alimentare la spesa per mezzo dei tributi ma così ci sarebbe una fuga di capitali; quindi, è costretto a ridurre la spesa pubblica e quindi a comprimere le prestazioni oggetto dei diritti sociali.
Diritti sociali diritti finanziariamente condizionati → l’esigenza di maggior rigore finanziario conduce alla ricerca di forme di razionalizzazione e riordino dello stato sociale e di nuove modalità di soddisfacimento dei diritti sociali. Stato sociale competitivo.
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