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I test di personalità

Teorie, metodi, strumenti e loro interrelazione

Per test si intende una procedura sistematica attraverso la quale viene presentato ad una persona un insieme di stimoli, domande, problemi, compiti, in grado di esplicitare particolari risposte valutabili e interpretabili quantitativamente sulla base di criteri specifici o di definiti standard prestazionali.

Teoricamente un reattivo mentale lo si può definire un insieme di prove, item, formulate in modo opportuno, selezionate e ordinate in maniera tale da trarre uno o più indici, il più delle volte numerici e tali da permettere una valutazione o misura il più possibile adeguata a una certa dimensione che si intenda indagare o quantificare con quel tipo di strumento.

Ci si imbatte nel termine "test psicologico" a partire dal 1890, quando lo psicologo americano Cattel se ne serve come stimolo per fotografare una situazione standardizzata all'interno della quale si valuta il comportamento del soggetto attraverso quello di altri individui nella stessa situazione. Il fine è quello di esaminare il soggetto sia dal punto di vista quantitativo, sia da quello qualitativo. Gli elementi fondamentali e sufficienti affinché una data prova possa essere considerata un test sono la standardizzazione delle situazioni stimolanti e una serie di prove di numero e di valore tali da permettere una valutazione statisticamente significativa.

Con il termine test di personalità si indicano strumenti di natura differente che si propongono di misurare gli aspetti della personalità dell'uomo distinti dalle sue capacità intellettive, come rapporti interpersonali, la motivazione, gli atteggiamenti, gli interessi eccetera. Essi descrivono dimensioni e quantificano aspetti della personalità di un individuo: si tratta di situazioni standardizzate* in cui il comportamento di una persona viene campionato, osservato, descritto fino a produrre una misura** oggettiva e standardizzata di un campione di comportamento.

* Per situazione standardizzata si intende quella in cui tutto rimane costante tranne il variare delle situazioni individuali.

** Per misura si intende il prodotto dell'applicazione di regole per classificare o assegnare dei numeri a degli oggetti, in modo che il numero rappresenti la quantità degli attributi o il grado in cui una qualità è presente. Vi sono poi due sotto-categorie: per misura oggettiva si intende una misura applicabile; per misura standardizzata si intende un singolo dato empirico ricondotto a un sistema di riferimento più generale.

La possibilità di attuare o rendere possibile la traducibilità numerica e la trattazione matematica dei dati psicologici è per certi aspetti un risultato importante nel cammino verso la conoscenza scientifica della personalità. Tuttavia è necessario tenere presente che non è possibile per tutti i test raggiungere il medesimo grado di elaborazione psicometrica: nei questionari di personalità essa è minore rispetto a quella presente nei test di intelligenza. Per certi aspetti della personalità poi, la valutazione può avvalersi anche meno di una lettura di tipo squisitamente psicometrico: è questo il caso dei test proiettivi.

I test che si occupano di analizzare la personalità si dividono in due categorie:

  • Oggettivi o strutturati, in cui lo stimolo, definito, ammette solo risposte limitate;
  • Proiettivi o non strutturati, in cui lo stimolo è volutamente ambiguo e permette un'ampia gamma di interpretazioni da parte del soggetto.

La differenza tra le tecniche oggettive e quelle proiettive non risiede nello scopo, poiché entrambe si prefiggono la descrizione della personalità dell'uomo e di seguire la traiettoria del suo comportamento, quanto piuttosto nel modo con cui vengono raccolte e valutate le informazioni.

La personalità

Esistono numerose teorie psicologiche di personalità, laddove per personalità si intende l'insieme delle facoltà che permettono di differenziare gli individui, attitudine, doti. Ogni teoria naturalmente definisce e rappresenta in modo differente facoltà, attitudini e doti medesime.

Queste si distinguono in primo luogo rispetto al metodo prescelto per ritagliare, spiegare e comparare comportamenti dati nello stesso individuo o tra diversi individui. La coerenza fra metodo e teoria è quindi fondamentale.

Mentre le procedure psicometriche classificano un soggetto in rapporto a un gruppo di riferimento, i reattivi di tipo proiettivo hanno lo scopo di fornire criteri per la valutazione della personalità in rapporto alla sua struttura e alle sue dinamiche caratteristiche: il loro scopo non è quello di attribuire ad una persona un rango percentuale o una qualsiasi altra misura numerica che presumibilmente la rappresenti, ma piuttosto di capire la persona, di darle la possibilità di esprimersi in un numero e una varietà sufficienti di situazioni controllate.

Per identificare questo tipo di procedimento è possibile prendere in considerazione quelle teorie di personalità che derivano le loro caratteristiche dell'impiego dell'analisi fattoriale piuttosto che dalla ricerca sperimentale o dalla pratica terapeutica. L'analisi fattoriale presuppone il fatto che se variano alcune condizioni sperimentali si modificano alcune variabili, rendendo così esplicita una correlazione significativa tra loro. Esistono infatti variabili specifiche che giustificano il comportamento umano scandito attraverso dimensioni definite da caratteristiche bipolari, ad esempio introversione-estroversione.

La teoria di Eysenck ha cercato di evitare la pluralità indefinita di variabili con un sistema modulato su un numero ristretto di dimensioni fondamentali. L'autore ha definito la personalità come un insieme di caratteristiche dell'individuo abbastanza durevoli, che rendono il comportamento unico e irripetibile. Ne deriva che il sistema classificatorio di questo autore non è per categorie ma per dimensioni, ha cioè il vantaggio di considerare aree o piani specifici di comportamento abbastanza ampi e nello stesso tempo misurabili, quantificabili e trattabili statisticamente. Ciascuna di queste dimensioni può essere specificata in tratti, la cui diversa quantificazione formerà la configurazione della dimensione stessa.

Sia un programma di ricerca sperimentale sia un intervento clinico possono contemplare test psicologici. Ma mentre in un programma di ricerca sperimentale verranno messe in risalto le dimensioni psicometriche di test, per via di intenti conoscitivi da raggiungere principalmente in laboratorio, mentre in un programma clinico si darà maggiore rilievo alle potenzialità valutative e psicodiagnostiche degli strumenti e di altri reattivi, per via di obiettivi o di intervento terapeutico o di cambiamento. Che cosa si va a quantificare?

Le variabili più significative che, si suppone alla luce di una teoria, intervengano nelle patologie per comprendere come le diverse dimensioni si presentano nei vari quadri morbosi a seconda delle caratteristiche della personalità dei soggetti.

Linguaggio

Un linguaggio scientifico non può limitarsi alla sola funzione di asserimento, ma deve trovare degli interlocutori che possano condividere quanto viene affermato. I linguaggi di ogni scienza parlano in modo oggettivo dei fatti e contengono al tempo stesso dei criteri che consentono agli interlocutori di decidere della falsità o della verità delle affermazioni costruite intorno ai fatti stessi. I criteri di verità sono anche criteri di protocollarità: le determinazioni oggettive condivise come avere all'interno di un linguaggio con proprie regole di definizione e di combinazione degli enunciati sono scientifiche poiché ineriscono a un fatto e lo rendono oggetto scientifico condivisibile con altri soggetti. Sono questi criteri operativi che contribuiscono a istituire un piano di intersoggettività.

I questionari di personalità definiscono una conoscenza psicologica oggettiva in quanto formalizzano un insieme di regole e procedure che devono valere per tutti i soggetti che si occupano della personalità come fenomeno quantificabile.

Cosa caratterizza la scelta di uno strumento piuttosto che un altro?

La scelta dello strumento si articolerà rispetto al significato e alle caratteristiche del costrutto che il test misura. Lo psicologo clinico non sceglierà un test solo rispetto alle diagnosi che è in grado di misurare e valutare, ma soprattutto rispetto alla congruenza fra misure, costrutto e caratteristiche della persona a cui si applica il test.

Per esempio una persona con un basso livello di scolarizzazione potrebbe avere delle difficoltà nella comprensione degli item di un questionario di personalità come l’MMPI-2.

In secondo luogo, lo psicologo dovrà essere consapevole della propria teoria sull'oggetto psicologico che si va indagare. Ad esempio tra le scale del MMPI troviamo la "schizofrenia", ma perché vi possa essere una lettura significativa di questo dato da parte dello psicologo clinico questi deve aver verificato, nel corso dello studio dello strumento, che la propria concettualizzazione di schizofrenia sia assimilabile a quella implicata nella nosografia psichiatrica tenuta presente da chi ha costruito il test.

Proprietà e applicabilità di un test in clinica

Nel dizionario di psicologia “il test è un insieme di prove consistenti in uno o più compiti da eseguire o problemi da risolvere proposti o valutabili secondo schemi fissi, prove che permettono una valutazione qualitativa oppure quantitativa". Nello stesso dizionario agli strumenti che utilizzano delle domande formulate per iscritto viene data la definizione di questionario.

In questa definizione vengono inclusi gli elementi che distinguono un test da altre misure di comportamento, in particolare modo dalle tecniche soggettive di valutazione come l'osservazione e il colloquio clinico, nelle quali il controllo dei processi di raccolta delle informazioni è più flessibile e viene fatto maggiore affidamento sul giudizio e sull'interpretazione delle risposte da parte dall'operatore.

Da sottolineare è il fattore per il quale un test, da solo o anche associato ad altri test, non può essere utilizzato quale unico strumento per fare delle previsioni o prendere decisioni riguardanti una determinata persona.

Molteplici sono le fasi inerenti un test:

  • Costruzione: la costruzione di un test implica la selezione di una serie di item o di procedure che si presuppone permettano di indagare ciò che si intende valutare con il test. Esistono diverse modalità per la selezione degli item. Le principali sono: strategia razionale, approccio teorico, metodo basato sul criterio o sul confronto tra gruppi, metodo dell'analisi fattoriale.
  • Qualità psicometriche: ovvero le procedure inerenti alla valutazione dell'attendibilità, validità, standardizzazione che vengono riportate nei manuali che accompagnano ogni test.
  • La scelta di un test: il momento della scelta del test da usare in ambito clinico rappresenta un momento fondamentale dell'attività clinica nei suoi diversi ambiti. Per effettuare una tale operazione occorre prendere in considerazione sia le proprietà del test ma anche le caratteristiche del contesto in cui viene utilizzato.
  • La somministrazione del test: necessita di mantenere una costanza delle condizioni per tutti i soggetti che vengono sottoposti alla prova. La costanza riguarda i tempi e i luoghi di somministrazione, ma anche le modalità di presentazione. Alcuni test possono essere somministrati collettivamente, altri individualmente, altri ancora sono disponibili per la somministrazione tramite PC.
  • I risultati: ovvero la conversione dei dati raccolti in valori dai quali si possono trarre delle inferenze.
  • Le scale di controllo: un elemento importante ai fini di una corretta interpretazione dei risultati di un test riguarda la possibilità di distorsione delle risposte che può essere fatta dal soggetto per motivi diversi ma che ha un'influenza significativa sui risultati ottenuti.

La valutazione in clinica

Uno dei campi di maggiore applicazione dei test è l'ambito clinico. La psicologia clinica si avvale di diversi strumenti per raccogliere le informazioni necessarie alla classificazione, alla diagnosi, alla programmazione di un intervento e alla valutazione del risultato. Occupandosi della valutazione cognitiva, affettiva, di personalità, comportamentale, neuropsicologica, dell'individuo, la psicologia clinica rappresenta un vasto campo di applicazione dei test.

Uno dei punti più delicati in questo ambito riguarda la procedura di raccolta delle informazioni e della loro catalogazione secondo criteri che fanno riferimento alle diverse teorie psicologiche.

Durante il processo di valutazione del comportamento considerevole importanza assume l'interferenza di variabili inerenti non solo al soggetto da valutare, ma anche a colui che valuta. Quest'ultimo introduce infatti una molteplicità di elementi soggettivi, sia nella raccolta che nell'elaborazione delle informazioni ricevute, che influenzano in modo notevole l'esito della valutazione, poiché inducono delle distorsioni. Tra queste variabili intervenienti possono essere citate:

  • Le condizioni soggettive temporali;
  • Le esperienze formative;
  • L’addestramento;
  • Le condizioni obiettive, di contesto, in cui due soggetti si incontrano.

Queste problematiche hanno condotto allo sviluppo di una branca specifica denominata psicometria che si occupa delle tecniche di costruzione, validazione e uso dei test psicologici, sostenuta in questo dall'applicazione della statistica alla psicologia. Il compito principale della valutazione psicometrica è quello di standardizzare, cioè uniformare le procedure di acquisizione delle informazioni e di quantificare le risposte al fine di poter effettuare dei confronti tra soggetti oppure gruppi o di effettuare delle interferenze riguardo agli individui.

La costruzione di un test: scopo e contenuto

Uno dei primi metodi impiegati storicamente nella costruzione di test è quello che ha utilizzato la strategia logico razionale, che consisteva nell'assegnazione degli item alle diverse scale in base a una scelta razionale inerente all'attinenza dell'item all'aspetto misurato. Tale metodo non viene più utilizzato nella costruzione dei test in quanto determinava notevoli possibilità di distorsione della risposta.

Un secondo metodo usato è quello teorico, che utilizza per la scelta degli item una teoria di riferimento. Nonostante i tentativi di migliorare la capacità valutativa di questi strumenti costruiti con tale modalità, permangono le difficoltà inerenti alla loro attendibilità e validità.

Una terza modalità è quella cosiddetta "metodo basato sui criteri" o "sulla discriminazione dei gruppi", che prevede una procedura molto più rigorosa nella selezione degli item e nella costruzione delle scale di riferimento del test. Il concetto di base è la capacità degli item di discriminare tra categorie o gruppi diversi di soggetti, la necessità cioè di selezionare degli item ai quali diverse categorie o popolazioni di soggetti rispondono in modo diverso. Le domande, item, vengono formulate o attinte da una banca dati in base alla conoscenza che si ha su quella determinata sintomatologia. Viene stilata una serie specifica di sintomi, idee, comportamenti riferiti a tale criterio insieme a un'altra serie di item che sono incompatibili con il criterio stesso. Poi con una serie ordinata di procedure di tipo statistico, si ottengono la validazione e la standardizzazione dei risultati ottenuti e del test. La linea guida degli item da includere nel questionario riguarda la capacità dell'item di discriminare il gruppo criterio da un gruppo di controllo. Il MMPI e il MMPI-2 rappresenta un tipico test costruito con questa modalità.

Nel caso dell'MMPI e MMPI-2, gli item sono stati selezionati o attinti da cartelle psichiatriche di singoli pazienti, da manuali di psichiatria, di medicina, di neurologia e da altre scale precedentemente pubblicate. Il gruppo originario di item selezionati è stato somministrato a un gruppo di controllo selezionato nella popolazione generale e a diversi gruppi di pazienti psichiatrici ricoverati. Ogni gruppo di pazienti rappresentava il gruppo criterio per una determinata diagnosi. Questi gruppi criterio sono stati utilizzati per determinare gli item che discriminano tra il gruppo di controllo, normale, e il gruppo criterio, pazienti. Alla fine solo gli item che discriminavano tra questi gruppi sono stati inclusi nel questionario. Questo tipo di costruzione fa riferimento alla nosologia psichiatrica kraepeliana e questo ci induce ad anticipare in questa sede che l'uso di tale test a livello clinico non può prescindere dal riferimento al costrutto sul quale è basato il questionario. La selezione degli item pone l'attenzione sulla possibilità che la somministrazione del test a una popolazione diversa determini una nuova distribuzione degli item sulla scala.

Un altro gruppo di test simili a quelli costruiti con il metodo del criterio sono quelli che adottano una teoria della personalità alla quale fanno riferimento. Test costruiti con questa modalità vengono impiegati nell'ambito della selezione. Alcuni test di intelligenza e di personalità sono nati in concomitanza di episodi bellici durante i quali era necessario operare una selezione su un elevato numero di soggetti.

Numerosi in ambito clinico sono i test e i questionari sviluppati con questi metodi, qua

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pelatino99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diagnosi e valutazione degli interventi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di L'Aquila o del prof Mazza Monica.
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