Concetti Chiave
- Nel 1861, il diritto di voto era limitato a soli il 2% della popolazione, principalmente aristocratici e borghesi, creando una forte disuguaglianza politica.
- La questione romana e il potere temporale del papa furono al centro di conflitti politici, con la Destra che cercava soluzioni tramite la Legge delle guarentigie, rifiutata dalla Chiesa.
- La questione meridionale evidenziava la povertà e l'arretratezza dell'Italia meridionale, portando alla necessità di riforme politiche e all'emergere della sinistra al governo.
- Depretis implementò riforme significative, aumentando il diritto di voto fino all'8% e introducendo l'istruzione primaria obbligatoria per combattere l'analfabetismo.
- Crispi, dopo Depretis, cercò di modernizzare lo stato e mantenere alleanze strategiche, ma affrontò conflitti esteri e repressioni interne, segnando la fine della sua carriera.
Il diritto di voto limitato?
Dopo la proclamazione del regno d’Italia nel 1861,aveva il diritto di votare solo il 2 % della popolazione.
Solo chi possedeva un certo livello di ricchezza poteva votare, ciò favorì il fatto che gli eletti appartenessero quasi tutti all’aristocrazia e alla ricca borghesia.
Problemi nazionali e questione romana
Ci fu una frattura fra una maggioranza di Destra e una minoranza di sinistra. Inoltre c’erano delle importanti questioni da affrontare:
- La difesa dei confini nazionali
- Il completamento dell’unità nazionale con Venezia e Roma.
- La creazione di infrastrutture di base
Un problema fu la questione romana: infatti quando fu presa Roma nel 1870 finì il potere temporale del papa e iniziò un nuovo scontro.
La Destra voleva risolvere il problema con la Legge delle guarentigie (garanzie) con cui si riconoscevano i diritti del pontefice e della chiesa.
Gli ecclesiastici la rifiutarono e spinsero i cattolici verso l’astensione dalla vita pubblica.
Il non expedit, cioè non conviene, vietò ai cattolici di partecipare con il voto alle elezioni politiche.
La questione meridionale e il trasformismo
Un secondo problema era quello della questione meridionale.
Infatti l’Italia meridionale era ancora in uno stato di arretratezza e caratterizzata da povertà sociale e criminalità.
Con la rivoluzione parlamentare finì l’esperienza della destra storica.
Si sentiva il bisogno di riforme in campo politico, dunque giunse al potere la sinistra. Depretis era favorevole ad una larga apertura delle istituzioni in senso democratico e progressista.
Nel 1882 grazie alla riforma si passa dal 2-8 % della popolazione che aveva diritto al voto.
Inoltre egli invitò l’opposizione ad associarsi alla maggioranza, perché temeva che insieme all’aumento degli elettori aumentasse il consenso alla forza politiche più radicali.
Questo fu l’inizio del trasformismo, sistema fondato sul compromesso ,che allontanava la forze estremiste per farle convergere con quelle moderate.
Riforme di Depretis
L’economia conosce uno sviluppo industriale.
L’Italia era ancora una società rurale e agricola: Depretis privilegiò i beni nazionali penalizzando le merci che provenivano dall’estero.
Si tratta di una politica basata sul protezionismo.
Fu abolita la tassa sul macinato, fu fatta la riforma del sistema fiscale.
Con la legge di Coppino fu introdotta l’istruzione primaria obbligatoria e gratuita dai 6-9 anni, per ridurre al massimo l’analfabetismo.
Crispi e la politica estera
Dopo Depretis il presidente del consiglio divenne Francesco Crispi, che proveniva dalla militanza repubblicana e garibaldina.
Era un esponente della sinistra parlamentare.
Ammirava la Germania bismarckiana infatti da essa cercò di trarne ispirazione per ammodernare lo stato.
Era favorevole al suffragio elettorale ma comunque criticò le pratiche trasformistiche.
Aveva il consenso parlamentare e si impegnò nella modernizzazione delle istituzioni, nella separazione tra chiesa e stato.
Si verificò un emigrazione e numerose proteste violente.
Nel 1882 fu eletto il primo deputato socialista Andrea Costa.
Dieci anni dopo il socialista Filippo Turati fondò a Genova il Partito dei lavoratori italiani. Il partito socialista si ispirava alla dottrina marxista e godeva di larga popolarità anche nelle campagne.
Anche la chiesa voleva esprimere la propria dottrina sociale, attraverso la Rerum novarum.
La prima rivolta sociale nasca con i fasci siciliano ,ma essa fu repressa da Crispi che sciolse i Fasci e dichiarò fuori legge il partito socialista.
L’Italia del punto di vista politico era alleata con la Francia.
La Destra seguì questa linea mentre la Sinistra storica era ostile alla Francia ma non alla Germania di Bismarck. Con essa e con l’impero austroungarico strinse la triplice alleanza nel 1882.
Il governo italiano inizia a pensare di espandersi verso il Mar Rosso. Così un esercito italiano occupò il porto di Massaua ma fu sconfitto a Dogali. Allora l’Italia firmò il trattato di Uccialli senza costituire un protettorato ma la colonia di Eritrea. L’’imperatore Menelik denunciò il trattato dichiarò guerre alle truppe italiane che ancora una volta furono sconfitte ad Adua. Così terminò la carriera di Crispi.
Domande da interrogazione
- Qual era la percentuale della popolazione italiana che aveva diritto di voto nel 1861?
- Quali erano le principali questioni nazionali da affrontare dopo l'unità d'Italia?
- Che cosa rappresenta il "trasformismo" nella politica italiana del periodo?
- Quali riforme significative furono introdotte da Depretis?
- Quali eventi segnarono la politica estera italiana sotto Crispi?
Solo il 2% della popolazione italiana aveva diritto di voto, limitato a coloro che possedevano un certo livello di ricchezza, favorendo così l'aristocrazia e la borghesia.
Le questioni principali includevano la difesa dei confini nazionali, il completamento dell'unità nazionale con Venezia e Roma, e la creazione di infrastrutture di base.
Il trasformismo è un sistema politico fondato sul compromesso, che mirava a unire forze moderate e allontanare quelle estremiste, iniziato con l'arrivo al potere della sinistra e le riforme di Depretis.
Depretis introdusse riforme come l'abolizione della tassa sul macinato, la riforma del sistema fiscale e l'istruzione primaria obbligatoria e gratuita per ridurre l'analfabetismo.
Crispi cercò di modernizzare lo stato ispirandosi alla Germania, ma affrontò anche sfide come l'emigrazione, le proteste sociali e le sconfitte militari in Eritrea, culminando nella fine della sua carriera.