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Concetti Chiave

  • La destra italiana affronta gravi problemi di bilancio post-unificazione, con il governo di Giovanni Lanza che cerca di risolverli attraverso riforme economiche.
  • Il ministro delle finanze Sella introduce nuove imposte e riduce finanziamenti statali per affrontare il deficit, mirando a rendere l'Italia un’esportatrice di beni agricolo-industriali.
  • La crisi della destra è accentuata dall'impopolarità e dalla divisione interna tra gruppi piemontesi e toscani, mentre l'opposizione guidata da Depretis propone un programma di riforme radicali.
  • Nel 1876, Depretis ottiene ampio consenso elettorale e cambia la classe politica, puntando su un'economia imprenditoriale e su nuovi posti di lavoro al sud.
  • La successiva alleanza tra Depretis e Minghetti per creare maggioranze di centro suscita critiche e viene vista come un tradimento dell'identità politica italiana.

Problemi di bilancio post-unificazione

In seguito all’unificazione, la destra deve affrontare problemi di bilancio.

Nel 1869 sale al governo Giovanni Lanza.

Riforme economiche di Sella

Per far fronte al deficit economico, il ministro delle finanze Sella introduce:

1) L’imposta sul grano;

2) L’imposta sugli immobili (che è un’imposta indiretta, cioè non proporzionale al reddito);

3) Riduce i finanziamenti statali.

Secondo il disegno del nuovo governo l’Italia tutta dovrebbe inserirsi nel panorama economico europeo come esportatrice di beni agricolo-industriali, come del resto già avveniva per il nord.

Tuttavia la situazione economica attuale non è delle migliori, e i settori più colpiti sono:

1) il settore bancario;

2) i commercianti;

3) la borghesia (per la maggior parte esclusa dalla politica e senza più sovvenzioni).

Crisi della destra e opposizione

Nel 1875 il governo Minghetti annuncia il pareggio del bilancio statale.

Tuttavia la destra entra presto in crisi, a causa dell’impopolarità che la caratterizza ormai da tempo. Oltretutto non può neanche dirsi compatta: al suo interno sono infatti presenti due gruppi:

1) La Permanente (piemontese);

2) Il gruppo toscano.

Programma di riforme di Depretis

Il leader dell’opposizione, Agostino Depretis, reclama il comando, e presenta un programma di riforme a Stradella.

Esse prevedono:

1) Allargamento del suffragio;

2) Alleggerimenti delle tasse e annullamento dei dazi doganali;

3) Una riforma amministrativa;

4) Maggior potere agli enti;

5) Una economia liberale;

6) Difesa dello stato laico (punto che fa dunque parte di un’ottica anti-clericale);

7) Istruzione pubblica.

La sinistra può contare su molti appoggi all’interno del paese. Lo stesso sud, diffidente ad un governo piemontese –quale era quello della destra-, appoggia la sinistra di Depretis.

Ascesa della sinistra e alleanze

Nel 1876, alle elezioni, la sinistra ottiene un sacco di voti, e Depretis sale al potere. Fino alla sua morte, egli sarà leader incontrastato.

Cambia dunque la classe politica, che sebbene abbia la stessa estrazione sociale della destra, differisce da questa negli interessi e negli obiettivi da perseguire, privilegiando una realtà imprenditoriale piuttosto che fondiaria.

Si parla dunque di una rivoluzione parlamentare, anche se non radicale, giacchè la sinistra non ha atteggiamenti rivoluzionari.

La destra era composta principalmente da cittadini del nord che volevano uno stato accentrato, mentre la sinistra si impegna subito a creare nuovi posti di lavoro al sud.

Per far cessare le ostilità con la destra, nel 1882 Depretis stringe un’alleanza con Minghetti. Il suo scopo è quello di creare maggioranze di centro attraverso un accordo con gli esponenti moderati della destra e della sinistra.

Viene dunque meno il programma di Stradella.

L’accordo di Depretis con Minghetti viene visto da molti come un tradimento dell’identità politica italiana, e genererà perciò non pochi scontenti.

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Domande da interrogazione

  1. Quali misure economiche furono introdotte da Sella per affrontare il deficit post-unificazione?
  2. Sella introdusse l'imposta sul grano, l'imposta sugli immobili e ridusse i finanziamenti statali per far fronte al deficit economico (testo).

  3. Quali settori furono maggiormente colpiti dalla crisi economica dopo l'unificazione?
  4. I settori più colpiti furono il settore bancario, i commercianti e la borghesia, che si trovava esclusa dalla politica e senza sovvenzioni (testo).

  5. Quali riforme propose Agostino Depretis per migliorare la situazione politica ed economica?
  6. Depretis propose l'allargamento del suffragio, alleggerimenti fiscali, una riforma amministrativa, maggior potere agli enti, un'economia liberale, la difesa dello stato laico e l'istruzione pubblica (testo).

  7. Come cambiò la classe politica con l'ascesa della sinistra nel 1876?
  8. Con l'ascesa della sinistra, la classe politica cambiò, pur mantenendo la stessa estrazione sociale della destra, ma differendo negli interessi e negli obiettivi, privilegiando una realtà imprenditoriale piuttosto che fondiaria (testo).

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