Concetti Chiave
- La decolonizzazione, avvenuta tra il 1945 e il 1965, segnò l'indipendenza della maggior parte delle colonie europee, influenzata dal cambiamento della situazione politica internazionale post Seconda guerra mondiale.
- La Guerra fredda vide gli Stati Uniti sostenere regimi coloniali temendo l'influenza sovietica, mentre l'URSS appoggiava i movimenti di indipendenza per espandere la propria area di influenza.
- I movimenti nazionalisti emersero nella prima metà del Novecento, giocando un ruolo fondamentale nella lotta per l'indipendenza delle colonie.
- Le potenze coloniali europee, come Gran Bretagna e Francia, inizialmente si opposero alla decolonizzazione, ma il diritto all'autodeterminazione dei popoli rese inevitabile il processo.
- La decolonizzazione avvenne con modalità variabili: fu pacifica in molte colonie britanniche, mentre nelle colonie francesi si verificarono conflitti significativi.
Qual è il contesto storico della decolonizzazione?
Dal 1945, nel giro di circa vent'anni la maggior parte delle colonie degli Stati europei ottennero l'indipendenza. Questo processo è passato alla storia col nome di Decolonizzazione. La decolonizzazione fu, innanzi tutto, il prodotto della mutata situazione politica internazionale creatasi dopo la fine della Seconda guerra mondiale, che vedeva l'indebolimento dei paesi coloniali europei e l'affermazione di due nuove superpotenze: gli Stati Uniti e l'Urss.
Le superpotenze e la guerra fredda
La ''Guerra fredda'' portò gli Stati Uniti a sostenere regimi coloniali, nel timore che dei governi indipendenti potessero diventare alleati dell'Unione Sovietica. Mentre l'Urss diede il proprio appoggio ai movimenti d'indipendenza nazionale, sosteneva soprattutto le colonie di orientamento comunista, con l'obiettivo di far salire al potere, nei paesi di nuova indipendenza, governi comunisti, che le avrebbero permesso di allargare la propria area di influenza.
Il ruolo dei movimenti nazionalisti
La decolonizzazione fu il risultato della lotta dei movimenti nazionalisti, che nacquero in tutti i paesi coloniali nel corso della prima metà del novecento.
La politica delle potenze coloniali
La decolonizzazione si svolse in tempi piuttosto brevi, soprattutto se si tiene conto che le principali potenze coloniali europee non erano disposte ad abbandonare le proprie colonie. Gran Bretagna e Francia ritenevano di poter mantenere i propri domini d'oltremare. Questa politica era però in contraddizione con il diritto dell'autodeterminazione dei popoli. La decolonizzazione fu in alcuni casi pacifica, soprattutto nelle colonie britanniche, molte delle quali entrarono a far parte del Commonwealth(istituzione che riunisce le ex colonie della Gran Bretagna e che si propone di sviluppare la collaborazione economica e politica tra i paesi membri.); in altri casi fu accompagnata da aspri conflitti, in particolare nelle colonie francesi.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali cause della decolonizzazione dopo la Seconda guerra mondiale?
- In che modo la Guerra fredda influenzò i processi di decolonizzazione?
- Qual è stata la reazione delle potenze coloniali alla decolonizzazione?
La decolonizzazione fu principalmente il risultato del mutato contesto politico internazionale post-1945, caratterizzato dall'indebolimento delle potenze coloniali europee e dall'emergere di Stati Uniti e Urss come superpotenze, con interessi opposti nei confronti dei movimenti di indipendenza.
Durante la Guerra fredda, gli Stati Uniti sostennero regimi coloniali per timore di perdere alleati a favore dell'Urss, che invece appoggiava i movimenti d'indipendenza, cercando di instaurare governi comunisti nei nuovi stati indipendenti per espandere la propria influenza.
Le potenze coloniali, come Gran Bretagna e Francia, inizialmente cercarono di mantenere il controllo sulle proprie colonie, ma si trovarono in conflitto con il diritto all'autodeterminazione dei popoli; la decolonizzazione avvenne quindi in modi diversi, da processi pacifici a conflitti violenti.