Concetti Chiave
- D'Annunzio, nato a Pescara nel 1863, si distingue fin da giovane per il suo talento poetico, pubblicando opere come “primo vere” e “canto novo”.
- La sua carriera letteraria include romanzi celebri come “Il piacere” e “L'innocente”, che esplorano il tema dell'estetismo e della nobiltà decadente.
- Negli anni della sua vita sregolata, D'Annunzio si dedica alla politica ma abbandona il Parlamento nel 1900, ritirandosi poi in una villa sul lago di Garda.
- Durante la prima guerra mondiale, si arruola come volontario e scrive articoli a sostegno dell'interventismo, oltre a opere poetiche e letterarie significative.
- La raccolta di poesie “Alcyone” esprime il panismo, un concetto che celebra l'unione tra l'essere umano e la natura, evidenziando la musicalità e la ricerca lessicale del poeta.
redir: https://www.skuola.net/appunti-italiano/gabriele-dannunzio/gabriele-d-annunzio-vita.html
Vita e opere
Nasce a Pescara nel 1863, da una famiglia benestante che gli permette di frequentare i collegi più esclusivi. D’Annunzio rivela il suo genio poetico fin da giovane: nel 1879 pubblica “primo vere”, e nel 1882 “canto novo”; due raccolte di poesie basate sul modello di Carducci. Va a Roma per frequentare l'università, ma non la segue molto frequentemente, preferisce infatti collaborare con giornali e riviste; ricordiamo il lavoro con “cronaca bizantina”, una rivista letteraria di stampo
decadente, e l’esperienza sia come giornalista che come critico mondano. Negli anni successivi pubblica una vasta serie di romanzi, tra i quali “il piacere” edito nel 1889, il cui protagonista è Andrea Sperelli, un nobile esteta, che segue un modello di vita simile a quello di Dorian Grey, e nutrendo forte disprezzo nei confronti della massa ha la consapevolezza di vivere al di sopra di essa; “L'innocente” del 1892, tratta sempre il tema dell’eroe esteta e della nobiltà (ricordiamo però che questi personaggi, nella loro ricerca di una vita esteta ideale, verranno sempre sconfitti); e “Le vergini delle rocce” pubblicato nel 1895, in cui D'Annunzio afferma il suo modello di superuomo,
creato rielaborando le idee Nietzche da cui, secondo molti critici, il poeta ha preso solo la parte più superficiale. A causa della sua vita mondana e sregolata, che lo costringerà a spese troppo esose, sarà costretto a scappare da Roma, inseguito dei creditori. Si stabilisce prima a Napoli, poi a Firenze dove acquista la villa la de “la Capponcina”. In questo periodo si sposa, ma tradirà molto spesso la moglie. Attirato più dalla fama che da vero interesse; nel 1897 entra in politica diventando deputato
dei socialisti; nonostante questo non si interessa minimamente dell'incarico e farà molte azioni vistose, che culmineranno con un clamoroso abbandono del Parlamento nel 1900, durante il quale manda tutti platealmente “a fare in culo”, terminando di fatto la sua carriera politica. Nella fase fiorentina inizia una relazione con Eleonora Duse, la più grande attrice italiana di quegli anni, con la quale stringe anche un sodalizio letterario, iniziando a comporre tragedie: ricordiamo “La città
morta” del 1900; “Francesca da Rimini” del 1901 e “la famiglia di Iorio” del 1904 che gli daranno un successo grandissimo. Nel 1902 pubblica la raccolta di novelle “novelle della Pescara”, anche se apparentemente quest’opera può sembrare ricalcare lo stile di Verga, in realtà c'è un abisso tra i due: Verga infatti è verista, tratta delle persone vinte nel loro tentativo di migliorarsi e descrive freddamente la situazione di disagio della seconda metà dell’ottocento. D'Annunzio, invece, anche se parla delle vicende di un gruppo di pastori abruzzesi, in realtà, li esalta come popolo ideale, non
corrotto ed eroico. Nel 1904 rompe la relazione con Eleonora, smettendo così di comporre tragedie.
D’Annunzio vive a una vita sempre più sregolata e burrascosa, tanto che nel 1910 è di nuovo costretto a scappare a causa dei debiti e dovrà rifugiarsi in Francia per un certo periodo. In questi anni compone la raccolta di poesie “Le laudi”. Alla vigilia della prima guerra mondiale scrive molti articoli sul Corriere della Sera dove dichiara la sua netta posizione a favore degli interventisti. Nel 1915 si arruola come volontario nell’aviazione italiana e sarà artefice di molte azioni vistose; tra cui la più importante fu il volo su Vienna. Durante la guerra ha un incidente, in cui perderà la vista da
un occhio; nel periodo di riabilitazione è costretto a stare al buio e in questo tempo scrive un’opera intitolata “notturno”, in cui fa una grande ricerca introspettiva. Nel 1820, con un gruppo di volontari decide di partire per liberare la città di Fiume, riuscirà nell’impresa, ma, l’anno successivo il governo italiano lo costringe ad abbandonare la città. In questi anni sale al potere Benito Mussolini; i due, nonostante abbiano idee politiche abbastanza simili, sono molto diffidenti l’uno nei confronti dell’altro. Per questa ragione D'Annunzio sceglie di non diventare poeta del regime; e si ritira a vita privata nel “Vittoriale”,una villa sul lago di Garda fatta costruire come una sorta di monumento autocelebrativo. In questo periodo scrive un elogio alla campagna d'Etiopia e una satira contro Hitler. Forse a causa della droga, un giorno cade dalla finestra della sua casa; l'incidente gli procurerà vari problemi fisici e una serie di dolori grandissimi a causa dei quali si isolerà sempre più dal resto del mondo e, nonostante un grandissimo seguito di fan, muore nel 1938
completamente solo.
Inquadramento storico
D’Annunzio è uno dei più significativi poeti italiani del novecento, a lui va il merito di aver importato in Italia una ventata di rinnovamento, proponendo un nuovo tipo poeta, che impersona l’eroe decadente esteta da lui stesso narrato. Durante la sua vita si è cimentato in tutti i generi letterari; i critici pensano che questo possa essere avvenuto per due ragioni: o perché non è riuscito a trovare la sua strada a causa di una personalità irrequieta, o perché, soffrendo di delirio di onnipotenza, credeva di essere capace di fare qualunque cosa. Questo poeta è vissuto in un momento storico molto intricato: la prima guerra mondiale aveva causato il rafforzamento dell'industria, soprattutto nel Nord Italia, portando alla nascita di problemi sociali, legati sia la classe operaia, sia a quella borghese. La borghesia, infatti, cercava di restare in una posizione di mediocrità, per ottenere un periodo di stasi in cui poter risolvere i propri problemi. Per questo motivo molti borghesi avevano aderito pieni di speranza al positivismo. D'Annunzio troverà proprio tra queste persone il massimo consenso. Lo sviluppo della tipografia, aveva poi reso molto diffusi sia i giornali di gossip, sia i libri basso prezzo. Grazie a questi D'Annunzio diventa strafamoso, sia
per la sua vita privata, che sia per le sue opere. I borghesi vedono in lui l'incarnazione dei personaggi narrati nei suoi libri. D'Annunzio, nonostante si definisse sprezzante della massa e “scrittore per pochi e per scelti”, curava molto la sua immagine pubblica, scegliendo lui stesso le immagini e le copertine dei giornali, e facendo gesta molto eclatanti, capaci di attrarre l’attenzione di tutto il paese. Per questi motivi la critica lo definirà un “aristocratico di massa”. A noi resta la biografia di un personaggio molto contraddittorio, capace di definirsi superiore al resto del popolo, ma, nel contempo, di celebrare con una poesia la festa del primo maggio (festa dei lavoratori).
Le poesie, Alcyone
Questa raccolta di poesie fu scritta a seguito di un'estate passata dal poeta in Toscana. In essa troviamo la presenza di molti elementi, quali la natura, l'estate, il simbolismo, forti riferimenti alla mitologia classica, e la presenza dei sensi. D'Annunzio, infatti, porrà una fortissima ricerca lessicale al centro delle sue opere, e sarà capace di dare grandissima musicalità ai versi. In queste poesie D'Annunzio sviluppa il concetto di panismo: una sorta di religione, che sostiene che qualunque
essere vivente appartenga alla natura, e possa trasformarsi in un suo elemento e, attraverso la metamorfosi, diventare tutt'uno con essa. In questa visione la natura va intesa come una forza vitale, come un organismo vivente, principio e base di tutta la vita. La parola panismo deriva dal dio greco Pan, la divinità della natura.
Domande da interrogazione
- Quali sono le prime opere pubblicate da Gabriele D'Annunzio?
- Come si caratterizza il protagonista di "Il piacere"?
- Qual è il significato del panismo nelle opere di D'Annunzio?
- Qual è il rapporto di D'Annunzio con la politica?
- Come si conclude la vita di Gabriele D'Annunzio?
D'Annunzio pubblica le sue prime opere poetiche, "primo vere" nel 1879 e "canto novo" nel 1882, ispirate al modello di Carducci.
Il protagonista, Andrea Sperelli, è un nobile esteta che vive al di sopra della massa e disprezza il mondo che lo circonda, simile al personaggio di Dorian Gray.
Il panismo, presente nelle sue poesie, è una visione che considera la natura come una forza vitale e un organismo vivente, in cui ogni essere vivente può trasformarsi e unirsi a essa.
D'Annunzio entra in politica nel 1897 come deputato socialista, ma si disinteressa dell'incarico e abbandona il Parlamento nel 1900 in modo plateale.
D'Annunzio vive una vita sregolata e, dopo un incidente che gli causa problemi fisici, si isola sempre di più, morendo nel 1938 completamente solo.