Questione d’Oriente: Questione d’oriente
La questione d’Oriente è l’insieme delle problematiche legate alle ambizioni delle potenze sul Mediterraneo e nelle zone dell’Europa dell’est.
- La Russia voleva proteggere cioè i Balcani, la Romania e la Slovenia, usando come pretesto la religione. Inoltre, voleva ottenere il controllo sugli stretti per ottenere l’accesso al Mar Mediterraneo.
- La Gran Bretagna voleva assicurarsi la via delle Indie e impedire ai Russi di arrivare al Mediterraneo. Volevano mantenere l’Impero Ottomano integro e chiudere gli stretti.
- La Francia era a sua volta interessata al Mediterraneo, voleva proteggere i cattolici all’interno dell’Impero Ottomano, in particolar modo in Libano.
- L’Austria non era una grande potenza navale, ma era particolarmente interessata alla zona balcanica ed era ostile alla Russia. Questa antipatia fu ignorata in quanto la Russia si alleò con l’Austria per fermare le insurrezioni Ungheresi, anche nel momento in cui la Russia occupò la Moldavia e la Valacchia. L’Austria vuole però assicurarsi che la Russia non entri in Macedonia, sede del grande porto di Salonicco.
Nel 1841 venne firmata una Convenzione che soddisfava pienamente gli Inglesi, chiudendo gli stretti a tutte le flotte di guerra, garantendo una temporanea integrità all’Impero Ottomano. Lo Zar decise di accettare richiedendo però la protezione per i cristiani nell’Impero, cosa che non avvenne.
Inoltre, nei luoghi santi delle religioni cattolica e ortodossa venivano disputate da anni le chiavi dei santuari. In seguito ad alcune trattative sulle stesse, lo Zar inviò numerose truppe a Costantinopoli, con il pretesto di cercare di regolare la questione dei luoghi santi. Ovviamente il vero scopo era di avere il controllo sugli ortodossi dell’Impero Ottomano, estendendo la propria influenza su tutta la zona balcanica.
Il conflitto tra Russia e Impero Ottomano divenne così di carattere Europeo, poiché anche Francia e Gran Bretagna erano interessate alle zone occupate dallo Zar. Queste due potenze intervennero immediatamente, facendo sentire il Sultano Ottomano al sicuro e causando il rifiuto della proposta dello Zar.
Questo ordinò la ritirata di Costantinopoli in favore dei principati Rumeni. Poco tempo dopo, l’Impero dichiarò guerra alla Russia.
Per non minare l’equilibrio europeo, Francia e Gran Bretagna difesero Costantinopoli e firmarono un trattato di alleanza con l’Impero.
La Russia venne invitata a liberare i principati rumeni, ma non rispondendo risposta, anche Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Russia.
Guerra di Crimea
Lo scopo della guerra appena iniziata (guerra di Crimea) era quella di eliminare la flotta russa dai territori del Mar Nero, che l’avrebbero portata ad un’espansione tattica verso il mar Nero.
La situazione si mostrò favorevole a Cavour e al Piemonte, che approfittò dell’assenza dell’Austria nel conflitto per schierarsi con le due potenze Francia e Gran Bretagna. Nonostante gli interessi territoriali nulli, una gran quantità di uomini fu inviata a combattere per ragioni diplomatiche, raggiungere un’alleanza contro l’Austria e per portarsi al centro delle attenzioni internazionali con il problema dell’unificazione.
Congresso di Parigi
Alla fine della guerra venne convocato il Congresso di Parigi. Qui venne deliberato che:
- Il Mar Nero era territorio neutrale, e che la Russia non poteva possedere che delle piccole costruzioni costiere.
- L’Impero Ottomano riceveva la garanzia di non essere invaso e smembrato, dando in cambio l’uguaglianza tra le religioni nei suoi territori.
- La Moldavia e la Valacchia vengono dichiarate autonome.
- Parte del Danubio veniva dichiarato territorio neutrale.
- Cavour, in rappresentanza del Piemonte, si assicurò un’alleanza con Napoleone III contro l’Austria.
A Plombières venne stipulato un accordo segreto tra Napoleone III e Cavour, gettando le basi per la seconda guerra di indipendenza. Questi dicevano che:
- In caso di guerra tra Regno di Sardegna e l’Imperatore d’Austria, in seguito ad un attacco violento dell’Austria, la Francia si impegnava ad intervenire militarmente.
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