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Architettura tardo antica, paleocristiana, bizantina e carolingia

  • Architettura tardo antica 180 d.C., con Commodo imperatore, al 476, caduta di Romolo Augusto.
  • Architettura paleocristiana IV secolo – 601, morte di Carlo Magno.
  • Architettura bizantina (330, fondazione di Costantinopoli, o 395, morte di Teodosio I, o ancora 476, come sopra, morte di Romolo Augusto – 1453, caduta di Costantinopoli da parte dei Turchi).

Architettura tardoantica

Architettura paleocristiana (metà del II secolo – fino al VI sec.).

Per architettura tardo antica si intende tutto il periodo della tarda romanità.

Rif. storici: la fondazione da parte di Costantino di una nuova capitale, Bisanzio, accelera lo scisma tra la Chiesa ortodossa e quella cattolica, avvenuto poi nell’XI secolo.

Caratteristiche

Costantinopoli (capitale nel 330) diventa centro di particolare influenza per tutte le provincie.

  • Le tecniche costruttive, la forma delle volte, dei tetti e delle finestrature presentano una grande varietà, con influenze le più diverse assieme a quelle tradizionali.
  • Si predilige un’architettura degli spazi complessa ed articolata.
  • L’ordine architettonico perde il suo valore strutturale per assumere un carattere puramente decorativo.
  • Scelta accurata dei materiali, per la loro preziosità e varietà.

Le tecniche costruttive, l’uso degli ordini, i particolari delle decorazioni possono considerarsi tipici dell’architettura tardo-antica.

Esempi architettonici

Arco di Costantino: costituito da tre fornici di diversa grandezza – presenti 4 colonne su grandi piedistalli.

Tempio di Minerva Medica: coperta da una cupola sostanzialmente emisferica ma con centro ribassato, che, con il suo diametro di 25 metri, pianta decagonale, nicchie semicircolare su 9 lati, ultimo lato l’entrata. Negli angoli tra le nicchie, presenti contrafforti a sperone, che non bastavano per contenere il peso della cupola cementizia; l’edificio fu irrobustito con due grossi contrafforti.

(310-313): Basilica di Costantino o Basilica di Massenzio: navata centrale con volta a crociera a tre campate. Due navate laterali, tre campate anch’esse, coperte da volte a botte, sorrette da grossi setti murari, i quali supportano anche le crociere della navata centrale. La luce penetra dalle finestre aperte sopra le botti delle navate laterali.

Si noti come lo spazio principale vero e proprio è accompagnato da spazi laterali, dalla parete curva dell’abside e dalle volte a crociera.

IV secolo: la capitale non è più Roma, ma nuove capitali orientali quali Treviri, Milano, Sirmio, Tessalonica, oggi Salonicco, Costantinopoli.

Palazzo di Diocleziano: i corpi di fabbrica si dispongono su assi trasversali e longitudinali che si incrociano ad angolo retto, secondo l’impianto del castrum. Ritroviamo isolati in recinti il tempio e il mausoleo; tre porte, munite di torri ottagonali, più una apertura sulla facciata verso il mare. Su questo lato mare sono presenti anche le terme, il triclinium, le sale di rappresentanza. Il tempio qui presente è molto semplice: tetrastilo, prostilo, su un podio, con un pronao ed un naos.

Capitale Ravenna (402), Roma saccheggiata dai Visigoti e dai Vandali.

Santo Stefano Rotondo (468-83, Roma): struttura ad anelli concentrici, le cui colonne sono di ordine diverso: colonne interne di ordine ionico, esterno corinzio.

Non esiste una tipologia unica. Variazioni architettoniche determinate da funzioni diverse. Finiture e particolari interni contro una semplicità dei volumi esterni.

Periodo di stop per l’architettura romana dopo la morte di Costantino. Grande importanza per le città come Milano, Treviri, Colonia, Gerusalemme.

A Milano Ambrogio viene nominato vescovo nel 374, rimanendo in carica per 20 anni. È committente dell’architettura paleocristiana milanese. Le basiliche nasceranno lungo gli assi principali della città. S. Lorenzo – S. Nazaro – S. Tecla – S. Simpliciano.

Chiesa di S. Lorenzo (Milano – 352-375): il più grande edificio a pianta centrale, pianta a forma di doppio quadrifoglio, una delle città in cui si ritrovano i maggiori esempi dell’architettura paleocristiana dell’Occidente, a pianta quadrata, preceduto da un quadriportico.

Ai quattro angoli dell’edificio sorgevano altrettante torri a pianta quadrata. Collegato alla chiesa, l’ottagonale S. Aquilino, forse un nartece dell’edificio, mausoleo imperiale.

Chiesa di S. Clemente (Roma – 380): la chiesa del XII secolo incorpora elementi di una basilica originaria del 380, appunto. Graduale ampliamento della zona presbiterale con l’altare maggiore. La basilica originaria, situata a 4 metri sotto il livello della basilica superiore, incorpora elementi di edifici di secoli ancora più antichi.

Basilica di S. Paolo fuori le mura (Roma – 385): chiesa concepita come copia di S. Pietro; molto più piccola rispetto ad essa. 5 navate, le colonne della navata sostengono archi, non trabeazione, come in S. Pietro. Arco trionfale separa la navata dal transetto, contenente la reliquia. Devastata da un incendio, l’attuale ricalca la precedente.

Architettura paleocristiana

Nessuna catacomba fu usata per servizi religiosi non funebri durante le persecuzioni, se non in rari casi.

Strutture più complesse erano i martyria, simili agli Heroa greci, luogo dove onorare gli eroi mitici. Non più distinzione tra Heroa e mausolei.

Editto di Costantino: 314.

I 3 edifici per il culto cristiano: la basilica, i Martyrium e il Battistero.

Le prime forme di culto cristiano avvengono nelle case domestiche, chiamate Domus Aecclesiae, datazione imprecisa.

La basilica romana viene utilizzata come espressione architettonica della nuova cristianità costantiniana, con i seguenti elementi:

  • Pianta rettangolare, sviluppata in lunghezza con asse longitudinale.
  • Tetto ligneo con capriate a vista.
  • Navata centrale + navatelle, 2 navate laterali solitamente.
  • Una zona rialzata e talvolta absidata.

Si pensava che la costruzione della basilica potesse venire dalle case private romane, dalle sinagoghe, improbabile, o da alcuni locali delle catacombe.

Basilica costantiniana, o Basilica Lateranense o ancora Basilica di S. Giovanni in Laterano (313): costruita in un’ala di un palazzo imperiale, il Laterano, prima basilica dell’occidente di età paleocristiana, costruita fuori dalle mura, orientata secondo la direttrice est – ovest, la facciata dalla parete rivolta verso oriente, l’abside verso occidente. 5 navate, colonne in porfido, con soffitto ricoperto a capriate. Fu colpita dal Sacco di Roma e dai Vandali, restaurata nel 460.

Basilica di S. Pietro (Roma – 333): iniziata come sacrario o martyrium, necessario l’inserimento del martyrium nella basilica, sul sepolcro di S. Pietro apostolo. Sostituita dall’attuale edificio nel XVI secolo. 5 navate coperte anch’esse da capriate. In corrispondenza della navata centrale, un arco di trionfo, tipico delle basiliche paleocristiane, sia cristiane che civili, si apriva sul transetto. Unico il transetto, che portava una grande abside, qui ad essere concepito come una navata trasversale. Nella stessa zona sorgeva tempo prima un circo romano; materiali di spoglio del circo furono infatti utilizzati. All’esterno, c’era un grandioso atrio porticato con un ingresso a tre porte. La basilica era un grande martyrium, più che una normale chiesa.

Pianta ripresa in S. Paolo (350), forse un cimitero coperto, affiancato dal nartece di S. Agnese.

Santa Costanza: pianta circolare, divisa in due parti. Tre ingressi, due laterali, uno centrale. Le colonne che sorreggono la trabeazione sono di ordine composito completo.

Architettura del V secolo

Anche i piccoli centri dispongono di una propria basilica composta da pochi elementi essenziali:

  • Navata centrale, 2 laterali.
  • Un’abside.
  • Atrio.
  • Nartece.
  • Occasionalmente una cripta.
  • Orientamento tipico: abside ad Est, facciata ad Ovest.

Naturalmente secondo le tradizioni locali variano i materiali della costruzione, la forma delle finestre, della copertura.

Basilica di S. Maria Maggiore (Roma – 432/440): realizzata sotto il pontificato di Sisto III, unica ad aver conservato la struttura paleocristiana nel tempo; 3 navate, colonne con capitelli ionici, copertura lignea con capriate a vista.

Salonicco è la città orientale più ricca di chiese erette nel V secolo, anche rispetto a Costantinopoli. Sorge qui la basilica di S. Demetrio.

Ravenna, capitale degli imperatori d’Occidente dal 402 al 455, è una delle città in cui si ritrovano i maggiori esempi dell’architettura paleocristiana.

Galla Placida, figlia dell’imperatore Teodosio, fonda verso il 425 la chiesa di S. Croce; aggiunge all’edificio un martyrium destinato a San Lorenzo e un mausoleo per lei e per il proprio sposo. Importanti i mosaici all’interno dello stesso. Il mausoleo è a croce libera, con braccio anteriore allungato.

Con i monumenti di Ravenna si comincia a parlare di architettura bizantina, le cui origini sono collegate con Giustiniano, imperatore dell’impero romano d’oriente.

  • A Occidente: chiese ispirate alla basilica romana paleocristiana.
  • A Oriente: chiese a pianta centrale, con copertura a cupola e volte.

Architettura bizantina

Separazione Impero Romano d’Occidente con capitale Roma e Impero Romano d’Oriente con capitale Costantinopoli (395).

  • Tendenza a conferire allo spazio un carattere trascendente ed infinito.
  • Lo spazio è un continuum senza definizione geometrica.
  • Scomparsa dell’ordine come struttura, sentimento anti-strutturalistico.

S. Sofia (Costantinopoli – 360): voluta da Costantino, incendiata alla rivolta di Nika contro Giustiniano, lo stesso volle ricostruirla in forme ancora più grandiose, per commemorare la propria vittoria, per dare un segnale di stabilità dello stato, con i progettisti quali Antemio de Tralles e Isidoro di Mileto.

A differenza della cupola del Pantheon, sostenuta dalle murature, quella di S. Sofia copriva uno spazio quadrato, non circolare, e posava su pennacchi, potendo realizzare quindi una cupola priva di muri portanti. Pianta che fonde rettangolo in un quadrato. 3 navate, unica abside, doppio nartece. Gli interni sono arricchiti di mosaici, le colonne sono in porfido, i corridoi hanno ispirato la Basilica di San Marco a Venezia.

Sulle navate laterali presenti i matronei.

Lo storico di Giustiniano, Procopio, affermava che la luce provenisse quasi dall’interno stesso, la cupola è meravigliosa nella sua grazia, ma appare fragile. Armonia unica ed eccezionale. L’esterno non è che la proiezione dell’interno. Certo oggi i massicci volumi esterni di mattoni privi di elementi decorativi e i minareti aggiunti, dopo che è stata trasformata in una moschea, non migliorano la sua coerenza architettonica. Attualmente è rialzata di 6 m rispetto a quella originaria. La grande cupola centrale si appoggia su due semicupole che presentano due esedre. Viene qui recuperato il principio romano dell’equilibrio delle spinte della cupola centrale attraverso successive volte perimetrali.

S. Irene (Costantinopoli – 532): fondata da Giustiniano, riprende la copertura a cupola di S. Sofia.

SS. Sergio e Bacco (Costantinopoli – 525): voluta da Giustiniano, presenta un interno spazialmente complesso, come S. Sofia; ha una pianta quadrata con una volta ottagonale di 21 m, quattro absidi. Vano centrale ottagonale, colonne sui due piani. Rivestimento esterno in mattoni.

S. Vitale (Ravenna – finita nel 548): ricorda la chiesa SS. Sergio e Bacco, fu completata da Giustiniano dopo la riconquista dell’Italia, finanziata da un banchiere locale Giuliano Argentario, su ordine del vescovo Ecclesio. Rilevanti i mosaici del presbiterio, raffiguranti Giustiniano. Forma esterna ottagonale, cupola nascosta nel tiburio. Sette absidi, uno per ogni lato ad eccezione di quello che porta al presbiterio. Colonne e capitelli di marmo. Mosaici scintillanti di colore verde, bianco, azzurro, oro, rappresentanti Giustiniano e Teodora con le rispettive corti. Abside poligonale esterno, circolare interno. Maestranze sia italiane che orientali.

S. Apollinare (Ravenna – 549): mosaici simili a quelli di S. Vitale, rappresentano il santo, primo vescovo di Ravenna, circondato dal gregge. Ha 3 navate.

Riassunto architettura ravennese

  • Tradizionale impianto basilicale occidentale con introduzione di alcuni elementi orientali come abside poligonale esterno e semicircolare interno.
  • Diffusione del battistero ottagonale con quattro nicchie.

Della città di Costantino oggi non resta quasi nulla. Il palazzo imperiale era composto da un complesso di sale, chiese e padiglioni, uniti da gallerie. Edifici pubblici erano le terme, l’ippodromo, una grande basilica e la primitiva costruzione di S. Sofia. Nel IV secolo appariva una città costruita in fretta, piena di monumenti prestigiosi, con evidente imitazione della Roma Imperiale. Massima espansione fu nel 413, con tutte le opere pubbliche di carattere bizantino.

S. Marco a Venezia (830): iniziale pianta a croce greca simile alla chiesa SS. Apostoli. Ricostruzione nel 976 per un incendio e poi nel 1063. Oggi presenta una pianta cruciforme, con interni ricoperti da ricchi paramenti marmorei e musivi. Muratura esterna tipica bizantina con facciata a 5 archi coperta da lastre di marmo, colonne, capitelli, mosaici. Le cupole in mattoni furono sostituite con quelle a forma di bulbo di caratteristica bizantina. La chiesa fu costruita come cappella monumentale e martyrium del palazzo ducale.

Sicilia

Cappella Palatina a Palermo: combinazione di basilica latina e navata greca a cupole. Artisti greci furono chiamati per ornare la cupola con il famoso Cristo Pantokrator. Per le cattedrali di Cefalù, di Palermo o di Monreale, più che di architettura bizantina, si può fare riferimento ad un’architettura romanico-siciliana. Tuttavia le basiliche sono anche famose per i loro mosaici tipicamente bizantini. L’edificio è preceduto da un ampio sagrato a terrazzo che svolgeva la funzione di cimitero. Era stato realizzato con terra portata appositamente da Gerusalemme, sia per motivi religiosi, sia per la sua particolare composizione che le dava la caratteristica di mummificare rapidamente i corpi che vi erano sepolti.

La facciata è inquadrata da due possenti torri, alleggerite da eleganti bifore e monofore e sormontate da cuspidi piramidali aggiunte nel Quattrocento e diverse l'una dall'altra: una a pianta quadrata e con merli a forma di fiammelle, che simboleggerebbe la mitria papale e il potere della Chiesa, mentre l'altra, a pianta ottagonale e con merli ghibellini, la corona reale e il potere temporale. Il portico quattrocentesco precede la facciata, con tre archi, due ogivali ed uno a tutto sesto, sorretti da quattro colonne e con volte a costoloni. Sotto il portico rimane la “Porta Regum”, impreziosita da un portale marmoreo finemente decorato, e con pitture ai lati.

Le absidi, in particolare quella centrale, dovevano avere in origine uno slancio ancora maggiore. Le due laterali sono decorate superiormente da archetti incrociati e da mensoloni scolpiti: databili fra il 1215 e il 1223, raffigurano maschere, teste d’animali e figure umane in posizioni contorte. Più recenti i mensoloni dell'abside centrale, disposti inoltre in modo casuale sia sopra che sotto il cornicione. L'abside centrale aveva in origine tre grandi finestre, che vennero sbarrate per la realizzazione del mosaico absidale, ed una più grande ad arco ogivale. Altre due coppie di finestre circolari sono all’estremità del transetto. Altre merlature si trovano anche su uno dei fianchi.

L’interno è "a croce latina", diviso in tre navate da due file di colonne antiche riutilizzate: quattordici fusti di granito rosa e due di cipollino, con basi e i capitelli del II secolo d.C. Due grandi capitelli figurati reggono l’arco trionfale e sono probabilmente prodotti di una bottega pugliese e risalgono alla metà del XII secolo.

Il transetto ha un’altezza maggiore rispetto alle navate ed uno slancio ancora maggiore era previsto nel progetto originario.

Fondata da Dagoberto I, re dei Franchi, fondata infatti principalmente come monastero benedettino. Viene comunque considerata come il primo edificio di costruzione gotica, insieme alla cattedrale di Sens. Sacrario dei re di Francia. Modello di chiesa di derivazione romana, pianta cruciforme con tre navate, transetto ed abside. Complessa articolazione della parte occidentale.

La torhalle è un ingresso monumentale di una cappella dell’abbazia di Lorsch (Renania), costruita verso l’800, la quale richiama con la sua struttura un arco di trionfo. La sua superficie è impreziosita da tasselli di pietra colorate. Attribuita all’abate di Richbod, ha tre fornici, ricordando un arco di trionfo.

Architettura carolingia

L’8 novembre 324 Costantino decide di lasciare Roma e fare di Bisanzio la nuova capitale dell’Impero. Bisanzio è una città facilmente difendibile, in quanto circondata su 3 lati dal mare ed è sulle grandi vie di comunicazione. L’imperatore viene identificato come il vicario di Cristo in terra: sincretismo religioso e culturale. Morto Costantino, Costantinopoli rimane capitale dell’impero per altri 12 secoli. Giustiniano diventa imperatore. Sua politica in cinque punti:

  • Tregua con i persiani.
  • Ristabilire l’ortodossia religiosa.

Cappella Palatina in Aquisgrana, costruzione iniziata nel 792, su disegno di Oddone di Metz e forse Eginardo, sovrintendente delle imprese architettoniche dell’imperatore stesso, voluta da Carlo Magno. Consacrazione con Papa Leone III alla Vergine nell’805. Impianto centrale, esternamente sono presenti 16 lati, che all’interno si riducono ad otto. 8 ha un valore puramente simbolico: 7 – i giorni della creazione biblica - + il numero uno, simbolo di Dio. Si divide su due piani. L’ingresso era preceduto da un quadriportico. La cappella era parte integrante del palazzo imperiale, oggi scomparso. Coperture a crociera per il deambulatorio inferiore, a botte rampante per il piano superiore aventi funzione di sostegno per la cupola centrale. Era presente una statua in bronzo forse di Teodorico, nell’atrio del palazzo di Carlo

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher larara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Forni Giovanna Maria.
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