Concetti Chiave

  • La cromatina si distingue in eucromatina ed eterocromatina, basata sulla colorabilità e la condensazione, con l'eterocromatina più densa e colorabile.
  • Durante la mitosi, la cromatina si trasforma in uno stato eterocromatico altamente condensato, rendendo il genoma inattivo per facilitare la divisione cellulare.
  • I cromosomi si caratterizzano per dimensioni, rapporto tra bracci, tipo di cromatina e posizioni degli organizzatori nucleolari, utili per identificare il cariotipo.
  • I cromosomi possono essere classificati in metacentrici, submetacentrici, acrocentrici e telocentrici, con specifiche posizioni del centromero.
  • Le tecniche di bandeggio cromosomico, come Giemsa, quinacrina e Giemsa inverso, permettono di evidenziare le caratteristiche cromosomiche e le aberrazioni.

Indice

  1. Distinzione tra eucromatina ed eterocromatina
  2. Dinamica della cromatina e mitosi
  3. Caratteristiche morfologiche dei cromosomi
  4. Tipi di cromosomi e cariotipo
  5. Tecniche di bandeggio cromosomico

Distinzione tra eucromatina ed eterocromatina

• Il termine eucromatina/eterocromatina distingue la cromatina in due tipologie che presentano una diversa colorabilità in seguito a trattamento con particolari sostanze che servono a mettere in evidenza i cromosomi all’interno delle cellule.

• La densità maggiore della cromatina rende più colorabile l’eterocromatina, mentre l’eucromatina risulta meno colorabile in quanto meno condensata.

• La “condensazione” è un parametro importante della cromatina e in prima approssimazione si può dire che la cromatina meno condensata è quella che contiene i geni, mentre quella più condensata, eterocromatica, non contiene geni.

Dinamica della cromatina e mitosi

• D’altra parte gli stati eucromatici-eterocromatici della cromatina sono  in gran misura dinamici, tanto è vero che in preparazione alla mitosi una cellula “trasforma” tutto il genoma in uno stato altamente condensato, eterocromatico, inattivo.
• Se è vero che la cromatina è tipica degli eucarioti sarebbe però un errore credere che nei procarioti il DNA del genoma sia “nudo”; anche nei procarioti il DNA interagisce con proteine (ed RNA) strutturali per darsi una struttura organizzata e riuscire a “contenere” il DNA all’interno della cellula.

Caratteristiche morfologiche dei cromosomi

• I cromosomi si possono descrivere in base a particolari  caratteristiche morfologiche:

-Dimensioni.

-Rapporto tra i bracci (porzioni in cui viene diviso il cromosoma dal centromero PQ).

-Eterocromatina/Eucromatina.

-Numero e posizione degli organizzatori nucleolari.

-Quadri di bande.

-Queste caratteristiche servono a identificare in modo inequivoco il particolare corredo cromosomico che  caratterizza un organismo di una specie, il cosiddetto cariotipo.

Tipi di cromosomi e cariotipo

Il cromosoma può essere:

-metacentrico= centromero al centro.

-submetacentrico= centromero verso l’alto.

-acrocentrico= P è molto corto.

-telocentrico= centromero vicino a telomero (non esiste negli umani, tipici delle piante).

Cariotipo= rappresentazione schematica e ordinata  dei cromosomi di una cellula. Raggruppati cromosomi di dimensioni simili, dal metacentrico al telocentrico.

Cromosomi sessuali: X  è il più grande acrocentrico, Y  è il piccolo acrocentrico.

Tecniche di bandeggio cromosomico

I bandeggi si ottengono degradando in modo controllato le proteine sulla cromatina e colorando il DNA.

-L’aspetto dei bandeggi cambia perché dipende:

-in parte dalla composizione in basi del DNA perché determinati coloranti sono tendenzialmente selettivi per il contenuto più o meno elevato di A/T e G/C del DNA.

-in parte dalla maggiore/minore sensibilità della cromatina al trattamento proteolitico, cioè alla degradazione selettiva delle proteine che essa contiene da parte di enzimi detti proteasi.

Tre tipi di colorazioni:

-G=  si ottiene con Giemsa, colorante non fluorescente (eterocromatina colorata eucromatina no).

-Q= quinacrina, bandeggio fluorescente.

-R= Giemsa inverso, ottiene risultato opposto al Giemsa.

Il bandeggio G: digestione della cromatina con tripsina, enzima che degrada gli amminoacidi Arginina e Lisina. G colora preferibilmente  AT (non codificante).

A cosa serve il bandeggio? serve per riconoscere i cromosomi e mi permette di vedere l’aberrazione cromosomica. Fondamentale per suddividere il cromosoma in regioni.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale differenza tra eucromatina ed eterocromatina?
  2. La principale differenza risiede nella loro colorabilità e densità; l'eterocromatina è più condensata e quindi più colorabile, mentre l'eucromatina è meno condensata e meno colorabile, contenendo i geni (come indicato nel testo).

  3. Come cambia la cromatina durante la mitosi?
  4. Durante la mitosi, la cromatina si trasforma in uno stato altamente condensato e inattivo, assumendo una forma eterocromatica, come descritto nel testo.

  5. Quali sono le caratteristiche morfologiche utilizzate per identificare i cromosomi?
  6. Le caratteristiche morfologiche includono dimensioni, rapporto tra i bracci, tipo di cromatina (eterocromatina/eucromatina), numero e posizione degli organizzatori nucleolari e quadri di bande, che servono a identificare il cariotipo di un organismo.

  7. Qual è l'importanza delle tecniche di bandeggio cromosomico?
  8. Le tecniche di bandeggio cromosomico sono fondamentali per riconoscere i cromosomi e identificare eventuali aberrazioni cromosomiche, permettendo di suddividere i cromosomi in regioni specifiche, come spiegato nel testo.

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