Concetti Chiave
- La Commissione di diritto internazionale distingue tra contromisure specifiche, che violano lo stesso obbligo, e contromisure aspecifiche, che violano obblighi diversi.
- Le contromisure specifiche devono rispettare il principio di proporzionalità, garantendo un equilibrio tra la violazione subita e la risposta adottata.
- Nel contesto delle contromisure aspecifiche, la legittimità è condizionata dalla violazione del medesimo obbligo e dal rispetto della proporzionalità.
- Il caso USA-Francia del 1978 ha evidenziato che le contromisure aspecifiche possono risultare illecite se causano un danno economico maggiore rispetto a quello subito dalla parte danneggiata.
- Il giudice ha respinto la tesi americana, affermando che la contromisura aspecifica non soddisfaceva i requisiti di liceità previsti dal diritto internazionale.
Distinzione tra contromisure specifiche e aspecifiche
La Commissione di diritto internazionale ha distinto le contromisure specifiche da quelle aspecifiche: le prime indicano la violazione dello stesso obbligo precedentemente violato dallo stato danneggiante (comportamenti di reciprocità); le seconde, invece, denotano la violazione di un obbligo diverso da quello violato dallo stato danneggiante (comportamenti non reciproci).
Principio di proporzionalità nelle contromisure
Il diritto internazionale considera ammissibili le contromisure specifiche, adottate mediante la violazione di un obbligo differente da quello precedentemente violato. Affinché la contromisura sia considerata lecita, però, è necessario che fra questa è la violazione subita vi sia un rapporto di equivalenza (principio di proporzionalità): se, ad esempio, uno stato rifiuta l’apertura di un dialogo diplomatico con un altro stato, quest’ultimo potrà legittimamente rifiutarsi di instaurare dialoghi diplomatici in futuro (proporzionalità), ma non potrà in alcun caso giustificare un attacco armato a danno del primo stato.
Caso USA-Francia e contromisure aspecifiche
I requisiti di liceità delle contromisure aspecifiche sono stati definiti nella sentenza del 1978 fra USA e Francia relativamente all’accordo sui servizi aerei del 1946.
La Francia aveva vietato alla compagnia statunitense Pan Am di effettuare scali a Londra per la tratta compresa fra la costa occidentale americana e gli aeroporti francesi. In risposta, gli USA avevano sospeso i voli Air France su Los Angeles.
Secondo gli USA, la contromisura aspecifica era lecita: essa, infatti, riguardava il medesimo obbligo violato dalla Francia; il giudice di merito, però, ha respinto la tesi americana, sostenendo che il danno economico subito da Air France era maggiore di quello subito da Pan Am.
Dunque, la contromisura aspecifica è lecita solo se, oltre a riguardare la violazione del medesimo obbligo, rispetta il criterio della proporzionalità.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra contromisure specifiche e aspecifiche nel diritto internazionale?
- Qual è il principio di proporzionalità nelle contromisure?
- Quali requisiti devono soddisfare le contromisure aspecifiche secondo il caso USA-Francia?
Le contromisure specifiche si riferiscono alla violazione dello stesso obbligo precedentemente violato dallo stato danneggiante, mentre le contromisure aspecifiche denotano la violazione di un obbligo diverso (comportamenti non reciproci).
Il principio di proporzionalità stabilisce che le contromisure devono avere un rapporto di equivalenza con la violazione subita; ad esempio, uno stato può legittimamente rifiutare dialoghi diplomatici, ma non giustificare un attacco armato in risposta a una violazione.
Le contromisure aspecifiche sono lecite solo se riguardano la violazione del medesimo obbligo e rispettano il criterio della proporzionalità, come evidenziato nella sentenza del 1978 tra USA e Francia riguardo all'accordo sui servizi aerei.