Concetti Chiave
- La sconfitta di Napoleone alla battaglia di Lipsia portò al crollo dell'impero napoleonico e alla necessità di un nuovo ordine politico in Europa.
- Il congresso di Vienna, convocato da Austria, Gran Bretagna, Prussia e Russia, mirava a ripristinare l'equilibrio tra gli Stati e le dinastie deposte da Napoleone.
- Nonostante il tentativo di restaurare l'ordine pre-rivoluzionario, l'Europa subì profondi cambiamenti a causa della rivoluzione francese e dell'espansione industriale.
- I confini europei furono ridisegnati con la creazione di stati cuscinetto intorno alla Francia per prevenire future aggressioni, mentre la dinastia borbonica fu restaurata con Luigi XVIII.
- Il congresso di Vienna portò a un nuovo assetto geopolitico in cui l'Austria divenne la potenza egemone in Italia, mentre altre potenze come Prussia e Russia ampliarono i loro territori.
La sconfitta di Napoleone
Dopo la battaglia di Lipsia Napoleone viene sconfitto. Crolla quindi l’impero napoleonico, nuovi assetti politici territoriali si imposero in Europa.
Il congresso di Vienna
A ciò provvide il congresso di Vienna convocato dalle 4 potenze vincitrici che sono Austria, Gran Bretagna, Prussia e Russia.
Nuovo ordine europeo
L’opera del congresso mirò a restaurare un ordine europeo ispirato a quello precedente il 1789, sconvolto dalla rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche. Furono cosi ripristinati l’equilibrio tra i grandi Stati e l’autorità dei legittimi sovrani deposti o sottomessi da Napoleone.
L’ordine europeo stabilito a Vienna non fu però un semplice ritorno all’europa dell’antico regime. Troppo profondi erano stati i mutamenti prodotti nel continente dalla rivoluzione francese e dalla dominazione napoleonica; né era possibile reprimere il corso della nuova civiltà industriale in espansione.
Movimenti liberali e crisi
I principi su cui si fondava l’assetto europeo deciso a Vienna urtavano inoltre contro le ispirazioni dei movimenti liberali, democratici e nazionali, il cui seme era stato diffuso in europa dalla rivoluzione francese e dallo stesso Napoleone. Questi movimenti e la pressione delle dinamiche economiche in atto dovevano costituire i maggiori fattori di crisi dell’ordine politico internazionale stabilito a Vienna, che le grandi potenze si erano impegnate a conservare anche con l’intervento militare (santa alleanza; quadruplice alleanza.
Trattati di Parigi
Convocato nel 1814 dalle potenze vincitrici su Napoleone (Austria, Russia Prussia e Gran Bretagna), iniziò nel Novembre successivo i suoi lavori volti a ridisegnare la carta geopolitica d’Europa sulle ceneri del dissolto impero napoleonico. Il congresso si chiude nel Giugno del 1815. Con i due trattati di Parigi nel 1814-1815, stipulati tra gli alleati della coalizione antinapoleonica e la Francia, l’opera del congresso sancì la fine di un epoca della storia politica europea: tramontata l’egemonia francese, si apriva una nuova era caratterizzata da un sistema di sicurezza collettiva gestito dalle grandi potenze.
Principi del congresso
Il lavoro del congresso di Vienna dura 5 anni ed i principi su cui si basano sono:
- Equilibrio: si cerca di portare indietro le lancette del tempo
- Legittimità: restaurare sui troni le dinastie regnanti prima, durante la rivoluzione Francese
Dopo la rivoluzione francese si ha il rinascimento cioè un ritorno al passato, ma questo fu un problema per la storia, poiché essa non può tornare in dietro.
Confini e stati cuscinetto
Vengono ridisegnati i confini della Francia che vi erano sotto Luigi XIV, intorno alla Francia vi sono degli stati chiamati “cuscinetto” che si trovano al confine che servono "bloccare" eventuali attacchi francesi in Europa.
Sul trono della Francia viene posto Luigi XVIII che era il fratello di Luigi XVI.
Assetto geopolitico post-Vienna
Dall’applicazione dei due principi di equilibrio e di legittimità derivò il seguente assetto geopolitico:
- La Francia mantenne la sua integrità territoriale venendo riportata all’incirca ai confini del 1792. La realizzazione di un sistema veramente equilibrato richiedeva infatti una francia non eccessivamente indebolita. Nel paese venne restaurata la dinastia borbonica con Luigi XVIII.
Intorno al paese fu però creata una cintura di stati cuscinetto (paesi bassi, stati tedeschi della confederazione germanica, Svizzera e regno di Sardegna) costituiti in modo da rappresentare un efficace barriera contro sue eventuali nuove iniziative espansionistiche.
La Francia venne inoltre obbligata al pagamento di 700 milioni di franchi al titolo di indennità di guerra e ad accettare per cinque anni la presenza di truppe straniere sul territorio;
Austria e Prussia
- L’Austria, sotto l’imperatore Francesco I d’Asburgo, pur perdendo il Belgio, si ingrandi con l’acquisizione della Galizia polacca; inoltre poté recuperare tutti i territori che napoleone le aveva sottratto (Tirolo, Trentino;, Lombardia, Veneto, Venezia Giulia, Slovenia, Croazia);
- La Prussia, sul cui trono sedeva Federico Gulielmo III di Hohenzoller. Ingrandì anch’esso il proprio territorio. Cedette parte della Polonia alla Russia, ma ottenne in compenso metà della Sassonia, la Pomerania svedese e gran parte dei territori della Renannia compresa la Ruhr;
Russia e Gran Bretagna
- La Russia guadagnò la Finlandia, la Bessarabia e la maggior parte della Polonia, che fu eletta in regno autonomo con una propria costituzione ma di fatto sottoposta all’autorità zarista (lo zar Alessandro I Romanov ne divenne re, sommando così la corona polacca a quella russia).
Italia e confederazione germanica
- Fu costituita una confederazione germanica di 39 stati in sostituzione della disciolta confederazione del Reno.
- La Gran Bretagna ottenne l’isola di Helgoland della Danimarca e Malta, importante base strategica del mediterraneo. Inoltre il neonato regno di Hannover. fu però nelle colonie che la Gran Bretagna ottenne i suoi principali guadagni territoriali.
- Venne costruito il regno dei paesi bassi
- Fu ristabilita la confederazione elvetica
- In Spagna e Portogallo furono restaurate le rispettive dinastie dei borboni e dei Braganza.
- Il regno di Danimarca perse la Norvegia che andò alla Svezia, ma in cambio ebbe il ducato di Lauemburg che unitamente allo Holstein entrò a far parte della confederazione germanica.
Sistemazione dell'Italia
- L’Italia dal canto suo fu sistemata:
1) venne costituito il regno del Lombardo Veneto, sotto la diretta sovranità dell’Austria.
2) Il regno di Sardegna, retto da Vittorio Emanuele I, tornò in possesso del Piemonte e della Savoia; in più ottenne i nuovi territori della ex repubblica ligure;
3) I ducati di Parma e Venezia vennero assegnati a Maria Luisa d’Asburgo, moglie di Napoleone, con la clausola che alla sua morte le sarebbero succeduti i borbone di parma;
4) Il gran Ducato di Toscana ritornò a Ferdinando III d’asburgo-lorena ingrandito della città di piombino e dello stato dei presidi
5) Nel Ducato di Massa carrara fu re insediata Maria Beatrice d’este, alla sua morte nel 1829 il ducato passerà per legittima successione al figlio Francesco IV duca di Modena.
6) Il Ducato di Lucca fu attribuito a Maria Luisa di Borbone
7) Fu ricostruito lo stato pontificio, che cedette Avignone alla Francia ma conservò i suoi vecchi confini nella penisola;
8) A Napoli furono restaurati i borbone con Ferdinando IV con il nome di Ferdinando I, sovrano del regno delle due sicilie;
9) La minuscola Repubblica di San Marino venne confermata la sua tradizionale indipendenza.
Questa sistemazione politico-territoriale fece dell’Austria la potenza egemone in Italia.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto della sconfitta di Napoleone sull'assetto politico europeo?
- Quali erano i principi fondamentali su cui si basava il congresso di Vienna?
- Come è stata ridisegnata la geografia politica dell'Europa dopo il congresso di Vienna?
- Quali furono le conseguenze per l'Italia dopo il congresso di Vienna?
- In che modo i movimenti liberali influenzarono l'ordine stabilito a Vienna?
La sconfitta di Napoleone ha portato al crollo dell'impero napoleonico e ha dato origine a nuovi assetti politici in Europa, che sono stati stabiliti durante il congresso di Vienna dalle potenze vincitrici (Austria, Gran Bretagna, Prussia e Russia).
I principi fondamentali del congresso di Vienna erano l'equilibrio, per riportare indietro le lancette del tempo, e la legittimità, per restaurare le dinastie regnanti deposte durante la rivoluzione francese.
Dopo il congresso di Vienna, l'Europa ha visto la creazione di stati cuscinetto attorno alla Francia, la restaurazione della dinastia borbonica in Francia e l'espansione di Austria e Prussia, con la formazione di una confederazione germanica di 39 stati.
L'Italia fu riorganizzata con la creazione del regno del Lombardo Veneto sotto l'Austria, il ritorno del regno di Sardegna e la restaurazione di vari ducati e stati, consolidando l'Austria come potenza egemone in Italia.
I movimenti liberali, democratici e nazionali, ispirati dalla rivoluzione francese, si scontrarono con i principi dell'ordine stabilito a Vienna, creando tensioni che avrebbero portato a crisi nell'assetto politico internazionale.