Concetti Chiave

  • I parassiti sono altamente specializzati per adattarsi a tessuti specifici, grazie a condizioni più stabili all'interno di un organismo rispetto all'ambiente esterno.
  • Il ciclo di vita dei parassiti richiede un "salto" tra individui, con le uova espulse che devono essere ingerite da un nuovo ospite per garantire la sopravvivenza della specie.
  • Le uova dei parassiti sono prodotte in gran numero per compensare il rischio di mortalità, e possiedono caratteristiche protettive per evitare la disidratazione.
  • I cicli diretti comportano un passaggio immediato tra ospiti, mentre i cicli indiretti coinvolgono un organismo intermedio, riducendo il tempo fuori dall'omeostasi.
  • Esempi di cicli indiretti includono la malaria, dove il parassita si riproduce nelle zanzare, mentre l'uomo funge da ospite intermedio per garantire la trasmissione.

Indice

  1. Specializzazione dei parassiti
  2. Ciclo di vita dei parassiti
  3. Cicli diretti e indiretti
  4. Esempi di cicli indiretti

Specializzazione dei parassiti

I parassiti sono molto specializzati, ad esempio per un particolare tessuto. In natura non vi è possibilità di specializzarsi in quanto l’ambiente è soggetto a grande variabilità climatica, all’interno di un organismo invece le condizioni sono decisamente più stabili e questo permette dunque la specializzazione.

Ciclo di vita dei parassiti

Ma una volta che si adatta al determinato tessuto qual è il problema a cui va incontro il parassita? Il problema che ne nasce è l’esigenza della presenza di un altro individuo. Il passaggio dal primo al secondo avviene grazie alla prole, ovvero le uova. Ma questo passaggio nel secondo individuo si deve verificare con un “salto” nel vuoto, in quanto le uova dall’omeostasi corporea saranno espulsi attraverso le feci finiranno nell’ambiente finché non saranno nuovamente ingerite. Questo spiega il motivo per cui le uova vengono prodotte in numero altissimo: infatti una parte sarà destinata a morire, mentre un’altra potrà effettivamente infettare un nuovo individuo. Inoltre, le uova mostrano particolari accorgimenti per poter garantirne una sopravvivenza maggiore ed evitarne la disidratazione: ad esempio le uova degli ascaridi possiedono una parete molto spessa (si vedrà più avanti un sistema sviluppato per difendere la larva al terzo stadio). Ogni specie, dunque, ha trovato una soluzione al problema adattandosi in maniera diversa l’una dall’altra.

Cicli diretti e indiretti

Questo salto da un’omeostasi all’altra rappresenta un ciclo diretto. Quando si verifica invece un ciclo indiretto si ha l’utilizzo di un altro organismo in cui si attua un rimbalzo dall’ospite vecchio a quello nuovo, attraverso uno intermedio. L’utilità di questo ciclo consiste nel fatto che in questo modo il parassita resta una parte minore di tempo al di fuori dell’omeostasi, non esposto alle condizioni ambientali. Ma l’utilizzo di un intermedio presenta anche uno svantaggio: nel nuovo corpo, infatti, sarà presente un’omeostasi diversa.

Esempi di cicli indiretti

Un esempio di ciclo indiretto è rappresentato dal parassita Echinococco: il parassita si trova nell’intestino del cane, le uova vengono eliminate nell’ambiente attraverso le feci, poi gli ovini (possibile ospite intermedio) le ingeriscono rendendo il fegato ricco di cisti, infine il cane si nutre del fegato e dalle cisti nascono centinaia di parassiti adulti. Ma come è possibile definire quale è l’ospite definitivo da quello intermedio?

La malaria è una malattia parassitaria trasmessa dalle zanzare all’uomo. La malaria attua la riproduzione sessuata nelle zanzare (dunque ospite definitivo), e l’uomo risulta solo l’intermedio tra una zanzara e l’altra. Infatti, l’obiettivo della malaria, non è la morte dell’uomo, ma infettarlo per un tempo sufficiente a garantire la trasmissione ad un’altra zanzara (la malattia che si sviluppa nell’uomo è un epifenomeno).

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Domande da interrogazione

  1. Perché i parassiti sono così specializzati in determinati tessuti?
  2. I parassiti si specializzano in tessuti specifici perché all'interno di un organismo le condizioni sono più stabili rispetto all'ambiente esterno, che è soggetto a grande variabilità climatica.

  3. Qual è la sfida principale che affrontano i parassiti dopo essersi adattati a un tessuto?
  4. La principale sfida è la necessità di un altro individuo per completare il ciclo di vita, poiché le uova devono essere espulse e successivamente ingerite da un nuovo ospite, il che comporta un "salto" nel vuoto.

  5. Qual è la differenza tra cicli diretti e indiretti nei parassiti?
  6. Un ciclo diretto avviene quando il parassita passa direttamente da un ospite all'altro, mentre un ciclo indiretto implica un organismo intermedio, riducendo il tempo trascorso al di fuori dell'omeostasi, ma introducendo anche nuove sfide legate a diverse omeostasi.

  7. Come si distingue un ospite definitivo da un ospite intermedio nei cicli parassitari?
  8. L'ospite definitivo è quello in cui il parassita raggiunge la maturità e si riproduce, come nel caso della malaria, mentre l'ospite intermedio, come l'uomo, serve solo a garantire la trasmissione del parassita a un altro ospite definitivo, come le zanzare.

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