Chimica farmaceutica II
Farmaci antinfiammatori non steroidei
I farmaci antinfiammatori non steroidei vengono anche chiamati con la sigla (NSAID in inglese) e servono per la terapia di tre categorie di patologie:
- Patologie da raffreddamento (non gravi)
- Possono essere utilizzati come analgesici per il trattamento di stati dolorosi di media/lieve entità associati a patologie differenti
- Patologie reumatiche come l'artrite reumatoide (patologia di tipo grave) che è una malattia a base autoimmunitaria da non confondere con l'artrosi che, invece, può comparire da una certa età in poi
Con il termine antinfiammatorio si intende che sono in grado di agire controllando il fenomeno dell'infiammazione. In particolare nel fenomeno dell'infiammazione sono molte sostanze e molti eventi, e, di interesse, sono una classe di molecole che lo mediano e lo sostengono ovvero le prostaglandine.
Le prostaglandine sono una classe di sostanze che appartengono agli eicosanoidi e in queste rientrano anche le prostacicline, i trombossani e i leucotrieni. Tutte queste sostanze originano da un precursore comune che si trova stoccato nella membrana delle cellule e si tratta dell'acido arachidonico.
L'acido arachidonico è un acido carbossilico formato da 20 carboni che viene normalmente stoccato sotto forma di estere e non si trova nella sua forma libera; la sostanza che va ad esterificare l'acido arachidonico è la fosfatidilcolina oppure il fosfatidilinositolo.
Quando si trova in questo stato, l'acido arachidonico non può essere substrato di uso senza ossigeno coinvolto nella biosintesi degli eicosanoidi. In ogni caso il legame può essere scisso attraverso l'azione dell'enzima fosfolipasi A2 (PLA2) che è in grado di idrolizzare il legame estere di questo enzima che viene attivato dai primi processi infiammatori attraverso il rilascio di istamina che permette il rilascio in seguito di acido arachidonico.
Il ciclo di azione viene indicato in figura e viene ad essere libero l'acido arachidonico nella sua forma libera che ha funzione carbossilica iniziale.
Quando è libero, diventa substrato di determinati enzimi che sono in grado di trasformarlo, in particolare della prostaglandina sintetasi (detta anche cicloossigenasi) che è un enzima in grado di trasformare l'acido arachidonico nei prodotti intermedi che derivano di questo enzima.
Queste reazioni sono una reazione ossigenasi e, in pratica, in due passaggi causano l'incorporazione dell'ossigeno sul substrato mano a mano che si procede con la reazione di prostaglandine intermedie. Il processo infiammatorio si evidenzia per effetto dell'azione della cicloossigenasi sull'acido arachidonico che liberando sostanze che mediano l'infiammazione, sono algogene ovvero responsabili del dolore che si prova in un processo infiammatorio.
Da PGH2 si possono originare alcuni prodotti (eicosanoidi) quando intervengono altri enzimi, in particolare si possono formare:
- Altre prostaglandine come PGE2 e PGF2
- Sostanze di natura ormonale che mediano effetti dell'organismo che servono a far ridurre correttamente l'infiammazione
- Prostacicline come PGI2
- Trombossani come TxA2
I leucotrieni, nonostante siano degli eicosanoidi, non si formano da questa via biosintetica, ma vengono prodotti da un'altra classe di enzimi, ma in ogni caso il precursore è sempre l'acido.
Chimica farmaceutica II
Farmaci antinfiammatori non steroidei
I farmaci antinfiammatori non steroidei vengono anche chiamati con la sigla (in inglese) e servono per la terapia di tre categorie di patologie:
- Patologie da raffreddamento (non gravi)
- Possono essere utilizzati come analgesici per il trattamento di stati dolorosi di media/lieve entità associati a patologie differenti
- Patologie reumatiche come l'artrite reumatoide (patologia di tipo grave) che è una malattia a base autoimmune da non confondere con l'artrosi che, invece, può comparire da una certa età in poi
Con il termine antinfiammatorio si intende che sono in grado di agire controllando il fenomeno dell'infiammazione. In particolare nel fenomeno infiammatorio sono coinvolte molte sostanze e molti eventi e, di interesse, sono una classe di molecole che le mediano e lo sostengono ovvero le prostaglandine.
Le prostaglandine sono una classe di sostanze che appartengono agli eicosanoidi e in questa classe rientrano anche le prostacicline, i trombossani e i leucotrieni. Tutte queste sostanze originano da un precursore comune che si trova stoccato nella membrana delle cellule e si tratta dell'acido arachidonico.
L'acido arachidonico è un acido carbossilico formato da 20 carboni che viene normalmente stoccato sotto forma di estere e non si trova nella sua forma libera; la sostanza che va ad esterificare l'acido arachidonico è la fosfatidilcolina oppure il fosfatidilinositolo.
Quando si trova in questo stato, l'acido arachidonico non può essere substrato di due classi di enzimi ovvero è coinvolto nella biosintesi degli eicosanoidi. In ogni caso il legame può essere scisso attraverso l'azione dell'enzima fosfolipasi A2 (PLA2) che è in grado di idrolizzare il legame estere che si crea.
In seguito, questo enzima viene attivato dai primi processi infiammatori attraverso il rilascio di istamina che permette l'iniziale rilascio di acido arachidonico. Il ciclo che viene indicato in figura e viene ad essere libero l'acido arachidonico nella sua forma libera e con funzione carbossilica inizialmente.
Quando è libero, diventa substrato di determinati enzimi che sono in grado di trasformarlo, in particolare della prostaglandina sintetasi (detta anche cicloossigenasi) che è un enzima in grado di trasformare l'acido arachidonico in prostaglandina H2 attraverso due passaggi dell'enzima. Queste reazioni sono una
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Chimica farmaceutica e tossicologica II