Concetti Chiave

  • Quando un microrganismo supera le difese aspecifiche dell'organismo, inizia l'infezione attraverso invasione e colonizzazione.
  • Il tetano si sviluppa in condizioni di anossia, con la spora che vegeta in ferite sporche, producendo tossine e sintomi dopo alcune ore.
  • Un'infezione è caratterizzata dalla replicazione del patogeno senza sintomi specifici, mentre la malattia infettiva si manifesta con segni clinici evidenti.
  • La catena epidemiologica identifica la sorgente dell'infezione e le modalità di trasmissione, evidenziando l'importanza dell'uso di strumenti monouso per la sicurezza.
  • L'essere umano può trasmettere infezioni in diverse fasi: incubazione, malattia manifesta, convalescenza e infezioni croniche, con possibilità di contagio anche senza sintomi.

Indice

  1. Inizio dell'infezione
  2. Qual è il concetto di infezione?
  3. Catena epidemiologica
  4. Ruolo dell'essere umano

Inizio dell'infezione

Quando il microrganismo riesce a superare le difese aspecifiche dell’essere umano (cute e mucose), si ha invasione e colonizzazione e l’inizio dello stato che noi chiamiamo infezione.
Esempio del tetano: Il tetano deriva dal contatto tra una forma particolare del microrganismo che si trova nell’ambiente (spora) con l’essere umano, in una condizione di anossia per permettere la vegetazione del microrganismo (una ferita lacero-contusa sporca è tipicamente l’ambiente ideale). La spora quindi vegeta, produce la tossina e a distanza di un numero variabile di ore che dipende dalla localizzazione della ferita avremo i sintomi. Il C. tetani non è però di per sé sul terreno perché il contatto con l’ossigeno lo distruggerebbe, bensì vive nell’intestino dei grandi mammiferi. Quindi abbiamo il serbatoio o habitat naturale che è costituito dal mondo animale, ma il trasferimento avviene quasi sempre per la contaminazione da parte di una forma specifica del microrganismo che si trova nell’ambiente, che rappresenta quindi la fonte di infezione.

Qual è il concetto di infezione?

Il concetto di infezione prevede l’interazione del patogeno con l’ospite e la sua replicazione, non accompagnata però da specifici sintomi e segni clinici. Se invece questi ultimi sono presenti, la si può definire come malattia infettiva, passando da uno stato subclinico o da sintomi aspecifici (incubazione) ad una condizione clinicamente manifesta con sintomi specifici. A tutti questi soggetti verrà eseguito il richiamo della vaccinazione nell’antitetanica ogni dieci anni in termini di prevenzione.

Catena epidemiologica

Nel modello della catena epidemiologica si indentifica all’origine la sorgente di infezione (essere umano, animale, ambiente) da cui il microrganismo viene rilasciato tramite le vie di eliminazione. A questo punto le

caratteristiche peculiari del microrganismo come agente eziologico (modalità con cui aggredisce, patogenesi e virulenza) hanno un ruolo nel determinare la modalità di trasmissione, che può essere diretta senza che niente si interponga o indiretta tramite qualcosa di animato come un insetto o qualcosa di inanimato (si rende evidente l’importanza della disponibilità attuale degli strumenti monouso in ambito ospedaliero, una volta le siringhe erano in vetro e venivano sterilizzate per essere poi riutilizzate, con un rischio legato ad una eventuale sterilizzazione incompleta; oggi vengono utilizzate siringhe monouso in plastica e questo ha aumentato molto la sicurezza).

Ruolo dell'essere umano

L’essere umano può avere un ruolo di sorgente di infezione in vari momenti del rapporto che instaura con il microrganismo:

    • Fase di incubazione. Il microrganismo ha superato le barriere specifiche, si sta moltiplicando senza però avere ancora dato un quadro clinico;

    • Fase di malattia manifesta;

    • Fase di convalescenza, quando il quadro clinico è regresso, ma c’è ancora possibilità di trasmissione. Conoscere il periodo di tempo in cui il soggetto mantiene la capacità di trasmettere pur non avendo più i sintomi può essere determinante, ad esempio nelle malattie esantematiche dell’infanzia come il morbillo: i bambini che contraevano la malattia potevano rientrare a scuola solo dopo un certo numero di giorni dalla risoluzione delle lesioni cutanee e quindi dei sintomi, in quanto la contagiosità non sparisce immediatamente con la risoluzione di questi;

    • Infezione che non riesce ad essere guarita e diviene quindi cronica. Il soggetto in questi casi può essere a conoscenza o meno del suo stato di portatore, come ad esempio il portatore di epatite C che non ha una sintomatologia franca.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il processo che porta all'inizio di un'infezione?
  2. L'infezione inizia quando un microrganismo supera le difese aspecifiche dell'essere umano, come la cute e le mucose, portando a invasione e colonizzazione (testo).

  3. Come si manifesta il tetano e qual è il suo serbatoio naturale?
  4. Il tetano si manifesta dopo che una spora del microrganismo, presente nell'ambiente, entra in contatto con l'essere umano in condizioni di anossia, mentre il serbatoio naturale è l'intestino dei grandi mammiferi (testo).

  5. Qual è la differenza tra infezione e malattia infettiva?
  6. L'infezione è l'interazione del patogeno con l'ospite senza sintomi clinici, mentre la malattia infettiva si verifica quando sono presenti sintomi specifici (testo).

  7. Qual è l'importanza della catena epidemiologica nella trasmissione delle infezioni?
  8. La catena epidemiologica identifica la sorgente di infezione e le modalità di trasmissione, evidenziando l'importanza di strumenti monouso per ridurre il rischio di contagio (testo).

  9. In quali fasi l'essere umano può essere una sorgente di infezione?
  10. L'essere umano può essere sorgente di infezione durante la fase di incubazione, la fase di malattia manifesta, la fase di convalescenza e in caso di infezione cronica (testo).

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