Concetti Chiave

  • Il fegato presenta una doppia circolazione che viene analizzata attraverso quattro fasi: in bianco, arteriosa, portale e tardiva.
  • Per gestire le legature errate delle vie biliari, si utilizzano tecniche come il sondino nasobiliare e cateteri speciali per identificare eventuali leak biliari.
  • La raccolta di bile in fossa iliaca può causare macerazione e infezione dei tessuti, rendendo fondamentale un'accurata analisi delle immagini per la diagnosi.
  • La fistolografia è il primo metodo diagnostico per la fistola biliare, seguita da TC e RM, quest'ultima essendo particolarmente efficace grazie al contrasto epatospecifico.
  • È essenziale intervenire entro un mese dall'intervento di colecistectomia per evitare complicazioni come stenosi e necessità di resezione epatica.

Indice

  1. La doppia circolazione del fegato
  2. Gestione delle vie biliari
  3. Diagnosi e interventi correttivi

La doppia circolazione del fegato

Il problema del fegato è la doppia circolazione (arteriosa e portale), e viene quindi studiato tramite:

    ● Fase in bianco: non c’è contrasto;

    ● Fase arteriosa: contrasto al 30% portato dall’arteria;

    ● Fase portale: contrasto all’80% portato dalla vena porta;

    ● Fase tardiva: equilibrio tra vena e arteria.

Gestione delle vie biliari

Si presentano una serie di casi per far vedere come si risolvono le legature errate delle vie biliari. si vede un flusso copioso di bile che fuoriesce da una lesione alla via biliare, un sondino nasobiliare che inietta mezzo di contrasto a vari livelli e i risultati che ne conseguono: a seconda di dove si trova il sondino, si evidenzierà o meno il leak biliare. Pungendo il fegato si opacizzano le vie biliari del settore posteriore

destro e si opacizzano anche degli ascessi, ma non si riesce ancora a vedere il leak. Si opacizza quindi il sinistro, ma anche qui non si vede ancora la lesione. Si usa allora un catetere particolare chiamato Simmons, usato per vedere le carotidi e, iniettando sopra la clip del chirurgo, compaiono le vie biliari del settore anteriore destro (a cui bisogna fare attenzione perché possono essere scambiate per il dotto cistico, ma per evitare questo i chirurghi partono dalla colecisti). Nel momento in cui si riesce a trovare il dotto lesionato, si evidenzia anche la perdita di bile. Come nel caso precedente, anche in questo paziente il dotto posteriore va nel sinistro e l’anteriore sfocia per conto suo.

A questo punto si entra tramite il drenaggio per la bile, si arriva alla via chiusa erroneamente (perché i chirurghi pensavano fosse il dotto cistico) e si gonfia il palloncino che spacca la clip, si mette il drenaggio e con l’uso di uno stent riassorbibile si risolve il problema. si vede una raccolta di bile in fossa iliaca: può capitare infatti che il drenaggio non sia più in sede e ci sia una perdita di bile che può macerare i tessuti e infettarsi. È sempre importante analizzare bene le immagini perché ci danno una idea precisa di quale sia la situazione.

Diagnosi e interventi correttivi

Per la diagnosi della fistola biliare si utilizza in primo luogo la fistolografia, se non è possibile eseguirla, si fa una Tc e come ultima scelta la Rm. La risonanza magnetica è risolutiva perché utilizza un mezzo di contrasto che è epatospecifico, assorbito dagli epatociti che poi eliminato con la bile. Se viene messa più di una clip dal chirurgo, vuol dire che l’intervento di colecistectomia è stato complicato, perché normalmente vengono messe solamente due clips.

È importante inoltre ricordare che questi interventi correttivi devono essere svolti entro il primo mese dall’intervento originale, perché poi le vie biliari si chiudono e non si riesce più a passare con la guida e spaccare le clip. L’immagine a fianco riporta un caso in cui non si è agito tempestivamente: il paziente non aveva più una fistola, ma una stenosi e aveva colangite, gli è stato quindi proposto un intervento di resezione epatica per rimuovere il pezzo di fegato che non comunicava più con le vie biliari.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il problema principale legato alla circolazione del fegato?
  2. Il problema principale è la doppia circolazione (arteriosa e portale) del fegato, che viene studiata attraverso diverse fasi di imaging, come la fase in bianco, arteriosa, portale e tardiva.

  3. Come si gestiscono le legature errate delle vie biliari?
  4. Le legature errate delle vie biliari vengono gestite attraverso l'uso di un sondino nasobiliare e un catetere Simmons, che aiutano a identificare e risolvere il leak biliare, spesso mediante drenaggio e l'uso di stent riassorbibili.

  5. Quali tecniche diagnostiche vengono utilizzate per la fistola biliare?
  6. Per la diagnosi della fistola biliare si utilizza principalmente la fistolografia, seguita dalla TC e, come ultima opzione, dalla risonanza magnetica, che è particolarmente efficace grazie al suo mezzo di contrasto epatospecifico.

  7. Perché è importante intervenire tempestivamente dopo un intervento di colecistectomia?
  8. È fondamentale intervenire entro il primo mese dall'intervento originale, poiché dopo questo periodo le vie biliari tendono a chiudersi, rendendo difficile l'accesso e la correzione delle complicazioni.

  9. Cosa può accadere se non si agisce tempestivamente su una fistola biliare?
  10. Se non si interviene tempestivamente, si può sviluppare una stenosi e colangite, portando a complicazioni gravi come la necessità di un intervento di resezione epatica per rimuovere il segmento di fegato non comunicante con le vie biliari.

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