Concetti Chiave
- L'entrata nell'Inferno segna l'inizio del viaggio di Dante, che deve attraversare la porta per accedere al regno dei dannati.
- Nell'Antinferno si trovano gli ignavi, anime che non hanno preso posizione in vita e sono rifiutate sia dal Paradiso che dall'Inferno.
- Il contrapasso degli ignavi prevede che seguano una bandiera senza senso e siano puniti da mosconi e vespe, mentre il loro sangue si mescola alle lacrime.
- Dante incontra Caronte, il traghettatore delle anime, che inizialmente cerca di allontanarlo, ma Virgilio interviene per garantirne il passaggio.
- Le parole di Caronte su Dante diventano una profezia involontaria di salvezza, riconoscendolo come un'anima buona mentre le altre anime si preparano a salire sulla barca.
Divina Commedia (III canto)
L'entrata nell'Inferno?
Le prime 3 terzine del III canto indicano le parole riportate sull’architrave della porta dell’inferno. Comincia quindi il cammino di Dante che deve passare attraverso la porta dell’inferno per accederci.
Gli ignavi nell'Antinferno
Passato per la porta, si trova nell’antinferno, sede degli ignavi ovvero coloro che in vita, non hanno mai preso una posizione, che non si sono mai esposti (pusillanime). Dante colloca in questa zona dell’inferno (vestibolo) gli ignavi, perché queste anime, dice, vengono rifiutate dall’inferno essendo completamente neutri, agendo nell’oscurità. Entrando nell’antinferno, un forte tumulto, fatto di lamenti, grida e pianti, imprecazioni, colpisce Dante che chiede a Virgilio chi mai possa essere quella gente così colpita da dolore; si tratta appunto degli ignavi che insieme agli angeli rimasti neutrali nell’apocalittico scontro tra Lucifero e Michele, sono cacciati dal Paradiso e sono nel contempo rifiutati dall’inferno, pertanto si trovano nell’Antinferno, in una condizione così spregevole da invidiare i dannati.
Il contrapasso degli ignavi
Dante per l’assegnazione delle pene ai vari cerchi dell’inferno utilizza la regola del contrapasso secondo la quale, le anime soffrano pene fisiche contrarie ai peccati che hanno commesso; secondo questa regola, gli ignavi seguono una bandiera senza senso, nudi e punti da mosconi e vespe, appunto perché loro, in vita non sono mai stati pungolati dalle idee; mentre il loro sangue, che si mescola alle lacrime, nutre luridi vermi. In questa grande massa, Dante riconosce molti e in particolare, l’anime di colui che fece per viltade il gran rifiuto ovvero Papa Celestino V, che “abdicò” per colpa di alcune pressioni esterne permettendo la salita di Bonifacio VIII.
L'incontro con Caronte
Volgendo più avanti gli occhi, Dante scorge un’altra massa di dannati: sono i peccatori in attesa di essere traghettati sull’Acheronte ovvero il fiume infernale e di giungere nel luogo dove la giustizia divina li condanna a contare in eterno la loro pena. Quindi giunge il demone traghettatore Caronte che è il nocchiero delle anime, o ministro infernale che appunto le traghetta attraverso l’acheronte e che annuncia alle anime, timorose, l’immediata partenza per l’inferno. Dante nel suo cammino incontrerà molte anime che hanno diversi tra i 7 peccati capitali; tra i pusillanime, non parla nessuno, invece Dante nel suo viaggio descriverà molti personaggi facendoli parlare.
La profezia di Caronte
Non appena vede Dante, ancora in vita gli urla di allontanarsi, quindi interviene Virgilio con la sua grande capacità dialettica gli risponde che Dio ha deciso che Dante deve passare, quindi lui deve farlo salire. Alle dure minacce di Caronte, le anime restano sconvolte e, bestemmiando si accostano alla riva, e salgono sulla barca. Virgilio rassicura Dante e lo invita a ripensare alle parole di Caronte che, sono un’involontaria profezia di salvezza dato che si lamenta di lui, attribuendogli quindi la “classe” di anima buona. Mentre la barca parte col suo carico di disperazione, sulla riva, si ammassa una nuova schiera di dannati. Un forte terremoto seguito da un accecante fulmine, riempie di spavento Dante che, persi i sensi cade, come l’uomo quando è vinto dal sonno.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della porta dell'Inferno nel III canto della Divina Commedia?
- Chi sono gli ignavi e perché si trovano nell'Antinferno?
- Qual è il contrapasso degli ignavi secondo Dante?
- Chi è Caronte e quale ruolo svolge nel III canto?
- Qual è la profezia involontaria di Caronte riguardo a Dante?
La porta dell'Inferno segna l'inizio del cammino di Dante, che deve attraversarla per accedere all'Inferno, come indicato nelle prime terzine del canto.
Gli ignavi sono coloro che in vita non hanno mai preso una posizione e sono rifiutati dall'Inferno per la loro neutralità, trovandosi quindi nell'Antinferno in una condizione di grande disprezzo.
Gli ignavi seguono una bandiera senza senso, nudi e punti da mosconi e vespe, in quanto non sono mai stati pungolati dalle idee in vita; il loro sangue si mescola alle lacrime, nutrendo vermi.
Caronte è il demone traghettatore delle anime che annuncia l'immediata partenza per l'Inferno; egli si oppone a Dante, ma Virgilio interviene per garantire il passaggio del poeta.
Caronte, lamentandosi di Dante, lo considera un'anima buona, il che rappresenta un'involontaria profezia di salvezza per il poeta, come sottolineato da Virgilio.