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Concetti Chiave

  • Il secondo canto della Divina Commedia è un canto proemiale che introduce l'argomento e include un'invocazione alle muse, evidenziando la connessione tra tempo e ordine morale.
  • Dante si affida alla sua ragione anziché a una divinità, esprimendo il suo dubbio sulla legittimità del suo viaggio nell'oltretomba, confrontandosi con figure come Enea e San Paolo.
  • Virgilio, come guida di Dante, affronta le sue paure, spiegando che è stato inviato da Beatrice per aiutarlo a superare la sua viltà e timore.
  • Beatrice, rappresentata come un'angelo, scende nel limbo per chiedere aiuto a Virgilio, rivelando che la sua missione di salvare Dante è voluta da Maria e Santa Lucia.
  • Dopo l'incontro con Virgilio e Beatrice, Dante recupera il coraggio e si sente pronto ad affrontare il viaggio, paragonando il suo stato a un fiore rinato con l'arrivo del sole.

Divina Commedia (II canto)

Il secondo canto è un canto proemiale ovvero un canto introduttivo che si divide in due parti: l’argomento e l’invocazione alle muse. Nella concezione omerica, la musa è colei che ispira l’uomo, cioè gli da conoscenza. Inoltre a livello stilistico vi sono presenti dei richiami al Dolce stil novo. Dante comincia il secondo canto descrivendoci il tempo circostante. La scelta della sera come momento iniziale del viaggio nel regno dei morti rappresenta un’ analogia tra la dimensione naturale e l’immagine morale. Quindi le tenebre che calano, e l’avvicinarsi della notte cupa indicano il disorientamento morale di chi si allontana dalla luce col peccato ed entra nella notte del disordine spirituale. È qui che finisce l’argomento e subito inizia l’invocazione alle muse.

Dante e la sua ragione

Dante non è pagano, quindi oltre ad invocare le muse invoca il suo ingegno, lui dice che non è una divinità che lo ispira ma è la sua ragione.

Virgilio e il suo ruolo

Dante ha seguito Virgilio nella selva per fuggire alle tre fiere; ora accingendosi alla discesa nell’inferno, si rende conto della difficoltà del viaggio e chiede di essere sottoposto a un esame intellettuale e morale da parte di Virgilio. Continua dicendo che Virgilio nell’Eneide narra che Enea scese negli inferi e nei campi elisi trovò l’ombra del padre che gli predisse il futuro. Ma questa discesa è stata possibile solo grazie al privilegio concesso ad Enea dallo stesso Dio dato che lui era predestinato a dare inizio alla storia di Roma futura capitale dell’impero e del cristianesimo. Continua pure menzionando l’impresa di S. Paolo che pure lui scese negli inferi.

Qual è il dubbio e il coraggio di Dante?

Quindi Dante ragionando, arriva alla conclusione che: solo Enea e S. Paolo avevano ricevuto da Dio la Grazia per compiere il viaggio nell’oltretomba e questo aveva rivestito un enorme importanza per il destino civile e cristiano dell’intera umanità. Quindi gli sorge un dubbio: chi è lui per affiancarsi a questi grandi nomi, in questa epica impresa? Continua dicendo che se lui non usasse la ragione per andare avanti sarebbe un “folle”, il quale termine indica chi sfida le leggi di Dio, perché comunque Dante non è ancora morto. Quindi, come colui che non vuole più ciò che voleva, così Dante, sembra esitare, nel compiere il viaggio.

Beatrice e la sua missione

Interviene Virgilio, rimuovendo il dubbio di Dante, individuando il problema di Dante alla radice ovvero la “viltà”, la paura, la codardia. Quindi Virgilio, con lo scopo di fargli passare il timore, comincia a raccontargli il perché è venuto in suo soccorso. Virgilio, come tutte le anime dei pagani, si trovavano nel limbo, quando fu chiamato da una donna, che gli chiese di andare a salvare Dante (indicato con il termine “amico mio”) dal suo traviamento, per mezzo della sua capacità nel parlare (parola “ornata). Finito il discorso, la donna si presenta e si scopre essere Beatrice, che per volontà di un amore superiore, è scesa nel limbo per chiedergli aiuto. Virgilio le risponde che il suo comando per lui è un ordine e continua domandandole come mai non abbia paura nello scendere negli inferi. Beatrice spiega le ragioni della sua sicurezza, afferma che si devono temere solo quelle cose che possono avere un’azione dannosa su di noi e non quelle che non hanno possibilità di nuocerci. Continua definendosi un angelo, creata da Dio e quindi l’infelicità dell’inferno non può colpirla. Virgilio prosegue il racconto dell’incontro con Beatrice, che gli ha svelato come il destino e la salvezza di Dante fossero stati voluti dalla Vergine Maria e da Santa Lucia: esse l’avevano convinta a soccorrere il poeta che tanto l’aveva amata e che per questo amore si era elevato dalla mediocrità cristiana. Detto ciò viene ripreso il discorso tra Dante e Virgilio, il quale gli domanda “poscia che” dopo aver saputo che nel cielo vi sono 3 donne che vegliano su di lui, e dopo essersi affidato alla capacità nella dialettica di Virgilio, se nel suo cuore alberga ancora viltà. Quindi Dante sentite le parole di Virgilio riprende il coraggio e tramite la similitudine del fiore, dice che è come un uomo rinato all’insorgere del sole ed è pronto ad affrontare il viaggio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della scelta della sera nel secondo canto della Divina Commedia?
  2. La scelta della sera come momento iniziale del viaggio simboleggia l'analogia tra la dimensione naturale e l'immagine morale, rappresentando il disorientamento morale di chi si allontana dalla luce del bene e entra nella notte del disordine spirituale.

  3. Come si differenzia l'ispirazione di Dante rispetto a quella di Enea e San Paolo?
  4. A differenza di Enea e San Paolo, che hanno ricevuto la Grazia divina per compiere il viaggio nell'oltretomba, Dante si affida alla sua ragione, sottolineando che non è una divinità a ispirarlo, ma il suo ingegno.

  5. Qual è il ruolo di Virgilio nel secondo canto?
  6. Virgilio funge da guida e mentore per Dante, rimuovendo i suoi dubbi e affrontando la sua paura, spiegando che è stato chiamato da Beatrice per aiutarlo a superare il suo traviamento.

  7. Chi è Beatrice e quale è la sua missione?
  8. Beatrice è una figura angelica che scende nel limbo per chiedere a Virgilio di salvare Dante, rappresentando un amore superiore e la volontà divina di guidare il poeta verso la salvezza.

  9. Come evolve il coraggio di Dante durante il canto?
  10. Dopo aver ascoltato le parole rassicuranti di Virgilio e appreso del supporto di tre donne celesti, Dante ritrova il coraggio, paragonandosi a un fiore rinato al sole, pronto ad affrontare il viaggio nell'oltretomba.

Domande e risposte

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