Concetti Chiave
- I canali DRK presentano quattro stati chiusi sequenziali e un solo stato aperto, il che genera un ritardo nell'apertura della corrente a causa della necessità di attraversare più stati.
- Il modello di gating dei canali K voltaggio-dipendenti implica che ogni subunità può essere in due conformazioni, e tutte devono essere permissive per l'apertura del canale.
- Le costanti di transizione α e β, che governano le transizioni tra stati, sono influenzate dal potenziale di membrana, con α che aumenta e β che diminuisce durante la depolarizzazione.
- La simulazione del comportamento dei canali prevede un numero iniziale di canali nello stato C1 e analizza come la conduttanza e il potenziale di inversione influenzano la corrente macroscopica.
- Il comportamento cinetico è descritto da equazioni differenziali che regolano l'andamento temporale degli stati, utilizzate per calcolare la popolazione di canali aperti durante la simulazione.
Comportamento cinetico dei canali DRK
Sono stati fatti molti studi sul comportamento cinetico dei canali DRK, e si è arrivati a stabilire che il seguente schema cinetico descrive accuratamente i dati sperimentali:
Le caratteristiche fondamentali dello schema 4 sono le seguenti:
I canali DRK possono esistere in 4 stati chiusi diversi, connessi l’un l’altro in maniera sequenziale. Come già detto, è proprio questo alto numero di stati chiusi che devono essere attraversati durante l’apertura che determina il ritardo osservato per la salita della corrente. Infatti a potenziali negativi questi canali si trovano nello stato C1. In seguito alla depolarizzazione essi si aprono, ma per farlo devono attraversare altri tre stati chiusi.
I canali possono esistere in un solo stato aperto, connesso allo stato chiuso C4.
Le costanti di transizione tra uno stato e l’altro sono tutte multiple di due costanti fondamentali, α e β.
In che modo si spiega questa relazione tra le varie costanti cinetiche?
Modello di gating e subunità
Come già detto in precedenza, questo particolare schema cinetico deriva da un modello di gating ben in accordo con la struttura trovata per questi canali. Come abbiamo visto, i canali K voltaggio-dipendenti sono formati da quattro subunità proteiche che di assemblano a formare un canale funzionale. Nel modello di gating proposto ogni subunità può esistere in due possibili conformazioni, una chiamata non-permissiva, N, e l’altra permissiva, P. Le costanti α e β rappresentano le costanti di velocità per la transizione N->P ed P->N, rispettivamente. Affinché un canale sia funzionalmente aperto tutte e quattro le subunità devono trovarsi nella conformazione permissiva. Negli altri casi, in cui tutte le subunità sono nella conformazione non-permissiva oppure in cui solo alcune delle subunità sono nella conformazione permissiva, il canale è funzionalmente chiuso.
Transizioni e costanti cinetiche
Da questa situazione il canale può passare allo stato C1, quando una delle quattro subunità passa allo stato conformazionale P. Poiché le subunità che possono affrontare questa transizione sono quattro, la costante di transizione che porta da C0 a C1avra un valore pari al quadruplo della costante fondamentale α. Dallo stato C1 il canale passa allo stato chiuso C2 se una delle tre restanti subunità nella conformazione N passa alla conformazione P. Poiché in questo caso sono tre le subunità che possono affrontare questa transizione, la costante di transizione che porta da C1 a C2varrà 3 α. Considerazioni analoghe valgono per gli stati C3, ed O, quest’ultimo, come detto, caratterizzato dall’avere tutte e quattro le subunità nella conformazione P. Un ragionamento simile, ma inverso, a quello appena fatto può spiegare i valori delle costanti di transizione che, nello schema, si dirigono verso sinistra.
Dipendenza dal potenziale di membrana
Le costanti di transizione α e β variano al variare del potenziale di membrana, e ciò fa sì che l’apertura di questi canali dipende dal potenziale di membrana. Gli studi sperimentali condotti su questa corrente sono arrivati a capire quale forma matematica assume la voltaggio-dipendenza di α e β, che è la seguente:
Da notare che delle due costanti di transizione sono una, la β, segue una dipendenza esponenziale dalla differenza di potenziale transmembrana.
All’aumentare di V, ovvero in seguito alla depolarizzazione della membrana, α aumenta e β diminuisce, come si vede dal grafico seguente
Ciò significa che i canali, all’aumentare di V, tenderanno ad aprirsi.
Simulazione e conduttanza dei canali
Studiamo ora il comportamento di questi canali facendo una simulazione xpp. Assumiamo che al tempo 0 tutti i canali(in numero NT=1000) si trovano nello stato C1: nC1=1 e nC2=nC3=nC4=nO=0.0. Assumiamo inoltre che la conduttanza di singolo canale sia di 10 pS, che il potenziale di inversione sia di -80 mV e che la relazione tra corrente e voltaggio sia lineare.
Allora la corrente macroscopica sostenuta da questi canali sarà data da:
I=gK (V-VIN) NT no
come ultima informazione ci serve la descrizione delle equazioni differenziali che governano l’andamento temporale dei vari stati cinetici, le quali verranno utilizzate per ricavare no nell’equazione precedente:
Durante la simulazione l’apertura dei canali verrà stimolata applicando step depolarizzanti al potenziale di membrana VP, valore che potrà essere cambiato durante l’esecuzione del programma, a partire da un potenziale holding di -70 mV. Ciò renderà l’output simulato simile a ciò che normalmente viene condotto sperimentalmente per studiare queste correnti.
Domande da interrogazione
- Qual è il numero di stati chiusi in cui possono esistere i canali DRK?
- Come è strutturato il modello di gating dei canali DRK?
- Qual è la relazione tra le costanti di transizione e gli stati cinetici?
- In che modo il potenziale di membrana influisce sull'apertura dei canali DRK?
- Come viene simulato il comportamento dei canali DRK in un esperimento?
I canali DRK possono esistere in quattro stati chiusi diversi, connessi in modo sequenziale, il che contribuisce al ritardo osservato nella salita della corrente durante l'apertura (come descritto nel testo).
Il modello di gating dei canali DRK prevede che ogni canale sia formato da quattro subunità proteiche, ognuna delle quali può trovarsi in due conformazioni: non-permissiva (N) e permissiva (P). Per l'apertura funzionale del canale, tutte le subunità devono essere nella conformazione permissiva (come spiegato nel testo).
Le costanti di transizione α e β sono fondamentali per il passaggio tra gli stati cinetici. Ad esempio, la costante di transizione da C0 a C1 è quadrupla rispetto a α, mentre da C1 a C2 è tripla, a causa del numero di subunità coinvolte in ciascuna transizione (come indicato nel testo).
Le costanti di transizione α e β variano con il potenziale di membrana, influenzando così l'apertura dei canali. In particolare, all'aumentare della depolarizzazione (V), α aumenta e β diminuisce, favorendo l'apertura dei canali (come descritto nel testo).
Durante la simulazione, si assume che tutti i canali inizino nello stato C1 e si applicano step depolarizzanti al potenziale di membrana. La corrente macroscopica è calcolata in base alla conduttanza dei canali e alla differenza di potenziale, rendendo l'output simile a esperimenti reali (come spiegato nel testo).