Vettori
Un vettore è un ente matematico descritto da un numero (modulo, non negativo), una direzione e un verso. Se ad una determinata grandezza fisica è associabile un vettore essa risulta matematicamente ben definita e si dice grandezza vettoriale.
Proprietà generali
Un vettore di modulo unitario si dice versore (â), uno di modulo 0 si dice vettor nullo (0).
Nello spazio, dato un vettore â, ∀∞ vettore equipollenti ad â, cioè con stesso modulo, direzione e verso e si ha che: se ∈ 3 ⇒ = ⇔ â e sono equipollenti.
Siano A, B due pti dello spazio il vettore â che congiunge A e B si può scrivere come B - A. Si ha inoltre che:
|â| = √((xB - x0)² + (y0 - yB)² + (zB - xB)²)
Le linee rotte della retta che congiunge ed è equipollente fra due vettori, se σ due vettore possono essere indefinitamente unita nello spazio senza che perdo ottenere ità perció esso si dice vettore libero.
NB Un vettore è diverso da un segmento orientato per questo motivo.
Vettori
Un vettore è un ente matematico descritto da un numero (modulo, non negativo), una direzione e un verso. Se ad una determinata grandezza fisica è associabile un vettore essa risulta matematicamente ben definita e si dice grandezza vettoriale.
Proprietà generali
Un vettore di modulo unitario si dice versore (â), se uno di modulo 0 si dice vettor nullo (0).
Nello spazio, dato un vettore ā, i ∞3 vettore equipollenti ad ā, cioè con stesso modulo, direzione e verso, si ha che:
Se ī ∈ ě3 ⇒ ī = q̄ ⇔ ā e ī sono equipollenti.
Siano A, B due pti. dello spazio ĒAB.
Il vettore ā che congiunge A e B si può scrivere come B - A. Si ha inoltre che:
|ā| = √((xa - xb)² + (ya - yb)² + (za - zb)²)
Le circostanze della loro area tra equipollenza ed equiproiezione tra due vettori ā e ī di uno stesso vettore si può creare indirettamente intorno nello spazio senza che perda di generalità. Perciò esso si dia vettore libero.
NB Un vettore è diverso da un segmento orientato per questo motivo.
Se si parla di vettori in generale si intende un vettore libero.
Se un vettore libero →a è posto con origine in un pto A esso si dice vettore applicato al pto A -> (→A) (A, →a)
Se vettori indicati come differenza di pnti sono congruenti sia che dei:
A - B = C - D
Definizione #1
Si dice prodotto per il vettore →a e un numero reale m un vettore di modulo |m| |→a|, direzione uguale a quella di →a e verso uguale o opposto ad →a a seconda del segno di m.
∋ Si dice parallelismo se i due vettori hanno uguali direzione.
Teorema #1
Se →b e →a sono vettori paralleli, si ha che:
→b || →a <-> ∃ m ∊ ℝ : →b = m→a
La dimostrazione segue immediatamente dalle definizioni precedenti.
Somma di vettori
Siano 1, 2 due vettori tali per cui:
1 = A1 - A2 = A2 - A
Si definisce vettore somma (1 + 2) o risultante di 1 e 2, il vettore
1 + 2 = A2 - A1
Per sua natura il vettore A2 - A3 è equipollente ad A1 = 1 e A3 - A1 è equipollente ad P2 - A = 2 per cui:
1 + 2 è equipollente ad A1 (A2 - A3) + (A3 - A1)
1 + 2 = 2 + 1
Siano 1, 2, ..., m m vettori. Si ha che:
i = Ai - A n = Am - Am-1
Si intende per Differenza di vettori la somma fra il primo vettore e l'opposto del secondo:
1 - 2 = 1 + (- 2)
Teorema #2
Definita come Complanarità fra direzioni vettoriali una proprietà per la quale 3 vettori, con origine nello stesso punto, giacciono sullo stesso piano, si ha che ogni vettore è scomponibile nei due vettori la cui somma è proprio 3.
2 3
1\ 1 + 2 = 3
\\ Tali vettori sono complanari ad a* con\ direzioni distinte.
Dimostrazione:
2 = C-A 1 = C-A = B-D
2 = D-A 2 = D-A = B-C
2 = B-A (ABCD è un parallelogramma)
Costruite le rette passanti per B parallele alle direzioni date da 1, 2 ottenete il parallelogramma ABCD, per cui i* che lo contiene.
Piano generico
Si ha che:
2 = B-A = (D-A) + (B-D) = 1 + 2
Teorema #3
Ogni vettore è dello spazio è scomponibile in 3 ulteriori vettori di direzioni non complanari fra loro le cui somme è
Dimostrazione:
Dati i vettori, , non complanari, si deve dimostrare che: Se la direzione di coincide con una delle direzioni di, lo dimostra immediata poichè gli altri due vettori vanno a zero:
Alla := >=
Se la direzione è diversa si ha che:
Associato ad il vettore la cui direzione è data dalla retta di intersezione tra i piani di e die' => sono complanari.
Per come è definito nello spazio il per il recente precedente il pto e
Per Si considerino le direzioni dei vettori B'-D e B'-C, allora ∃q̅2, q1 ∈ E̅3:
q̅2 // B'-C ↓
q̅2 // B'-D
Poiché Q¹=B'-A=(C-A)+(B'-C)=Q₁+Q₂⇒ Q= q̅1+q̅2= q1+q2+q3(poiché q̅1 si può scomporre in q̅1+q̅2)
Osservazione
Sia π il piano individuato da q̅1, q̅2 e sia1,2 ⊂ π: A∈E ⊄⇒ Si ha che q̅3 è la componente normale a π di q̅, mentre q̅2, q̅1 si dicono componenti lungo il piano π.
Rappresentazione cartesiana dei vettori
Si consideri il riferimento cartesiano Oxyz ed i tre vettori q̅1, q̅2, q3 nelle direzioni dei tre assi, i cui versori fondamentali î ȷ̂ k̂, i versori unitari nelle direzioni degli assi cartesiani.
Si ha che:
q̅1 // x => ∃qx∈ℝ: q1 ∍ Qx î
q̅2 // y => ∃qy∈ℝ: Q2 qy ȷ̂
e q̅3 // z => ∃qz∈ℝ: Q3 qz k̂
Lettera per il vettore n3, poiché x,y,z sono non acutamente, il vettore è tale per cui:
ŷ = ŷ1 + ŷ2 + ŷ3
| ŷxi + ŷy j + ŷz k |
Qx,Qy,Qz -> si dicono componenti cartesiane di ŷ
Proprietà
ŷ = b ŷx = bx (1) ŷy = by (1) ŷz = bz
Se ŷ = c b + c si ha due
(bx1 + by j + bz k) + (cx i1 + cy j + cz k)
c (bx + cx) i1 + (by + cy) j1 + (bz + cz) n1
{ ŷx = bx + cfx ŷy = by + cy ŷz = bz + cz ii = 1 jj = 1 kk = 1
ij = 0 ecc...
⇒ a · b = (ex,qy,qz) · (bx,by,bz)c
ex bx + qy by + qz qz
Se α L'angolo fra ŷ e l'axe x per definizione dei prodotto scalare si ha due:
| ŷx = α cos d = Qx(ax,Qy,Qz) · (1,0,0)
In modo analogo:
αy = αcosβ
αz = αcosφ
αx2 + αy2 + αz2 = α2cos2α + α2cos2β + α2cos2φ == α2(cos2α + cos2β + cos2φ)= 1
a2 = αx2 + αy2 + αz2
Teorema di Pitagora
La componente di un vettore lungo un asse corrisponde alla sua proiezione sull’asse stesso e vale che:
αz = αcosδ
a x b ⋅ c =
|i j k|
| ax ay az |
| bx by bz |
a x b ⋅ c =
| ax ay az |
| bx by bz |
| cx cy cz |
Doppio prodotto vettoriale
Si dimostra che:
(a×b)×c = (a·c)b - (b·c)a
Infatti, se si sceglie un set tale per cui c||z si ha che:
c = ck , a·c = azc , b·c = bzc i j u => | aybz-azby azbx-axbz axby-aybx | 0 0 c
a x b = (aybz - azby ... )= azc( bx i + by j + bz k ) - bzc( ax i + ay j + az k )
c (a·c)b - (b·c)a
Tale formula è utile per la risoluzione delle equazioni vettoriali del tipo:
a × x = b
Per definizione di prodotto vettoriale a⊥b= si dimostra che x₀·c è soluzione.
In effetti:
a × x₀ = a x b¯ x a
1/α²(b x a) × a= -1/α²[ (b·c ) a - (a·c )b]
1/α²(- (a·b)c)
a⊥b o b⊥a = 0
Poi che, inoltre, ax ≠ 0 e si ha che:
x̅ = x̅0 + ha̅ con h ∈ ℝ
Il luogo di tutti i pt tali per cui:
x̅ = P-O
con a̅ x (P-O) = 0
è una retta parallela ad a̅.
Vettori variabili e loro derivazione
Sia t una variabile numerica tale per cui
t ∈ I = (t1, t2), t1, t2 ∈ ℝ. Se ad ogni valore che t assume in I è associabile ununico vettore u̅(t) di esso si dice Vettor-funzione (o funzione vettoriale) ū di t:
u̅ = u̅(t) ∀ t ∈ I
Per e proprietà vettoriali viste in precedenza anche le componenti di u̅ sono funzioni (scalari) di t:
ux = ux(t) , uy = uy(t) , uz = uz(t)
Definizione: limite per funzioni vettoriali
Si dice che, sia
\(\lim_{{t \to t_0}} \underline{u}(t) = U_0 \Leftrightarrow \) \( \forall \varepsilon > 0 \exists \delta > 0 : \forall t \in (t_0 - \delta, t_0 + \delta ) \) \ \( \) \( | \underline{u}(t) - U_0 | Poiché \(