Concetti Chiave
- Il nome Bolivia è dedicato a Simòn Bolivar, il leader che liberò il territorio dal dominio spagnolo nel XIX secolo.
- Prima della conquista spagnola, la Bolivia era abitata da diverse popolazioni indigene, tra cui Qhuèciua e Asymara.
- La conquista spagnola iniziò nel 1535, portando alla fondazione di città e all'introduzione di un sistema di sfruttamento delle risorse naturali.
- Le rivolte contro gli Spagnoli culminarono nel 1825, quando Simòn Bolivar proclamò l'indipendenza e nacque la Repubblica della Bolivia.
- La Bolivia ha affrontato conflitti territoriali con il Cile e il Paraguay, perdendo significative porzioni di territorio nel XIX secolo.
Origini del nome Bolivia
La Bolivia deve il suo nome a Simòn Bolivar, che all’inizio del XIX secolo, riuscì a cacciare gli Spagnoli dal Venezuela, dalla Colombia, dall’Ecuador e dal territorio che, da lui, ha preso il nome attuale di Bolivia.
La Bolivia prima della conquista spagnola
Popolazioni precolombiane
Prima dell’arrivo dei conquistatori spagnoli nell’America del Sud, la Bolivia era abitata da diverse popolazioni. La più progredita era quella degli Qhuèciua che occupavano la parte nord-occidentale mentre gli Asymara si erano stanziati sull’altopiano su cui si trova il lago di Titicaca. A sud del lago, vivevano gli Uru, una popolazione arrivata in questi luoghi in un’epoca antichissima. Altre tribù erano i Guarayu, i Tapiete, i Mataco e i Choroti delle quali ancora oggi vivono alcuni discendenti, sebbene in via di estinzione.
Conquista spagnola
Nel 1535, l’imperatore Carlo V dette ordine ai tre fratelli Pizarro di occupare l’America latina, in nome del re di Spagna. Con molta difficoltà essi riuscirono a conquistare la regione poiché gli abitanti del luogo consideravano gli Europei molto pericolosi e seppero opporre una dura resistenza. Dei tre fratelli, Gonzalo, riuscì a raggiungere la parte centrale della Bolivia e, ben presto, aiutato dai fratelli arrivò ad estendere il dominio spagnolo su tutto il territorio che si diceva ricco di oro e di argento. Con l’occupazione spagnola, cominciarono a sorgere le prime città e fu fondata anche La Paz, l’odierna capitale. Gli Spagnoli furono degli sfruttatori, costringendo gli indigeni al faticoso lavoro delle miniere a tal punto che essi finirono per organizzare violente rivolte che si aggravarono agli inizi del XIX secolo.
Ribellioni e indipendenza
Molti Boliviani formarono il Partito patriottico e nel 1809 invasero il palazzo del governativo e fecero prigioniero il governatore. Nonostante la repressione spagnola, i Boliviani non si persero d’animo e le Ribellioni continuarono anche in modo più violento. In questo periodo entra in scena Simòn Bolivar. Al termine di un lungo viaggio in Europa, egli arrivò a Roma e sui resti del colle Aventino, giurò di liberare dall’oppressore la sua patria e tutta l’America meridionale. Egli iniziò la guerra di liberazione nel marzo 1824 ed un anno dopo entro trionfante a La Paz. La dominazione spagnola della Bolivia prendeva così fine. E nel luglio dello stesso anno nasceva la Repubblica della Bolivia. Pur essendo stato designato presidente, Bolivar rinunciò all’incarico al suo luogotenente Sucre che si era distinto nella guerra di liberazione.
Gli anni successivi sono caratterizzati da tutta una serie di conflitti contro gli Stati vicini da cui la Bolivia non è sempre uscita vittoriosa.
Conflitti con stati vicini
Innanzitutto, nel 1866, il Cile minacciò di dichiarare guerra alla Bolivia per impossessarsi della provincia di Antofagasta, ricca di giacimenti di argento e di rame. Per poter evitare la guerra, il presidente boliviano in carica ne concesse lo sfruttamento al Cile. Dodici anni dopo, i Boliviani decisero di riprendersi i loro giacimenti, il Cile reagì e l’anno successivo scoppiò la guerra che durò ben due anni. Nonostante il sostegno del Perù, i Boliviani furono sconfitti e dovettero cedere al Cile il territorio conteso, perdendo così l’unico sbocco sul mare.
Negli anni successivi, scoppiò una guerra fra Bolivia e Paragay, che pretendeva il possesso dell’altopiano del Chaco. Con il trattato finale di tre anni dopo, una parte del territorio conteso passava al Paraguay.
Sommosse del XX secolo
Nel corso del XX secolo la Bolivia è stata sconvolta da molte sommosse, fatte scoppiare dal popolo per ottenere una partecipazione democratica al governo. La più importante è quella capeggiata da Hernan Siles Suazo, scoppiata nel 1952, che portò i boliviani a veder soddisfatte le loro richieste e che trasformò la Bolivia in Repubblica democratica.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del nome "Bolivia"?
- Quali popolazioni abitavano la Bolivia prima della conquista spagnola?
- Come avvenne la conquista spagnola della Bolivia?
- Quali eventi segnarono la lotta per l'indipendenza della Bolivia?
- Quali conflitti ha affrontato la Bolivia con gli stati vicini nel XIX secolo?
La Bolivia deve il suo nome a Simòn Bolivar, che liberò diversi territori sudamericani, incluso quello che oggi è la Bolivia, dall'occupazione spagnola all'inizio del XIX secolo.
Prima della conquista, la Bolivia era abitata da diverse popolazioni precolombiane, tra cui gli Qhuèciua, gli Asymara e gli Uru, con altre tribù come i Guarayu, i Tapiete, i Mataco e i Choroti, alcune delle quali hanno discendenti ancora oggi.
La conquista spagnola iniziò nel 1535 con l'ordine dell'imperatore Carlo V ai Pizarro, che affrontarono una dura resistenza da parte degli indigeni. Gonzalo Pizarro riuscì a conquistare la parte centrale della Bolivia, portando alla fondazione di città come La Paz.
La lotta per l'indipendenza culminò con le ribellioni del 1809 e l'arrivo di Simòn Bolivar nel 1824, che portò alla liberazione dalla dominazione spagnola e alla nascita della Repubblica della Bolivia nel luglio dello stesso anno.
La Bolivia ha affrontato conflitti significativi, tra cui la guerra con il Cile per la provincia di Antofagasta e una guerra con il Paraguay per il possesso dell'altopiano del Chaco, portando a perdite territoriali in entrambi i casi.