Concetti Chiave
- L'Angola è uno dei più grandi paesi africani, bagnato dall'oceano Atlantico e confinante con diversi stati, tra cui la Repubblica Democratica del Congo e la Namibia.
- Il dominio portoghese in Angola, iniziato nel XVI secolo, ha portato a una politica di negazione dei diritti civili per gli indigeni, creando tensioni sociali e un forte sentimento nazionale.
- La lotta per l'indipendenza dell'Angola cominciò nel 1961 e culminò con la proclamazione della Repubblica Popolare dell'Angola nel 1975, dopo anni di conflitti armati tra diversi movimenti indipendentisti.
- La guerra civile tra MPLA e UNITA, sostenuta rispettivamente da Cuba e Stati Uniti, ha segnato la storia angolana fino agli accordi di pace degli anni '90 e alla stabilizzazione politica nei primi anni 2000.
- Oggi, l'Angola è attivamente coinvolta in organizzazioni internazionali come l'ONU e l'Unione Africana, e partecipa a iniziative economiche regionali e globali.
Geografia e storia coloniale
L’Angola è uno dei più vasti paesi africani. Bagnato ad ovest dall’oceano Atlantico, confina con la Repubblica democratica del Congo a nord e nord-est, a est con lo Zambia e a sud con la Namibia.
Dominio portoghese e tensioni sociali
Scoperta nel 1482, essa accolse i primi insediamenti europei a cavallo fra il XVI e XVII quando furono fondate lungo la costa le prime città. Il dominio angolano, fu riconosciuto dalle potenze europee solo alla fine del XIX secolo, dopo essere stato oggetto di lotta fra Portoghesi ed Olandesi ed essere stato ampliato verso l’interno. Poco a poco, le popolazioni indigene si sottomisero al governo portoghese la cui politica fu quella di rifiutare la concessione agli indigeni dei più elementari diritti civili, costringendoli ai lavori forzati. Le prime prese di coscienza del sentimento nazionale, partì dall’ élite che aveva avuto l’occasione di entrare in contatto con la cultura e con la civiltà della madrepatria. Nel 1935, il governo portoghese dichiarò l’ Angola parte integrante del Portogallo, ma questa disposizione era valida solo per i residenti di razza bianca perché per gli altri valeva il sistema dell’ “indigenato”. In pratica, agli Angolani, veniva riconosciuto lo status di inferiorità dal quale ci si poteva riscattare a condizione di raggiungere un certo grado di istruzione e di essere in possesso di un reddito. In teoria la disposizione poteva avere conseguenze positive, ma non fu così perché ne poté approfittare solo l’ 1% della popolazione indigena. Per questo, la tensione non tardò a farsi sentire, a tal punto che nel 1951, il governo portoghese decise di elevare la colonia a provincia portoghese d’Oltremare; in questo modo, l’Angola acquisì il diritto di avere rappresentanti all’Assemblea nazionale ed un governatore in loco.
Lotta per l'indipendenza
Nel 1961, l’indigenato fu abolito, ma proprio nello stesso anno ebbe inizio la lotta armata da parte dell’UPA (Unione delle popolazioni dell’Angola) che consideravano le proposte insufficienti anche perché erano dettate da sentimenti paternalistici. Iniziò così una serie di repressioni e atti di rivolte soprattutto quando nella lotta entrarono a far parte anche movimenti di estrema sinistra come l’ MPLA (Movimento popolare per la liberazione dell’Angola), fondato da Agostinho Neto e Roberto de Andrade. Il Portogallo, da parte sua, insisteva nel tenere un atteggiamento in ritardo di decenni rispetto a quello assunto dalle altre e potenze coloniali. Finalmente, Nel 1974, in seguito alla Rivoluzione dei Garofani in Portogallo, cessarono le ostilità e fu instaurato un governo di coalizione fra i movimenti indipendentisti, che però durò poco .
L'11 novembre 1975 il Portogallo riconobbe l'indipendenza del paese; il MPLA proclamò la Repubblica Popolare dell'Angola, mentre il FNLA ed altri gruppi come l’ UNITA proclamarono nelle zone da loro controllate una repubblica separata con capitale Huambo. Il MPLA prevalse sugli altri due movimenti e nel febbraio 1976 le sue truppe conquistarono Huambo.
Guerra civile e interventi internazionali
L'MPLA era un movimento marxista-leninista che organizzò un sistema politico monopartitica, appoggiato da Cuba e dall'Unione Sovietica, mentre l'UNITA (Unione nazionale per l’indipendenza totale dell’Angola) era sostenuta da Stati Uniti e Sudafrica. I due gruppi ingaggiarono una lotta senza esclusione di colpi. Il conflitto iniziò nel novembre del 1975 con l'invasione dell'Angola da parte del Sudafrica ( in cui era in vigore apartheid,) vide l'intervento di migliaia di soldati cubani e si protrasse per anni. La popolazione civile fu letteralmente decimata. Dopo la sconfitta del Sudafrica, si firmò un accordo di pace, voluto dalle potenze straniere. A seguito di elezioni, il potere passò a José Eduardo dos Santos che assunse la guida assoluta del paese. Ma la guerriglia continuò perché l’UNITA non accettò l’esito elettorale, ma fu sanzionata dal consiglio di sicurezza dell’ OINU. La situazione cominciò a risolversi nei primi anni del XXI secolo.
Angola nel contesto internazionale
Attualmente, l'Angola fa parte dell'ONU, dell'Unione Africana, della Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese, della Southern African Development Community , dell'Organizzazione Mondiale del Commercio ed è anche associata all'Unione Europea.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione geografica dell'Angola e con quali paesi confina?
- Come si è sviluppato il dominio portoghese in Angola?
- Quali furono le conseguenze della dichiarazione del 1935 da parte del governo portoghese?
- Quando e come è iniziata la lotta per l'indipendenza dell'Angola?
- Qual è la situazione attuale dell'Angola nel contesto internazionale?
L'Angola è uno dei più vasti paesi africani, bagnato ad ovest dall'oceano Atlantico e confinante a nord e nord-est con la Repubblica democratica del Congo, a est con lo Zambia e a sud con la Namibia.
Scoperta nel 1482, l'Angola ha visto i primi insediamenti europei tra il XVI e XVII secolo. Il dominio portoghese fu riconosciuto solo alla fine del XIX secolo, dopo lotte con gli Olandesi e una progressiva sottomissione delle popolazioni indigene.
Nel 1935, il governo portoghese dichiarò l'Angola parte integrante del Portogallo, ma solo per i residenti di razza bianca, mantenendo gli indigeni in uno stato di inferiorità, il che portò a crescenti tensioni sociali.
La lotta per l'indipendenza iniziò nel 1961 con l'abolizione dell'indigenato e l'insurrezione dell'UPA, seguita da movimenti come l'MPLA, che si opposero alle proposte portoghesi ritenute insufficienti.
Oggi, l'Angola è membro di diverse organizzazioni internazionali, tra cui l'ONU, l'Unione Africana e la Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese, evidenziando il suo impegno nella cooperazione internazionale.