Concetti Chiave

  • Nel maggio 1997, i laburisti guidati da Tony Blair vinsero le elezioni in Gran Bretagna, segnando la fine di diciotto anni di governo tory.
  • Blair promosse una politica di "New Labour", cercando una terza via tra il laburismo radicale e il neoliberismo, mantenendo alcuni aspetti di quest'ultimo.
  • La sua strategia estera si basò su una forte alleanza con gli Stati Uniti, partecipando a conflitti come l'invasione dell'Afghanistan e dell'Iraq.
  • Blair realizzò riforme per aumentare l'autonomia parlamentare di Scozia e Galles, contribuendo anche agli accordi del Venerdì Santo per la pace in Irlanda del Nord.
  • Le elezioni del 2005 segnarono un calo della maggioranza laburista e un aumento delle critiche pubbliche per l'invio di truppe in Iraq, portando alle dimissioni di Blair nel 2007.

La vittoria dei laburisti

In Gran Bretagna, dopo diciotto anni di dominio dei tories e dell’ideologia di Margaret Thatcher, nel maggio 1997, le elezioni inglesi furono vinte dai laburisti guidati da Tony Blair. Egli si proponeva come un uomo nuovo della politica inglese dalle idee socialiste moderate e comunque riformiste. In sostanza, egli rappresentava una terza via fra il tradizionale laburismo radicale, tutto rivolto agli interessi sindacali e il neoliberismo thatcheriano. La sua politica è chiamata, per questo, anche New Labour, per sottolineare la discontinuità rispetto alla sinistra del fordismo. In politica, fu creato il termine “blairismo”, indicando con ciò una politica caratterizzata da cospicui investimenti nei servizi pubblici, da un interventismo, da stretti rapporti con gli USA in relazione alle relazioni estere, a un sostegno al rafforzamento della polizia, alla lotta per combattere il terrorismo e una grande attenzione all'educazione per favorire la mobilità sociale dei lavoratori.

La politica interna di Blair

Una volta eletto, in politica interna, egli perseguì una strategia che non tendeva a smantellare del tutto i mutamenti neoliberisti voluti dalla Thatcher. Anzi, li mantenne, pur con qualche flessibilità, come le liberalizzazioni, la flessibilità del lavoro, la riduzione del potere sindacale. Questo perché Blair considerava tali aspetti come funzionali alle esigenze della globalizzazione e necessari per rendere il Regno Unito competitivo sui mercati internazionali.

La politica estera di Blair

In politica estera, adottò una strategia di stretta alleanza con gli Stati Uniti, sostenendo fortemente l’amministrazione Bush e di presenza attiva nell’Unione Europea, anche se, a volte con un atteggiamento di freno alle tendenze più comunitarie, del resto sempre tipico della tradizionale politica inglese. Inoltre, assicurò che le Forze Armate britanniche avrebbero partecipato all’invasione dell’Afganistan del 2001 e all’invasione dell’Iraq del 2003. Egli intervenne militarmente anche in Sierra Leone e nel Kosovo.

Riforme istituzionali e crescita economica

Sul piano istituzionale, egli operò alcune scelte mirate a favorire l’autonomia parlamentare e fiscale della Scozia e del Galles, pur in un quadro sempre unitario del regno. istituendo il Parlamento scozzese, l'Assemblea nazionale per il Galles e l'Assemblea dell'Irlanda del Nord. Nei primi anni del XXI secolo che coincidono con il governo Blair, la Gran Bretagna conobbe un periodo di crescita sostanzialmente superiore rispetto alla media dei paesi dell’U.E. Per quanto riguarda la questione irlandese, il nuovo governo inglese riuscì a conseguire un rilevante successo nell’aprile del 1998, con gli “accordi del Venerdì Santo” fra tutte le parti coinvolte nel conflitto, cioè Regno Unito, Repubblica di Irlanda, principali partiti unionisti e indipendentisti. Le parti si accordarono in modo democratico e pacifico per la risoluzione del conflitto nordirlandese, avviando così nuove istituzioni politiche della provincia.

Dimissioni di Blair e successione

Le elezioni del 2005 contrassero la maggioranza laburista nei confronti della quale si manifestò un’opinione pubblica critica nei confronti dell’invio delle truppe in Iraq.

Nel 2007, Blair dette le dimissioni e il ruolo di primo ministro fu assunto da Gordon Brown, leader del partito laburista.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la principale innovazione politica introdotta da Tony Blair con il suo governo?
  2. Tony Blair ha introdotto il concetto di "New Labour", rappresentando una terza via tra il laburismo radicale e il neoliberismo, con un focus su investimenti nei servizi pubblici e riforme sociali (come indicato nel testo).

  3. Come ha gestito Blair le politiche neoliberiste ereditate da Margaret Thatcher?
  4. Blair ha mantenuto le politiche neoliberiste, come la flessibilità del lavoro e la riduzione del potere sindacale, considerandole necessarie per la competitività del Regno Unito nella globalizzazione (come descritto nel testo).

  5. Quali sono stati i principali interventi militari di Blair in politica estera?
  6. Blair ha partecipato attivamente a conflitti come l'invasione dell'Afganistan nel 2001 e dell'Iraq nel 2003, oltre a interventi in Sierra Leone e Kosovo, mantenendo una stretta alleanza con gli Stati Uniti (come riportato nel testo).

  7. Quali successi ha ottenuto il governo di Blair in relazione alla questione irlandese?
  8. Il governo di Blair ha raggiunto un importante successo con gli "accordi del Venerdì Santo" nel 1998, che hanno portato a una risoluzione pacifica del conflitto nordirlandese e alla creazione di nuove istituzioni politiche (come evidenziato nel testo).

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