Concetti Chiave
- Il settore oleario produce annualmente una grande quantità di reflui, suddivisi in sanse e acque di vegetazione, con elevate caratteristiche inquinanti.
- Le tecniche di lavorazione influenzano il tipo e la quantità di reflui generati, variando da metodi tradizionali a sistemi in continuo.
- Con centrifughe a due vie, si ottiene una separazione efficace di olio, sanse umide e acqua di vegetazione, riducendo il volume di quest'ultima.
- L'uso di acqua durante la gramolatura porta a una maggiore produzione di acqua di vegetazione e richiede trattamenti distinti per le sanse.
- La ricerca scientifica sta esplorando il riutilizzo dei reflui oleari come sottoprodotti, indirizzandoli verso applicazioni agricole e ammendanti.
il settore oleario si trova a dover smaltire ogni anno una notevole quantità di reflui dall’elevato carico inquinante e dalle caratteristiche anche molto diverse; dall’estrazione dell’olio infatti si ottengono due tipologie distinte di reflui: le sanse (refluo solido) e le acque di vegetazione (refluo liquido).
Tecniche di lavorazione e reflui
La quantità e le caratteristiche dei reflui prodotti si differenziano a seconda della tecnica di lavorazione utilizzata. Nella tecnica tradizionale, dove la pasta di olive viene pressata, si ottengono alla fine del processo di lavorazione olio, sanse e acqua di vegetazione (di quantità intermedia a quella prodotta con i sistemi in continuo). Nel caso in cui vengano usate le centrifughe a due vie, non viene aggiunta acqua nella fase di estrazione e si separano olio, sanse umide e pochissima acqua di vegetazione (eliminata nella successiva centrifugazione del mosto oleoso). Quando, invece, viene addizionata acqua durante la gramolatura, si effettua la successiva estrazione dell’olio con le centrifughe a tre vie, che separano l’olio dalle sanse e da abbondante acqua di vegetazione. Quindi, a seconda della tecnica utilizzata, i reflui prodotti sono diversi sia per quanto riguarda il volume delle acque di vegetazione sia per la natura delle sanse, che necessariamente dovranno subire trattamenti successivi differenti.
Ricerca e riutilizzo dei reflui
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha studiato soluzioni alternative allo smaltimento tal quale dei reflui oleari, recuperando parte dei loro componenti o utilizzandoli in agricoltura come ammendanti. Per capire quali possono essere i possibili usi dei reflui (che in tal caso dovremmo chiamare sottoprodotti), e quali le difficoltà relative al loro riutilizzo dobbiamo necessariamente analizzare la loro composizione.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali tipologie di reflui prodotti nel settore oleario?
- Come influisce la tecnica di lavorazione sulla quantità e le caratteristiche dei reflui?
- Quali sono le prospettive per il riutilizzo dei reflui oleari?
Nel settore oleario si producono principalmente due tipologie di reflui: le sanse, un refluo solido, e le acque di vegetazione, un refluo liquido, a seconda della tecnica di lavorazione utilizzata.
La quantità e le caratteristiche dei reflui variano in base alla tecnica di lavorazione; ad esempio, la tecnica tradizionale produce una quantità intermedia di acque di vegetazione, mentre l'uso di centrifughe a due o tre vie modifica il volume e la natura dei reflui generati.
Negli ultimi anni, la ricerca ha esplorato soluzioni per il riutilizzo dei reflui oleari, recuperando componenti utili o utilizzandoli come ammendanti in agricoltura, ma è fondamentale analizzare la loro composizione per comprenderne i potenziali usi.