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Sándor Márai (1900-1989)

Romanziere, ma anche poeta, novellista, drammaturgo, scrisse diari per circa 40 anni ed iniziò la sua carriera come giornalista.

Punto di vista storico

  • Personaggio interessante anche dal punto di vista storico: egli nasce proprio all’inizio del Novecento e la sua morte, nel 1989, avviene proprio nell’anno in cui l’Ungheria assiste al cambio di regime, passando dal socialismo alla democrazia => il suo arco di vita copre dunque momenti storici drammatici che sicuramente influenzeranno sia la dimensione privata che la dimensione letteraria.

Successo postumo

  • Fatta eccezione per un periodo relativamente breve in gioventù in cui ha potuto godere della popolarità sia tra i colleghi che rispetto al pubblico, riscuotendo un successo non soltanto artistico, ma anche economico, per la maggior parte della sua esistenza Márai vive ritirato di stenti. Il vero e proprio successo postumo arriverà soltanto dopo la morte.
  • Nel 1988 Roberto Calasso, proprietario e direttore della casa editrice Adelphi, decide di tradurre l’opera “Le braci” (1942). L’edizione italiana fa seguito a quelle francesi (1958, 1995), dal cui titolo peraltro prende stampo anche quello italiano; l’originale ungherese tradotto letteralmente sarebbe risultato “Le candele bruciano fino in fondo”. Tuttavia fu soltanto la pubblicazione del romanzo in italiano ad inaugurare il successo dell’autore in Occidente e persino nella stessa Ungheria.
  • Una ventina di titoli tradotti in italiano!
  • In Ungheria viene riscoperto negli anni ‘90 --> 1990: premio Kossuth postumo, il premio più importante per persone di rilievo nei campi della scienza e dell’arte.
  • Infatti durante il periodo socialista, le opere dell’autore, dichiaratamente contrario al regime, non vengono pubblicate nella madrepatria --> in realtà, nella seconda metà degli anni ‘80 gli ungheresi tentarono di ottenere il permesso dell’autore per la pubblicazione delle sue opere, ma Márai, autoesiliato e fermo sulle proprie posizioni, fino alla morte dichiarò che mai nessuna delle sue opere sarebbe stata pubblicata in Ungheria fino a che tutti i carri armati russi non avessero lasciato il suolo ungherese.
  • Nel 1995 venne istituito in onore e in ricordo di Márai un premio per la letteratura ungherese che ogni anno viene assegnato a tre, il primo anno, o due, in seguito, letterati ungheresi, uno dei quali oltre confine: Imre Kertész, Iván Mándy, Péter Esterházy, Sándor Tar, Pál Závada, Endre Kukorelly, Zsolt Láng, Lajos Grendel, Zsuzsa Rakovszky.

Giovinezza

  • Sándor Károly Henrik Grosschmid de Mára --> Márai dal 1918.
  • Padre: Géza Grosschmid (1872-1934), notaio reale, presidente della Camera degli avvocati di Kassa, già senatore del Partito socialista cristiano nazionale ungherese nel Parlamento di Praga.
  • Madre: Margit Ratkovszky (1874-1964).
  • Famiglia borghese discendente da antichi coloni sassoni, bilingue: il fatto di parlare sia ungherese che tedesco si rivelerà molto importante in quanto in un primo periodo della sua vita vivrà in Germania dove verranno gettate le basi per la sua carriera di scrittore, iniziando come giornalista. Nonostante conosca anche il francese e l’inglese, durante il suo autoesilio Márai sceglierà fermamente di parlare esclusivamente l’ungherese, relegando se stesso ad una condizione di emarginato, nonché ad una vita di stenti.
  • Città natale: Kassa, Košice in slovacco, facente parte dell’impero austro-ungarico alla nascita di Márai, ma a partire dal 1920, con il trattato del Trianon, che ridimensiona l’Ungheria storica tagliando via il 67% dei suoi territori e della sua popolazione, appartenente alla Repubblica slovacca.
  • Nacque l’11 aprile, oggi giornata della poesia ungherese, essendo nato in questo giorno anche Attila József, del 1900.

Scuole

  • Anni 6-10: con un precettore privato.
  • Kassa: ginnasio.
  • Budapest: nel 1916 sul Pesti Hírlap, Gazzetta di Pest, appare per la prima volta la novella “Lucrétia fia” (“Il figlio di Lucrezia”).
  • Kassa --> osservando il suo percorso scolastico molto vario è possibile notare come effettivamente Márai fosse un bambino estremamente vivace e per alcuni tratti problematico; inoltre, fin da giovanissimo comprese che la sua vita sarebbe stata votata alla scrittura ed iniziò ad impegnarsi in quella direzione, vd. Lucrétia fia. D’altro canto, il padre, notaio, non vedeva di buon occhio le aspirazioni artistiche di Sándor, né tantomeno del fratello, che diverrà un celebre regista, => “Én nem bánom, ha pojácát csináltok magatokbólm csak ne az én nevem alatt” (“Per me potete anche fare i buffoni, ma non con il mio nome”), motivo per il quale entrambi cambieranno il proprio cognome.

Fratelli

Sándor è il primo di cinque figli:

  • Mencike: muore da piccolissima, pare che la tata fece cadere la bambina e che l’incidente avvenne proprio davanti agli occhi del piccolo Sándor, che ne rimase segnato.
  • Gábor: diventa avvocato seguendo le orme del padre.
  • Géza --> Radvány: famoso regista, ad esempio del film “Valahol Európában” (“Da qualche parte in Europa”, 1947).
  • Kató.

1918

  • In gennaio evita di essere arruolato per la leva militare, non idoneo. I suoi coetanei vengono mandati sul fronte dell’Isonzo: sedici dei suoi compagni di classe cadono in battaglia.
  • Si trasferisce a Budapest --> Facoltà di Giurisprudenza, poi Lettere.
  • Collabora con il quotidiano Magyarország --> primo contatto con Gyula Krúdy, uno dei maggiori scrittori del primo Novecento, considerato poi suo maestro --> Krúdy fornisce a Márai una recensione molto positiva circa il suo lavoro che si rivela molto gratificante per il giovane, deciso nell’intraprendere la strada della scrittura ma ancora poco sicuro sul proprio talento.
  • Primo volume: Emlékkönyv, “Libro di memorie”, 17 poesie, pubblicato in 100 copie a Kassa --> recensione di Dezső Kosztolányi, altra figura determinante nella carriera di Márai.

1919

  • Cronista per il giornale Vörös lobogó, “Bandiera rossa”, della Repubblica dei Consigli, effimera di 133 giorni con a capo Béla Kun.
  • L’avvicinamento al comunismo è solo un entusiasmo giovanile, un’ideologia che poi abolirà per tutta la vita.
  • Sconfitta la Repubblica dei Consigli dilagano le vendette del Terrore bianco --> il padre spedisce Márai all’estero per precauzione.

1919 - 1928: il viandante

  • Come giornalista inviato gira tutta l’Europa.

Germania --> 1919-1923: Lipsia, Berlino, Weimar

  • Márai transita per Monaco, Francoforte, Weimar, attratto dallo spirito di Johann Wolfgang von Goethe.
  • Studia giornalismo a Lipsia, corsi dell’Institut für Zeitungskunde; non terminerà mai gli studi di giornalismo senza quindi mai conseguire la laurea.
  • Per un breve periodo accarezza l’idea di scrivere in tedesco, alla fine sceglierà di scrivere nella lingua materna, l’ungherese.
  • Studia disordinatamente, frequenta i caffè, collabora al settimanale satirico Der Drache, “Drago”.

1920

  • Ha la possibilità di collaborare con importanti testate giornalistiche e così di conoscere personalità di spicco.
  • Si trasferisce a Frankfurt am Main e diventa collaboratore prestigioso del Frankfurter Zeitung, l’unico giornale in tutta la Germania ad avere fama mondiale. Alla rubrica letteraria collaborano Thomas Mann, Heinrich Mann, Hermann Hesse, Stefan Zweig, Theodor Adorno, Gerhart Hauptmann e tutti i grandi della cultura mitteleuropea.
  • Grazie all’educazione bilingue si fa un no
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/19 Filologia ugro-finnica

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