Concetti Chiave
- Pietro Bembo, di famiglia patrizia, riceve una formazione umanistica e intraprende la carriera ecclesiastica nel 1508, diventando segretario pontificio e poi cardinale.
- La sua produzione letteraria inizia con lavori filologici e culmina nel trattato "Gli Asolani", che esplora il tema dell'amore attraverso un dialogo tra diverse posizioni.
- Il trattato "Prose della volgar lingua" rappresenta un'opera fondamentale in cui Bembo difende la lingua italiana criticando le posizioni contemporanee e promuovendo autori del Trecento.
- Nel 1530 pubblica la raccolta delle Rime, che applicano la teoria linguistica espressa nelle Prose, enfatizzando la fedeltà a Petrarca sia nella lingua che nello stile.
- Bembo ricopre ruoli significativi nella storia ecclesiastica e letteraria, influenzando la lingua e la poesia italiane fino alla sua morte nel 1547.
Qual è la Formazione e carriera ecclesiastica?
Di importante famiglia patrizia, Bembo riceve una solida formazione umanistica. Soggiorna per lunghi periodi a Ferrara e a Urbino e nel 1508 intraprende, per motivi di sicurezza economica, la carriera ecclesiastica. Nel 1512 Bembo si trasferisce a Roma, designato segretario pontificio di Papa Leone X. Tornato nel 1521 nel Veneto, a Pdova, diventa storiografo ufficiale della Repubblica veneta (riceve l’incarico di scrivere una storia contemporanea di Venezia e compone in latino l’Historia Veneta); viene quindi nominato cardinale e infine vescovo, prima di Gubbio e poi di Bergamo. Muore a Roma nel 1547.
Produzione letteraria e opere
la produzione letteraria di Bembo ha inizio in gioventù con versi latini e lavori filologici (cura un’edizione delle poesie di Petrarca e una della Commedia dantesca). Importante è il trattato dialogico in prosa gli Asolani, pubblicati a stampa nel 1505. l’opera, intercalata da rime esplicative, è incentrata sul tema dell’amore e si divide in tre libri: nei primi due si contrappongono la posizione di Perottino, amante infelice, e quella di Gismondo, amante felice, che sostengono rispettivamente il carattere negativo e positivo dell’amore dal punto di vista sessuale. Nel terzo libro Lavinello espone la teoria dell’amore platonico, puro e spirituale.
Teoria linguistica e raccolta di Rime
Trattato fondamentale, incentrato sulla questione della lingua letteraria italiana, è lo scritto intitolato Prose della volgar lingua, nel quale Bembo giudica criticamente le proteste dei contemporanei e sostiene i modelli illustri degli autori del Trecento (Petrarca per la poesia e Boccaccio per la prosa). Il dialogo è ambientato a Venezia, fra Giuliano de’ Medici, Carlo Bembo (fratello dell’autore), il poeta Ercole Strozzi e l’arcivescovo Federigo Fregoso.
Nel 1530 viene pubblicata a stampa la raccolta delle Rime di Bembo: esse costituiscono l’applicazione pratica della teoria linguistica sostenuta nelle Prose della volgar lingua. Le liriche insegnano la rigorosa fedeltà alla lingua e allo stile di Petrarca; inoltre Bembo ritrova nel modello petrarchesco una personale consonanza di sentimenti.
Domande da interrogazione
- Qual è il percorso formativo e professionale di Pietro Bembo?
- Quali sono le opere principali di Bembo e i temi che affronta?
- Qual è l'importanza del trattato "Prose della volgar lingua" nella teoria linguistica di Bembo?
Pietro Bembo, proveniente da una famiglia patrizia, riceve una solida formazione umanistica e intraprende la carriera ecclesiastica nel 1508. Diventa segretario pontificio di Papa Leone X, storiografo ufficiale della Repubblica veneta e, infine, cardinale e vescovo, morendo a Roma nel 1547.
La produzione letteraria di Bembo include versi latini, l'edizione delle opere di Petrarca e Dante, e il trattato dialogico "Asolani", che esplora il tema dell'amore attraverso diverse prospettive. L'opera si divide in tre libri, affrontando l'amore infelice e felice, e culmina con la teoria dell'amore platonico.
"Prose della volgar lingua" è un'opera fondamentale in cui Bembo difende la lingua letteraria italiana, sostenendo i modelli di autori del Trecento come Petrarca e Boccaccio. La raccolta delle sue Rime, pubblicata nel 1530, applica praticamente questa teoria, evidenziando la fedeltà allo stile petrarchesco.