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Concetti Chiave

  • Pietro Aretino nasce ad Arezzo nel 1492 e guadagna notorietà a Roma con le Pasquinate, scritte contro Papa Adriano VI dopo la morte di Leone X.
  • La sua carriera a Roma è segnata da scandali, come sonetti osceni, che lo costringono a fuggire e a rifugiarsi a Mantova, prima di tornare a Roma nel 1523.
  • A Venezia, Aretino trova successo letterario grazie alla sua satira, ricevendo riconoscimenti da monarchi come Francesco I e Carlo V, restando lì fino alla morte nel 1556.
  • Critica l'intellettuale cortigiano e il classicismo, proponendo un'arte libera e provocatoria, come evidenziato nel suo "Ragionamento delle corti".
  • Le sue opere, tra cui "La Cortigiana" e "L'Orazia", affrontano la corruzione delle corti e rappresentano una netta opposizione al petrarchismo e alle regole tradizionali.

Le origini e la carriera iniziale

Figlio di Margherita Bonci e di un nobile aretino, Pietro nasce ad Arezzo nel 1492. Nel 1506 è a Perugia e nel 1517 a Siena e poi Roma. Qui ha ben presto fama e fortuna, soprattutto in seguito alla morte di Papa Leone X, quando scrisse le Pasquinate, composizioni anonime denigratorie contro il successore Adriano VI.

Scandali e pericoli a Roma

Tale vicenda gli costò l'abbandono di Roma, seppur protetto dal cardinale Giulio de' Medici. All'elezione di quest'ultimo al soglio pontificio (1523), l'Aretino torna a Roma, suscitando scandalo, poiché era stato l'autore di sonetti osceni. La sua presenza era vista tanto negativamente da portare il Giberti, datario, ad assoldare un sicario per assassinarlo. Ferito nel 1527 da tale azione, è costretto a lasciare Roma e a riparare a Mantova, aiutato dall'amico Giovanni dalle Bande Nere, morto il quale, Aretino scriverà le Lettere, dedicandogli una delle pagine più belle.

Venezia e il successo letterario

Lascia, così, Mantova e si reca a Venezia, dove scrive lasciando libera la sua vena satirica, tanto che Francesco I gli inviò in dono una collana d'oro e Carlo V una pensione annua; rimase a Venezia fino alla morte nel 1556.

Critica alle corti e anticlassicismo

Aretino condannava profondamente la figura di intellettuale cortigiano e l'ideologia delle corti, tanto che scrisse un Ragionamento delle corti (1538), rovesciando i canoni proposti dal Castiglione.

Il rifiuto è netto anche per le regole, l'Aretino si abbandona ad un violento anticlassicismo, contrapponendo all'arte la natura, vista come estrema e ultima libertà dello scrittore. Da ciò scaturiscono le caratteristiche delle sue opere: stupire, incuriosire, scandalizzare, provocare, inventare.

Opere teatrali e polemiche

Il petrarchismo di Opera nuova (1512) lascerà il posto a Sonetti lussuriosi, illustrazione in versi di incisioni erotiche. La versatilità dei suoi interessi e il suo cambio d'ottica traspaiono dalla sua opera teatrale, la Cortigiana (1525), in cui mette in luce la corruzione della corte romana, polemizzando ancor più, però, in opere come Il Marescalco, la Talanta, l'Ipocrito e Il Filosofo; nel 1546 esce l'Orazia, per molti la migliore tragedia che quel secolo ci abbia lasciato.

Opere sacre e agiografiche

Nel decennio 1534-43 abbiamo le opere sacre e agiografiche come la Contemporaneamente pubblica i Ragionamenti in cui confluiscono le due opere precedenti: Ragionamento della Nanna e della Antonia (1534) e Dialogo nella quale la Nanna insegna a la Pippa (1536); nel primo Nanna racconta le sue vicende erotiche, come monaca come maritata e come prostituta; nel secondo Nanna istruisce Pippa sull' "arte puttanesca".

Tale opera contraddice le maniere raffinate tipiche del Rinascimento e sono un'antitesi rispetto al Cortigiano.

Altre opere sono I primi tre canti di Marfisa (1533) e l'Orlandino (1540) e il Dialogo delle corti parlanti (1543).

In tutte le opere la battaglia dell'Aretino è contro il petrarchismo, le regole e il classicismo; ne nasce uno stile libero, sciolto, crudo, anche virtuoso in modo eccessivo, misto di espressioni colorite e di diversa origine.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto storico che ha influenzato la carriera di Pietro Aretino?
  2. Pietro Aretino, nato ad Arezzo nel 1492, ha vissuto in un periodo di grande fermento politico e culturale, che ha influenzato la sua carriera, specialmente dopo la morte di Papa Leone X, quando scrisse le Pasquinate, guadagnandosi fama e fortuna a Roma.

  3. Quali sono stati i principali scandali che hanno segnato la vita di Aretino a Roma?
  4. Aretino ha suscitato scandalo a Roma per i suoi sonetti osceni, tanto da essere oggetto di un tentativo di omicidio. Dopo essere stato ferito nel 1527, è stato costretto a lasciare la città, trovando rifugio a Mantova e poi a Venezia.

  5. In che modo Aretino ha criticato l'ideologia delle corti?
  6. Aretino ha condannato la figura dell'intellettuale cortigiano e l'ideologia delle corti, scrivendo il "Ragionamento delle corti" nel 1538, in cui rovescia i canoni proposti da Castiglione, abbracciando un violento anticlassicismo e ponendo la natura come ultima libertà dello scrittore.

  7. Quali sono le caratteristiche distintive delle opere di Aretino?
  8. Le opere di Aretino si contraddistinguono per il loro stile libero e crudo, mirano a stupire e provocare, e si oppongono al petrarchismo e al classicismo, come evidenziato nelle sue opere teatrali e sacre, che riflettono la sua battaglia contro le regole e le convenzioni del Rinascimento.

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