Concetti Chiave

  • Le complicanze aritmiche possono derivare da condizioni come le miocarditi, causando compromissione emodinamica attraverso tachicardie e blocchi di branca.
  • Le complicanze meccaniche più gravi includono rotture del setto interventricolare, interessamento pericardico e trombi, che richiedono attenzione medica urgente.
  • Lo shock cardiogeno è caratterizzato da una disfunzione ventricolare sinistra, con segni clinici come cute fredda, riduzione della diuresi e alterazioni mentali.
  • La prognosi per pazienti con shock cardiogeno è severa, con mortalità del 40% a 30 giorni e del 50% a un anno, anche dopo rivascolarizzazione.
  • La gestione delle ischemie in aree critiche come il setto interventricolare può necessitare l'intervento di specialisti, come i cardiochirurghi, per trattamenti avanzati.

Indice

  1. Complicanze aritmiche e meccaniche
  2. Quali sono la diagnosi e gestione dello shock?
  3. Prognosi e interventi urgenti

Complicanze aritmiche e meccaniche

Questo argomento non è legato al tema della lezione, ovvero le Sca. È interessante notare però come altre condizioni possano determinare complicanze aritmiche, come per esempio le miocarditi. In questo caso non derivano dalla sofferenza ischemica del miocardio, ma dall’infiammazione. Ad esempio, si può avere tachicardia regolare monomorfica (con i Qrs tutti uguali), tachicardia irregolare polimorfica, blocco di branca destro completo (complesso Qrs slargato positivo con onda n, assomiglia alle orecchie di asino), salve di tachicardia. In quasi tutti i casi ci sarà compromissione emodinamica. Le complicanze meccaniche maggiori da ricercare sono:

    • Rotture di setto interventricolare. Nella proiezione a quattro camere si vede distintamente se il setto è integro o meno. Può dare un quadro clinico grave.

    • Interessamento pericardico. A volte il paziente giunge all’osservazione molto dopo la genesi dell’angor (giorni). Se una parte del ventricolo è andato in necrosi (si vedono onde Q) si possono formare aneurismi ventricolari (dilatazione e assottigliamento della parete libera del ventricolo). La rottura dell’aneurisma porta a tamponamento cardiaco che porta a instabilità emodinamica.

    • Trombi.

Quali sono la diagnosi e gestione dello shock?

In alcuni paesi anglosassoni o Us, questo esame viene effettuato da un tecnico. È definito come una condizione in cui la pressione arteriosa sistolica è persistentemente minore di 90 mmHg.

Per tutte le complicanze meccaniche, indipendentemente dalla base anatomopatologica, il ventricolo diventa ipocinetico o acinetico. Si riduce enormemente la frazione di eiezione, determinando ipotensione e shock.

Lo shock cardiogeno ha come causa principale la disfunzione ventricolare sinistra. Altre cause sono: rottura del setto ventricolare (formazione di shunt tra le camere), rottura della parete libera (da aneurisma), insufficienza mitralica da rottura di muscolo papillare.

Tra i segni principali ci sono:

    • Cute fredda, pallida/marezzata da vasocostrizione periferica

    • Contrazione della diuresi (

    Alterazione mentale. È fondamentale in pazienti anziani o con morbidità multiple. L’ipoperfusione determina confusione, disorientamento, incapacità di spiegare i sintomi.

Prognosi e interventi urgenti

All’emogas si vede un aumento del lattato per passaggio da metabolismo aerobio ad anaerobio nei tessuti. In caso di ischemia diffusa si arriva rapidamente allo shock. La mortalità a 30 giorni è del 40%, del 50% ad 1 anno.

Un paziente con shock cardiogeno da Sca ha indicazione alla coronarografia urgente, ma anche se la rivascolarizzazione è efficace la prognosi è comunque negativa.

In condizioni di ischemia di zone come il setto interventricolare o la parete libera, o in caso di grave insufficienza mitralica, la gestione è difficoltosa per il medico d’urgenza e può richiedere l’intervento di specialisti come il cardiochirurgo. La rottura del setto si può provare a tamponare con una patch (cardiologo).

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le complicanze aritmiche associate alle miocarditi?
  2. Le miocarditi possono causare complicanze aritmiche come tachicardia regolare monomorfica, tachicardia irregolare polimorfica e blocco di branca destro completo, tutte con possibile compromissione emodinamica.

  3. Quali sono le principali cause di shock cardiogeno?
  4. Le cause principali di shock cardiogeno includono la disfunzione ventricolare sinistra, la rottura del setto ventricolare, la rottura della parete libera e l'insufficienza mitralica da rottura di muscolo papillare.

  5. Qual è la prognosi per i pazienti con shock cardiogeno?
  6. La mortalità a 30 giorni per i pazienti con shock cardiogeno è del 40%, e del 50% a un anno, anche se la rivascolarizzazione può essere efficace, la prognosi rimane negativa.

  7. Quali segni clinici indicano la presenza di shock cardiogeno?
  8. I segni principali dello shock cardiogeno includono cute fredda e pallida, contrazione della diuresi e alterazioni mentali, specialmente in pazienti anziani o con morbidità multiple.

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