Akerloff, selezione avversa e azzardo morale
In concorrenza perfetta non vi sono asimmetrie informative, per cui esiste un solo prezzo che equivale esattamente alla qualità effettiva del prodotto; se si applicasse un prezzo diverso esso verrebbe istantaneamente rilevato, quindi i prezzi diversi corrisponderebbero esclusivamente a qualità diverse. Questa condizione è verificata in alcuni mercati, come ad esempio nel mercato del petrolio (prezzo conosciuto, se venisse aumentato non sarebbe venduto).
Akerloff (1970) sulla base dell’ipotesi di informazione imperfetta (rischio di pagare un prezzo maggiore dell’effettiva qualità), ha elaborato il modello del mercato dei bidoni attribuito al mercato delle auto usate, con un intervallo di qualità per ogni auto 0-2. L’informazione può essere di 3 tipi:
- Info completa e perfetta: la completezza rappresenta un attributo verticale della domanda (quanto se ne sa?); la perfezione è invece un attributo orizzontale (come è distribuita l’informazione all’interno del mercato?). Un info completa è necessariamente anche perfetta, mentre una incompleta può essere distribuita in modi diversi. In presenza di info completa e perfetta, il prezzo è uguale alla qualità (P=X): un'auto che vale 1 verrà pagata al prezzo 1.
- Info incompleta ma perfetta: c’è incompletezza ma non asimmetria, e l’info è distribuita in modo egualitario all’interno del mercato. Si può scegliere di arrendersi a causa dell’ignoranza oppure stabilire un prezzo di equilibrio come prezzo medio tra la qualità minima e la massima (in questo caso tra 0 e 2, quindi 1). Ad un prezzo inferiore a 1 i venditori uscirebbero dal mercato, mentre ad uno superiore a 1 uscirebbero i compratori. Nell’ignoranza potrebbe essere accettato a tutti tale prezzo medio.
- Info asimmetrica: il consumatore non sa niente, c’è incompletezza e imperfezione. Ne deriva che il prezzo medio 1 non può essere accettato da venditori che vendono auto di qualità 2, ma solo da coloro che vendono auto di qualità 0 o di qualità 1; il discorso continua, perché può essere applicato via via a qualità sempre inferiori (in questo caso la media è 0,5 e i venditori di 1 non accettano). Per qualunque prezzo, quindi, la qualità sarà P/2, e non esiste nessun prezzo che rispecchi la qualità reale. In quest’ottica si riesce a scambiare solo l’auto di qualità 0 al prezzo 0, ed il mercato scompare. Per evitare ciò, si ipotizza che vi siano solo auto di scarsa qualità (1) e di buona qualità (2); l’unica soluzione diventa porre il prezzo pari a 1, tutte le auto di buona qualità vengono scacciate e quelle di cattiva qualità vengono vendute al prezzo effettivo.
A fare le spese in un mercato con asimmetrie informative non è solo l’ignorante, ma anche il venditore dell’auto di buona qualità; il bene cattivo scaccia il buono. In un modello principale-agente, il principale è la parte che ha meno informazione e l’agente la parte con più informazione.
Mercato delle assicurazioni
Chi ha bassa probabilità di furto non stipula una polizza al prezzo proposto, e l’assicuratore avrà sottoscritto soltanto polizze con i clienti peggiori, più a rischio di furti. L’assicuratore, per evitare di pagare più di quanto incassato, dovrebbe aumentare il prezzo della polizza, con l’effetto però di selezionare una fascia di clienti ancora peggiore.
Mercato del lavoro
Il principale non conosce l’effettiva produttività dei singoli lavoratori. Offrendo un certo salario sul mercato, otterrà l’effetto di escludere i lavoratori migliori, che avranno un salario di riserva più alto. Avendo chiuso i contratti con i lavoratori peggiori, la produttività media sarà inferiore al salario offerto; riducendo i salari per compensare ciò, non si farebbe altro che selezionare una fascia di lavoratori ancora peggiore.
Mercato del credito
Le banche fissano un certo tasso di interesse che non verrà accettato dalle imprese di migliore qualità. La banca finirà col finanziare solo i progetti di investimento più rischiosi. Si evidenzia il meccanismo di selezione avversa, che si genera quando ci sono informazioni già esistenti prima della stesura del contratto di cui il principale non è a conoscenza: si crea una selezione tra gli agenti avversa al principale.
Le asimmetrie informative generano anche un altro fenomeno, che si mette in moto però dopo la stesura del contratto: è l’azzardo morale. Se si ottiene di pagare un premio assicurativo inferiore dopo aver dimostrato di possedere un garage, l’agente può effettuare un azzardo morale parcheggiando l’auto fuori dal garage, trasformandosi da alta qualità a bassa qualità senza che il principale lo sappia. È quindi un’asimmetria informativa successiva alla chiusura del contratto su base discrezionale dell’agente.
Soluzioni per la soluzione avversa
Autoselezione
Il principale predispone meccanismi di contratto in modo tale che gli agenti più informati vadano a scegliere il migliore, nella convenienza di entrambi. Vengono fissati indicatori di qualità scelti dal principale.
- Mercato del lavoro: il lavoratore meno bravo sceglie di percepire una parte fissa più alta, quello più bravo preferirà avere una parte variabile maggiore della fissa. C’è quindi un doppio equilibrio, uno per un prezzo ed uno per la qualità.
- Mercato delle assicurazioni: secondo gli interessi delle parti, si raggiunge un equilibrio offrendo contratti con premio e rimborso alto (chi sa di essere più a rischio sa che pagherà un premio alto per ricevere un rimborso alto) oppure con premio basso e franchigia bassa.
Razionamento
- Mercato del lavoro: affinché si abbia una situazione che soddisfi l’impresa, bisogna aumentare il salario in modo da far entrare i lavoratori migliori; l’effetto però è far abbassare la domanda di lavoro generando disoccupazione involontaria. Il lavoro viene quindi razionato, la produttività sale e il salario è di efficienza (ma non di equilibrio).
- Mercato di capitali: si propone di abbassare il tasso di interesse, ottenendo come risultato la diminuzione dell’offerta e il razionamento del credito presente tra i chiedenti di bassa e alta qualità (tasso di interesse di efficienza).
Segnale
È un meccanismo tipico del mercato del lavoro, nel quale vale il discorso qualità-prezzo (qualità giusta al prezzo giusto).
- Il signaling si rifà al modello di Spence (1970): bisogna individuare in qualche modo la qualità dei lavoratori, che non è facile. Si utilizza a questo scopo il curriculum e, per semplicità, si può ridurre il segnale al titolo di studio: mostrando esso come segnale si spera di ottenere il salario adeguato.
- È l’agente quindi a lanciare il segnale.
- Il meccanismo funziona bene se chi lancia il segnale è premiato in modo giusto, ma se il costo del lancio fosse pari a 0 chiunque lo lancerebbe e il meccanismo non funzionerebbe, idem se il costo fosse uguale per tutti.
- Viene da sé quindi che per essere efficace il segnale deve essere costoso e deve essere tanto più costoso quanto minore sia la qualità.
- Il mercato riconosce esclusivamente il segnale e non la reale competenza, che sarebbe troppo costosa da verificare.
Soluzioni per l’azzardo morale
La soluzione per l’azzardo morale è più difficile di quella per la soluzione avversa, in quanto più difficile da tenere sotto controllo. Si cerca allora di inserire, con la difficoltà del caso, degli indicatori che consentano di premiare i migliori. L’unica tipologia contrattuale con effettiva relazione qualità prezzo è il contratto di cottimo: il lavoratore viene retribuito in base ad una percentuale su ciò che vende. In un contesto di asimmetria informatica può accadere che l’azzardo morale dell’agente non venga scoperto dal principale: l’agente passerebbe dall’alta alla bassa qualità. Difendersi dall’azzardo morale è difficile, ma ci si può riuscire basandosi su due vincoli:
- Vincolo di partecipazione: L’agente deve essere invogliato a partecipare al contratto, per lui deve essere conveniente.
- Vincolo di incentivo: l’agente deve essere incentivato a comportarsi in un modo che sia il migliore per sé stesso e per il principale.
Stiglitz propone un modello che funziona in termini di entrambi i vincoli. Se il mercato è efficiente la disoccupazione è assente, si impiegherebbe poco tempo a trovare un altro lavoro e quindi sarebbe conveniente abbassare la qualità (si può essere scoperti e venire licenziati trovando subito un altro lavoro). Se le aziende possono generare disoccupazione, invece, essa funge da incentivo, in quanto se l’azzardo morale venisse scoperto si avrebbero costi maggiori. Esisterebbe quindi una disoccupazione di equilibrio tale per cui l’incentivo avrebbe la supremazia sul disincentivo. Secondo Stiglitz, per generare disoccupazione, si deve aumentare il salario (la domanda di lavoro si abbassa diventando minore dell’offerta).
Beni di consumo
L’assenza di una durata del rapporto venditore/compratore fa sì che sia difficile inserire delle clausole di comportamento per i beni di consumo. Non si conosce l’abbinamento prezzo/qualità per i beni di consumo, possono esserci enormi differenze di prezzo tra beni appartenenti ad una stessa categoria. Le asimmetrie informative esistono nei mercati dei beni di consumo, e sono tutte a scapito del consumatore (che in questo caso è il principale).
Per non correre il rischio di eludere l’alta qualità (cosa che sarebbe causata dall’informazione asimmetrica a danno del consumatore), il venditore può attuare diversi meccanismi:
- Garanzia: viene introdotta una durata del rapporto, se in futuro dovesse insorgere un difetto del bene ci si impegna a rimborsarlo. La garanzia ha quindi le stesse caratteristiche del segnale: deve essere costosa in misura inversamente proporzionale alla qualità del prodotto offerto. Esistono differenze tra le garanzie motivate dal fatto che i produttori conoscono i propri prodotti, e offrono di conseguenza una garanzia commisurata ad essi. La garanzia è quindi un meccanismo corretto che dà indicazione della qualità, ed è tipicamente legata alla durata del bene.
- Reputazione: ha un forte impatto sul consumatore, e l’acquisto deve essere vincolato dai comportamenti del produttore. Se quest’ultimo ha una buona reputazione, si è intenzionati a reiterare gli acquisti; viceversa, se ne ha una cattiva, il bene non verrà acquistato. Il meccanismo funziona, in quanto il produttore di bassa qualità sa che se venisse scoperto non riuscirà più a vendere, ed dovrà organizzarsi in base a questa consapevolezza.
Per conoscere la qualità ci si potrebbe creare degli indicatori di qualità che in seguito agli acquisti ci permettano di conoscerla; essi non danno effettive informazioni sulla qualità, ma ne sono indicativi (ad esempio i difetti di un'auto dopo l’acquisto). A tali indicatori vanno fatti seguire quindi comportamenti diversi adeguati ad essi. Produrre alta qualità è conveniente solo se il prezzo meno i costi dell’alta qualità, diviso il fattore di attualizzazione (che si usa in quanto l’acquisto di un bene di alta qualità è reiterato nel tempo), è maggiore del prezzo meno il costo della bassa qualità (è assente r in quanto la vendita non sarà reiterata); è essenziale in pratica che i profitti derivanti dal bene di alta qualità superino quelli derivanti dal bene di bassa qualità.
Non sempre conviene produrre l’alta qualità, ma dipende quindi dalla differenza tra Ca e Cb ed anche dalla differenza tra p e Ca: il prezzo deve essere sufficientemente alto da rendere profittevole la produzione di alta qualità. Vendendo beni di bassa qualità, che saranno venduti quindi una volta sola, converrebbe ridurre al minimo Cb. Esistono anche mercati alternativi in cui l’alta qualità è assente, in quanto il prezzo più alto non sarebbe praticabile (ad esempio se si vendesse in una fiera un bene di alta qualità allo stesso bene del negozio non verrebbe acquistato da nessuno).
Per poter tirar fuori degli indicatori, la reputazione deve prevedere comunque una vita del bene; nei mercati dei beni di consumo non durevoli (come ad esempio i beni alimentari) ciò non è possibile, non si riesce ad abbinare la qualità al prezzo. Esistono però meccanismi che permettano di risolvere questo problema, come i consorzi e il marchio, che inducano a pensare che i beni siano effettivamente di qualità superiore. Nel caso del consorzio, se un’azienda appartenente facesse azzardo morale ci rimetterebbero tutti (la reputazione e di conseguenza le vendite crollerebbero); al consorzio conviene quindi alzare il livello dei controlli, e ciò fungerebbe da “garanzia di qualità”. Il marchio è simile al consorzio, in quanto ci rimetterebbe anche se uno solo dei suoi prodotti si abbassasse di qualità. Non si è sicuri che il mercato riconosca il prezzo giusto alla qualità, in quanto il marchio ha il suo peso; l’immagine è sì più pericolosa nelle scelte peggiorative, ma funziona da zavorra se si volesse decidere di aumentare la qualità. Il pubblico non è detto infatti che riconosca la qualità superiore e che sia disposto ad acquistare il bene ad un prezzo più alto.
Storia
La qualità è vicina al termine di conformità: è di qualità se conforme ai requisiti specifici del prodotto. Preindustrialmente i produttori principali erano gli artigiani; caratteristica tipica era la dominazione dell’artigiano su tutte le fasi della produzione. L’artigiano era cliente interno di sé stesso per tutte le fasi, in quanto ereditava volta per volta il risultato del lavoro che aveva svolto durante la fase precedente. Aveva quindi pieno interesse alla produzione di alta qualità ed era proprietario dei frutti del proprio lavoro.
Con la rivoluzione industriale i princìpi dell’artigianato vengono a cadere: non c’è più un unico dominatore di tutte le fasi ma la produzione viene spezzettata (ogni addetto della singola fase non ha nulla a che fare con le altre). Ogni cliente interno è diverso dal precedente, a valle ci sarà sempre un soggetto diverso ad ereditare i frutti della fase precedente. Il lavoratore non è più proprietario dei frutti del proprio lavoro. C’è quindi una separazione tra chi produce, che materialmente esegue il lavoro, e chi è proprietario dei suoi frutti, in genere il capitalista: la conseguenza è che l’approccio sul lavoro viene sminuito.
Il primo approccio all’organizzazione del lavoro si ebbe con Taylor, attraverso il principio chiave della divisione netta tra chi decide (il management) e chi esegue ciò che è stato deciso (gli operai). Non ci sono poteri discrezionali per chi esegue e, di conseguenza, non vi sono persone indispensabili; qualsiasi operaio può essere sostituito con una macchina (principio di sostituzione).
Ford, realizzando la sua catena di montaggio, sfruttò al massimo il pensiero di Taylor; potendo decidere attraverso la velocità del nastro trasportatore il tempo di lavoro, l’operaio è innanzitutto costretto ad eseguire i suoi compiti nel tempo stabilito, e non è più costretto a spostarsi verso la postazione di lavoro (attraverso il nastro è la postazione di lavoro a passare davanti a lui). Tutto è nelle mani del management, e si aprono ancora di più le porte alla macchinizzazione; gli operai furono d’accordo a tale evoluzione, in quanto l’enorme aumento della produttività permetteva il conseguimento di salari maggiori.
Il risultato è la produzione di massa: il cliente è visto come una massa indistinta e la qualità non conta. Ford diceva che “non esiste vero progresso se dei suoi frutti non ne beneficiano tutti” e, riguardo alla produzione di massa del suo modello T, che “qualunque americano potrà scegliere il colore del suo modello T purché esso sia nero”, ad indicare che l’auto avrebbero potuta averla tutti ma alle sue condizioni. La qualità esce ridimensionata rispetto all’artigiano, ma nessuno ci fa troppo caso in quanto l’enfasi veniva posta semplicemente sul possesso del bene.
Nella produzione di massa non è più possibile controllare tutti i beni dopo la produzione, ma si passa ad un controllo di qualità a campione: il difetto passa anche se come detto non importerà a nessuno. L’episodio che ridiede lustro ed importanza alla qualità, restituendole il suo ruolo, fu la II guerra mondiale: le produzioni belliche venivano infatti retribuite dai governi in cambio dell’assicurazione di determinati standard di qualità.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Gestione della qualità
-
Appunti Teoria e tecnica della comunicazione
-
Appunti nuoto
-
Appunti Fisica tecnica ambientale