Palazzo della Signoria o Palazzo Vecchio
Palazzo della Signoria o Palazzo Vecchio (Firenze, 1299) attribuito ad Arnolfo di Cambio da Vasari. Edifici civili in Italia: impiego elementi gotici ma su pareti che rimangono “piene”. Importanza appena inferiore a quella della cattedrale. Conserva (soprattutto per motivi simbolici) elementi della fortificazione, ma si apre all’esterno con finestre.
Palazzo della Signoria (o Palazzo Vecchio) costruito “acciò (i priori o Signori) non temessero le minacce de’ potenti”. Aspetto “militare”.
Fasi di costruzione
- 1299: Inizio costruzione
- 1310: La torre è già eretta
- 1314: Il palazzo è completato
Finitura esterna di bugnato rustico in pietraforte. È diviso in tre piani da cornici marcapiano, vi sono bifore marmoree neogotiche con archetti trilobati. Merlatura guelfa (con sommità squadrata) mentre la torre ha merlatura ghibellina (a coda di rondine).
Cattedrale di Santa Maria del Fiore
(Firenze 1296) neogotico, Arnolfo di Cambio, ampliamento antica chiesa di S. Reparata. Iter costruttivo molto lungo (circa 200 anni) e caratterizzato da continue interruzioni.
Fasi di costruzione
- 1296: Su delibera degli organi municipali si inizia la nuova costruzione, su progetto di Arnolfo di Cambio (Vasari; documento del 1300 nel quale si nomina espressamente l’architetto quale caput magister)
- 1301 o 1310: Morte di Arnolfo. I lavori vengono interrotti. Sono state realizzate, parzialmente, la facciata con i portali e le pareti longitudinali.
- 1334-59: Costruzione del campanile (successive D.L. di Giotto, Andrea Pisano, Francesco Talenti)
- Post 1355: Si torna a lavorare alla chiesa. 1355-57: al Talenti viene commissionato un modello.
- 1350-69: Sotto la D.L. del Talenti si ha forse una variante del progetto. Allungamento verso est del corpo delle navate (a ovest sono già presenti facciata e campanile) e realizzazione delle volte.
- 1366-67: Si comincia a lavorare sulla zona absidale, ampliandone il diametro e l’altezza.
- 1375: L’edificio, coperto con le nuove volte, è aperto al culto.
- 1436: Termine della costruzione, con la costruzione della cupola del Brunelleschi.
- Consacrazione post 1450: Realizzazione “tribune morte” e lanterna.
Nasce come ampliamento di S. Reparata, grande Duomo. Giotto, campanile, cupola di Brunelleschi, più di 200 anni. Reparata era una struttura semplice basilicale. Pianta città, parte più antica con cardo e decumano romano tricromia, volume scandito da contrafforti, struttura innovativa.
Attico per nascondere gli archi rampanti. Struttura: sintesi tra due impianti diversi. Quattro campate rettangolari che diventano quasi quadrate con relative navate secondarie molto alte per creare uno spazio unitario. Le grandi arcate, grandi volte a crociera, altezza Duomo 40 metri, spazialità ampia, alla struttura si conclude con un triconco, tre grandi cappelle, cinque lati di un ottagono, la al centro un ottagono di 45 metri. La cupola era un problema. Facciata iniziata da Arnolfo. Decorazione a tarsie marmoree. Grande spazio che permette ariosità. Pilastri ottogoni, capitelli corinzi. Sul tamburo si fa un concorso. Leon Battista Alberti: la cupola è così ampia da coprire tutti i popoli toscani. 40 metri di altezza all’imposta. La volta è a padiglione, ad otto spicchi. Assomiglia alla catenaria rovesciata. L’impalcatura era impossibile, è stata costruita con sistemi autoreggenti. Mattoni a spina di pesce. Struttura non monolitica, era a doppia calotta con un passaggio di 1,20 metri con scala, due gusci staticamente indipendenti, collegati con travi di legno. Lanterna pesante per chiudere la cupola, un arco acuto in sezione. Lanterna rivoluzionaria, modello ligneo, porta centrale collegata attraverso le volute, usate poi nelle architetture rinascimentali. Arricchisce il suo linguaggio astratto con la presenza di “carne e ossa dell’architettura”.
Tribune morte e struttura
Impianto: fusione tra basilica a tre navate e organismo a pianta centrale chiarezza geometrica (Arnolfo) = reiterazione modulo ad quadratum in pianta e ad triangulum in alzato.
Allungamento Francesco Talenti: stesso impianto e medesimo numero di campate (4) della proposta arnolfiana. Le campate, da rettangolari, diventano così quasi quadrate. Aumento intercolumnio, maggior respiro alle arcate e conseguente accentuazione unità tra navata mediana e navatelle navata mediana: navatelle = 2:1.
Architettura rinascimentale
Homo ad circulum et ad quadratum, o Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. L’uomo è misura di tutte le cose. L’architettura che si inizia a sviluppare con Filippo Brunelleschi (Firenze, 1377- Firenze 1446) è caratterizzata da proporzioni umane (Umanesimo 1400). Spazio a misura d’uomo, ci si riferisce all’antico, vi è una rinascita di ciò che avevano fatto gli antichi, la seconda natura, e l’imitazione dell’antico (soprattutto di Roma). Brunelleschi inventa un nuovo codice di forme che deriva dall’antico ma che assume poi forme diverse negli spazi. Non troviamo repliche dell’antico. Brunelleschi è anche l’ultimo dei gotici. Vasari dice che Brunelleschi inventa la nuova architettura, lo chiama grande tecnico, ed è anche artista liberale, non è soggetto a nessuno, parla col committente, è un intellettuale, pretende il controllo assoluto del cantiere. Le maestranze entrarono in sciopero, ma fallirono, era un architetto moderno.
Inoltre Brunelleschi è famoso per la città prospettica, inventa un’architettura prospettico-sintattica, usando il metodo della prospettiva durante la sua partecipazione al Concorso per la Porta Nord del Battistero di Firenze (1401), concorso che segnò un punto di rottura con la precedente tradizione gotica, anticipando il seme dell’arte rinascimentale. L’invenzione della prospettiva consistette nella rappresentazione della realtà da un punto di vista preciso, che si può sovrapporre alla realtà vera e propria. Brunelleschi inventò un esperimento, si mise con una tavoletta di fronte al Battistero di Firenze, con un buco nella tavoletta, dipinse ciò che vedeva e con uno specchio alla fine controllò che il battistero disegnato coincideva con quello reale, virtuale e reale si sovrapponevano. La nuova prospettiva era un metodo per organizzare razionalmente lo spazio, secondo scale esatte di rapporti proporzionali matematici.
Collaboratori e influenze
Brunelleschi ebbe come compagni di viaggio Donatello (Firenze 1386-1466) e Masaccio (Arezzo in Toscana 1401-1428), e diedero vita ad un nuovo modo di pensare l’arte, diverso dal Gotico medievale. Il Gotico era barbaro, perché non si riferiva alla classicità. L’arte del Rinascimento che nasce a Firenze, infatti, si chiama anche Classicismo, una sua caratteristica è l’armonia tra tutte le parti, il rapporto tra tutti gli elementi.
“Con lo studio di Filippo Brunelleschi l'architettura ritrovò le misure e le proporzioni degli antichi, così nelle colonne tonde come nei pilastri quadrati e nelle cantonate rustiche e pulite, ed allora si distinse ordine per ordine e si fece vedere la differenza tra loro. Si ordinò che le cose andassero per regola, seguitassero con più ordine, e fossero divise con misura. Crebbe la forza ed il fondamento al disegno, e si dette alle cose una buona grazia, e si fece conoscere l'eccellenza di quell’arte. Si ritrovò la bellezza e la varietà dei capitelli e delle cornici, in tal modo che si videro le piante dei templi e degli altri suoi edifici esser benissimo intese, e le fabbriche ornate, magnifiche e proporzionatissime, come si vede nella stupendissima macchina della Cupola di S. Maria del Fiore di Firenze, nella bellezza e grazia della sua lanterna, nell'ornata, varia e graziosa Chiesa di S. Spirito, e nel non meno bella di quella di S. Lorenzo, nella bizzarrissima invenzione del Tempio in otto facce degli Angeli, e nella ariosissima Chiesa e convento della Badia di Fiesole, e nel magnifico e grandissimo principio del Palazzo dei Pitti”.
Esperimenti e prospettiva
Veduta della Catena 1480:
“E questo caso della prospettiva nella prima cosa, in che lo mostro, fu in una tavoletta di circa mezzo braccio quadro, dove fece una pittura a similitudine del tempio di fuori di San Giovanni di Firenze. Ed a quel tempio ritratto per quanto se ne vede a uno sguardo dal lato di fuori; e pare, che sia stato a ritrarlo dentro alla porta del mezzo di Santa Marie del Fiore qualche braccia tre, fatto con tanta diligenza e gentilezza e tanto appunto coi colori dei marmi bianchi e neri, che non e miniatore che l'avessi fatto meglio” Antonio di Tuccio Manetti.
La prospettiva lineare è un mezzo per dominare razionalmente l’ambiente che ci circonda. Consente di collocare ogni oggetto entro una scala esatta di rapporti proporzionali, per comprenderlo mentalmente attraverso le leggi della matematica.
Brunelleschi e la cupola di Santa Maria del Fiore
“Venuto l'anno 1420, furono finalmente radunati in Firenze tutti questi maestri oltramontani, e così quelli della Toscana e tutti gli ingegnosi artefici di disegno fiorentini, e così Filippo tornò da Roma. Si radunarono dunque tutti nella Opera di Santa Maria del Fiore, presenti i Consoli e gli Operai, insieme con una scelta di cittadini i più ingegnosi, acciò che, udito sopra questo caso l'animo di ciascuno, si risolvesse il modo di voltare questa tribuna; chiamati dunque nell’udienza, udirono a uno a uno l'animo di tutti, e l'ordine che ciascun architetto sopra di ciò aveva pensato. E fu cosa bella il sentir le strane e diverse opinioni in tale materia; perciò che chi diceva di far pilastri murati dal piano terra, per volgervi su gli archi, e tenere le travate per reggere il peso; altri che gli era bene voltarla di spugne, acciò fosse più leggero il peso: e molti si accordavano a fare un pilastro in mezzo, e condurla a padiglione, come quella di S. Giovanni di Firenze. E non mancò chi dicesse che sarebbe stato bene empierla di terra e mescolare quattrini fra essa, acciò che volta, dessino licenzia che chi voleva di quel terreno potessi andare per esso; e così in un subito il popolo lo portasse via senza spesa. Solo Filippo disse che si poteva voltarla senza tanti legni e senza pilastri o terra, con assai minore spesa di tanti archi e facilissimamente senza armatura. Parve a Consoli, che stavano ad aspettare quel bel modo, et agli Operai et a tutti quei cittadini, che Filippo avesse detto una cosa da sciocchi, e se ne fecero beffe ridendosi di lui; e si volsero, e gli dissero che ragionasse d'altro che quello era un modo da pazzi, come era egli. Perché, parendo a Filippo di essere offeso, disse: “Signori, considerate che non è possibile volgerla in altra maniera che in questa; e ancora che voi vi ridiate di me, conoscerete (se non volete esser ostinati) non doversi né potersi far in altro modo. Ed è necessario, volendola condurre nel modo ch'io ho pensato, che ella si giri col sesto di quarto acuto, e si faccia doppia, l'una volta di dentro e l'altra di fuori, in modo che fra l'una e l'altra si cammini. Et in su le cantonate degli angoli delle otte facce con le morse di pietra, s'incateni la fabbrica per la grossezza similmente, con catene di legnami di quercia si giri per le facce di quella. Et è necessario pensare ai lumi, alle scale ed ai condotti, dove le acque nel piovere possano uscire. E nessuno di voi ha pensato che bisogna avvertire che si possa fare i ponti di dentro per fare i mosaici ed una infinità di cose difficili, ma io, che la veggo volta, conosco che non ci è altro modo né altra via da potere volgerla che questa ch'io ragiono”.
“Tutti dicevano “come s’armerà?” e ritornando lui sempre in su quello “volgerassi senza armatura”. (Manetti)
“Struttura sì grande… senza alcun aiuto di travamenti o di copia di legname” (L.B. Alberti, De Pictura). Problemi da risolvere: a) larghezza vano, b) no centina, c) presenza tamburo, d) no archi rampanti, e) non possibile cupola emisferica.
Soluzioni innovative
- Cupola a sesto acuto con costoloni
- Intelaiatura intermedia leggera
- Elementi di irrigidimento orizzontali per assorbire le spinte laterali
- Doppia calotta (minor peso)
- Mattoni invece che pietra in alto
- Costruzione a ricorsi orizzontali autoportanti a “spina di pesce”
- Lanterna pesante
Le volute, le prime del Rinascimento, risolvono il raccordo tra i contrafforti ad archi rampanti e l’ottagono. L’impianto della lanterna, con gli “archi rampanti” e la cuspide appuntita, può richiamare immagini gotiche. Ma ora è superata ogni distinzione tra parti portanti e inerti parti portate.
Tribune morte
Le cosiddette tribune morte (1438-39), sovrapposte ai cavi piloni angolari del duomo, come strutture di conclusione, di raccordo visivo e di irrigidimento della parte inferiore del tamburo, costituiscono un’audace intrusione “classica” nella complessa organizzazione “gotica” dell’esterno dell’edificio. Tribune morte: maniera post 1434 (Bruschi) Funzione attiva del vuoto, sia all’interno che all’esterno.
Progressiva scomparsa della bicromia e del linearismo. Eliminazione della dicotomia struttura-parete piana. Tendenza dell’edificio a conformarsi come organismo e non come semplice scheletro.
Ospedale degli Innocenti
(Firenze 1419-24 terminato da Francesco della Luna 1445) di Brunelleschi, è un ricovero per gli orfani in cui Brunelleschi sperimenta la sua grammatica. Arcate a tutto sesto compongono un portico.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Storia dell'architettura II medievale e moderna (parte 5)
-
Appunti Storia dell'architettura II medievale e moderna (parte 1)
-
Appunti Storia dell'architettura II medievale e moderna (parte 2)
-
Appunti Storia dell'architettura II medievale e moderna (parte 6)